{"id":8898,"date":"2014-01-07T22:48:24","date_gmt":"2014-01-07T21:48:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=8898"},"modified":"2014-01-16T23:43:43","modified_gmt":"2014-01-16T22:43:43","slug":"roma-tor-marancia-la-madre-di-tutte-le-compensazioni-uccide-storia-e-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/roma-tor-marancia-la-madre-di-tutte-le-compensazioni-uccide-storia-e-paesaggio\/","title":{"rendered":"Roma, Tor Marancia: la madre di tutte le compensazioni uccide storia e paesaggio"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_8960\" aria-describedby=\"caption-attachment-8960\" style=\"width: 590px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20140107_TorMarancia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8960\" alt=\"20140107_TorMarancia\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20140107_TorMarancia.jpg\" width=\"590\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20140107_TorMarancia.jpg 800w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20140107_TorMarancia-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8960\" class=\"wp-caption-text\">Il sito archeologico minacciato dalla costruzione dell\u2019I-60.<br \/>Foto risalente a prima dell\u2019occultamento dei resti (www.stop-i60.org)<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>Dopo il sequestro del 23 novembre di uno dei cantieri pi\u00f9 importanti di Roma, 26 ettari all\u2019interno del Parco dell\u2019Appia Antica, si torna a parlare dell\u2019I-60, un progetto da 400 mila metri cubi su un\u2019area ricca di rinvenimenti archeologici e di altissimo valore naturalistico. <\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Stefano Salvi, <a href=\"http:\/\/www.stop-i60.org\" target=\"_blank\">coordinamento \u201cStop I-60\u201d<\/a>: \u201cAncora oggi i grandi gruppi immobiliari godono di trattamenti di favore rispetto all\u2019interesse pubblico\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p>Si ha sempre pi\u00f9 la sensazione di vivere in un periodo di costante supplenza della magistratura rispetto alle colpevoli mancanze, e talvolta alle dannose presenze della politica. Dalla legge elettorale, dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte, fino alle sentenze dei tribunali de L\u2019Aquila e di Pesaro che aprono al metodo Stamina, la cui sperimentazione era stata precedentemente bloccata dal Ministero della Salute. In questo particolare contesto di lacune e rimpiazzi la materia ambientale non fa eccezione.<\/p>\n<p><strong>Il 23 novembre scorso, infatti, su disposizione questa volta della Procura di Roma, viene sequestrata un\u2019area di 26 ettari all\u2019interno della tenuta di Tor Marancia, splendido lembo del parco dell\u2019Appia Antica, su cui erano aperti diversi cantieri edilizi per la realizzazione<\/strong>, tra gli altri, di due parcheggi, un parco giochi, fognature e reti di irrigazione. Per realizzare tali opere sono stati sbancati ettari di terreno, recise le radici di numerosi pini di alto fusto e cementificato un ampio tratto di sottobosco. Risultato: lavori sospesi e cinque persone denunciate per lottizzazione abusiva e danno ambientale. Il provvedimento \u00e8 servito, oltrech\u00e9 a fermare un primo scempio, anche a riportare l\u2019attenzione di tutti su un secondo, ancora pi\u00f9 grande. E forse a fermare anche quello.<\/p>\n<h3><strong>Stiamo parlando dell\u2019I-60, ovvero 400 mila metri cubi di palazzi alti fino a 7 piani, in un\u2019area ricchissima di testimonianze archeologiche e di alto valore agricolo e naturalistico, collocata a 10 metri dal cantiere sequestrato dalla Procura nel parco dell\u2019Appia Antica. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Come molti altri programmi urbanistici in tutta Roma, anche l\u2019I-60 \u00e8 legato alla compensazione di Tor Marancia, definita \u201cla madre di tutte le compensazioni\u201d<\/strong>, ovvero quel controverso istituto con il quale \u201csi consente al proprietario dell\u2019area inizialmente considerata edificabile\u201d, si legge nel sito del Coordinamento Stop I-60, da sempre impegnato contro il progetto, \u201cqualora non possa pi\u00f9 esercitare tale diritto per effetto di vincoli sopravvenuti diversi da quelli di natura urbanistica, la facolt\u00e0 di chiederne l\u2019esercizio su un\u2019altra area del territorio comunale, di cui abbia ovviamente acquisito la disponibilit\u00e0.