{"id":9329,"date":"2014-03-13T23:02:20","date_gmt":"2014-03-13T22:02:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9329"},"modified":"2014-03-13T23:02:44","modified_gmt":"2014-03-13T22:02:44","slug":"toscana-chiama-italia-nuovo-piano-per-tutelare-territorio-e-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/03\/toscana-chiama-italia-nuovo-piano-per-tutelare-territorio-e-paesaggio\/","title":{"rendered":"Toscana chiama Italia: \u201cNuovo piano per tutelare territorio e paesaggio\u201d"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_9370\" aria-describedby=\"caption-attachment-9370\" style=\"width: 283px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-9370\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"Anna Marson\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/marson61-283x300.jpg\" width=\"283\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/marson61-283x300.jpg 283w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/marson61.jpg 438w\" sizes=\"auto, (max-width: 283px) 100vw, 283px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-9370\" class=\"wp-caption-text\">Anna Marson, docente universitario in tecnica e pianificazione urbanistica<br \/>e Assessore all\u2019urbanistica, pianificazione del territorio e del paesaggio della Regione Toscana<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>Intervista ad Anna Marson, docente universitario in tecnica e pianificazione urbanistica e Assessore all\u2019Urbanistica, Pianificazione del Territorio e del Paesaggio della Regione Toscana: \u201cSe non ora quando? Il dissesto idrogeologico, e la crisi dell\u2019edilizia, rappresentano due elementi di contesto che impongono di riflettere sul fatto che andare avanti come s\u2019\u00e8 fatto finora significa cacciarsi in un vicolo cieco anche dal punto di vista economico\u201d.<\/strong><\/h3>\n<h4><em>1) La Giunta della Regione Toscana, presieduta da Enrico Rossi, ha adottato, dopo 2 anni di studi e confronti fra Regione e Ministero competente, un piano generale per la tutela del 60% del territorio regionale. Quali sono le linee fondamentali di questo nuovo piano per il paesaggio toscano?<\/em><\/h4>\n<p>Il nuovo piano paesaggistico della Regione Toscana (nel 2009 vi era stata l\u2019adozione di una prima integrazione paesaggistica al Piano di indirizzo territoriale) tratta in realt\u00e0 dell\u2019intero territorio regionale, approfondendo la conoscenza e l\u2019interpretazione dei sui diversi paesaggi, e definendo per ognuno di essi specifici obiettivi di qualit\u00e0.<br \/>\nCondotto con il supporto scientifico dei diversi atenei toscani, rappresentati dal Cist (Centro interateneo di scienze del territorio), il lavoro di redazione del piano si \u00e8 basato sulla lettura strutturale di quattro invarianti di lunga durata (caratteri idrogeomorfologici, ecosistemici, del sistema insediativo policentrico, dei paesaggi rurali), oltre che degli elementi iconografici, visuali e percettivi. Oltre agli elaborati di livello regionale, con i relativi abachi che trattano i diversi morfotipi di ciascuna invariante, per ognuno dei venti ambiti di paesaggio \u00e8 stata predisposta una specifica scheda che approfondisce le quattro invarianti, nonch\u00e9 la sintesi che ne deriva, a una scala di maggior dettaglio.<\/p>\n<p>Questa lettura e interpretazione dell\u2019intero territorio regionale, articolato nei suoi diversi sistemi di relazioni \u201cinvarianti\u201d che ne strutturano i paesaggi, ha fornito un supporto anche alla cosiddetta \u201cvestizione\u201d dei vincoli paesaggistici.<br \/>\nOgnuno dei pi\u00f9 di trecento vincoli apposti per decreto, che nel loro insieme interessano circa il 17% del territorio regionale, e il cui unico riferimento finora era rappresentato dalla descrizione testuale delle motivazioni di apposizione del decreto statale, \u00e8 stato descritto e normato in modo specifico e puntuale.<br \/>\nCiascuna categoria di beni oggetto dei vincoli paesaggistici ex lege (i 300 metri dalla costa, i boschi, le fasce lungo fiumi, torrenti, corsi d\u2019acqua e laghi, gli usi civici, i circhi glaciali, le montagne sopra i 1200 metri ecc.) \u00e8 stata anch\u2019essa rappresentata e normata in modo specifico. Nel loro insieme i territori interessati dall\u2019una e\/o dall\u2019altra tipologia di vincolo riguardano circa il 60% del territorio regionale.