{"id":8771,"date":"2013-11-20T00:37:48","date_gmt":"2013-11-19T23:37:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8771"},"modified":"2013-11-30T01:04:16","modified_gmt":"2013-11-30T00:04:16","slug":"salento-gli-ulivi-risorgono-smascherando-la-bufala-del-batterio-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/11\/salento-gli-ulivi-risorgono-smascherando-la-bufala-del-batterio-killer\/","title":{"rendered":"Salento: gli ulivi risorgono, smascherando la bufala del &#8220;batterio killer&#8221;"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8772\" alt=\"20131119_ulivi\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20131119_ulivi.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20131119_ulivi.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20131119_ulivi-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>Chi si \u00e8 recato nei giorni scorsi nelle aree \u201crosse\u201d, quelle maggiormente colpite dal fenomeno dell&#8217;essiccazione degli ulivi, vi ha trovato alberi in pieno vigore rigenerativo. Tutto questo in uliveti abbandonati, che non hanno subito nessun intervento \u201ccurativo\u201d, ed \u00e8 tutto un tripudio di germogli e di nuova vegetazione!<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019area interessata comprende dagli 8.000 ai 10.000 ettari, e sarebbero fino a 600.000 gli alberi d&#8217;olivo che rischiano l&#8217;eradicazione.<\/strong> Numeri biblici, per uno scenario di devastazione da film di fantascienza! Pesticidi e diserbanti chimici da usare con la scusa di eliminare tutti i \u201cserbatoi di inoculazione\u201d, (si parlava, persino, di irrorazione dall&#8217;alto con l&#8217;uso degli aerei), e squadre, financo, di militari, lanciafiamme contro erbe e muschio, ed eradicazioni!<\/p>\n<h3><strong>Si \u00e8 parlato, non a caso, con preoccupazione e rabbia da parte dei cittadini, di \u201cshoah degli ulivi\u201d, e di \u201colocausto chimico del Salento\u201d, e in tanti hanno perso il sonno per via degli incubi di tutto questo assurdo scenario da guerra contro tutto ci\u00f2 che vuol dire Salento!<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il brutto gioco messo in piedi ad arte, e che oggi crolla rovinosamente, \u00e8 ormai fin troppo palese.<\/strong> Dopo esser stati chiamati ad intervenire per studiare la particolare sintomatologia del disseccamento di alcuni rami degli ulivi, (chiamati anche da alcuni nostri attivisti, cittadini sensibili all\u2019ambiente), dei tecnici preposti giunti sui luoghi vi trovano sugli alberi diversi patogeni, insetti e muffe, ma anche poi un batterio, di questo i primi studi ben dimostrano essere non patogeno per alcuna coltura e, addirittura, un batterio che esperimenti pubblicati, inoculato nell&#8217;ulivo, non ha dato mai sintomatologie patogene. \u201cSi d\u00e0 il caso che le indicazioni molecolari acquisite a Bari forniscano buoni motivi per ritenere che il ceppo salentino di Xylella fastidiosa appartenga ad una sottospecie (o genotipo) che non infetta n\u00e9 la vite n\u00e9 gli agrumi, e che esperienze statunitensi (California) indicano come dotato di scarsa patogenicit\u00e0 per l&#8217;olivo\u201d (articolo pubblicato il 30 ottobre 2013 sul sito della Accademia dei Georgofili, per l&#8217;approfondimento sul caso degli olivi salentini).<\/p>\n<p><strong>Per cui, dai tecnici locali, si \u00e8 presentato tale batterio, qui nel Salento, come concausa della sintomatologia degli ulivi; sintomatologia bollata subito come \u201cterribile contaminante epidemia senza alcuna speranza\u201d<\/strong>; finch\u00e9, poi, nelle uscite sui media pi\u00f9 nazionali, dai medesimi tecnici, il batterio trovato \u00e8 stato presentato come il principale imputato responsabile, il \u201cbatterio killer\u201d! E cos\u00ec, \u00e8 stato anche presentato da tutti gli enti sciacallo, e politicanti, accorsi sulla scena come avvoltoi per banchettare del Salento e sui possibili lauti fondi europei, nazionali e regionali cos\u00ec ottenibili.