{"id":9089,"date":"2014-01-29T00:02:37","date_gmt":"2014-01-28T23:02:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9089"},"modified":"2014-01-30T22:15:17","modified_gmt":"2014-01-30T21:15:17","slug":"bruxelles-e-vicina-tocca-a-noi-partecipare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/bruxelles-e-vicina-tocca-a-noi-partecipare\/","title":{"rendered":"Bruxelles \u00e8 vicina, tocca a noi partecipare!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9090\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"ue\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/ue.jpg\" width=\"290\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/ue.jpg 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/ue-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Esiste un paradosso nella concezione di molti cittadini italiani rispetto alle istituzioni comunitarie. Da un lato si dice \u201cTroppa Europa!\u201d e dall&#8217;altro \u201cNon abbastanza Europa!\u201d.<\/strong><\/h3>\n<p>Da una parte si critica Bruxelles e le sue assurde burocrazie che impongono cambiamenti sostanziali in quelli che sono comportamenti assodati e consolidati. Dall&#8217;altra si accusa Bruxelles di tutte le carenze che inducono a non profittare pienamente dell&#8217;essere membri dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<p>Si accusa Bruxelles di produrre troppe direttive, di creare legislazioni farraginose e complicate, di essere un insieme di istituzioni chiuse quasi impermeabili, di limitare le iniziative nazionali \u2026\u00a0Si critica l&#8217;insufficienza e la superficialit\u00e0 della presenza dell&#8217;UE, l&#8217;assenza di iniziative sociali, la scarsit\u00e0 di progetti europei, la carenza di competenze nell&#8217;occuparsi dei vari problemi, la mancanza di visione politica a lungo termine, \u2026<\/p>\n<p><strong>E&#8217; difficile smascherare la falsit\u00e0 dei messaggi manipolati.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bruxelles non \u00e8 una entit\u00e0 astratta, bens\u00ed un insieme di istituzioni create al fine di fare convivere i 500 milioni di persone dei 28 Stati Membri, nel rispetto delle loro diverse culture, lingue e identit\u00e0. Col passare degli anni ci si \u00e8 scordati da quale contesto usciva l&#8217;Europa alla fine della seconda guerra mondiale e quale futuro fosco c&#8217;era all&#8217;orizzonte. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Grazie ai politici visionari di allora, si son potute gettare le basi della convivenza civile. Quasi tre generazioni hanno goduto di questa oasi di pace in cui per 60 anni tutti i conflitti sono stati risolti con negoziati e programmi di apertura invece che con la guerra. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Oggi, la cosiddetta crisi ha portato a rimettere in discussione molti dei valori fondanti dell&#8217;Unione<\/strong>: persino il concetto fondamentale di \u00abpace\u00bb viene incluso tra i possibili valori opinabili. Stiamo correndo un rischio troppo grosso per lasciarlo cadere nel silenzio. L&#8217;ambiente &#8211; e in esso il suolo &#8211; assieme all&#8217;individuo e alla societ\u00e0 devono tornare ad essere il fulcro dell&#8217;attivit\u00e0 costitutiva dell&#8217;Unione Europea.<\/p>\n<h3><strong>Ogni cittadino europeo deve riappropriarsi del diritto di partecipazione responsabile.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Bruxelles non esiste in quanto istituzione unica e centralizzata di potere. Esistono le istituzioni comunitarie che hanno compiti e obblighi dettati dagli Stati Membri<\/strong>, istituzioni che non hanno cio\u00e8 una reale autonomia, poich\u00e8 tutto viene discusso negoziato deciso dai rappresentanti dei 28 Stati Membri. Vale per il Parlamento, il Consiglio, la Commissione, il Comitato Economico e Sociale, il Comitato delle Regioni, solo per nominare alcuni degli organismi pi\u00f9 rappresentativi.<\/p>\n<p><strong>Il problema \u00e8 che la \u201cfamiglia\u201d \u00e8 cresciuta, ma le regole di convivenza sono rimaste quasi invariate.<\/strong> Ora, con 28 figli diversi non si pu\u00f2 pi\u00f9 sperare nell&#8217;unanimit\u00e0. Eppure, il sistema europeo \u00e8 guardato con simpatia da tutto il mondo. Altri Paesi continuano a chiedere di entrare a far parte della \u201cfamiglia\u201d europea. Ancora un paradosso?<\/p>\n<h3><strong>Noi cittadini dell&#8217;Europa, abbiamo il dovere di riappropriarci del diritto alla partecipazione consapevole. Da dove cominciare? Da una informazione non manipolata e utilizzando dati e documenti ottenibili direttamente alla &#8220;sorgente&#8221;, impiegando i canali informativi gi\u00e0 esistenti nelle varie istituzioni comunitarie.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>In quanto cittadini italiani interessati in particolare al suolo e al territorio, dobbiamo sapere chi sono i rappresentanti italiani<\/strong> nel Comitato del Comitato Economico e Sociale, nel Parlamento Europeo, nel Comitato delle Regioni, nel Consiglio. <strong>L&#8217;informazione \u00e8 pubblica, disponibile nei siti web di ogni singola istituzione, e assieme a nome e cognome si ottengono numero di telefono e indirizzo email.