{"id":9133,"date":"2014-02-13T23:45:49","date_gmt":"2014-02-13T22:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9133"},"modified":"2014-02-28T23:28:57","modified_gmt":"2014-02-28T22:28:57","slug":"molti-proprietari-di-terreni-edificabili-chiedono-che-questi-ritornino-agricoli-per-paura-della-stangata-imu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/02\/molti-proprietari-di-terreni-edificabili-chiedono-che-questi-ritornino-agricoli-per-paura-della-stangata-imu\/","title":{"rendered":"Molti proprietari di terreni edificabili chiedono che questi ritornino agricoli, per paura della stangata IMU"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9180\" alt=\"terrenoedificabile\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/terrenoedificabile.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/terrenoedificabile.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/terrenoedificabile-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Cosa sta accadendo in Italia? Sembra che\u00a0molti proprietari di terreni edificabili stiano chiedendo alle amministrazioni di stralciare le destinazioni delle loro aree cos\u00ec da farle ritornare agricole, mentre i Comuni cercano di difendere le gi\u00e0 esigue entrate economiche, spolpati dal &#8220;Patto di stabilit\u00e0&#8221;, e si aggrappano affannosamente alle imposte sui terreni.<\/strong><\/h3>\n<p>Queste richieste sembrerebbero in controtendenza nel Paese in cui <em>&#8220;il consumo di suolo \u00e8 cresciuto ad una media di 8 mq al secondo&#8221; e in cui \u00e8 dimostrato &#8220;che si tratta di un processo che dal 1956 non conosce battute d\u2019arresto&#8221; (<i>Comunicato Stampa ISPRA).<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong>La portata del problema \u00e8 ben dimostrata dagli articoli comparsi su alcuni siti e dalle interviste rilasciate dai sindaci preoccupati:<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>Cittadini che bussano alle porte del municipio e chiedono espressamente lo stralcio dai Pgt delle proprie aree edificabili per non sborsare troppi soldi. E dall&#8217;altra i Comuni che, preoccupati, interpellano chi ha presentato domanda di costruire o di trasformare un edificio per sapere se, di fronte alla stangata Imu in arrivo, intendono effettivamente procedere o preferiscono rinunciare.<\/em><br \/>\n<em> <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Barbara Baldini, sindaco del comune di Montagna:<\/strong> \u00ab\u00c9 un andirivieni continuo in municipio cittadini che vogliono capire cosa cambier\u00e0 con l&#8217;Imu e quanto dovranno pagare. Ma ci sono anche tante persone che mi hanno espressamente chiesto di togliere l&#8217;edificabilit\u00e0 al loro terreno\u00bb. Pur di non dover subire un salasso, si \u00e8 dunque disposti a &#8220;sacrificare&#8221; il valore di un&#8217;area sulla quale si pu\u00f2 costruire, declassandola, ma risparmiando. \u00abProprio cos\u00ec: preferiscono rinunciare\u00bb.<\/em><br \/>\n<em> <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Graziano Murada, sindaco di Albosaggia:<\/strong> \u00abLa crisi economica e l&#8217;introduzione di una forte e per certi versi eccessiva tassazione sulle propriet\u00e0 immobiliari stanno portando alle dismissioni del patrimonio pi\u00f9 che alle nuove realizzazioni<\/em>\u00bb.&#8221; (LA PROVINCIA DI SONDRIO &#8211; Il quotidiano di Sondrio online, 27\/04\/2012)<\/p>\n<p>&#8220;<em>\u00c8 finita l&#8217;epoca in cui si facevano carte false per chiedere la trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile. Oggi va al contrario: sempre pi\u00f9 proprietari terrieri chiedono il dietro front, bussando alle porte degli amministratori per poter riportare ad agricoli i terreni che nelle vecchie pianificazioni urbanistiche erano diventati edificabili.\u00a0<\/em><em><strong>Perch\u00e9 ? Sugli agricoli l&#8217;Imu non si paga, sugli edificabili s\u00ec.<\/strong> E siccome il mercato degli immobili \u00e8, manco a dirlo, immobile &#8211; e all&#8217;orizzonte non si vedono schiarite -, i terreni da una parte costano e dall&#8217;altra non fruttano.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Alberto Maffi, sindaco del comune di Grandosso:<\/strong> \u00abNel Piano di governo del territorio approvato nel 2009 dalla passata amministrazione, figuravano 10 ambiti di trasformazione che avrebbero portato gli abitanti da circa 1.500 a circa 2.000. Ma da allora non c&#8217;\u00e8 stata una sola richiesta, nemmeno verbale, per dare il via alle costruzioni\u00bb.<\/em><br \/>\n<em> <\/em><\/p>\n<p><em><strong>Gennaro Bellini, sindaco del comune di Foresto Sparso:<\/strong> \u00abAbbiamo ricevuto una decina di richieste di stralcio di aree edificabili, per ricondurle alla loro originaria destinazione agricola. Assistiamo a un fenomeno di marcia indietro: anche se i terreni edificabili dormono, con l&#8217;Imu costano. Cos\u00ec i proprietari chiedono di rinunciare all&#8217;edificabilit\u00e0 per abbattere totalmente l&#8217;imposta, che grava in maniera pesante. Nel Pgt che abbiamo recentemente adottato non si prevedono nuove aree edificabili a carattere residenziale e produttivo<\/em>\u00bb.&#8221; (ECO DI BERGAMO, 25\/04\/2013)<\/p>\n<p>Anche a Senigallia, comune della provincia di Ancona, accade che l&#8217;ammistrazione faccia un passo indietro riguardo le previsioni di nuovi volumi edificati:<br \/>\n&#8220;<em>Con la variante licenziata dall\u2019assise cittadina \u2013 al termine di una seduta al quanto turbolenta per alcuni punti e subemendamenti \u2013 sono stati in pratica cancellati 587.084 metri cubi di cemento per una superficie pari a 89.708 metri quadrati e terreni per oltre 40 ettari.