{"id":9071,"date":"2014-01-28T23:31:04","date_gmt":"2014-01-28T22:31:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9071"},"modified":"2014-01-28T23:32:06","modified_gmt":"2014-01-28T22:32:06","slug":"musei-e-servizi-se-lo-stato-diventa-imprenditore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/musei-e-servizi-se-lo-stato-diventa-imprenditore\/","title":{"rendered":"Musei e servizi: se lo Stato diventa imprenditore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/musei-capitolini_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9072\" alt=\"musei-capitolini_01\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/musei-capitolini_01.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/musei-capitolini_01.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/musei-capitolini_01-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Lo Stato pu\u00f2 incassare pi\u00f9 soldi senza spendere un solo euro? S\u00ec, basta che si decida ad emanare i nuovi bandi di gara (fermi da quattro anni!) per l\u2019appalto dei servizi nei musei.<\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>di Vittorio Emiliani<\/em><\/strong><em> (da L&#8217;Unit\u00e0, 17 gennaio 2014)<\/em><\/p>\n<p>La legge Ronchey n.4\/1993 cominci\u00f2 a risolvere un annoso problema consentendo finalmente l<strong>\u2019ingresso di societ\u00e0 private per creare guardaroba, librerie, caffetterie, ristoranti, audioguide, visite guidate, ecc.<\/strong> Con una crescita promettente: fra 2000 e 2002 i musei coinvolti erano passati da 41 a 139. <strong>Col tempo per\u00f2, come succede da noi, 7-8 societ\u00e0 hanno finito per spartirsi la parte pi\u00f9 ghiotta dei servizi, evitando investimenti troppo impegnativi (la ristorazione) e ritagliandosi \u201ccomode\u201d rendite.<\/strong> Nel 2006 soltanto il 10 % dei Musei statali risultava offrire servizi di caffetteria e di ristorante. Mentre le librerie (pardon, Bookshop) c\u2019erano nel 41,2 % dei casi e le mostre temporanee nel 48-49 % .<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Perch\u00e9 sulle ultime le concessionarie lucrano un\u2019alta quota (anche il 70 % secondo la Corte dei conti) sul biglietto aggiuntivo rispetto a quello di ingresso al museo condizionando la gestione di quest\u2019ultimo. Oppure sono societ\u00e0 esterne che propongono, con pochissimo anticipo (due mesi, poniamo) mostre discutibili, ottengono, senza concorsi di sorta, dal Polo Museale di realizzarle in un museo e si prendono i 2 euro in pi\u00f9 e buonasera. Quel 70% vale per le mostre al Colosseo dove l\u2019afflusso dei visitatori &#8211; mostra o non mostra &#8211; \u00e8 tale che si son dovuti bloccare, dopo la Pasqua 2012, gli ingressi a 6.000 unit\u00e0 al giorno.<\/p>\n<h3><strong>Perch\u00e9 lo Stato rinuncia a centinaia di migliaia di euro lasciando tutto l\u2019incasso ai privati?<\/strong><\/h3>\n<p>Perch\u00e9 le concessioni di servizi museali e monumentali a societ\u00e0 private restano opache e sono ferme alla fine del 2009. I bandi di gara messi a punto dall\u2019allora direttore generale alla Valorizzazione, Mario Resca, in forma di \u201cspezzatino\u201d, sono stati, uno dopo l\u2019altro, \u201cfucilati\u201d, come gli omini di gesso delle fiere, dai vari Tar regionali perch\u00e9 non ispirati a validi e trasparenti criteri di concorrenza. Risultato: gli appalti restano quelli &#8211; gi\u00e0 \u201cgrassi\u201d per le societ\u00e0 concessionarie &#8211; di quattro anni fa e le Soprintendenze o i Poli Museali, cio\u00e8 lo Stato, rinunciano a pacchi di milioni. <strong>Vediamo un po\u2019 di dati nazionali: gli introiti lordi da servizi aggiuntivi sono passati da 29,6 milioni del 2001 ai 44,6 del 2011 (con un picco di 46,2 l\u2019anno prima). Quindi + 50,56%. La quota andata allo Stato \u00e8 salita da 4,6 a 6,1 milioni (+32,0%), ma quella andata ai privati ha conosciuto ben altri incrementi: da 25,0 a 38,4, + 54,0 %.<\/strong> Va tutto bene? Gli incrementi percentuali mi mettono dei dubbi. Passiamo alle tre regioni dove si incassa di pi\u00f9 e cio\u00e8 Toscana (18,0 milioni), Lazio (17,2) e Campania (4,7): le percentuali dello Stato oscillano fra il 15,8 della Campania e il modesto 10,8 del Lazio, in mezzo la Toscana.