{"id":8812,"date":"2013-11-29T22:35:04","date_gmt":"2013-11-29T21:35:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8812"},"modified":"2013-12-05T23:16:06","modified_gmt":"2013-12-05T22:16:06","slug":"sardegna-speculazione-edilizia-e-caos-climatico-altro-che-tragedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/11\/sardegna-speculazione-edilizia-e-caos-climatico-altro-che-tragedia\/","title":{"rendered":"Sardegna: speculazione edilizia e caos climatico, altro che tragedia!"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8813\" title=\"foto da panorama.it\" alt=\"foto da panorama.it\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20131129_Alluvione-Sardegna.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20131129_Alluvione-Sardegna.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/20131129_Alluvione-Sardegna-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/11\/invia-anche-tu-una-mail-per-difendere-il-paesaggio-della-sardegna-patrimonio-di-tutti\/\"><strong>Invia anche tu una mail contro il nuovo Piano Paesaggistico della Sardegna<\/strong>, che porterebbe altro cemento e speculazioni edilizie\u00a0\u00a0&gt;<\/a><br \/>\n____________________________________________________<\/h3>\n<h3><strong>\u201cDramma\u201d, \u201ctragedia\u201d, o ancora \u201ccatastrofe\u201d. In questi termini si \u00e8 parlato dei danni e dei morti causati dallo straordinario maltempo che ha colpito recentemente la Sardegna e diverse zone del sud del Paese. Effetti drammatici di cui molti (troppi) tacciono le cause. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>E\u2019 stato un evento straordinario l\u2019alluvione che ha devastato la Sardegna. Ma c\u2019\u00e8 una cosa che sui giornali non si racconta e ai vertici politici e istituzionali si omette: il \u201cdramma\u201d ha dei responsabili. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Olbia \u00e8 la citt\u00e0 pi\u00f9 colpita<\/strong>. Abbiamo visto le immagini in TV: una citt\u00e0 ricoperta d\u2019acqua, investita da un\u2019onda che nessuno poteva immaginare. E invece \u00e8 successo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 prima della calamit\u00e0 c\u2019\u00e8 la consuetudine. Quella che in questi ultimi dieci anni ha permesso di costruire senza regole.<\/p>\n<h3><strong>Si \u00e8 costruito nei letti dei fiumi, ostruendo tutti i canali di scolo delle acque. Abusi edilizi di ogni genere che soltanto ad Olbia, dal 1997 al 2007, con il sindaco del Pdl Settimo Nizzi ha portato a costruire 23 quartieri dove prima c\u2019era campagna. E cos\u00ec \u00e8 in tutta la Sardegna. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Queste sono le principali ragioni, direttamente riconducibili alla mano dell\u2019uomo, che hanno portato ad un bilancio cos\u00ec grave:<\/strong> l\u2019acqua non poteva defluire, le case non si trovavano in luoghi sicuri, le norme di sicurezza non erano rispettate. Sono le conseguenze di un territorio stuprato dalla speculazione edilizia in nome del profitto.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che in un giorno \u00e8 caduta l\u2019acqua che cadrebbe in sei mesi. Gli esperti l\u2019hanno chiamata la \u201cbomba d\u2019acqua\u201d. \u00abUna piena che avviene una volta ogni mille anni\u00bb, ha detto il presidente della Regione Ugo Cappellacci. Ora c\u2019\u00e8 il momento del cordoglio, del soccorso e della polemica. I sindaci dicono di non essere stati avvertiti. La Protezione Civile di aver avvertito ben 24 ore prima. I cittadini di non aver ricevuto soccorsi.<\/p>\n<p><strong>Ma al di la dei rimpalli di responsabilit\u00e0 del post emergenza, la domanda da porsi \u00e8 perch\u00e9 tutto questo \u00e8 accaduto?<\/strong> \u00abLa mano dell\u2019uomo non \u00e8 estranea a questa catastrofe. Bisogna imparare a rispettare il creato, le sue leggi e i suoi ritmi. Far tesoro della storia che gli eventi ci stanno consegnando\u00bb, ha detto il vescovo di Tempio Ampurias, monsignor Sanguineti, nella sua omelia. Parole che portano con loro un messaggio fondamentale: prevenire \u00e8 meglio che curare.<\/p>\n<p><strong>Poco valgono le rassicurazioni di Enrico Letta quando, pallido, dichiara che \u00ablo Stato c\u2019\u00e8 e fa il massimo\u00bb. Pochissimo se guardiamo la Sardegna: terra selvaggia, bellissima e stuprata. E\u2019 la terra delle contraddizioni:<\/strong> dell\u2019identit\u00e0 culturale e del turismo sfrenato; della bellezza naturale e dell\u2019abuso indiscriminato.<\/p>\n<h3><strong>Ma, a quanto pare, non c\u2019\u00e8 nemmeno il tempo per \u201cfar tesoro\u201d di questa storia, perch\u00e9 la storia non si conclude. Anzi. Sembra una fatalit\u00e0, ma proprio il giorno dell\u2019alluvione Ugo Cappellacci (PdL) presenta il nuovo Piano Paesaggistico Regionale per la Sardegna, che si fa portatore di un\u2019inversione di tendenza. In negativo. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Il nuovo piano permetterebbe, lo denunciano tra l\u2019altro le organizzazioni ambientaliste, di realizzare in via transitoria lottizzazioni bloccate da anni consentendo ampliamenti del 15% anche nelle aree costiere e nelle zone interessate dalle ultime calamit\u00e0, bypassando i gi\u00e0 insufficienti meccanismi di tutela del territorio.