{"id":8400,"date":"2013-09-03T22:49:07","date_gmt":"2013-09-03T20:49:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8400"},"modified":"2013-10-29T22:58:18","modified_gmt":"2013-10-29T21:58:18","slug":"il-paesaggio-interiore-e-la-tutela-dei-suoli-fertili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/09\/il-paesaggio-interiore-e-la-tutela-dei-suoli-fertili\/","title":{"rendered":"Il paesaggio interiore e la tutela dei suoli fertili"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8402\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"salviamoilpaesaggio-cover\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/salviamoilpaesaggio-cover.jpg\" width=\"283\" height=\"406\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/salviamoilpaesaggio-cover.jpg 283w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/salviamoilpaesaggio-cover-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><\/p>\n<h3><strong>&#8220;<em>\u00c8 sbagliato cercare di tutelare il paesaggio solo quando questo rappresenta qualcosa di straordinario<\/em>&#8220;. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>In anteprima per i lettori di <a href=\"http:\/\/www.altrecononomia.it\" target=\"_blank\">altrecononomia.it<\/a> la prefazione di Carlin Petrini, fondatore di Slow Food all&#8217;edizione 2013 del libro di Luca Martinelli &#8220;Salviamo il paesaggio!&#8221;: <\/strong>&#8220;<em>Questo libro si rivela un altro strumento indispensabile per orientare la nostra azione, per renderla consapevole e competente<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Negli anni 50, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale,il poeta Andrea Zanzotto &#8211; scomparso non da molto &#8211; ebbe a scrivere: \u201cDopo i campi di sterminio, stiamo assistendo allo sterminio dei campi\u201d<\/strong>. Un gioco di parole molto violento, ma quanto mai lucido. Del resto i poeti sanno leggere la realt\u00e0 e guardare avanti come nessun altro: lo sterminio dei campi \u00e8 iniziato in quegli anni e poi non si \u00e8 pi\u00f9 fermato. Anzi, si \u00e8 intensificato a tal punto da diventare palese ovunque, e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 parte della nostra Italia che si salvi.<\/p>\n<p><strong>Questo libro \u00e8 ricco di dati e di storie che lo dimostrano, e che tuttavia sono soltanto una parte di un tutto dalle proporzioni pi\u00f9 grandi.\u00a0Un disastro nazionale come pochi altri nel secondo dopoguerra<\/strong>; un disastro che non soltanto riguarda colate di cemento inaudite, ecomostri, citt\u00e0 che si sviluppano male e troppo, speculazioni e malaffari, mercato immobiliare gonfiato, scempi naturalistici: ci\u00f2 che ne soffre terribilmente prima di tutto \u00e8 l\u2019agricoltura, e quindi ne soffre il nostro paesaggio.<\/p>\n<h3><strong>Lego immediatamente agricoltura e paesaggio perch\u00e9 trovo che la giusta indignazione per l\u2019invasione del cemento non evidenzi ancora abbastanza come questa spinta inarrestabile stia compromettendo per sempre uno dei beni comuni pi\u00f9 importanti del nostro Paese: il terreno fertile. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>E con esso in primis l\u2019agricoltura: il settore umano-economico pi\u00f9 martoriato, deteriorato, svilito, abbruttito d\u2019Italia. <\/strong>\u00c8 ci\u00f2 che ci d\u00e0 cibo, ci\u00f2 che ci garantisce il nutrimento ma anche la salvaguardia di una biodiversit\u00e0 unica, intrinsecamente legata al saper fare umano, ad antiche tecniche di produzione, alla trasformazione della natura in cultura.<\/p>\n<p><strong>Non si tratta soltanto di piacere e dell\u2019orgoglio per una gastronomia che tutti ci invidiano: parliamo di un comparto economico decisivo, rilevante anche in una visione prospettica<\/strong>, se si pensa a come possa tradurre tutto il suo fare in buone pratiche sostenibili. In una parola si potrebbe tradurre il tutto con \u201cidentit\u00e0\u201d: le nostre realt\u00e0 locali, il cibo cui si legano i modi di vivere e rapportarsi agli altri, ci\u00f2 che siamo come italiani. E questo \u00e8 il paesaggio, non soltanto connotato in senso estetico.<\/p>\n<p><strong>Non soltanto bellezza pura. \u00c8 bellezza esteriore ma soprattutto interiore, perch\u00e9 l\u2019antropizzazione del paesaggio ci dice chi siamo e ci garantisce posti in cui sia bello vivere. Vivere \u00e8 mangiare, lavorare, riposarsi, relazionarsi, conoscere: stare bene.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un bel paesaggio \u00e8 il risultato di un\u2019armonia pi\u00f9 profonda che ci parla anche di chi lo vive, chi lo plasma, chi ne gode<\/strong>. Per me parlare di paesaggio \u00e8 come parlare di piacere, e lo dico da presidente del movimento internazionale Slow Food, il \u201cmovimento per la tutela e il diritto al piacere\u201d. Non possiamo non educarci a riconoscere questo piacere, imparare a scegliere, a inseguire quella qualit\u00e0 che a Slow Food abbiamo riassunto in uno slogan, \u201cbuono, pulito e giusto\u201d: un piacere alimentare organolettico e culturale ma anche sostenibilit\u00e0 ecologica e giustizia sociale nei processi di filiera.<\/p>\n<h3><strong>Sbaglia chi pensa alla gastronomia come l\u2019ambito esclusivo del buon mangiare inteso nel senso classico del gourmet, cos\u00ec come sbaglia chi pensa al paesaggio come mero elemento estetico da contemplare. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>La gastronomia \u00e8 una scienza multidisciplinare<\/strong> che riguarda l\u2019economia, l\u2019ecologia, le scienze sociali, la storia e la memoria, l\u2019agricoltura e la zootecnia, la produzione di energia, la chimica, la botanica, l\u2019antropologia e altro ancora. E anche il paesaggio \u00e8 \u201cmultidisciplinare\u201d: va letto nelle sue connotazioni pi\u00f9 profonde, non ci si pu\u00f2 fermare alla contemplazione cos\u00ec come nel cibo non ci si pu\u00f2 fermare alle sensazioni gustative. I sensi sono solo il punto di partenza, perch\u00e9 il loro risveglio e il loro allenamento ci permettono di vedere meglio la realt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 mi sono fatto promotore insieme all\u2019associazione che rappresento delle campagne \u201cSalviamo il paesaggio\u201d del \u201cForum italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio\u201d.<\/strong> Ecco perch\u00e9 sono felice di introdurre questo libro prezioso. Perch\u00e9 cos\u00ec com\u2019\u00e8 sbagliato pensare che chi tutela la qualit\u00e0 alimentare tuteli soltanto cibi rari e d\u2019eccellenza, e per questo difficilmente accessibili, \u00e8 altrettanto sbagliato cercare di tutelare il paesaggio solo quando questo rappresenta qualcosa di straordinario. Come noi di Slow Food lavoriamo per la qualit\u00e0 del cibo quotidiano, cos\u00ec crediamo che il paesaggio di qualsiasi luogo sia l\u2019espressione di buone produzioni agricole, di un vivere compiendo atti e attivit\u00e0 \u201cbuoni, puliti e giusti\u201d, che tutti possiamo fare. Azioni che riguardano l\u2019agricoltura, ma anche il consumare, le nostre scelte quotidiane.<\/p>\n<p><strong>\u201cMangiare \u00e8 un atto agricolo\u201d<\/strong>, ha scritto a questo proposito il mio amico Wendell Berry, agricoltore e poeta del Kentucky: una frase che ben ci richiama alle nostre responsabilit\u00e0 individuali. Possiamo tranquillamente parafrasare dicendo che <strong>\u201cmangiare \u00e8 un atto paesaggistico\u201d<\/strong>, e questa \u00e8 politica pura, nel suo senso pi\u00f9 alto e nobile, partecipativo, privo di secondi fini, nell\u2019interesse comune.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esperienza di \u201cSalviamo il paesaggio\u201d, lentamente ma con grande determinazione, dopo un paio di anni ha gi\u00e0 dato i primi frutti:<\/strong> il tema \u00e8 entrato ufficialmente nelle stanze della politica, \u00e8 stato posto all\u2019attenzione dei Governi attraverso diversi disegni di legge, pi\u00f9 o meno giusti, pi\u00f9 o meno efficaci. Il solo fatto che l\u2019attenzione per la tutela dei suoli fertili si stia diffondendo nelle istituzioni e nella societ\u00e0, tra le associazioni di categoria e anche tra i semplici cittadini, ci spinge a continuare la battaglia e a non moderare il nostro impegno.<\/p>\n<p><strong>Questo libro si rivela un altro strumento indispensabile per orientare la nostra azione, per renderla consapevole e competente.<\/strong> Ci richiama alle nostre responsabilit\u00e0 ma ci indica anche i modi per fare pressione, per agire concretamente. Fermare il cemento e il consumo di suolo fertile deve diventare una delle priorit\u00e0 di un Paese che si voglia chiamare civile, lo scempio \u00e8 andato troppo avanti ed \u00e8 ora di porre un limite, di prendere coscienza dei nostri limiti: il suolo non \u00e8 l\u2019unico ambito in cui li abbiamo superati, e nessuno di questi \u201ccampi\u201d (agricoltura, economia, finanza, clima, ambiente, salute pubblica, omologazione culturale, tutela della biodiversit\u00e0 e delle bellezza) \u00e8 disgiunto dagli altri.<\/p>\n<p><strong>Ci vuole una visione che potremmo definire \u201colistica\u201d, un nuovo paradigma.<\/strong> Richiamarci all\u2019azione &#8211; partendo dai sensi &#8211; \u00e8 un richiamarci alla politica, a un nuovo modo di fare e pensare, che ci restituisca prima di tutto il nostro paesaggio interiore, la nostra identit\u00e0. Ci\u00f2 che probabilmente alla fine ci far\u00e0 vivere un po\u2019 pi\u00f9 felici.<\/p>\n<p><em><strong>Carlin Petrini<\/strong><\/em><br \/>\n<em>fondatore di Slow Food<\/em><\/p>\n<p>______________________________________________<\/p>\n<h2><strong>Salviamo il paesaggio!<\/strong><br \/>\ndi Luca Martinelli<\/h2>\n<h3><strong>Manuale per cittadini e comitati: come difendere il nostro territorio da cemento e grandi opere inutili<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cFermare il cemento e il consumo di suolo fertile \u00e8 una delle priorit\u00e0 di un Paese che si voglia chiamare civile\u201d, scrive Carlo Petrini nella prefazione. Questo manuale insegna a resistere e passare all\u2019azione: 25 storie di comitati e tutte le risorse &#8211; pratiche e giuridiche &#8211; per far valere i diritti dei cittadini e del paesaggio. Un dizionario per la difesa del territorio in 10 parole chiave: mappare, in\/formare, riutilizzare, simboleggiare, manifestare, ripensare, tutelare, presidiare, giustapporre, aggregare\/partecipare.<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.altreconomia.it\/site\/ec_articolo_dettaglio.php?intId=228\" target=\"_blank\"><strong>Acquista il libro online &gt;&gt;<\/strong><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;\u00c8 sbagliato cercare di tutelare il paesaggio solo quando questo rappresenta qualcosa di straordinario&#8220;. 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