<\/p>\n<p><strong>Per di pi\u00f9 l\u2019innocuo batterio potrebbe essere persino endemico ed endofito, come anche ipotizzato da alcuni stimati docenti universitari locali, ovvero presente ovunque e da sempre nel Salento in maniera del tutto asintomatica<\/strong>. Eppure, senza una diagnosi alcuna, o con una traballante diagnosi, vacillante e scarna, contestata anche pubblicamente da locali ricercatori universitari, si voleva procedere, o meglio, imporre con sanzioni e coercizioni, una TERAPIA FINALE sugli ulivi salentini.<\/p>\n<p>Li abbiamo chiamati per osservare, analizzare e curare una sintomatologia particolare e poco nota degli ulivi, al fine di un\u2019estate siccitosa, e di una prolungata estate dal punto di vista termico, fenomeno naturale possibile, che ha portato anche quest\u2019anno, eccezionalmente, ad anticipate fioriture autunnali di tantissimi alberi nel Salento, e questi non solo non studiavano e curavano un bel nulla, ma si dedicavano a promuovere l&#8217;eradicazione del presunto paziente e di ogni possibilit\u00e0 di sua rigenerazione, avvelenando e cancellando tutto il vivente!<\/p>\n<p><strong>Da troppo tempo, ormai, stiamo assistendo a vergognose e continue campagne di terrorismo speculativo sui naturalissimi parassiti delle piante<\/strong>, non ultima quella sui nostri lecci, in cui strani tecnici e politicanti, gridano al disastro, e mica per curare, ma solo per avere fondi pubblici per estirpare le piante, o potarle a morte, e per spandere tonnellate di prodotti chimici nocivi di ogni genere!<\/p>\n<p><strong>Le parassitosi sono fenomeni naturalissimi e transitori, e al pi\u00f9 effetti di squilibri in cui intervenire ricostruendo gli ecosistemi, ripiantando di pi\u00f9, anche proprio le piante colpite, e favorendo cos\u00ec anche il ritorno dei predatori naturali, quanto pi\u00f9 autoctoni possibile, dei parassiti, per ripristinare equilibri alterati a volte dallo stesso uomo<\/strong>; ricreando gli habitat degli insetti insettivori, le macchie ripariali e dei \u201csipali\u201d, le stesse che oggi si vorrebbero cancellare nel Salento, in preda alla follia pi\u00f9 cupa; non, dunque, cancellando parassiti, piante parassitate o semi-parassitati, e gli eventuali insetti vettori, cancellando ogni insetto ed il loro ecosistema, come nel parossismo intollerabile raggiuntosi con il \u201cmal affaire Xylella\u201d ora in Puglia!<\/p>\n<p><strong>Dobbiamo, invece, aumentare non diminuire la biodiversit\u00e0!<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Puglia ora, sul \u201cmal affaire Xylella\u201d pendono pesanti gli spettri della speculazione<\/strong> del mercato della biomasse, delle multinazionali della agro-chimica industriale, persino, degli OGM per produzione di biocarburanti, come quelli di mille speculazioni consuma suolo.<\/p>\n<p><strong>Tutto quanto scoperto e diffuso in rete dai cittadini in pochi giorni, \u00e8 impressionate.<\/strong> I legami di accordi e convegni di diversi enti ed associazioni di categorie, scese in scena in questi giorni, con le ditte delle industrie che speculano sulle biomasse; il finanziamento delle ricerche di universit\u00e0 d\u2019oltre oceano, oggi coinvolte nella questione Xylella in Puglia, da parte di multinazionali della agrochimica e degli OGM, il progetto Alellyx (che \u00e8 impressionantemente l&#8217;anagramma del nome Xylella, con cui in Paesi poveri i colossi mondiali delle multinazionali degli OGM e dei brevetti sulle sementi, son entrare ad egemonizzare le economie dei paesi del sud America, utilizzando la Xylella, come cavallo di Troia, per imporre variet\u00e0 brevettate, presentate come ad essa resistenti, al posto della tradizione agricola delle locali genti per la produzione in prevalenza di bioetanolo); ecc.<\/p>\n<p>Ora, di fronte agli olivi che risorgono pi\u00f9 onorevole sarebbe un \u201cscusate ci siamo sbagliati!