{"id":9079,"date":"2014-01-28T23:26:08","date_gmt":"2014-01-28T22:26:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9079"},"modified":"2014-01-28T23:26:08","modified_gmt":"2014-01-28T22:26:08","slug":"la-buona-edilizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/la-buona-edilizia\/","title":{"rendered":"La buona edilizia"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #262626;\"><span style=\"font-family: Georgia, serif;\"><span><b>Relazione di Salvatore Lo Balbo, segretario nazionale della Fillea-Cgil, alla tavola rotonda \u201cPer una politica industriale delle costruzioni nelle aree urbane: consumo di suolo zero, pieno utilizzo del suolo impermeabilizzato, rigenerazione dei centri storici\u201d.<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>ROMA, 19 DICEMBRE 2013<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9084\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"foto da livesicilia.it\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/fillea-cgil1-400x210-300x157.jpg\" width=\"300\" height=\"157\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/fillea-cgil1-400x210-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/fillea-cgil1-400x210.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Grazie agli Assessori all\u2019urbanistica delle aree metropolitane presenti e a quelli che pur condividendo la nostra iniziativa non sono oggi con noi. Grazie anche a Paolo Berdini che \u00e8 presente in rappresentanza del Comitato Scientifico del nostro Osservatorio e a Danilo Barbi, segretario confederale. Un grazie particolare ai compagni delle aree metropolitane che ci hanno sostenuto nella preparazione di questa iniziativa e senza i quali non sarebbe stato possibile organizzarla e \u00a0alle \u00a0compagne \u00a0del \u00a0Centro \u00a0Studi Alessandra \u00a0Graziani \u00a0e \u00a0Giuliana \u00a0Giovannelli\u00a0 e \u00a0a \u00a0Serena Morello e Luciana Galleoni, per il contributo dato nella ricerca e predisposizione degli atti di questa iniziativa.<\/p>\n<p><strong>L\u2019iniziativa di oggi, il dibattito e i contributi che ci saranno, parte dall\u2019esigenza di rafforzare la convinzione che senza una politica industriale della filiera delle costruzioni in grado di dare un \u00a0forte segno di discontinuit\u00e0 all\u2019Italia, \u00a0milioni di lavoratrici e \u00a0lavoratori, tecnici ed operai, giovani e meno giovani difficilmente possono avere la concreta prospettiva di avere un futuro in questo settore.<\/strong> <strong>Senza\u00a0 \u00a0la\u00a0 \u00a0discontinuit\u00e0\u00a0 \u00a0che\u00a0 \u00a0noi\u00a0 \u00a0auspichiamo,\u00a0\u00a0 il\u00a0 \u00a0settore\u00a0 \u00a0continuer\u00e0\u00a0 \u00a0ad\u00a0 \u00a0essere caratterizzato da processi di arricchimento che saccheggiano il\u00a0 territorio, cementificano i fiumi, le coste e il suolo, utilizzano i caporali per controllare e sfruttare i lavoratori.<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00a0\u00e8 \u00a0la \u00a0seconda \u00a0iniziativa \u00a0che \u00a0la \u00a0Fillea \u00a0organizza \u00a0in \u00a0preparazione \u00a0del \u00a0prossimo congresso nazionale che si terr\u00e0 a Roma il 2 e 3 di aprile 2014. Gi\u00e0 nel 2010, anno in cui \u00e8 stato celebrato il nostro ultimo congresso, abbiamo denunciato i pericoli di una crisi strutturale che partendo dalle costruzioni avrebbe sconvolto la situazione data.<\/p>\n<p>Il filo rosso che abbiamo identificato era rappresentato dalla consapevolezza che <b>dalla c<\/b><b>risi si doveva uscire in modo diverso da come si era entrati<\/b>.