\u00a0Si realizza cos\u00ec la traslazione del diritto di edificare su un\u2019area diversa\u201d.<\/p>\n<p><strong>Uno strumento giuridico, a ben vedere, in contrasto con l\u2019art. 42 della Costituzione<\/strong> \u201cin base al quale la funzione sociale della propriet\u00e0\u201d aggiungono dal comitato \u201cconsente la compressione del diritto di costruire senza obbligo di indennizzo o compensazioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>La vicenda nasce 16 anni fa, nel 1997 quando l\u2019allora sindaco Rutelli, su pressione delle associazioni, decide di allargare il perimetro del Parco dell\u2019Appia Antica anche alla tenuta di Tor Marancia<\/strong>, su cui gravava, gi\u00e0 dal Piano regolatore del 1962, una previsione di centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, possibili ma non ancora autorizzati. <strong>Ne nasce un braccio di ferro con i costruttori che culmina con il compromesso delle compensazioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I costruttori perdono cos\u00ec la possibilit\u00e0 di edificare in un\u2019area di grande valore immobiliare, quella di Tor Marancia, e grandi profitti potenziali. Per garantire gli stessi guadagni, compensare appunto, con una decisione tutta politica, le cubature lievitano<\/strong> fino a 5 milioni di metri cubi in tutta la citt\u00e0, dalla Cassia all\u2019Infernetto. Di questi, 220 mila atterrano sull\u2019I-60 dove ne erano gi\u00e0 previsti ulteriori 180 mila dal Prg del 1962. Totale: 400 mila.<\/p>\n<p><strong>Il via libera alle cubature, per\u00f2, con la delibera 70 del 2011 e dopo anni di contenziosi, viene subordinato all\u2019attrezzaggio di quello che le istituzioni raccontano sar\u00e0 il parco pi\u00f9 grande di Roma, Tor Marancia pi\u00f9 Appia Antica<\/strong>. Tali opere propedeutiche, quindi, all\u2019edificazione dell\u2019I-60 sono quelle ora al centro delle vicende giudiziarie del 23 novembre. In conclusione, l\u2019intervento della Magistratura potrebbe aver bloccato indirettamente anche l\u2019I-60.<\/p>\n<p><strong>\u201cAttualmente non \u00e8 chiaro se lo stop ai lavori sar\u00e0 di breve durata oppure richieder\u00e0 un nuovo progetto di attrezzaggio\u201d<\/strong>, dice Stefano Salvi del Coordinamento Stop I-60, \u201cche rispetti realmente i vincoli. In quest\u2019ultimo caso riteniamo che non possano essere ritenute soddisfatte le condizioni della delibera 70\/2011 e quindi non possano essere rilasciati i permessi di costruire o comunque debbano essere fermati se rilasciati.<\/p>\n<p><strong>In ogni caso la questione verr\u00e0 sollevata nel ricorso dei cittadini che pende al TAR del Lazio<\/strong>, precisando che il Coordinamento STOP I-60 non \u00e8 certo contrario all\u2019apertura del parco pubblico se il suo attrezzaggio rispetta la natura. La storia degli eventi che hanno portato a concepire il Parco pubblico, tuttavia, suggerisce l\u2019esistenza di una strategia messa in atto per favorire gli interessi privati di pochi grandi gruppi a scapito dell\u2019interesse pubblico\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non si pu\u00f2 evitare di tornare alla storia del progetto.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>\u201cLe compensazioni erano illegittime, in quanto i costruttori non avevano avuto il rilascio di alcun titolo abilitativo (permessi di costruire), e quindi secondo la legge non avevano nessun diritto acquisito. E questo \u00e8 stato poi sancito da varie sentenze del TAR e del Consiglio di Stato. Tuttavia il Comune decise di risarcire i costruttori per le mancate concessioni e inizi\u00f2 il calvario delle compensazioni edilizie.&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p><strong>&#8220;Ulteriore stranezza fu la richiesta del Comune, avallata dalla Regione Lazio, di acquisire le aree al patrimonio Comunale, ovvero diventarne proprietario, per farne un Parco Pubblico.