\u00a0<\/em><em>Un atto che va incontro al desiderio dei cittadini di vedere Senigallia meno oppressa dal cemento e che rispetta la volont\u00e0 dell\u2019Amministrazione, come fatto gi\u00e0 con il Piano degli Arenili e con gli indici edificatori, di abbassare i volumi cementizi nella citt\u00e0 e rendere Senigallia pi\u00f9 dotata di spazi verdi.<\/em><br \/>\n<em> <strong>Maurizio Mangialardi, sindaco del comune di Senigallia:<\/strong> \u00abLo strumento\u00a0 riconferma l\u2019attenzione dell\u2019Amministrazione Comunale ad operare secondo il piano regolatore vigente per far s\u00ec che alcune aree da edificabili passino a verdi pubbliche o agricole, mentre altre degradate vengano riqualificate senza costruire nuovi volumi su spazi ancora incontaminati<\/em>\u00bb.&#8221; (SENIGALLIA NOTIZIE, 07\/02\/2014)<\/p>\n<p><strong>Quali siano le vere motivazioni che stanno producendo questo nuovo dietro front, se scelte nate dopo competenti analisi, oppure conseguenti all&#8217;ammutinamento di edili e costruttori che bloccati dalla gigantesca crisi immobiliare , lasciano le postazioni di guardia per arretrare nelle retrovie, non \u00e8 dato sapere.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Ma il pensiero che tutto dipenda dalla crisi economica e intellettuale in atto nel nostro paese, e poco da una nuova consapevolezza istituzionale ambientale territoriale, si consolida sempre di pi\u00f9.<br \/>\n<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>I risultati di queste nuove dinamiche sono sotto gli occhi di tutti: le nuove costruzioni rimangono vuote e fanno molta difficolt\u00e0 a trovare degli acquirenti, i capannoni sono in liquidazione e le aree edificabili non trovano soggetti propensi a costruire.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Riguardo le cause della crisi dei prezzi<\/strong>, sostiene il presidente di Osmi borsa immobiliare Marco Dettori, sono attribuibili <em>\u00aba politiche che, in un periodo in cui il mercato andava bene, hanno prodotto troppo, senza che ci fosse un\u2019adeguata pianificazione. Il risultato \u00e8 che ora ci sono pi\u00f9 case che acquirenti e in citt\u00e0 ci si trovano prezzi pi\u00f9 competitivi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Riguardo le cause del blocco di nuova edilizia, oltre alle motivazioni &#8220;classiche&#8221; imputate alla crisi globale, qualcuno invoca un forte bisogno di rinnovare gli strumenti urbanistici vigenti. <strong>Ripensare, sotto una nuova ottica finalizzata sia al blocco di consumo di territorio e sia ad una nuova rigenerazione urbana, tutti gli atti preposti al Governo del Territorio. Riformulare le previsioni di crescita, le dinamiche di sviluppo e cercare di trovare una soluzione valida al problema delle richiete di stralcio delle aree edificabili non ancora costruite.<\/strong> Problema che, senza ombra di dubbio, segner\u00e0 fortemente i prossimi anni. Detto questo in una situazione, come quella attuale, l&#8217;Italia mostra il fianco e incassa colpi su colpi, dimostrando la debolezza congenita (storica!) delle proprie capacit\u00e0 di investimento finalizzate ad nuovo sviluppo consapevole.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008080;\"><strong>Dalle parole di Settis \u00e8 chiara la base culturale che sottende il problema:<\/strong> <em>&#8220;(&#8230;) la &#8220;pancia degli italiani&#8221; (&#8230;): la convinzione che il miglior modo di investire i propri guadagni o risparmi, non \u00e8 indirizzandoli sulle attivit\u00e0 produttive (e non solo), bens\u00ec sulla &#8220;roba&#8221;, e in particolare sulla propriet\u00e0 immobiliare, intesa come un valore sicuro, un deposito bloccato come un salvadanaio, la &#8220;cosa giusta&#8221; da farsi per garantire se stessi, i figli, la famiglia. Le difficolt\u00e0 dell&#8217;agricoltura, che scoraggiano o marginalizzano quasi dappertutto la piccola e media propriet\u00e0, hanno indirizzato questa mentalit\u00e0, propria di una societ\u00e0 preindustriale, quasi esclusivamente sull&#8217;edilizia abitativa. Comprare uno o pi\u00f9 appartamenti, anche per famiglie con reddito medio, \u00e8 diventato un comportamento abituale, anzi normale: l&#8217;unico investimento sicuro, si sente ripetere, \u00e8 quello del &#8220;mattone&#8221;<\/em>.<\/span><\/h3>\n<p><strong>Come agire ? Un buon punto di partenza pu\u00f2 nascere, sicuramente, dalla collaborazione tra i migliori centri di ricerca nazionali (Universit\u00e0, Istituti, ecc.) e gli Enti locali pi\u00f9 virtuosi.<\/strong> Stipulare un nuovo &#8220;Patto di rinascita&#8221; che permetta di ampliare e di finalizzare, su solide basi culturali e scientifiche, il raggio d&#8217;azione di utili strumenti urbanistici fortemente competitivi.\u00a0 Nuove conoscenze per nuove Istituzioni lungimiranti.<strong> <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Inoltre \u00e8 d&#8217;obbligo avviare, nel minor tempo possibile, circuiti economici basati non pi\u00f9 su ulteritori costruzioni, ma su intelligenti investimenti di rigenerazione urbana e territoriale.<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sta accadendo in Italia? 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