<br \/>\nNon era uno slogan. La crisi strutturale internazionale che stiamo vivendo, a causa della situazione economica-\u00ad\u2010politica, \u00a0nel nostro paese ha visto notevolmente amplificare gli effetti negativi della \u00a0sua \u00a0evoluzione. \u00a0Questa \u00a0situazione \u00a0\u00e8 \u00a0paragonabile \u00a0agli \u00a0effetti \u00a0che \u00a0le \u00a0calamit\u00e0 \u00a0naturali hanno sul territorio e sulle aree urbane dell\u2019Italia: fanno pi\u00f9 danni le scelte di chi programma e gestisce ai vari livelli la cosa pubblica, che i terremoti o le inondazioni.<\/p>\n<h3><strong>Da questa crisi strutturale si deve uscire, nella consapevolezza che la filiera delle costruzioni deve continuare a rappresentare uno dei settori fondamentali dell\u2019economia italiana, nel pieno rispetto delle superfici non impermeabilizzate, dei fiumi, delle coste, del paesaggio e dell\u2019ambiente, con grande chiarezza e trasparenza, con un settore che deve essere, pertanto, capace di dare una reale e qualificata prospettiva occupazionale a qualche milione d\u2019italiani. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Muratori, carpentieri, piastrellisti, installatori, lavoratori del cemento, lapidei, cavatori, geometri, ingegneri, architetti, restauratori devono avere ancora un futuro nelle costruzioni.\u00a0Questa volta non per distruggere il \u201cBEL PAESE\u201d, ma per valorizzarne la bellezza e per gratificarne la professionalit\u00e0 e la passione.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Per troppo tempo il cemento, e tutti gli altri materiali che determinano l\u2019impermeabilizzazione del suolo, sono stati sinonimo di tombizzazione del suolo e affermazione di un modello di societ\u00e0 che in tutto il mondo \u00e8, falsamente, sinonimo di progresso.<\/strong> Ovviamente, non essendo noi i \u201cluddisti del terzo millennio\u201d, non sono i materiali a essere nemici del suolo, dell\u2019ambiente e dell\u2019Italia, ma i forti interessi di pochi \u2013 palazzinari, speculatori fondiari, imprenditori senza scrupoli, mafiosi, \u2018ndraghettisti e \u00a0camorristi \u2013 che hanno determinato la realt\u00e0 che abbiamo di fronte ai nostri occhi.<\/p>\n<p>Questa nostra convinzione, frutto di come la filiera delle costruzioni \u00e8 cresciuta senza sviluppo, l\u2019abbiamo ufficializzata assieme con il nostro Osservatorio Territorio e Aree Urbane, dopo un lavoro fatto a livello territoriale in maniera diffusa, nel convegno nazionale che abbiamo tenuto a Torino il 22 marzo 2013, dove senza tentennamenti abbiamo sintetizzato la nostra posizione con lo slogan <b>\u201cLA FILLEA PER CONSUMO DI SUOLO ZERO\u201d.<\/b><\/p>\n<p>Successivamente, il felice incontro, era lo scorso giugno 2013, con il Forum Salviamo il Paesaggio ci ha fatto scrivere il documento congiunto, diffuso anche oggi, \u201c<b>PER LA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO, UN FUTURO ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI DELLE COSTRUZIONI: CONSUMI DI SUOLO ZERO<\/b>\u201d Se la Fillea ha posto l\u2019asticella della filiera delle costruzioni a un livello alto di tutela e conservazione del \u201cBEL PAESE\u201d, perch\u00e9 in tanti attraverso articoli, atti, disegni di legge, etc\u2026. continuano a giocare con le parole sostanzialmente per dire che con una pennellata di verde, di ecologia e di sostenibilit\u00e0 si pu\u00f2 continuare ad impermeabilizzare il suolo?