{"id":9269,"date":"2014-02-25T23:39:59","date_gmt":"2014-02-25T22:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9269"},"modified":"2014-03-10T23:46:25","modified_gmt":"2014-03-10T22:46:25","slug":"interrogazione-del-m5s-per-difendere-caldarosa-basilicata-dalle-trivelle-delleni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/02\/interrogazione-del-m5s-per-difendere-caldarosa-basilicata-dalle-trivelle-delleni\/","title":{"rendered":"Interrogazione del M5S per difendere Caldarosa (Basilicata) dalle trivelle dell&#8217;Eni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9160\" alt=\"caldarosa-pascolo\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/caldarosa-pascolo.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/caldarosa-pascolo.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/caldarosa-pascolo-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Recentemente abbiamo pubblicato <a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/02\/caldarosa-basilicata-un-paradiso-condannato-dalle-trivelle-delleni-salviamolo\/\">un articolo su Caldarosa<\/a>, in Basilicata, un paradiso minacciato dalle trivelle dell&#8217;Eni.\u00a0<\/strong>Qui sono previsti nuovi pozzi, in un\u2019area vulnerabile dal punto di vista ambientale e naturalistico,\u00a0sul delicato sistema idro-potabile dell\u2019Appennino Meridionale, gi\u00e0 minacciato da una intensa attivit\u00e0 di ricerca ed estrazioni di idrocarburi, che ha provocato l\u2019inquinamento di corsi d\u2019acqua, laghi e sorgenti.\u00a0<strong>Abbiamo inoltre pubblicato una commovente lettera\u00a0dei pastori della zona<\/strong>, che stanno provando a ribellarsi (ricordiamo che \u00e8 possibile firmare la<strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.olambientalista.it\/caldarosa\/\" target=\"_blank\">petizione online<\/a>)<\/strong>.<\/p>\n<p>_________________________________________<\/p>\n<h3><strong>Pubblichiamo integralmente l&#8217;interrogazione presentata da Massimo De Rosa (M5S),\u00a0vice presidente della commissione ambiente della Camera.<\/strong><\/h3>\n<h4><em>Al Presidente del Consiglio dei Ministri<\/em><br \/>\n<em>al Ministro dell&#8217;Ambiente e della tutela del territorio e del mare <\/em><br \/>\n<em>al Ministero delle attivit\u00e0 produttive <\/em><\/h4>\n<p>Premesso che:<\/p>\n<p><strong>la Repubblica italiana, <\/strong>come specificatamente previsto dall\u2019art. 9 della propria Costituzione,<strong> \u201ctutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione\u201d;<\/strong><\/p>\n<p><strong>la Basilicata, secondo i dati Istat del 2010, era la regione pi\u00f9 povera d&#8217;Italia <\/strong>e negli ultimi due anni \u00e8 stata superata, in questa triste classifica, soltanto per demerito di altre regioni del sud;<\/p>\n<p><strong>la Basilicata, <\/strong>secondo i dati dell&#8217;Associazione Italiana Registro Tumori,<strong> ha una percentuale di morti per tumore pi\u00f9 alta della media nazionale;<\/strong><\/p>\n<p><strong>In Basilicata, <\/strong>secondo i dati della Confederazione Italiana Agricoltori,<strong> nell&#8217;arco di 10 anni le aziende agricole si sono dimezzate;<\/strong><\/p>\n<p><strong>la Basilicata, secondo i dati Cgil, ha un tasso di disoccupazione costantemente in crescita:<\/strong> \u00abNella sola Val d&#8217;Agri (dove \u00e8 pi\u00f9 intensa l&#8217;attivit\u00e0 dei petrolieri) ci sono 8 mila persone tra disoccupati e inoccupati\u00bb;<\/p>\n<p><strong>in Basilicata le prime ricerche di petrolio risalgono al 1981 in Val d&#8217;Agri<\/strong> con il pozzo Costa Molina 1. <strong>Nella Val d&#8217;Agri si concentra il bacino pi\u00f9 importante, da sola produce l\u201982% del petrolio italiano<\/strong> e possiede il pi\u00f9 grande giacimento di petrolio onshore (sulla terraferma) dell\u2019Europa continentale. Le aree di estrazione sono gestite da una holding dove l&#8217;Eni ha la maggioranza del 61% e il resto (39%) \u00e8 detenuto dall&#8217;inglese Shell.