{"id":8836,"date":"2013-12-05T23:09:26","date_gmt":"2013-12-05T22:09:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8836"},"modified":"2013-12-15T23:21:40","modified_gmt":"2013-12-15T22:21:40","slug":"piemonte-il-disegno-di-legge-che-fa-lesclusivo-interesse-dei-cavatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2013\/12\/piemonte-il-disegno-di-legge-che-fa-lesclusivo-interesse-dei-cavatori\/","title":{"rendered":"Piemonte: il disegno di legge che fa l\u2019esclusivo interesse dei cavatori"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8837\" alt=\"cava\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cava.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cava.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/cava-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3><strong>In Piemonte le attivit\u00e0 estrattive sono per volume e numero tra le pi\u00f9 rilevanti in Italia (pi\u00f9 di 470 cave attive a cui vanno aggiunte le oltre 310 cave dismesse o abbandonate) cos\u00ec come elevato \u00e8 il giro d&#8217;affari legato al ciclo del cemento.\u00a0Attivit\u00e0 queste che interessano fortemente il paesaggio e la qualit\u00e0 dei territori in cui si svolgono e sollecitano ragionamenti che riguardano il rapporto con una risorsa non rinnovabile come il suolo e la gestione dei beni comuni, oltre ad essere un settore che fa particolarmente gola alle ecomafie.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Torino, Legambiente Piemonte e Valle d\u2019Aosta e Libera Piemonte hanno presentato le proprie osservazioni<\/strong> al Disegno di Legge Regionale n. 364 \u201cMisure urgenti di semplificazione delle norme regionali sulle attivit\u00e0 estrattive. Modifiche alle leggi regionali in materia di cave e torbiere\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cSia la normativa nazionale che quella regionale sono state formulate in una prospettiva sviluppista che immaginava la domanda di inerti in crescita costante, le risorse abbondanti e le criticit\u00e0 ambientali scarse \u2013ha spiegato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d\u2019Aosta-<\/strong>. Questo approccio non ha consentito di affrontare, con un\u2019attenta pianificazione e una conversione all\u2019efficienza, la crisi economica e il conseguente crollo della domanda. Le normative in vigore dovrebbero essere riformate tenendo conto dell&#8217;innovazione tecnologica che, anche nel settore dell&#8217;edilizia, permette di porre un freno alle nuove escavazioni, favorendo il riutilizzo dei materiali e creando nuove imprese e lavoro nell\u2019ambito della green economy\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ad oggi il quadro normativo nazionale \u00e8 fermo al Regio Decreto del 1927<\/strong> e l&#8217;attivit\u00e0 estrattiva in Piemonte \u00e8 regolamentata dalle leggi regionali 69 del 1978 e 44 del 2000, norma, quest\u2019ultima, che prevede l&#8217;adozione di Piani delle Attivit\u00e0 Estrattive a livello provinciale. Pianificazione territoriale disattesa dalla maggior parte delle Province e dalla Regione che non si \u00e8 mai neanche dotata di un piano di recupero ambientale delle cave dismesse o abbandonate.<\/p>\n<h3><strong>Cavazione, discariche e cemento sono oltretutto i settori pi\u00f9 infiltrati dalle ecomafie, cos\u00ec come denunciato da Legambiente e Libera e come confermano le numerose indagini delle Forze dell&#8217;Ordine. Il ciclo illegale del cemento in Piemonte \u00e8 caratterizzato da una forte presenza di interessi mafiosi, come testimoniano importanti inchieste e operazioni messe in atto dalla Magistratura. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Una su tutte l&#8217;inchiesta Minotauro che ha confermato il radicamento della &#8216;ndrangheta calabrese in ampie parti del territorio piemontese.<\/strong> Nella regione, solo nel 2012, le Forze dell&#8217;Ordine hanno accertato nel ciclo del cemento 199 infrazioni, sono state denunciate 260 persone e sono stati effettuati 15 sequestri.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019impegno di Libera in Piemonte su questo tema parte dall\u2019omicidio Marcoli a Romentino (NO) del 20 gennaio 2010 che attraverso le indagini delle forze dell\u2019ordine ha fatto emergere come sulle cave ci siano interessi e metodi mafiosi.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u201cIn ragione delle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel settore stupisce che nel disegno di legge non siano state introdotte norme cogenti che privilegino le imprese virtuose ed escludano quegli imprenditori o aziende che hanno pi\u00f9 volte violato disposizioni ambientali, tributarie o penali<\/strong> \u2013ha dichiarato Maria Jos\u00e8 Fava, referente di Libera Piemonte-.