<\/p>\n<p>Essendo questo un dramma mondiale, pari al cambiamento climatico di cui il consumo di suolo \u00e8 certamente una componente decisiva, siamo convinti che \u00a0si debba realizzare anche <b>una KYOTO per il consumo di suolo<\/b>, \u00e8 urgente che il Parlamento europeo ufficializzi i contenuti degli \u201c<b>Orientamenti della Commissione Europea in Materia di Buone Pratiche per Limitare, Mitigare e Compensare l&#8217;Impermeabilizzazione del Suolo<\/b>\u201d.<\/p>\n<p>Salutiamo positivamente l\u2019evoluzione che ha avuto l\u2019attivit\u00e0 governativa parlamentare dal primo ddl Catania (Governo Monti) al ddl approvato il 12 dicembre u.s. dal Consiglio dei Ministri. Inoltre ci sembra che il ddl presentato due settimane fa da trentacinque parlamentari appartenenti\u00a0 \u00a0a\u00a0 \u00a0tutti\u00a0 \u00a0i\u00a0 \u00a0partiti\u00a0 \u00a0presenti\u00a0 \u00a0in\u00a0 \u00a0parlamento\u00a0 \u00a0e\u00a0 \u00a0promosso dai ricercatori dell\u2019Associazione Italiana Societ\u00e0 Scientifiche Agrarie e il lavoro che sta svolgendo il gruppo di lavoro insediato dal ministro dell\u2019Ambiente, siano arrivati a un soddisfacente contenuto che, come noi abbiamo sostenuto, con chiarezza pratichi la scelta di Consumo di suolo zero. Le proposte della Fillea, pertanto, s\u2019identificano con la chiarezza dei contenuti che gi\u00e0 a Torino abbiamo individuato, e cio\u00e8:<\/p>\n<div>\n<h3><strong>1\u00b0) Consumo di suol<\/strong>o: \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 umana che \u201csepara il suolo dall\u2019atmosfera, impedendo l\u2019infiltrazione della pioggia e lo scambio di gas tra suolo e aria\u201d.<\/h3>\n<h3><strong>2\u00b0) Impermeabilizzazione del suolo<\/strong>; \u00e8 la &#8220;costante copertura di un\u2019area di terreno e del suolo con materiali impermeabili artificiali\u201d.<\/h3>\n<h3><strong>3\u00b0) \u201climitazione del consumo di suolo\u201d<\/strong>: vuol dire \u201cimpedire la conversione di aree verdi\u201d (o naturali) \u201ce la conseguente impermeabilizzazione del loro stato superficiale o di parte di esso.<\/h3>\n<h3><strong>4\u00b0) \u201cmitigazione del consumo di suolo\u201d<\/strong>: vuol dire che \u201cLaddove si \u00e8 verificata un\u2019impermeabilizzazione sono\u201d\u2026 \u201cadottate misure\u201d\u2026 \u201c tese a mantenere alcune delle funzioni del suolo e a ridurre gli effetti negativi diretti o indiretti significativi sull\u2019ambiente e sul benessere umano\u201d.<\/h3>\n<h3><strong>5\u00b0) \u201ccompensazione del consumo di suolo\u201d<\/strong>: vuol dire che \u201cQualora le misure di mitigazione adottate in loco siano state ritenute insufficienti\u201d, si passa \u201cfacendo altro altrove\u201d. Il termine \u201ccompensazione\u201d pu\u00f2 essere fuorviante: non significa che l\u2019impermeabilizzazione pu\u00f2 essere compensata o monetizzata. Inoltre \u201cLe misure di compensazione sono progettate per recuperare o migliorare le funzioni del suolo evitando gli impatti deleteri dell\u2019impermeabilizzazione\u201d.<\/h3>\n<p>Il confronto di queste definizioni, presenti negli Orientamenti della Commissione Europea, con il contenuto dei tanti disegni di legge nazionali e regionali, rafforza la nostra convinzione che corriamo il rischio di una nuova colata di cemento e di un ingrossarsi dei portafogli di speculatori e mafiosi. Ovviamente il tutto addolcito da, come ha scritto Salvatore Settis il 1\u00b0 giugno u.s. su \u201cLa Repubblica\u201d: \u201c<b>La strana alleanza in salsa verde<\/b>\u201d.