<\/strong> Se il Comune non avesse chiesto la cessione delle aree, esse sarebbero state comunque vincolate all\u2019interno del Parco Regionale dell\u2019Appia Antica, diventando quindi inedificabili pur rimanendo in mano ai privati. Quindi chiedendo di acquisirne la propriet\u00e0 il Comune ha dato un\u2019altra motivazione alla compensazione, che infatti ha previsto la cessione delle aree al Comune\u201d.<\/p>\n<p><strong>Quindi fu proprio il Comune di Roma a preparare il terreno alle compensazioni.<\/strong> \u201cTutto questo fu scritto nella delibera n.53 del 28-3-2003\u201d, prosegue Salvi \u201cche rilocalizzava le cubature di Tor Marancia, in altre zone di Roma, seguendo inoltre un <strong>criterio di perequazione, ovvero aumentandole per assicurare al costruttore lo stesso valore immobiliare teorico di quelle perdute. Questo ha significato un incremento di cubature fino a 3.5 volte l\u2019originale<\/strong>\u201d.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019area in cui dovrebbe sorgere il complesso I-60, confinante con il Parco Dell\u2019Appia Antica, \u00e8 un luogo d\u2019immensa importanza archeologica e storica. Durante le indagini, infatti, \u201csono stati rinvenuti resti archeologici di grande valore\u201d, aggiunge l\u2019esponente Stop I-60, \u201criseppelliti per lasciare spazio alle edificazioni, senza neppure ipotizzare un recupero per una fruizione pubblica.&#8221; <\/strong><\/h3>\n<p><strong>&#8220;Nello stesso tempo nella zona venivano abbattuti 3 casali vincolati<\/strong> (oggi i costruttori dichiarano che questi sono crollati da soli nello stesso istante),<strong> e abbattuti i resti di un mausoleo di epoca repubblicana<\/strong>. L\u2019inerzia delle amministrazioni rispetto a questi gravi fatti suggerisce come ancora oggi i grandi gruppi immobiliari godano di trattamenti di favore rispetto all\u2019interesse pubblico\u201d.<\/p>\n<h3><strong>I moltissimi cittadini che da lungo tempo si impegnano per salvare l\u2019area dalla speculazione non si arrendono.<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cAttualmente nell\u2019I-60\u201d conclude Stefano Salvi, \u201csono in corso le opere di urbanizzazione, ma non sono iniziati lavori edificatori. <strong>Abbiamo fatto molte manifestazioni nell\u2019area e abbiamo raccolto 4000 firme con una petizione per salvare le aree archeologiche, ma le autorit\u00e0 non hanno ritenuto di dover fare nulla di sostanziale. Abbiamo raccolto migliaia di euro dai cittadini e abbiamo presentato un ricorso al TAR.<\/strong> A maggio 2014 il TAR del Lazio terr\u00e0 l\u2019udienza di merito sul ricorso. Abbiamo buone speranze che il ricorso possa essere accolto almeno in parte. Inoltre \u00e8 stato presentato un esposto sui reati penali compiuti nell\u2019abbattere i resti archeologici, e un altro esposto \u00e8 in corso di presentazione. Altre iniziative mediatiche e istituzionali sono in corso di organizzazione\u201d.<\/p>\n<p>Perseverare nell\u2019impegno per i territori e confidare nel futuro, sembra questa la lezione da apprendere, almeno fino a quando i supplenti in toga si mostreranno pi\u00f9 efficienti e interessati al buon andamento della classe rispetto ai titolari eletti delle cattedre.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Marco Bombagi<\/strong><\/em><br \/>\n<em> Salviamo il Paesaggio<\/em><br \/>\n<em> www.salviamoilpaesaggio.roma.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il sequestro del 23 novembre di uno dei cantieri pi\u00f9 importanti di Roma, 26 ettari all\u2019interno del Parco dell\u2019Appia Antica, si torna a parlare [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":123,"featured_media":8963,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[381,126,13,42],"tags":[],"class_list":["post-8898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-beni-culturali","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-lazio","category-parchi-e-aree-protette"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8898"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8898\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}