<\/p>\n<p>Se in generale l\u2019obiettivo perseguito nella redazione del piano \u00e8 stato quello di aumentare la consapevolezza dei contesti paesaggistici di riferimento a fronte delle diverse trasformazioni che vi intervengono, nel caso delle aree interessate da vincoli abbiamo cercato di fare chiarezza nelle regole di riferimento che dovranno costituire il riferimento condiviso fra i diversi soggetti pubblici chiamati a esprimere pareri sui progetti presentati.<\/p>\n<h4><em>2) Quali sono gli ostacoli sul cammino dell\u2019approvazione per il piano elaborato con il Ministero dei Beni Culturali?<\/em><\/h4>\n<p>La proposta di piano paesaggistico \u00e8 stata approvata dalla giunta lo scorso 17 gennaio, ed \u00e8 ora all\u2019attenzione della competente commissione consiliare. spetta infatti al Consiglio regionale, in base allo Statuto della Regione Toscana, sia l\u2019adozione che l\u2019approvazione del piano.<br \/>\nCon l\u2019adozione scatteranno una serie di salvaguardie. Poi ci sar\u00e0 la fase delle osservazioni al piano, la controdeduzione delle osservazioni pervenute, il parere del Consiglio superiore dei beni culturali e del paesaggio e infine, auspicabilmente, potr\u00e0 aver luogo l\u2019approvazione. Dopo l\u2019approvazione vi sar\u00e0 la fase di adeguamento dei piani locali al piano regionale.<br \/>\nL\u2019iter stesso \u00e8 di per se sufficientemente complesso. Servirebbero incentivi maggiori, da parte della legislazione e delle politiche statali, per promuovere l\u2019approvazione dei piani paesaggistici. A oggi il fatto che una Regione sia o meno dotata di un piano paesaggistico approvato non comporta invece nessuna priorit\u00e0, ad esempio nell\u2019assegnazione di finanziamenti sui diversi capitoli che riguardano i trasferimenti dallo Stato alle Regioni.<\/p>\n<h4><em>3) Il paesaggio \u00e8 cultura, identit\u00e0, ma anche prosaicamente, economia come dimostra l\u2019attenzione dei compratori stranieri per i prodotti enogastronomici italiani in merito a provenienza e modalit\u00e0 di produzione nel rispetto dell\u2019ambiente. Tutela del territorio significa perci\u00f2 anche sguardo al futuro delle aziende italiane?<\/em><\/h4>\n<p>L\u2019immagine del paesaggio toscano \u00e8 stata usata e abusata nelle pubblicit\u00e0 di prodotti che a volte hanno a che fare poco o nulla con il territorio toscano. Con la sempre maggiore tracciabilit\u00e0 dei prodotti, innovazione necessaria se vogliamo tutelare le produzioni eticamente e ambientalmente consapevoli, lo stato di cura del territorio e del paesaggio sul quale si producono le merci collocate sul mercato pu\u00f2 diventare un valore aggiunto importante.<\/p>\n<h4><em>4) Salvare il suolo per promuovere l\u2019agricoltura oltrech\u00e9 salvare storia e paesaggio. Quanto \u00e8 stato compromessa la produzione enogastronomica italiana in questi ultimi decenni di sacco del territorio?<\/em><\/h4>\n<p>E\u2019 noto il fatto che in gran parte dei casi sono stati i territori pi\u00f9 fertili a essere \u201cconsumati\u201d dalle nuove urbanizzazioni, perch\u00e9 collocati nei fondovalle o ai piedi delle colline. Pi\u00f9 in generale lo straordinario boom dell\u2019economia del mattone (o meglio della valorizzazione fondiaria che ha portato con se anche un consistente sviluppo dell\u2019edilizia, non sempre attenta alla qualit\u00e0) ha portato a trascurare l\u2019importanza di promuovere le diverse forme di economia agrosilvopastorale, con la conseguenza che l\u2019estensione delle aree marginali, prevalentemente altocollinari e montane, abbandonate e via via invase dalle boscaglie \u00e8 stata in molti contesti addirittura superiore a quella delle aree destinate a nuove urbanizzazioni.<\/p>\n<h4><em>5) Da Ambrogio Lorenzetti a Emilio Sereni fino a Benozzo Gozzoli, il paesaggio toscano \u00e8 simbolo dell\u2019Italia minacciata dal cemento e cancellata dalla speculazione. Cosa pu\u00f2 cambiare con questa proposta di legge in merito alla cultura del territorio?