<\/p>\n<h3>A queste cinque azioni ne aggiungo una sesta: la <b>DECEMENTIFICAZIONE<\/b>.<\/h3>\n<p><strong>In essa si identifica la volont\u00e0 di chi amministra per togliere il cemento da dove non doveva essere posto dai precedenti amministratori.<\/strong> Riteniamo, pertanto, che l\u2019ultimo d.d.l. del governo e il ddl dell\u2019AISSA rappresentano un importante passo in avanti, frutto anche del dibattito che si \u00e8 sviluppato in tutti questi mesi e che ci ha visto partecipare con proposte che oggi leggiamo in essi. Del ddl governativo riteniamo che i contenuti dei primi due articoli necessiti di un ulteriore passo in avanti. Ho detto poco fa quali contenuti diamo ai concetti di \u201csuolo\u201d, \u201cimpermeabilizzazione\u201d, \u201climitazione\u201d, \u201cmitigazione\u201d, \u201ccompensazione\u201d e \u201cde-\u00ad\u2010 cementificazione\u201d, e poich\u00e9 il d.d.l. richiama la decisione della Commissione Europee di traguardare entro il 2050 l\u2019obiettivo di zero consumo di suolo, \u00e8 bene che non ci siano ambiguit\u00e0 sull\u2019oggetto della discussione, che \u00e8 il suolo.<\/p>\n<p>Riteniamo\u00a0 che \u00a0non \u00a0sia \u00a0per \u00a0nulla \u00a0positivo,\u00a0 anzi \u00a0\u00e8 \u00a0del \u00a0tutto \u00a0negativo \u00a0e \u00a0rischia\u00a0 di offuscarne \u00a0i \u00a0contenuti \u00a0positivi \u00a0presenti, \u00a0identificare \u00a0la \u00a0superficie \u00a0terrestre \u00a0con \u00a0il suolo agricolo. Ho gi\u00e0 detto cosa l<strong>a Commissione Europea intende per consumo di suolo, cio\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 umana che \u201csepara il suolo dall\u2019atmosfera, impedendo l\u2019infiltrazione della pioggia e lo scambio di gas tra suolo e aria\u201d.<\/strong><\/p>\n<h3>Pertanto tutti i suoli e non solo quelli agricoli devono essere interessati da un d.d.l. che si pone l\u2019obiettivo di contenere ed azzerare il consumo di suolo entro il 2050. Abbiamo detto a Torino che, secondo noi, in Italia entro il 2020 si pu\u00f2 e si deve ridurre il consumo di suolo di almeno il 50%.<\/h3>\n<\/div>\n<div>\n<h3>Inoltre ci sono luoghi del nostro paese, prime tra tutte, le aree metropolitane, dove da subito si pu\u00f2 azzerare il consumo di suolo.<\/h3>\n<p>Non esiste una seconda opzione o una subordinata al fatto che l\u2019impermeabilizzazione non \u00e8 reversibile. Il d.d.l. presentato dai trentacinque parlamentari, di cui ho gi\u00e0 parlato, da questo punto di vista \u00e8 completo e soddisfacente. Detto ci\u00f2, la Fillea ritiene che esistano due livelli di azione: una da sviluppare nazionalmente e l\u2019altra da sviluppare sul territorio. La prima nelle mani del parlamento e del governo di cui ho gi\u00e0 detto, e la seconda nelle mani degli amministratori del territorio.<br \/>\nSiamo convinti che in attesa che il Parlamento finisca i suoi lavori, <b>gli amministratori locali possono operare per determinare un cambio di passo inequivocabile<\/b>.<\/p>\n<p>Per questo abbiamo promosso, in preparazione del nostro prossimo congresso, questa iniziativa<b>. <\/b><strong>Assumere le dovute azioni per azzerare il consumo di suolo \u00e8 pi\u00f9 forte se si parte anche da dove maggiore \u00e8 stato ed \u00e8 l\u2019impermeabilizzazione, senza per questo escludere i rimanenti ottomila comuni.