<\/p>\n<p>Nel Lazio, cio\u00e8 a Roma, la quota media della Soprintendenza per bookshop e gadget \u00e8 sul 23% ed \u00e8 la quota massima. Le altre sono tutte a scendere: 9,5 % sulla caffetteria, 7,5 su self service e ristoranti, 2,7 sulle visite guidate, fino al misero 0,5 sulle audio guide. Del resto, nulla incassa la Soprintendenza sui biglietti delle visite notturne ai sotterranei (20 euro), nulla sulle visite diurne (9 euro). Sarebbe interessante sapere quanto incassa l\u2019ascensore del Vittoriano (8 euro di biglietto) e quanto va al gestore del Vittoriano (gara d\u2019appalto annullata anche questa) e quanto allo Stato. Personalmente mi fa un po\u2019 senso che ci sia un gestore dell\u2019Altare della Patria. Forse sto invecchiando.<\/p>\n<h3><strong>Invece di implorare soldi dai privati o di mandare in giro per il mondo opere delicatissime (la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca a New York, 35 Raffaello in Giappone) per impinguare i magri fondi statali, perch\u00e9, ministro Bray, non d\u00e0 subito corso alle linee-guida dei bandi di gare attese e date per pronte, anzi prontissime, dalla primavera 2013? Perch\u00e9 perdere altri mesi senza incassare somme preziosissime per un Ministero allo stremo? La sua decisione non costa un euro e pu\u00f2 renderne tanti senza alzare un dito.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>L\u2019altra riforma senza spesa riguarda i piani paesaggistici. Nel 1985 il Parlamento<\/strong> &#8211; sconfessando nei fatti le Regioni titolari inadempienti della tutela sul paesaggio &#8211; approv\u00f2 quasi alla unanimit\u00e0 la legge n. 431, voluta fortemente dal sottosegretario, lo storico Giuseppe Galasso, la quale <strong>prescriveva alle Regioni di elaborare e varare entro un anno i piani paesaggistici.<\/strong> Lo fecero soltanto tre o quattro. Altre poi si aggiunsero. Ma il MiBACT deve considerare i vincoli della Galasso confinati in una sorta di limbo se nel suo calepino \u201cMinicifre della Cultura\u201d (2012) espone soltanto le percentuali di aree vincolate, regione per regione, in base alla legge n. 1497 (Bottai) del 1939 e quelle protette da parchi nazionali, regionali, da riserve naturali, marine, ecc. per un totale di 3,2 milioni di ettari su terra e 2,8 milioni in mare. Nulla invece sui vincoli della legge Galasso che, sommati a questi, ci danno un 46,9 per cento delle aree terrestri soggetto a vincolo paesaggistico o ambientale.<\/p>\n<p><strong>Disattese le prescrizioni della legge n. 431, \u00e8 arrivato il Codice per il Paesaggio, nelle versioni Urbani, Buttiglione e Rutelli. Fondato sulla co-pianificazione Ministero-Regioni. A che punto \u00e8 questa dopo vari anni?<\/strong> Essa eviterebbe ulteriori dissipazioni di bellezza, di attrattivit\u00e0, di fascino (oltre che di utilit\u00e0 sociale). Darebbe pi\u00f9 chance al nostro turismo culturale e naturalistico e, in generale, ossigeno a tutto il turismo che ormai rappresenta una quota elevata del Pil. <strong>Il sonno colpevole delle Regioni ha generato eco-mostri nel paesaggio. Ministro Bray, anche questo sarebbe un segnale forte, sul piano nazionale e internazionale<\/strong>. Lo dia, per favore. Al pi\u00f9 presto. Le Regioni riluttano, resistono, vogliono fare da s\u00e9? Codice (del Paesaggio) e Costituzione alla mano ricordi loro cosa devono fare, cosa deve fare la Repubblica nel suo complesso se vuol salvare quanto resta del Belpaese \u201cdove fioriscono i limoni\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Invece di piangere sulle sorti del nostro turismo (cos\u00ec male organizzato, cos\u00ec arretrato spesso), smettiamo di manomettere, di sfregiare, ma anzi preserviamo e restauriamo tutto ci\u00f2 che lo alimenta, che lo rende affascinante, da secoli, nel mondo, il paesaggio appunto, quel \u201cpalinsesto millenario\u201d in cui tutto si tiene, come disse trent\u2019anni fa Giulio Carlo Argan al Senato sostenendo a fondo l\u2019approvazione urgente della legge Galasso sui piani paesaggistici invece quasi subito lasciata impolverare dalle Regioni, complici i vari governi.<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Tabella-spese-musei-italiani.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9073\" alt=\"Tabella spese musei italiani\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Tabella-spese-musei-italiani.png\" width=\"536\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Tabella-spese-musei-italiani.png 536w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Tabella-spese-musei-italiani-300x222.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Stato pu\u00f2 incassare pi\u00f9 soldi senza spendere un solo euro? 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