{"id":9227,"date":"2014-02-25T22:15:52","date_gmt":"2014-02-25T21:15:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9227"},"modified":"2014-02-25T22:16:52","modified_gmt":"2014-02-25T21:16:52","slug":"toscana-procedono-a-ritmo-serrato-i-lavori-di-riforma-urbanistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/02\/toscana-procedono-a-ritmo-serrato-i-lavori-di-riforma-urbanistica\/","title":{"rendered":"Toscana: procedono a ritmo serrato i lavori di riforma urbanistica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9258\" alt=\"toscana\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/toscana1.jpg\" width=\"640\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/toscana1.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/toscana1-300x103.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><br \/>\n<figure id=\"attachment_9229\" aria-describedby=\"caption-attachment-9229\" style=\"width: 260px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/marson_anna03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-9229  \" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"marson_anna03\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/marson_anna03-300x263.jpg\" width=\"260\" height=\"220\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-9229\" class=\"wp-caption-text\">Anna Maria Marson<\/figcaption><\/figure><\/p>\n<h3><strong>L&#8217;Assessore Anna Marson ha presentato l\u2019integrazione al Piano di indirizzo territoriale. Una piattaforma per l\u2019innovazione, la qualit\u00e0 e la conservazione del panorama toscano.<\/strong><\/h3>\n<p>La Riforma della Legge 1\/2005, riunificata con il maxi emendamento per l\u2019edilizia portato in commissione Ambiente lo scorso 13 febbraio, il Piano paesaggistico regionale che costituir\u00e0 integrazione al Pit (Piano di indirizzo territoriale) e la messa a sistema di azioni per la rigenerazione urbana, costituiscono il processo riformatore messo in campo dall\u2019esecutivo toscano che guarda al territorio come bene comune e che intende operare una inversione di tendenza nella formazione e gestione degli strumenti di pianificazione regionali.<\/p>\n<p><strong>Contrastare il consumo del suolo promuovendo il ruolo multifunzionale del territorio rurale<\/strong>: questo uno dei principali obiettivi della proposta di riforma della legge 1\/2005 sul Governo del territorio, approvata dalla Giunta della Regione Toscana nell&#8217;ultima seduta ed inviata all&#8217;esame del Consiglio Regionale. La proposta punta a <strong>valorizzare il patrimonio territoriale e paesaggistico per uno sviluppo regionale sostenibile e durevole<\/strong>, oltre a cercare di sviluppare la<strong> partecipazione<\/strong> come componente ordinaria delle procedure di formazione dei piani. L&#8217;intenzione \u00e8 anche quella di migliorare l&#8217;efficacia della governance interistituzionale in base ai principi della sussidiariet\u00e0 e rendere pi\u00f9 chiare e rapide le procedure, graduando la complessit\u00e0 degli adempimenti in relazione alla rilevanza delle trasformazioni.<\/p>\n<h3><strong>La riforma introduce novit\u00e0 importanti quali il vincolo di inedificabilit\u00e0 totale sui terreni agricoli, la promozione del riuso e del recupero edilizio, lo snellimento delle procedure di pianificazione urbanistica. <\/strong><\/h3>\n<p>Entrando nel merito delle principali innovazioni introdotte, per contrastare e ridurre al minimo strettamente necessario il consumo di suolo ci\u00f2 che nel testo vigente \u00e8 soltanto un enunciato di principio viene tradotto in una serie di <strong>dispositivi operativi concreti:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>si definisce in modo puntuale il territorio urbanizzato<\/strong>, differenziando le procedure per intervenire all&#8217;interno dello stesso da quelle per la trasformazione in aree esterne, con particolare riferimento alla salvaguardia del territorio rurale e al fine di promuovere il riuso e la riqualificazione delle aree urbane degradate o dismesse;<\/li>\n<li><strong>in aree esterne al territorio urbanizzato non sono consentite nuove edificazioni residenziali.<\/strong> Limitati impegni di suolo per destinazioni diverse da quella residenziale sono in ogni caso assoggettati al parere obbligatorio della conferenza di copianificazione d&#8217;area vasta, chiamata a verificare puntualmente, oltre alla conformit\u00e0 al PIT, che non sussistano alternative di riutilizzazione o riorganizzazione di insediamenti e infrastrutture esistenti;<\/li>\n<li><strong>nel territorio urbanizzato, per promuoverne il riuso e la riqualificazione, ferme restando una serie di condizioni generali sono introdotte alcune semplificazioni.