<\/strong> Inoltre, riteniamo particolarmente importante il fatto che queste citt\u00e0 sono governate dal centro-\u00ad\u2010sinistra, escluso Reggio Calabria che \u00e8 commissariata per infiltrazione mafiosa.<\/p>\n<p><strong>In\u00a0 nessuno dei 139 articoli della Costituzione e delle successive leggi attuative c\u2019\u00e8 scritto che un metro quadro di terreno non impermeabilizzato si compra ad un euro, diventando impermeabilizzabile o edificabile ha un valore moltiplicato a \u201cn\u201d potenza, dandogli una \u201cx\u201d cubatura la \u201cn\u201d potenza diventa doppia \u201cn\u201d potenza.<\/strong><\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che la crescita del costruito e centinaia di volte in pi\u00f9 della crescita della popolazione e oggi gli affitti e la vendita, malgrado sei anni di dura crisi, sono sempre alle stelle, fino ad arrivare al paradosso che per i costruttori e le immobiliari \u00e8 meglio non vendere e non affittare milioni di appartamenti che abbassare i prezzi. Inoltre ci sono milioni di metri cubi costruiti e di metri quadrati impermeabilizzati di propriet\u00e0 pubblica che non sono utilizzati o sono abbondantemente sottoutilizzati. Negli anni sessanta del secolo scorso, era il 1966, <b>Adriano Celentano <\/b>cantava a San Remo \u201cil ragazzo della via Cluck\u201d e negli stessi anni, era il 1963, <b>Francesco Rosi <\/b>ci regalava il film \u201cMani sulla citt\u00e0\u201d, <b>Leonardo Sciascia<\/b>, era il 1961, ci incantava con il libro \u201cIl giorno della civetta\u201d, e <b>Tonino Guerra <\/b>ci diceva che: \u201c<b>Il nostro petrolio \u00e8 la bellezza. La bellezza ci fa pensare alto e noi la buttiamo via come se fosse danaro dentro tasche vuote<\/b>\u201d.<\/p>\n<h3><strong>Gli anni sessanta sono stati gli anni dove, senza bisogno di grandi approfondimenti, \u201ca naso\u201d, era chiaro quale sarebbe stato il futuro urbanistico del nostro paese. Cemento, cemento e ancora cemento. <\/strong><\/h3>\n<p>Se quattro grandi italiani cinquant\u2019anni fa scrivevano, cantavano e ci facevano vedere il futuro, solo una forte motivazione speculativa e criminale poteva corrompere le coscienze e ingrossare i portafogli di milioni e milioni di italiani. I dati pubblicati nei \u201cvolantoni\u201d che abbiamo distribuito mi permettono di non fornire statistiche sullo stato di cementificazione dell\u2019Italia e delle Aree Metropolitane. Noi ci aspettiamo che questa giornata di riflessione serva a diradare le tante nebbie ancora presenti sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>Il perimetro entro il quale collochiamo la nostra idea di politica industriale per le costruzioni e che vi proponiamo, parte dalla scelta di \u201cConsumo di suolo zero\u201d e si caratterizza con: <b>il pieno utilizzo delle aree impermeabilizzate, il massimo utilizzo del patrimonio pubblico \u00a0abitativo \u00a0e \u00a0non \u00a0abitativo, \u00a0la determinazione\u00a0 di \u00a0processi \u00a0di \u00a0de-\u00ad cementificazione urbana e territoriale, la massima espansione delle infrastrutture esistenti dedicate alla mobilit\u00e0 collettiva urbana, sub-\u00adurbana e extra-\u00adurbana, la rigenerazione dei centri storici e la riqualificazione delle periferie<\/b>.