{"id":9491,"date":"2014-04-02T00:14:25","date_gmt":"2014-04-01T22:14:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9491"},"modified":"2014-04-23T00:57:53","modified_gmt":"2014-04-22T22:57:53","slug":"arte-perduta-per-cemento-e-degrado-da-nord-a-sud-tutte-le-pompei-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/04\/arte-perduta-per-cemento-e-degrado-da-nord-a-sud-tutte-le-pompei-ditalia\/","title":{"rendered":"Arte perduta per cemento e degrado: da nord a sud, tutte le Pompei d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<h3 align=\"JUSTIFY\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9498\" alt=\"volterra-mura-crollate-640\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/volterra-mura-crollate-6401.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/volterra-mura-crollate-6401.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/volterra-mura-crollate-6401-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>La storia dell\u2019Italia unita \u00e8 scandita da indagini archeologiche, ma anche da troppi abbandoni. Da distruzioni di ogni tipo. Dagli sterri dei primi decenni del Novecento alle indagini preliminari pi\u00f9 recenti, una parte del patrimonio, dissipato. Per risorse indiscutibilmente insufficienti, ma anche per evidenti incapacit\u00e0 gestionali. Per politiche, anche culturali, inadeguate.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Gi\u00e0 nel\u00a01878, in una sintesi della storia urbana di Roma rivolta al pubblico dell\u2019Esposizione Internazionale di Parigi,\u00a0Rodolfo Lanciani, uno dei pi\u00f9 grandi archeologi romani di tutti i tempi, chiedeva una maggiore attenzione al patrimonio archeologico del sottosuolo urbano. Condannando la sistematica distruzione subita dalle ville storiche ed esprimendosi in maniera quanto mai critica in merito ai risvolti affaristici e speculativi della crescita edilizia della citt\u00e0.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>La capitale del degrado artistico<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>I diversi\u00a0Prg\u00a0<\/strong>che si sono succeduti nella Capitale, senza dare un ordine alla citt\u00e0 in espansione, <strong>hanno per certi versi agevolato la distruzione di un numero impressionante di monumenti di ogni tipo e mole<\/strong>. Nonostante sia innegabile che le nuove norme ed un\u2019accresciuta sensibilit\u00e0, almeno a partire dagli anni Ottanta, abbiano costituito un strumento di salvaguardia. Spesso incerto:<strong> interi quartieri costruiti cancellando quasi per intero il popolamento antico<\/strong>. Singoli edifici ed opere di urbanizzazione a far scomparire tessere preziose di un grande puzzle. Alla\u00a0Bufalotta\u00a0e agli ex Mercati Generali all\u2019Ostiense. A\u00a0Casal Bertone\u00a0e a\u00a0Tor Marancia, su via di\u00a0Grotta Perfetta. Al\u00a0Gianicolo\u00a0e a\u00a0Dragona.\u00a0Villae, ma anche tracciati stradali, necropoli, stazioni di posta, templi, acquedotti, ponti, terme, teatri e anfiteatri e moltissimo altro. Per non parlare della campagna romana in cui la dilatazione di alcuni paesi e il fenomeno delle seconde case hanno comportato l\u2019obliterazione perpetua di tantissimi resti antichi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong>Roma, specchio dell\u2019Italia<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><\/strong>Centinaia e centinaia di metri cubi di costruzioni antiche polverizzate. Oppure ri-sepolte dopo la scoperta, in attesa di risorse che probabilmente non arriveranno mai. A\u00a0<strong>Napoli<\/strong>\u00a0come a\u00a0<strong>Bologna<\/strong>, a\u00a0<strong>Cagliari<\/strong>\u00a0come sulle colline marchigiane. Nel <strong>reggiano<\/strong> come a\u00a0<strong>Torino<\/strong>.