\u00a0Appare altres\u00ec inopportuno che venga a mancare la proporzionalit\u00e0 delle sanzioni nel caso di attivit\u00e0 di coltivazione di cave o torbiere in difformit\u00e0 dall&#8217;autorizzazione rilasciata. Anche il problema del controllo e della vigilanza non \u00e8 affrontato nel disegno di legge come sarebbe necessario ed auspicabile, istituendo appositi uffici a livello provinciale e destinando loro le giuste risorse economiche\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Nelle osservazioni viene sottolineato come l&#8217;assenza di pianificazione provinciale sia particolarmente grave perch\u00e9, di fatto, demanda ai Comuni un\u2019eccessiva discrezionalit\u00e0 decisionale in assenza di qualsiasi tipo di riferimenti su quanto, dove e come cavare. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019eccessiva delega ai Comuni, gi\u00e0 oberati di incarichi e privi di risorse e competenze ridurr\u00e0 la gi\u00e0 scarsa capacit\u00e0 di verifica del rispetto dei disciplinari di concessione e\/o degli abusivismi.<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong>Non sussistono pi\u00f9 ragioni credibili per non ridurre in maniera significativa il prelievo da cave attraverso il recupero e il riutilizzo degli inerti provenienti dall&#8217;edilizia ma semmai l\u2019urgenza di procedere in tale direzione attraverso regole chiare, ferme e una giusta tassazione<\/strong> \u2013ha sottolineato Fabio Dovana-. Occorre quindi ridefinire l\u2019incidenza sul territorio di tali attivit\u00e0, riducendone l\u2019impatto rilevantissimo, anche sotto il profilo paesaggistico, e restituendo alla comunit\u00e0, e non al mercato, la ponderazione della misura. Questa profonda innovazione nel settore \u00e8 gi\u00e0 perseguita con successo in altri Paesi europei dove la quantit\u00e0 dei materiali estratti \u00e8 stata ridotta attraverso una politica di riutilizzo di inerti provenienti dal settore edile\u201d.<\/p>\n<h3><strong>In Italia viene riutilizzato o riciclato soltanto il 10% circa di materiale a fronte del 95% circa dei Paesi Bassi o della Danimarca; la scelta italiana di non riutilizzare e riciclare comporta la necessit\u00e0 di maggiori volumi a discarica (e dunque favorisce l&#8217;incremento di escavazioni). <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Per invertire questa tendenza sono necessarie leggi che favoriscano l\u2019utilizzo consistente di inerti provenienti da operazioni di recupero (e l\u2019obbligo per tutte le opere pubbliche)<\/strong>. In particolare \u00e8 necessaria la revisione dei canoni di concessione, irrisori rispetto al margine di profitto conseguito in questi anni dalle imprese del settore e ulteriormente ribassato in questa proposta di legge.<\/p>\n<p><strong>Se ad esempio la Regione Piemonte applicasse i canoni in vigore in Gran Bretagna (la tariffa pi\u00f9 alta in Europa) le entrate regionali per la sola estrazione di sabbia e ghiaia si attesterebbero intorno ai 33,5 milioni di euro a fronte dei 5 milioni di euro di oggi<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Una delle proposte di Legambiente e Libera \u00e8 quindi quella di prevedere canoni di concessione maggiori per il ricorso a materiali inerti e minori per chi ricorre a materiali di recupero.<\/strong> Inoltre, relativamente alle attivit\u00e0 di cavazione in aree protette, le associazioni propongono che i canoni siano maggiori di almeno il 30% rispetto alle restanti aree.<\/p>\n<h3><strong>\u201cCon il disegno di legge 364, anzich\u00e8 andare in questa direzione \u2013denunciano le associazioni- la Regione Piemonte abbassa ulteriormente i gi\u00e0 irrisori oneri di concessione senza nemmeno introdurre alcuna diversificazione tra tipologie estrattive e materiali.&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p><strong>&#8220;E\u2019 una scelta miope volta esclusivamente alla riduzione dei costi fissi di impresa semplicizzando pericolosamente le procedure di autorizzazione. Una direzione assolutamente priva del pubblico orizzonte\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Legambiente Piemonte e Val d&#8217;Aosta e Libera Piemonte<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Piemonte le attivit\u00e0 estrattive sono per volume e numero tra le pi\u00f9 rilevanti in Italia (pi\u00f9 di 470 cave attive a cui vanno aggiunte [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":8840,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[209,43,6],"tags":[],"class_list":["post-8836","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-discariche-e-cave","category-leggi-e-piani-regolatori","category-piemonte"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8836","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8836"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8836\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8840"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8836"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8836"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8836"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}