<\/p>\n<p>Producendo in tale direzione i necessari atti formali, siamo convinti che si possa innescare un meccanismo virtuoso di governo del territorio che scontenter\u00e0 \u201cpochi\u201d cittadini abituati a sfruttare il territorio e i beni pubblici e ad accumulare fortune finanziarie, e favorir\u00e0 \u201ctanti\u201d cittadini che vivranno in citt\u00e0 e aree urbane pi\u00f9 vivibili, dove si pu\u00f2 avere accesso:<br \/>\n<b>-\u00ad \u00a0<\/b><b>a \u201ccase popolari\u201d dignitose e eco-\u00adsostenibili con affitti non superiori al 30% del reddito,<br \/>\n&#8211;\u00a0 <\/b><b>ad \u00a0un \u00a0sistema \u00a0di \u00a0mobilit\u00e0 \u00a0pubblica \u00a0per \u00a0i \u00a0pendolari,\u00a0 non\u00a0 obbligatoriamente posta a decine di metri sotto terra, veloce e di qualit\u00e0,<br \/>\n&#8211;\u00a0 <\/b><b>ad immobili erogatori di servizi pubblici da collocare dentro i beni pubblici dismessi,<br \/>\n&#8211;\u00a0 ad una rete diffusa di pista ciclabili urbane ed extra-\u00adurbane diffuse e sicure<\/b>.<\/p>\n<h3><strong>Siamo coscienti che ci\u00f2 pu\u00f2 avere il massimo risultato se si realizzano politiche di riqualificazione \u00a0e \u00a0rigenerazione \u00a0urbana \u00a0in grado \u00a0di \u00a0migliorare \u00a0la \u00a0qualit\u00e0 \u00a0della \u00a0vita\u00a0 degli abitanti delle periferie e si rivitalizzano i centri storici.<\/strong><\/h3>\n<p>Dal 1994 i comuni italiani hanno subito un progressivo esautoramento del controllo di tali interventi che sono stati pressoch\u00e9 liberalizzati. Le cronache non ci lesinano i casi di amministratori pubblici che hanno brindato a questi provvedimenti, ma ci sono anche amministratori che ritengono, e noi con loro, che sia il momento di <b>riportare nell\u2019alveo di una \u00a0corretta \u00a0ed \u00a0efficiente pianificazione \u00a0urbana \u00a0la \u00a0definizione \u00a0delle \u00a0trasformazioni degli edifici e dei tessuti urbani esistenti<\/b>.<\/p>\n<p>E\u2019 questo un tema fondamentale alla definizione del quale la Fillea e l\u2019O.T.A.U. partecipano con una propria autonoma proposta che parte dal giudizio che il ventennio della deregulation, che si somma a periodi non proprio gloriosi,\u00a0 e dei piani casa (che si aggiunge ad una situazione gi\u00e0 seriamente compromessa in gran parte del Bel Paese) non solo non ha prodotto i risultati sperati in termini quantitativi, ma in moltissimi casi ha reso ancora pi\u00f9 brutte e disordinati i centri e le periferie urbane. Occorre, dunque, rinnovare le citt\u00e0 costruite attraverso regole semplici, condivise ed efficaci che non permettano il perpetuarsi della logica speculativa che ha trionfato in questi anni.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p>Peraltro, nessuna normativa di regolazione potr\u00e0 avere effetti credibili se non ci saranno \u00a0in \u00a0tempi \u00a0brevissimi,\u00a0 e \u00a0sulla \u00a0scorta \u00a0di \u00a0quanto \u00a0gi\u00e0 \u00a0avviene \u00a0nell\u2019Europa \u00a0del \u00a0nord, adeguati finanziamenti ai comuni per rendere concreti gli interventi di rinnovo urbano finalizzati alla valorizzazione degli interessi pubblici. Finora, il taglio dei trasferimenti alle autonomie locali ha provocato l\u2019affermarsi di troppi casi di urbanistica contrattata che, oltre ad essere sfuggiti alle regole di trasparenza ha violato il principio dell\u2019uguaglianza della propriet\u00e0 edilizia rispetto alle trasformazioni urbane.<br \/>\nA completamento della strumentazione di controllo delle trasformazioni della citt\u00e0 costruita, riteniamo rilevante affrontare il tema della propriet\u00e0 e del destino degli immobili pubblici. Sulla base dei provvedimenti finalizzati al contenimento del deficit pubblico stanno per essere vendute molte propriet\u00e0 pubbliche che sono invece decisive per definire il futuro di molte citt\u00e0. Osserviamo in primo luogo che vendere tali propriet\u00e0 oggi nel momento di massima compressione verso il basso dei valori immobiliari significa un pessimo affare economico.