<strong> Ovunque lavori edilizi<\/strong>, sia pubblici che privati, troppo frequentemente abusivi, abbiano comportato scavi. Quasi non c\u2019\u00e8 citt\u00e0, paese e territorio che non abbia sacrificato, pi\u00f9 o meno consciamente, parti cospicue del suo passato. La \u201cfoga cieca e distruttrice\u201d, come sostiene\u00a0Settis\u00a0nel libro\u00a0Paesaggio, Costituzione, Cemento\u00a0del 2010, uno dei grandi mali. Una delle cause del disastro. Perch\u00e9 non esistono solo l\u2019abbandono e il degrado, che uniscono <strong>Pompei <\/strong>a <strong>Sibari<\/strong>, <strong>Crotone <\/strong>ad\u00a0<strong>Ancona<\/strong>,\u00a0<strong>Paestum<\/strong>\u00a0a\u00a0<strong>Cales<\/strong>. Accanto a questi ci sono le troppe distruzioni, tante volte regolarmente autorizzate. Il caso del quartiere produttivo di Pompei, individuato nel comune di\u00a0Torre Annunziata, sacrificato per lasciare spazio ad un nuovo megastore \u00e8 solo l\u2019ultimo di una lista quasi infinita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"JUSTIFY\">Non ci sono stime al riguardo. Ma in molti dei casi per i quali siano noti significativi elementi, i numeri sulla distruzione parlano di almeno un\u00a0<strong>20%<\/strong>\u00a0di monumenti andati distrutti. Cos\u00ec pezzo dopo pezzo l\u2019Italia assottiglia il suo patrimonio archeologico. Peraltro ancora solo parzialmente noto.\u00a0Secondo la recente indagine effettuata <strong>dall\u2019Istat<\/strong>, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 culturali e del turismo, nel 2011 le aree o parchi archeologici erano 240, mentre 501 i monumenti e i complessi monumentali. In realt\u00e0 il loro numero deve ritenersi di gran lunga maggiore, anche se non quantificabile, considerando i resti di varia consistenza disseminati per il Paese. Il quadro che se ne ricava \u00e8 desolante. Valorizziamo in maniera inadeguata una parte pi\u00f9 che esigua dell\u2019esistente. Tuteliamo pochissimo di quel che si scopre. Mentre la gran parte degli\u00a0<strong>addetti ai lavori<\/strong>, a partire dagli archeologi, cerca di sopravvivere come pu\u00f2 alla continua emergenza. Viene da credere che nonostante i proclami, il patrimonio archeologico continui ad essere un fastidioso \u201cpeso\u201d. Del quale disfarsi.<\/p>\n<h2><strong>La mappa \u2013 necessariamente incompleta \u2013 dei luoghi minacciati:<br \/>\n<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Verona<\/strong>, Piazza Corrubbio. Tra il 2009 e il 2011, nelle indagini preliminari alla realizzazione di un parcheggio interrato, scoperta un\u2019estesa necropoli con sepolture datate tra il III e l\u2019VIII secolo. Distrutta.<\/p>\n<p><strong>Vicenza<\/strong>. Corso Fogazzaro. Nel corso dei lavori di rifacimento della pavimentazione al di sotto dei portici, alla fine del 2012, si sono rinvenuti dodici pilastri relativi all\u2019acquedotto della citt\u00e0 romana. In attesa di una loro valorizzazione i resti sono stati reinterrati.<\/p>\n<p><strong>Bologna<\/strong>. Via Orfeo. Nel 2013, nel corso delle indagini preliminari per la realizzazione di un grande complesso residenziale nel centro storico, nell\u2019area del Convento del Sacro Cuore, si \u00e8 rinvenuta una necropoli. Le oltre 150 tombe, databili tra il 1200 e il 1300, non hanno fermato il progetto.<\/p>\n<p><strong>Roma<\/strong>.\u00a0<strong>Gianicolo,<\/strong>\u00a0Rampa Torlonia. Resti della villa di Agrippina\u00a0scoperti\u00a0durante i lavori per la realizzazione della rampa che conduce al megaparcheggio di propaganda Fide, in occasione\u00a0del Giubileo del 2000. Le strutture, rimosse dal luogo della scoperta, a lungo in una sorta di\u00a0deposito Atac nelle vicinanze. Anni dopo, le pitture con le teste di Medusa e gli uccellini asportate dalle strutture per essere esposte. Altri resti\u00a0sono visibili all\u2019interno dell\u2019Hotel \u201cGran Melia Villa Agrippina\u201d.