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>In altre parole: via ad una nuova colata di cemento. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Non \u00e8 possibile far finta di niente<\/strong> e pensare che tutto accada ogni volta per \u201ccolpa\u201d della natura imperscrutabile. Le colpe vanno cercate l\u00ec dove sono. Ed eccole, sono tutte qui, davanti a noi. Ecco l\u2019ennesima manifestazione della miopia e dell\u2019ingordigia che accomuna certa classe politica e certa imprenditoria, che continuano a sentirsi legittimate a travalicare i diritti dei cittadini e i limiti della natura. Il \u201cdramma\u201d, la \u201ctragedia\u201d, la \u201ccatastrofe\u201d finiscono per essere il risultato di quell\u2019idea di sviluppo che alcuni, anacronisticamente, ancora perseguono; di quella crescita che finisce per franare su se stessa.<\/p>\n<h3><strong>Nonostante un allarme globale che da decenni ormai la politica ignora colpevolmente, e che da tempo ci avverte: stiamo testando gli effetti, i primi effetti, del nostro modello di sviluppo e degli impatti che produce sulla natura. Questi effetti hanno un nome: si chiamano cambiamenti climatici. E anche le cause che li stanno producendo ce l\u2019hanno: si chiamano emissioni di gas serra. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Poche settimane fa un tifone senza precedenti, definito dagli esperti \u201cil pi\u00f9 grande del mondo\u201d ha devastato le Filippine causando 5000 morti.<\/strong> Ma anche l\u2019autunno caldissimo che abbiamo vissuto e le piogge tropicali di queste ultime settimane ne sono un sintomo. Le conseguenze sono reali, inequivocabili, drammatiche, visibili a tutti. <strong>La scienza lo aveva previsto da tempo e l\u2019allarme \u00e8 diventato realt\u00e0. Una realt\u00e0 drammatica.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Ma ancora non \u00e8 sufficiente. Alla COP19, infatti, la 19\u00b0 conferenza sul clima dei Paesi ONU in via di conclusione a Varsavia, si parla del nulla. Nel silenzio assordante dei media mainstream, la soluzione \u00e8 lontana. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>I Paesi cosiddetti \u201cemergenti\u201d non intendono ridurre le proprie emissioni e a tenere banco sono ancora una volta le multinazionali, in particolare quelle del carbone, tra le fonti fossili pi\u00f9 inquinanti, lungi dall\u2019essere abbandonato nelle strategie energetiche dei paesi membri. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Quante \u201ccatastrofi\u201d dovranno ancora esserci<\/strong> perch\u00e9 vi sia, per le tante organizzazioni al lavoro per la Giustizia Climatica, la speranza di vedere uscire dai tavoli negoziali concreti impegni di riduzioni delle emissioni e strategie di transizione verso modelli energetici e produttivi sostenibile? Quando i responsabili saranno messi di fronte alle loro colpe?<\/p>\n<p><strong>Se, come molti hanno detto, la prima e l\u2019unica \u201cgrande opera\u201d che vogliamo in Italia \u00e8 la messa in sicurezza del territorio<\/strong>, il primo grande intervento per cui i governi di tutto il mondo dovrebbero impegnarsi \u00e8 il taglio sulle emissioni. Senza per\u00f2 illudersi che contrastare i cambiamenti climatici possa avvenire senza ripensare l\u2019intero modello economico e sociale. In caso contrario, potremo continuare a parlare non di \u201ccatastrofi\u201d ma di \u201cmassacri\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/asud.net\/sardegna-speculazione-edilizia-e-miopia-sui-cambiamenti-climatici-altro-che-tragedia\/#\" target=\"_blank\"><em><strong>Federico Gennari Santori | A Sud<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p>______________________________________________________________<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/11\/invia-anche-tu-una-mail-per-difendere-il-paesaggio-della-sardegna-patrimonio-di-tutti\/\"><strong>Invia anche tu una mail contro il nuovo Piano Paesaggistico della Sardegna<\/strong>, che porterebbe altro cemento e speculazioni edilizie\u00a0\u00a0&gt;<\/a><\/h3>\n<p>______________________________________________________________<\/p>\n<h3><strong>Approfondimenti:<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u2022 Comunicato Stampa dell&#8217;INU (Istituto Nazionale Urbanistica)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Inu_Sardegna_24112013.pdf\" target=\"_blank\"> <strong>Alluvione Sardegna, l\u2019Inu: \u201cGli errori siano insegnamento, il\u00a0PPR Cappellacci va ritirato&#8221; &gt;<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Invia anche tu una mail contro il nuovo Piano Paesaggistico della Sardegna, che porterebbe altro cemento e speculazioni edilizie\u00a0\u00a0&gt; ____________________________________________________ \u201cDramma\u201d, \u201ctragedia\u201d, o ancora \u201ccatastrofe\u201d. 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