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>I rappresentanti sono il legame tra noi cittadini e l&#8217;istituzione di cui siamo membri. Hanno il compito di informarci su cosa viene discusso e di ricevere i nostri pareri, suggerimenti, consigli. Vi \u00e8 mai venuto in mente di scrivere a uno dei nostri rappresentanti in una delle istituzioni europee?<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Non intendiamo sollecitare una ulteriore forma di campanilismo. L&#8217;approccio al rappresentante italiano \u00e8 solo una scorciatoia di comodo. I nominativi dei rappresentanti di tutti e 28 gli Stati Membri sono pubblici: sta a noi di scegliere il nostro interlocutore.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Se non ci si fida dei rappresentanti nazionali nominati o eletti nelle varie istituzioni, ci si pu\u00f3 rivolgere direttamente agli appositi servizi di comunicazione preposti a fornire le informazioni desiderate.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Per esempio, volendo sapere a che punto \u00e8 l&#8217;approvazione o se esiste gi\u00e0 una specifica disposizione o normativa, \u00e8 possibile telefonare al <span style=\"color: #3366ff;\">numero gratuito in tutta l&#8217;Unione Europea 00 800 6 7 8 9 10 11<\/span> cui rispondono in tutte le lingue, italiano incluso. Oppure, si pu\u00f3 scrivere &#8211; anche nella propria lingua &#8211; e ottenere una risposta entro tre giorni nell&#8217;apposito sito web:<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/europa.eu\/europedirect\/write_to_us\/index_it.htm\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/europa.eu\/europedirect\/write_to_us\/index_it.htm<\/strong><\/a><\/p>\n<p><strong>Se serve conoscere qualcosa di una particolare direttiva sui suoli da parte di un&#8217;istituzione responsabile e non si sa a chi rivolgersi, basta scrivere una email o una lettera al Presidente dell&#8217;istituzione stessa<\/strong> (Commissione, o Consiglio, o Parlamento, o &#8230;) ponendo la questione. Il messaggio sar\u00e0 trasferito ai funzionari competenti. Il codice deontologico vigente nelle istituzioni impone di dare risposta, possibilmente nella lingua richiesta dallo scrivente, entro due settimane.<\/p>\n<h3><strong>E&#8217; quindi assolutamente da sfatare il preconcetto dell&#8217;inaccessibilit\u00e0 delle istituzioni.<\/strong><\/h3>\n<p>Quanto sopra dimostra che, in quanto cittadini europei, possiamo e dobbiamo assumerci le nostre responsabilit\u00e0.<\/p>\n<h3><strong>Nell&#8217;immediato &#8211; maggio 2014 &#8211; l&#8217;occasione dell&#8217;elezione dei nuovi membri del Parlamento Europeo sar\u00e0 un momento importante e delicato di partecipazione. Non possiamo sottostimare la nostra scelta. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Siamo doverosamente tenuti ad informarci sui candidati e sulla loro capacit\u00e0 di difendere quei principi di identit\u00e0 e dignit\u00e0 per le generazioni future di cui la protezione del suolo e del territorio fa parte.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ecco allora alcuni possibili argomenti in merito a suolo e territorio da sottoporre all&#8217;attenzione e\/o discutere con i potenziali candidati:<\/strong><\/p>\n<p>a) strategia per la protezione del suolo proposta dalla Commissione gi\u00e0 nel 2006;<br \/>\nb) proposta dell&#8217;Unione Europea per combattere l&#8217;impermeabilizzazione dei suoli;<br \/>\nc) ruolo presente e soprattutto futuro dell&#8217;Agenzia Europea dell&#8217;Ambiente (EEA);<br \/>\nd) commissione del Parlamento Europeo per l&#8217; &#8220;Ambiente, Sanit\u00e0 pubblica e Sicurezza alimentare&#8221;: separazione e creazione di una commissione solo per l&#8217;ambiente?<br \/>\ne) rafforzamento del ruolo del Comitato delle Regioni per mantenere a livello delle autorit\u00e0 locali e regionali il controllo e l&#8217;applicazione delle legislazioni europee per la salvaguardia dei suoli?<br \/>\nf) suolo e criminalit\u00e0 organizzata (mafie) in Europa;<br \/>\ng) introdurre nelle legislazioni europee la relazione tra suolo\/territorio con la cultura e l&#8217;educazione;<br \/>\nh) azioni in tutta l&#8217;Unione Europea per la conservazione del suolo e il controllo dei movimenti di massa (frane, inondazioni, &#8230;) nonch\u00e9 per restauro di suolo e cambiamenti di destinazione di &#8220;ambienti agricoli&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Questi sono solo degli spunti&#8230; A ognuno di noi grava l&#8217;incarico di approfondire, senza fidarsi dei consueti filtri, ma direttamente ponendo i propri dubbi e verificando le risposte a Bruxelles &#8230; che \u00e8 molto pi\u00f9 vicina di quanto non la si voglia far apparire.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esiste un paradosso nella concezione di molti cittadini italiani rispetto alle istituzioni comunitarie. 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