{"id":882,"date":"2011-11-15T09:06:21","date_gmt":"2011-11-15T08:06:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=882"},"modified":"2011-11-30T13:24:18","modified_gmt":"2011-11-30T12:24:18","slug":"colata-di-cemento-nellarea-protetta-sigilli-al-mega-resort-da-50-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2011\/11\/colata-di-cemento-nellarea-protetta-sigilli-al-mega-resort-da-50-milioni\/","title":{"rendered":"Colata di cemento nell&#8217;area protetta Sigilli: mega resort da 50 milioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/resort_puglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-897\" title=\"resort_puglia\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/resort_puglia.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/resort_puglia.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/resort_puglia-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Sono 129 gli indagati, tra cui funzionari di Regione Puglia e Comune, responsabili di aver avallato la costruzione del complesso turistico con l&#8217;approvazione di una variante urbanistica dichiara illegittima. La struttura nata su una delle area pi\u00f9 belle del Salento ha cambiato volto alla zona di Porto Cesareo<\/strong><\/h3>\n<p>Un lussuoso resort da 50 milioni di euro con villette, alberghi, solarium, centri estetici, anfiteatro, discoteca, impianti sportivi e strutture commerciali. Una struttura ricettiva tra le pi\u00f9 imponenti del Salento, affacciata &#8211; come si legge negli annunci sui siti di promozione turistica &#8211; &#8220;su un tratto di mare all\u2019interno del Parco nazionale marino e nelle immediate vicinanze del Parco regionale di Porto Cesareo; in una delle pi\u00f9 belle aree naturali della costa ionica del Salento, in localit\u00e0 Torre Lapillo, a circa 10 km a nord di Porto Cesareo&#8221;.<\/p>\n<p>Un paradiso per turisti e per chi aveva l\u00ec comprato la casa al mare sequestrato dalla guardia di finanza per abusivismo: 129 le persone indagati per reati ambientali, tra cui i responsabili del Comune e della Regione che hanno rilasciato le autorizzazioni e i 120 proprietari di appartamenti. Un pezzettino di Puglia dall&#8217;inestimabile valore paesaggistico, che ha cambiato faccia dopo l&#8217;immensa colata di cemento arrivata con una variante urbanistica illegittima. Aree che avrebbero dovuto essere protette perch\u00e9 rappresentano la vera ricchezza del Salento e che, invece, sono state \u201cdevastate\u201d come ha sottolineato il procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta. I 9 pubblici ufficiali coinvolti nello scandalo sono l\u2019ex sindaco di Porto Cesareo Vito Foscarini, i 3 responsabili dell\u2019epoca degli assessorati regionali all\u2019Ambiente e all\u2019Urbanistica (Luigi Ampolo, Giuseppe Lazzazzera e Luca Limongelli), 2 responsabili dell\u2019Ufficio tecnico comunale (Cosimo Coppola e Giovanni Ratta), 2 progettisti (Claudio Conversano e Antonio Nestola) e il legale rappresentante delle societ\u00e0 coinvolte (Franco Iaconisi).<\/p>\n<p>La struttura turistica sequestrata oggi\u00a0\u00e8 il resort Punta Grossa di  Porto Cesareo, di propriet\u00e0 della societ\u00e0 Fgci srl. Le indagini delle  fiamme gialle hanno accertato che il villaggio \u00e8 stato realizzato in  seguito a una lottizzazione abusiva a scopo edilizio di terreni in  localit\u00e0 Serricelle, aree protette che per le loro caratteristiche  paesaggistiche sono state dichiarate di notevole interesse pubblico. Tra  queste le zone di Palude del conte, Duna di Punta Prosciutto e altre  dichiarate riserve marine. La costruzione del complesso immobiliare che  sorge su un&#8217;area molto vasta ha inoltre causato una rilevante  trasformazione urbanistica delle aree interessate, sottoposte a vincoli  ambientali e paesaggistici, anche in violazione delle prescrizioni degli  strumenti urbanistici vigenti e delle normative edilizia, urbanistica  ed ambientale.<\/p>\n<p>In particolare va sottolineato che prima  dell&#8217;edificazione del complesso turistico, il consiglio comunale di  Porto Cesareo aveva approvato una variante urbanistica al piano  regolatore generale, attribuendo ai terreni in localit\u00e0 &#8220;Serricelle&#8221;,  precedentemente tipizzati come agricoli, specifica destinazione  turistico-alberghiera. Tuttavia, l&#8217;intera procedura che ha portato alla  variante urbanistica al piano regolatore \u00e8 da considerarsi illegittima,  in quanto basata su due conferenze di servizi, rispettivamente risalenti  agli anni 2002 e 2006, di cui la prima annullata con sentenza del Tar  Puglia, confermata dal Consiglio di Stato e la seconda indetta  illecitamente. Inoltre, la suddetta variante urbanistica \u00e8 stata  approvata senza tener conto delle prescrizioni di non alterazione del  paesaggio regionale esistente, previste dal Piano urbanistico  territoriale tematico.