<\/em><\/h4>\n<p>In realt\u00e0 il famosissimo affresco di Ambrogio Lorenzetti \u00e8 stato da pi\u00f9 parti interpretato come un manifesto culturale che illustra gli effetti del buon governo sulla citt\u00e0 e sulla campagna, attraverso la visualizzazione di figure che simboleggiano le virt\u00f9, ma anche di pratiche di corretta costruzione della citt\u00e0 e di conduzione della campagna.<br \/>\nLa nostra proposta di legge, da questo punto di vista, \u00e8 attenta a migliorare le procedure ma lancia anche un messaggio culturale. Data l\u2019attenzione di cui la Toscana \u00e8 solitamente oggetto, speriamo che questo messaggio possa aprire la discussione anche in altri contesti.<\/p>\n<h4><em>6) La Toscana come l\u2019Italia: questa proposta di legge regionale potrebbe costituire una spinta affinch\u00e9 si possa giungere anche a livello nazionale a una tutela pi\u00f9 adeguata per il nostro territorio?<\/em><\/h4>\n<p>La drammaticit\u00e0 conseguente alle recenti dinamiche di territorio consumato, e alle ricadute economiche e sociali delle nuove forme insediative, \u00e8 in altri contesti del nostro paese senza dubbio pi\u00f9 evidente e socialmente percepita di quanto lo sia in Toscana. In Toscana si sono tuttavia date, in questa legislatura regionale, le condizioni politiche per poter affrontare in modo significativo il problema. Speriamo che l\u2019approvazione della legge in tempi ragionevoli e senza eccessive modifiche dimostri anche la possibilit\u00e0 di dare effettivamente una svolta allo stato delle cose.<\/p>\n<h4><em>7) Otto metri quadrati al secondo di consumo di suolo in Italia (dati Ispra).Quali sono i margini oggi per un mutamento di rotta in materia di tutela del suolo nel nostro Paese?<\/em><\/h4>\n<p>Se non ora quando? Il dissesto idrogeologico, e la crisi dell\u2019edilizia, rappresentano due elementi di contesto che impongono di riflettere sul fatto che andare avanti come s\u2019\u00e8 fatto finora significa cacciarsi in un vicolo cieco anche dal punto di vista economico.<br \/>\nRiuscire a far comprendere tutto ci\u00f2 non \u00e8 facile, e richiede un lavoro innanzitutto culturale, ma una serie di segnali positivi in questa direzione ci sono, anche nel mondo di chi dall\u2019edilizia trae il proprio reddito. Dobbiamo cercare di allargare l\u2019alleanza, e dare prove tangibili dei benefici anche economici che un mutamento di rotta pu\u00f2 comportare per la collettivit\u00e0 nel suo insieme.<\/p>\n<p>La Toscana, quindi, prova a proiettare nella realt\u00e0 le parole dell\u2019articolo 9 della Costituzione: \u201cLa Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione\u201d. Ebbene, se il nuovo piano per il paesaggio portato avanti dalla Giunta di cui anche Anna Marson fa parte dovesse giungere in porto senza limature o smussamenti, compromessi al ribasso caldeggiati da qualche lobby, una delle regioni pi\u00f9 importanti del Paese si farebbe promotrice di una rivoluzione, quella promessa tanto tempo fa dai padri costituenti e mai compiuta nei decenni successivi. Dalla Toscana all\u2019Italia, per salvare ci\u00f2 che di pi\u00f9 prezioso abbiamo.<\/p>\n<p><em><strong>Marco Bombagi<\/strong><\/em><br \/>\n<em> Salviamo il Paesaggio Roma e provincia<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.roma.it\" target=\"_blank\"><em> www.salviamoilpaesaggio.roma.it<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista ad Anna Marson, docente universitario in tecnica e pianificazione urbanistica e Assessore all\u2019Urbanistica, Pianificazione del Territorio e del Paesaggio della Regione Toscana: \u201cSe non [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":123,"featured_media":9370,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,41,21],"tags":[],"class_list":["post-9329","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-leggi-e-piani-regolatori","category-opinioni","category-toscana"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9329"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9329\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9329"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9329"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}