\u201c<\/p>\n<p><strong>nonostante le attivit\u00e0 di estrazione siano iniziate da ormai oltre trent\u2019anni, una vera e propria rete di monitoraggio per la salubrit\u00e0 delle attivit\u00e0 estrattive \u00e8 stata attivata per\u00f2 solo dal 2011 (per stessa ammissione dell&#8217;Eni).<\/strong> Anni in cui sono passati sotto silenzio tutta una serie di incidenti e anomalie,\u00a0come la fuoriuscita di migliaia di litri di greggio in un bacino naturale per la raccolta di acque piovane il 17 marzo 2002; la nebulizzazzione di 500 litri di greggio il 06 giugno del 2002; l&#8217;immissione in aria di ingenti quantitativi di gas inquinanti il 4 ottobre del 2002, oppure la \u00abmisteriosa\u00bb intossicazione da idrogeno solforato di 20 operai di un&#8217;azienda che si trova proprio di fronte il Centro Oli, per i quali fu necessario contattare il centro anti veleni di Pavia;<\/p>\n<p><strong> la Basilicata, secondo i dati della Commissione Bicamerale sul Ciclo dei rifiuti, ha oltre 400 siti contaminati dalle attivit\u00e0 estrattive;<\/strong><\/p>\n<p><strong>di pozzi, nella sola Val d&#8217;Agri ce ne sono 39, alcuni a pochi metri da una scuola materna o addirittura uno che sovrasta un municipio.<\/strong> In particolare, sedici pozzi petroliferi si trovano all\u2019interno del perimetro del parco nazionale Appennino Lucano Val d\u2019Agri Lagonegrese, istituito con DPR 8\/12\/2007. Si tratta dei pozzi Pergola 1, S.Elia 1, Monte Enoc 1, Monte Enoc 6, Monte Enoc 7, Monte Enoc 10, Alli 2, Alli 4, Caldarosa 2, Caldarosa 3, Serra del Monte di Montemurro, Costa Molina Ovest 1, che si aggiungono alla costellazione dei pozzi denominati Cerro Falcone: il CF1, CF2, CF3, CF4, CF5, CF7 e il CF8;<\/p>\n<p><strong>c\u2019\u00e8 da notare, tra l\u2019altro, come il pozzo CF7 non risultava, ad oggi, viene considerato un cosiddetto cavallo di Troia per operare dentro il Parco, dove \u00e8 vietata ogni attivit\u00e0 estrattiva<\/strong>. L\u2019Alli 2 verrebbe perforato a poche centinaia di metri l\u2019ospedale di Villa d\u2019Agri, verr\u00e0 spostato di poche centinaia di metri, ma sempre davanti il suddetto ospedale; e i due pozzi Monte Enoc 6 e 7 saranno realizzati addirittura dentro l\u2019abitato di Viggiano, in un\u2019area franosa, gi\u00e0 ritenuta dall\u2019amministrazione municipale inidonea ad edificare abitazioni;<\/p>\n<p><strong>nel &#8220;Piano di sviluppo Val d\u2019Agri&#8221;, approvato nel gennaio 2012 e firmato dall&#8217;allora ministro dello Sviluppo Corrado Passera, si progettava di duplicare la produzione annuale di petrolio del Paese; <\/strong><\/p>\n<p><strong>inseguendo tale progetto, L\u2019Eni progetta nuovi pozzi di estrazione<\/strong> <strong>come il &#8220;Pergola 1&#8221;<\/strong>, nel comune di Marsico Nuovo, con annessi circa 24 chilometri di oleodotti petroliferi che nasceranno a ridosso di un&#8217;area protetta, in prossimit\u00e0 del fiume Agri, a pochi metri dalle case e dai campi coltivati. Un&#8217;area, ancora, in cui sono presenti le pi\u00f9 importanti &#8220;sorgenti perenni&#8221; che portano acqua fino in Campania, nonch\u00e9 in prossimit\u00e0 del sito di interesse comunitario &#8220;Monti della Maddalena&#8221; e sulla faglia sismica &#8220;Pergola-Melandro&#8221;;<\/p>\n<p><strong>la realizzazione del \u201cPergola 1\u201d comporterebbe uno scavo di venti metri di larghezza e quattro di profondit\u00e0<\/strong>, creando un fitto reticolo di oleodotti collegati ai tre pozzi gi\u00e0 esistenti a Marsico Nuovo. <strong>Tutto passerebbe sotto il fiume Agri, sotto la superstrada Fondo Val d&#8217;Agri<\/strong>, passando in alcuni