<\/p>\n<p>La realizzazione del complesso immobiliare  sarebbe stata possibile grazie ad alcuni illeciti commessi dal sindaco  pro tempore e dai responsabili pro tempore dell&#8217;Ufficio tecnico del  Comune di Porto Cesareo nonch\u00e9 dai progettisti e direttori dei lavori  per la costruzione del residence, indagati per reati contro la fede  pubblica ed abuso d&#8217;ufficio, i quali avrebbero falsamente attestato, nei  loro pareri e relazioni, che non esistevano altre aree urbanisticamente  idonee alla realizzazione di strutture turistico-ricettive, riattivando  il procedimento amministrativo che ha portato alla variante urbanistica  del piano regolatore. Le fiamme gialle spiegano inoltre, che sono stati  denunciati alla procura della repubblica presso il tribunale di Lecce i  responsabili pro tempore degli assessorati all&#8217;Urbanistica e  all&#8217;Ambiente della Regione Puglia per aver fornito pareri irregolari ed  illegittimi, omettendo i controlli, obbligatori per legge, sulle  attestazioni fornite dai funzionari comunali nonch\u00e9 sul rispetto dei  vincoli paesaggistici ed ambientali. Tra i 129 indagati &#8211; residenti in  tutta Italia e responsabili del reato ambientale di lottizzazione  abusiva &#8211; ci sono I 120 proprietari di appartamenti adibiti a  case-vacanza all&#8217;interno del villaggio vacanze.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto,  perch\u00e9 se nella realizzazione dell\u2019enorme mostro di cemento, i militari  hanno individuato una serie di illegittimit\u00e0 urbanistiche e ambientali,  il prosieguo delle indagini ha poi permesso di scrivere un altro  capitolo relativo a presunte violazioni\u00a0 relative all\u2019organizzazione  societaria delle due Srl che hanno costruito e gestito il resort. Alla  luce delle evidenti violazioni che avevano caratterizzato la costruzione  del villaggio, infatti, risultava impossibile procedere ad una formale  compravendita immobiliare, per cui sarebbe stata effettuata  un\u2019operazione di riorganizzazione societaria, realizzata attraverso il  conferimento di un patrimonio immobiliare di 108 appartamenti,  fittiziamente mascherata come cessione di ramo d\u2019azienda, della Fgci Srl  verso una multipropriet\u00e0 azionaria, cretata ad arte ed avente la stessa  compagine sociale, denominata Punta Grossa srl. Le quote sarebbero  quindi state cedute a 120 soggetti che, in teoria acquistavano parte del  capitale sociale, in realt\u00e0 diventavano padroni degli appartamenti. Nel  momento in cui i proprietari volevano vendere la casa, la societ\u00e0  riscattava la quota di appartenenza e la cedeva ad un nuovo inquilino,  che conquistava cos\u00ec il suo spazio vitale nel paradiso salentino. Oltre a  configurare illeciti penali, tale operazione di gestione straordinaria  ha consentito di evadere l\u2019Irap per 6 milioni e mezzo e l\u2019Iva per 2  milioni, come evidenziato dalle ispezioni tributarie che si sono  concluse con il recupero di elementi positivi di reddito per 7 milioni e  200mila euro.<\/p>\n<p>Intanto l\u2019ex primo cittadino di Porto Cesareo,  Vito Foscarini, ha comunicato tramite il suo avvocato Giuseppe Bonsegna,  che i fatti che gli vengono contestati sarebbero stati commessi prima  della sua elezione a sindaco, che risale al 30 maggio 2005.  Nell\u2019informazione di garanzia \u2013 precisa il legale &#8211; si contesta a  Foscarini un episodio di falso e uno di abuso d\u2019ufficio, che sarebbero  stati commessi rispettivamente il 6 dicembre 2005 e il 6 aprile 2006,  quando l\u2019indagato non era ancora a capo dell\u2019amministrazione comunale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a title=\"Resort\" href=\"http:\/\/bari.repubblica.it\/cronaca\/2011\/11\/15\/foto\/abusivismo_sigilli_al_villaggio_turistico_da_50_milioni_di_euro_129_denunce-25037665\/1\/\" target=\"_blank\">Guarda la immagini del resort sequestrato<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte:<\/p>\n<p>La Repubblica &#8211; Bari<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono 129 gli indagati, tra cui funzionari di Regione Puglia e Comune, responsabili di aver avallato la costruzione del complesso turistico con l&#8217;approvazione di una [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":897,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[30,27,18],"tags":[51,47,107],"class_list":["post-882","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-edilizia-1","category-porti-e-spiagge","category-puglia","tag-cemento","tag-costa","tag-porto-cesareo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/882","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=882"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/882\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/897"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=882"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=882"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=882"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}