<\/p>\n<p><strong>Non essendo contrari, in linea di principio, che le forze economiche private si pongano come elemento \u00a0dinamico \u00a0per \u00a0favorire \u00a0le \u00a0trasformazioni\u00a0 auspicate, \u00a0riteniamo \u00a0che chiara \u00a0debba essere la volont\u00e0 da parte delle propriet\u00e0 pubbliche di partecipare direttamente al processo di valorizzazione sociale sia del patrimonio edilizio sia degli spazi urbani.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Un esempio di questa volont\u00e0 \u00e8 rappresentato dalla drammatica situazione del patrimonio ex-\u00ad\u2010IACP e dalla necessit\u00e0 di praticare un rilancio dell\u2019Edilizia Pubblica Economica e Popolare<\/strong> che favorisca un\u2019offerta di abitazioni per una platea di cittadini sostanzialmente a basso reddito o motivata da momentanei periodi di mobilit\u00e0 (lavoratori, disoccupati, studenti, cassaintegrati, pensionati, etc\u2026). In questi anni tali fasce sociali hanno ingrossato il numero di chi ha abbandonato le citt\u00e0 e i loro centri storici per trasferirsi in periferie sempre pi\u00f9 lontane e spesso prive degli elementari servizi comuni e di trasporto pubblico, aggravando cos\u00ec isolamento sociale e sprechi di risorse.<\/p>\n<p><b>Siamo consapevoli che \u00e8 pi\u00f9 facile dirlo che realizzarlo<\/b>, e gli amministratori territoriali che praticano queste scelte hanno il nostro pieno sostegno e contributo nel trovare le soluzioni pi\u00f9 idonee a realizzare ci\u00f2. Siamo convinti che ci\u00f2 vada realizzato con una forte sinergia tra pubblico e privato. Un pubblico che faccia gli interessi pubblici della collettivit\u00e0 e un privato che dia il meglio dell\u2019imprenditorialit\u00e0. <b>L\u2019onore del pubblico e del privato s\u2019identifica con l\u2019autonomia delle parti, con l\u2019assenza di conflitti d\u2019interessi, con la certezza progettuale, del finanziamento, della realizzazione dell\u2019opera nei tempi e nella qualit\u00e0 dei materiali, senza varianti, caporali, lavoro nero, sub-\u00adappalti spinti, e con il pieno e completo rispetto dei diritti e della dignit\u00e0 dei lavoratori dipendenti<\/b>.<\/p>\n<p>Le attuali amministrazioni pubbliche delle aree metropolitane, e anche di tanti altri comuni d\u2019Italia, hanno gi\u00e0 iniziato a percorrere questa strada e gi\u00e0 i primi risultati si vedono. Il cambiamento \u00e8 gi\u00e0 in atto, ma ci sembra troppo lento e timido. I Comuni che oggi ci onorano della loro presenza e anche gli altri che ci hanno dato la loro disponibilit\u00e0 ci possono dire cosa hanno gi\u00e0 fatto per dare un forte segno di discontinuit\u00e0 nei confronti dell\u2019era Moratti o Alemanno, come a Milano e Roma o per continuare a realizzare quanto gi\u00e0 da anni fanno, come a Venezia e Bari.<\/p>\n<p>Genova, Torino, Milano, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Catania e Cagliari sono le aree metropolitane che possono e devono svolgere un ruolo da traino culturale ed economico per i rimanenti ottomila comuni italiani. In queste quindici aree metropolitane vivono, lavorano e studiano almeno il 70% dei cittadini che calpestano il suolo del \u201cBEL PAESE\u201d.