punti a 200 metri dalle abitazioni&#8221;. La superficie da espropriare \u00e8 pari a 180.000 m2; circa il 30% delle superfici \u00e8 costituito da fertili suoli agricoli, pascoli e boschi. Territorio esposto al rischio di episodi come quello del 25 marzo 2013, quando dai pozzi e lungo le condotte fuoriusc\u00ec idrogeno solforato\u201c; l\u2019Eni, sempre rifacendosi al suo nuovo programma di raddoppio petrolifero in Val d\u2019Agri e in Basilicata, con determinazione dirigenziale del dipartimento ambiente 21 febbraio 2013, n. 219 ENI S.p.A. \u2013 Distretto Meridionale \u2013 ha autorizzato ai sensi del R.D.L. 3267\/23 i lavori di: \u201cProgetto Sviluppo Caldarosa 2\/3\u201d, adeguamento piste esistenti ed apertura nuove piste di accesso all\u2019area, in agro del Comune di Calvello;<\/p>\n<p><strong>l\u2019area scelta per ospitare i pozzi \u201cCaldarosa 2\u201d e \u201cCaldarosa 3\u201d, previsti all\u2019interno della c.d. fascia di rispetto \u00e8 fuorilegge.<\/strong> A tal proposito infatti, le misure di salvaguardia della Rete Natura 2000 emanate dalla Regione Basilicata (BUR n.23 del 1 agosto 2012) prevedono \u201cil divieto di nuove attivit\u00e0 di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi all\u2019interno dei siti Rete Natura 2000 (ZPS e ZSC) e in una fascia di rispetto pari a 1.000 (mille) metri esterna ai suddetti\u201d;<\/p>\n<p><strong>dopo il parere negativo dell\u2019Ufficio regionale competente per il paesaggio, all\u2019inizio del 2014 anche la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Basilicata ha bocciato il progetto dell\u2019Eni, nell\u2019ambito della Valutazione di Impatto Ambientale; <\/strong><\/p>\n<p><strong>nella nota di diniego del parere ambientale la Soprintendenza ritiene che, se realizzati, i nuovi pozzi e i relativi oleodotti di collegamento con il Centro Olio di Viggiano \u201csi porrebbero in stridente contrasto con le caratteristiche intrinseche dello specifico quadro panoramico ancora scarsamente antropizzato<\/strong>, introducendo elementi di rottura del tutto estranei all\u2019attuale paesaggio in un\u2019area estremamente vulnerabile dal punto di vista ambientale e naturalistico. Il sito infatti risulta a ridosso dell\u2019area SIC del Monte Caldarosa inserito altres\u00ec nell\u2019elenco nazionale dei biotopi dalla Societ\u00e0 Botanica Nazionale, sottoposto a tutela assoluta dalla Legge Regionale n.42 del 22 maggio 1980 come \u201cBiotopo della Caldarosa\u201c;<\/p>\n<p><strong>la Soprintendenza, inoltre, fa rilevare che \u201cl\u2019intervento nel suo complesso, \u00e8 situato ad una quota altimetrica superiore ai 1200 mt.<\/strong> In particolare l\u2019area pozzo \u00e8 prevista ad una quota di 1326 mt. e pertanto altamente visibile da e verso i punti panoramici e di percorrenza nonch\u00e9 dalle altre zone limitrofe sottoposte a vincolo paesaggistico quali quelle del Parco Nazionale della Val d\u2019Agri.<\/p>\n<p><strong>Inoltre la condotta attraversa per la maggior parte un\u2019area boschiva prevedendo pertanto tagli di vegetazione<\/strong> poich\u00e9 non sono presenti piste all\u2019interno della stessa area che ridurrebbero l\u2019incidenza paesaggistica negativa dello stesso intervento. Per tutto quanto suddetto si ritiene che l\u2019opera prevista non risulta compatibile con le finalit\u00e0 intrinseche di tutela paesaggistica dello specifico territorio\u201d;<\/p>\n<p><strong>alcuni pozzi petroliferi sono previsti vicino ai centri abitati o in prossimit\u00e0 di limpide sorgenti d\u2019acqua, come quella denominata Acqua dell\u2019Abete, bene comune, prezioso oro blu, indispensabile per la vita stessa della popolazione.