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;altra novit\u00e0 \u00e8 costituita dall&#8217;introduzione del concetto di patrimonio territoriale<\/strong>, quale bene comune costitutivo dell&#8217;identit\u00e0 collettiva regionale,che costituisce un riferimento per contestualizzare le &#8220;invarianti strutturali&#8221; nello Statuto del territorio, e promuovere una pi\u00f9 efficace relazione tra statuto e strategia dei piani. Analogamente a quanto avvenuto con il passaggio dal riconoscimento di singoli edifici di valore al riconoscimento dei centri storici quali organismi complessi, caratterizzati dalle relazioni tra edilizia monumentale ed edilizia minore, e tra edifici e abitanti, compiuto tra gli anni &#8217;50 e &#8217;60 del secolo scorso, con il concetto di patrimonio territoriale esteso all&#8217;intero territorio regionale si realizza un avanzamento culturale, che sottolinea il passaggio, per la Toscana, da una concezione vincolistica per aree specifiche alla messa in valore progettuale del territorio e del paesaggio nel suo insieme.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; stato poi introdotto e valorizzato il piano strutturale intercomunale, che insieme alla conferenza di copianificazione diventa riferimento qualificante per garantire una progettazione unitaria e multisettoriale delle trasformazioni a livello d&#8217;area vasta. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Sul fronte della qualit\u00e0 del territorio rurale, questo \u00e8 tuttora considerato, in troppi casi, come un territorio privo di valore, che richiede di essere &#8216;sviluppato&#8217; attraverso previsioni di nuova urbanizzazione.<\/strong> Va invece emergendo con sempre maggior evidenza come il <strong>mantenimento del territorio rurale<\/strong> e delle sue multifunzionalit\u00e0 sia fondamentale per uno sviluppo sostenibile e durevole, garantendo la qualit\u00e0 alimentare e dell&#8217;ambiente, la riproduzione del paesaggio, l&#8217;equilibrio idrogeologico, il benessere anche economico della regione. <strong>La riforma riconosce l&#8217;attivit\u00e0 agricola come attivit\u00e0 economico-produttiva, nel rispetto della valorizzazione dell&#8217;ambiente e del paesaggio<\/strong>, cui la stessa attivit\u00e0 agricola pu\u00f2 contribuire attraverso il suo ruolo multifunzionale, segnando con ci\u00f2 una importante svolta culturale. Tale riconoscimento porta a individuare innanzitutto il principio di limitare il pi\u00f9 possibile la frammentazione del territorio agricolo a opera di interventi non agricoli. Nel territorio rurale si prevede che gli strumenti della pianificazione individuino i &#8220;nuclei rurali&#8221;, le cui trasformazioni devono garantire la coerenza con i caratteri propri degli insediamenti, gli &#8220;ambiti di pertinenza di centri e nuclei storici&#8221; di cui tutelare la valenza paesaggistica, e gli &#8220;ambiti periurbani&#8221; in cui promuovere forme di agricoltura utilmente integrabili con gli insediamenti urbani e che ne contribuiscano al miglioramento. Per quanto attiene le trasformazioni richieste dall&#8217;imprenditore agricolo, vengono semplificate le procedure per una serie di interventi temporanei o di minore entit\u00e0, specificate le trasformazioni aziendali che comportano la necessit\u00e0 di un piano attuativo, e rafforzati i vincoli e le sanzioni in caso di perdita della destinazione d&#8217;uso agricola.<\/p>\n<p><strong>Per la tutela paesaggistica, infine, sono stati perfezionati i riferimenti alla normativa nazionale vigente in materia di tutela del paesaggio<\/strong>, specificando le valenze del Pit come piano paesaggistico ai sensi del Codice per i Beni culturali e il paesaggio. La redazione del Piano paesaggistico \u00e8 attualmente in corso di completamento, e prevede azioni non solo di tutela ma anche di valorizzazione e riqualificazione dei paesaggi regionali. Sono stati inoltre specificati i compiti dell&#8217;Osservatorio regionale del paesaggio, che avr\u00e0 il ruolo, tra l&#8217;altro, di promuovere, in attuazione della Convenzione europea sul paesaggio, la partecipazione delle popolazioni alla tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico regionale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Assessore Anna Marson ha presentato l\u2019integrazione al Piano di indirizzo territoriale. Una piattaforma per l\u2019innovazione, la qualit\u00e0 e la conservazione del panorama toscano. 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