<\/p>\n<p><b>Agli Assessori delle aree metropolitane proponiamo un patto, da modellare nei singoli territori, che preveda di approfondire i temi che abbiamo messo nel perimetro delle politiche industriali di cui ho parlato e che si realizzi in una contrattazione territoriale che definisca i comuni impegni<\/b>.<\/p>\n<h3><strong>Ci\u00f2 non pu\u00f2 prescindere dal perseguire la precondizione derivante dal principio della \u201cLEGALITA\u2019 TOTALE\u201d. Affaristi, mafiosi, corruttori, speculatori, evasori, caporali, etc&#8230; devono essere collettivamente allontanati dai luoghi del governo pubblico e isolati dal corpo sano della societ\u00e0.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La filiera delle costruzioni pu\u00f2 e deve esistere anche senza di loro.<\/strong> Siamo convinti che alzando l\u2019asticella comune di un governo del territorio diverso da quello che oggi abbiamo di fronte, \u00e8 possibile passare dalle singole attivit\u00e0 delle singole amministrazioni a una collettiva attivit\u00e0 di amministrazioni pubbliche che fanno parte di un movimento che riaffermi gli interessi pubblici collettivi contro gli interessi privati di pochi.<\/p>\n<h3>La \u00a0Fillea \u00a0ritiene \u00a0che \u00a0ancora \u00a0qualche \u00a0milione\u00a0 d\u2019italiani \u00a0possa \u00a0e \u00a0debba \u00a0continuare \u00a0a vedere \u00a0la \u00a0filiera \u00a0delle \u00a0costruzioni \u00a0come \u00a0uno \u00a0dei \u00a0settori \u00a0primari \u00a0dell\u2019economia italiana. Muratori, carpentieri, piastrellisti, istallatori, lavoratori del cemento, lapidei, cavatori, geometri, ingegneri, architetti, restauratori hanno ancora un futuro nelle costruzioni. Questa volta non per distruggere il \u201cBEL PAESE\u201d ma per valorizzarne la bellezza e l\u2019onest\u00e0.<\/h3>\n<p>Grazie per l\u2019attenzione<\/p>\n<p><em><strong>Salvatore Lo Balbo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>___________________________________<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/costruzioni-obiettivo-consumo-di-suolo-zero-e-recupero-dei-centri-storici-lo-dice-il-piu-grande-sindacato-degli-edili\/\">Articolo sulla tavola rotonda<em><b> \u201cPer una politica industriale delle costruzioni nelle aree urbane: consumo di suolo zero, pieno utilizzo del suolo impermeabilizzato, rigenerazione dei centri storici\u201d.<\/b><\/em><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/fermare-lespansione-urbana-per-salvaguardare-la-ricchezza-dei-lavoratori\/\" target=\"_blank\">Intervento di <strong>Paolo Berdini: &#8220;Fermare l\u2019espansione urbana per salvaguardare la ricchezza dei lavoratori&#8221;<\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione di Salvatore Lo Balbo, segretario nazionale della Fillea-Cgil, alla tavola rotonda \u201cPer una politica industriale delle costruzioni nelle aree urbane: consumo di suolo zero, [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":113,"featured_media":9084,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,30,41],"tags":[1516,124,1522,1519,1520,1521],"class_list":["post-9079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-edilizia-1","category-opinioni","tag-cgil","tag-consumo-di-suolo","tag-decementificazione","tag-direttivo-fillea","tag-edilzia","tag-lo-balbo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/113"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9079\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}