<\/strong> Ebbene, queste sorgenti sono state inquinate da metalli pesanti e sostanze usate durante la trivellazione, come il bario. L\u2019area \u00e8 situata all\u2019interno del parco nazionale, ove insiste, a poche centinaia di metri, il pozzo petrolifero Cerro Falcone 2, recentemente autorizzato dalla Regione Basilicata alla \u201cmessa in produzione\u201d (nonostante il divieto previsto nel Decreto istitutivo e le misure di salvaguardia allegate al Decreto del Presidente della Repubblica del 2007) ovvero ad estrarre greggio, anch\u2019esso situato all\u2019interno di un SIC\/ZPS del parco nazionale;<\/p>\n<p><strong>durante i campionamenti del lago che porta acqua potabile nei rubinetti di Puglia e Basilicata<\/strong>, il Dipartimento di scienze geologiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi della Basilicata ha trovato 6458 microgrammi\/litro di idrocarburi in tre punti diversi e su undici campioni di sedimenti, ben sette avevano presenza di idrocarburi superiori al limite di riferimento;<\/p>\n<p><strong>oltre al patrimonio naturale della Val d\u2019Agri, anche i beni culturali hanno sub\u00ecto conseguenze per le attivit\u00e0 estrattive. Numerosi sono i reperti rinvenuti sul tracciato degli oleodotti:<\/strong> a Marsicovetere, loc. Barricelle, nell\u2019ambito dei lavori dell\u2019ENI per la ristrutturazione petrolifera, la Soprintendenza Archeologica di Potenza ha messo in luce un impianto edilizio di notevoli dimensioni (una villa rustica) risalente all\u2019et\u00e0 augustea-primo imperiale (fine I sec. a.C.- I sec. d. C.);<\/p>\n<p><strong>in quasi dieci anni, al centro di inchieste tutte legate al petrolio, sono finiti in manette il direttore generale dell&#8217;Arpab, il coordinatore provinciale dell&#8217;Ente regionale Ambiente, il vicepresidente, tre assessori e un consigliere regionale.<\/strong> Altri otto consiglieri sono stati destinatari di divieto di dimora, mentre sotto inchiesta sono finiti due deputati lucani. E non c&#8217;\u00e8 solo la politica. Nel 2002 sono stati arrestati un maggiore della Guardia di Finanza, un generale dei servizi segreti (Sisde), imprenditori, banchieri, finanzieri.<\/p>\n<h3><strong>Se il Governo non ritenga opportuno procedere al blocco dei progetti dell\u2019ENI circa la realizzazione dei nuovi pozzi, anche a seguito dei giudizi negativi gi\u00e0 ricevuti dagli enti competenti, per procedere tempestivamente ad una verifica puntuale della liceit\u00e0 di quanto progettato e della corretta e salubre attivit\u00e0 di estrazione dei pozzi esistenti; <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Se il Governo non ritenga opportuno far prevalere la salvaguardia dei diritti fondamentali previsti dalla Costituzione in merito alla tutela della salute pubblica,<\/strong> secondo l&#8217;art. 32 ed in merito alla tutela della propria ricchezza paesaggistica e culturale, secondo l&#8217;art 9, rispetto ad interessi e profitti privati derivati da politiche energetiche anacronistiche e contrastanti con quanto richiesto dalla UE sullo sviluppo delle energie rinnovabili, anche al fine di realizzare gli obiettivi comunitari disposti dalla strategia dell\u2019Unione europea per lo sviluppo sostenibile.<\/p>\n<p><em><strong>On. Massimo De Rosa<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recentemente abbiamo pubblicato un articolo su Caldarosa, in Basilicata, un paradiso minacciato dalle trivelle dell&#8217;Eni.\u00a0Qui sono previsti nuovi pozzi, in un\u2019area vulnerabile dal punto di [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":9160,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[8,720],"tags":[],"class_list":["post-9269","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-basilicata","category-petrolio-gas"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9269"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9269\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}