\u201d, invece crediamo sia anche possibile assistere ancora a disonorevoli arrampicate falso-scientifiche ed illogiche sugli specchi! Questa segnalazione poi degli olivi che risorgono doveva venire data con giubilo da quegli stessi tecnici, ma invece \u2026 nulla, e come sempre devono essere giornalisti attenti e cittadini a colmare queste preoccupantissime mancanze!<\/p>\n<p><strong>Sia questa l\u2019occasione per fare rinascere nel segno della salubrit\u00e0 il paesaggio pugliese, all\u2019insegna delle pratiche virtuose e dei principi che abbiamo raccolto nel \u201c<a href=\"http:\/\/forumambiente.altervista.org\/manifesto-per-il-riconoscimento-del-vasto-ecosistema-dell-uliveto-quale-agroforesta-degli-ulivi-di-puglia\/\" target=\"_blank\">Manifesto per l&#8217;urgente riconoscimento del vasto ecosistema dell&#8217;uliveto quale Agro-Foresta degli ulivi di Puglia<\/a>!\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>La Regione Puglia deve d\u2019urgenza fermare i 2 milioni di euro stanziati ai consorzi di bonifica<\/strong>, nel quadro della quarantena, per il biocidio della flora dei canali, che son i rivi, i fiumi di Puglia, dove vi \u00e8 il rischio non solo del taglio meccanico dei canneti, che rinascono, ma anche dell\u2019uso della chimica ad avvelenamento immorale di suoli, aria, ed acqua, intollerabile, e il serio rischio di taglio eradicativo degli alberi ripariali, protetti, che con le loro radici trattengono gli argini terrosi degli stessi rivi.<\/p>\n<p><strong>Quei soldi siano ridestinati ad opere di rimboschimenti con piante autoctone naturali NO OGM , magari da fare eseguire ad enti pubblici (eventualmente anche gli stessi) e privati!<\/strong> Come agli orti botanici universitari, e alla Forestale! Pi\u00f9 alberi sui canali, non l\u2019eradicazione degli esistenti che finirebbero come biomassa chiss\u00e0 dove, spacciati anche come lucroso rifiuto che non sono!<\/p>\n<h3><strong>Il vero problema principale e precedente da risolvere \u00e8 l\u2019uso della chimica nell\u2019olivicoltura che va risolto imponendo la conduzione dell\u2019oliveto all\u2019insegna delle filosofie del biologico e delle buone pratiche agricole. Ed oggi, invece, si voleva persino aggiungere chimica a chimica (quando una delle potenziali cause che pu\u00f2 rendere un agente da endofito e innocuo a patogeno \u00e8 proprio lo stress chimico!).<\/strong><\/h3>\n<p>Il danno di immagine all\u2019economia salentina creato da questi irresponsabili nel \u201cmal affaire Xylella\u201d \u00e8 immenso ed inquantificabile, ma \u00e8 l\u2019ultimo dei problemi oggi, e siamo certi sar\u00e0 risolto in breve tempo, ora che la stessa Natura, come sempre, dopo le copiose piogge autunnali, ha smascherato il piano di ecatombe biocida che, taluni, stavano portando avanti, progettando di fare di 10.000 ettari di Salento, e forse oltre, letteralmente \u201ctabula rasa\u201d!<\/p>\n<p><em><strong>Forum Ambiente Salute<br \/>\n<\/strong><\/em><a href=\"mailto:forumambientesalute@gmail.com\" target=\"_blank\">forumambientesalute@gmail.com<strong><\/strong><\/a><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi si \u00e8 recato nei giorni scorsi nelle aree \u201crosse\u201d, quelle maggiormente colpite dal fenomeno dell&#8217;essiccazione degli ulivi, vi ha trovato alberi in pieno vigore [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8772,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103,40,18],"tags":[],"class_list":["post-8771","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-agricoltura","category-eventi-e-news","category-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8771","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8771"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8771\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8771"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8771"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8771"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}