<\/p>\n<p><strong>Roma<\/strong>. Via di Casal Bertone. Nel corso delle indagini archeologiche preventive per la realizzazione della Tav Roma-Napoli, tra il 2007 e il 2008, sono stati scoperti i resti di una grande fullonica, estesa su circa 1000 mq. L\u2019impianto, datato II secolo, era allineato ad un vicino tratto della via Collatina antica, accanto ad alcuni edifici funerari. Il pi\u00f9 grande impianto industriale antico noto.\u00a0Non potendo conservare\u00a0<em>in situ<\/em>\u00a0l\u2019impianto, \u00e8 stato mappato e \u201csmontato\u201d in attesa di poterlo ricomporre in un luogo adatto alla sua conservazione ed alla visita del pubblico.<\/p>\n<p><strong>Roma<\/strong>. Via Ostiense. Ex Mercati Generali. Nelle indagini archeologiche preliminari alla realizzazione della \u201cCitt\u00e0 dei Giovani\u201d progettata da\u00a0Rem Koolhaas,\u00a0negli 82mila mq. degli ex Mercati Generali, scoperti tra il 2007 e il 2008\u00a0estesissimi resti di un impianto di bonifica idraulica realizzata con migliaia di anfore betiche, oltre a due tracciati stradali e un\u2019area di necropoli. Ricoperti immediatamente al termine delle indagini nel 2009. In quelle aree ancora debbono essere realizzate le opere edilizie previste dalla trasformazione urbana presentata dal sindaco Veltroni nel dicembre 2003.<\/p>\n<p><strong>Roma<\/strong>, Bufalotta. Resti di tracciati stradali scavati nel banco naturale (con pareti alte fino a 10 metri) e basolati, un\u2019ampia area di necropoli, che dall\u2019et\u00e0 protostorica raggiunge il III-IV secolo d. C., una villa. Distrutti dalla costruzione di palazzi e centro commerciale Porta di Roma. Si \u00e8 salvata l\u2019area della necropoli, lungo viale Carmelo Bene, che inizialmente avrebbe dovuto essere musealizzata. Ricoperta e adibita a giardino.<\/p>\n<p><strong>Roma<\/strong>, zona Laurentina, via di Grottaperfetta. Resti di una villa romana, una necropoli e due tracciati stradali, scavati tra il 2009 e il 2011 e ricoperti. Su di essi \u00e8 prevista la costruzione del Piano I-60.\u00a0<strong>Oltre 400mila metri cubi di cemento<\/strong>, di cui 280mila destinati ad usi residenziali e 120mila da utilizzare in servizi turistico-ricettivi.\u00a0In attesa del pronunciamento della Soprintendenza archeologica di Roma sulla richiesta di vincolo sottoposta dal Coordinamento Stop I-60, sono iniziate le opere di urbanizzazione.<\/p>\n<p><strong>Roma<\/strong>, via della Lega Lombarda. Nel corso degli scavi preliminari per la realizzazione della \u201cCitt\u00e0 del Sole\u201d, un intervento edilizio che prevede la copertura di una superficie di 11.800 mq, nell\u2019agosto 2010 sono state scoperte strutture antiche, forse riconducibili ad un complesso cultuale. In particolare un mitreo e un colombario del III secolo, una vasca monumentale di et\u00e0 repubblicana e una grande necropoli datata tra la prima e la tarda et\u00e0 imperiale.\u00a0Scoperto anche\u00a0un deposito di fossili animali, tra i quali una zanna ed un femore, di un \u201cElephas\u201d, databile 650mila anni fa, che rappresenta una rarit\u00e0 rispetto ai gi\u00e0 noti giacimenti del Pleistocene presenti sul territorio romano. Ormai completati gli edifici progettati al di sopra.<\/p>\n<p><strong>Artena<\/strong>\u00a0(Rm). Resti del basolato della via Latina in pieno centro cittadino coperti dal cemento di nuovi edifici. Nonostante il tracciato stradale fosse noto ed esistesse anche una denuncia al procuratore della Repubblica di Velletri del 18 aprile 2011.<\/p>\n<p><strong>Velletri<\/strong>\u00a0(Rm). Madonna degli Angeli. Abusi edilizi reiterati, anche recenti, nell\u2019area della cd. villa di Augusto, nonostante l\u2019esistenza di un vincolo archeologico. Gran parte delle strutture note, obliterate da nuove costruzioni che ne hanno comportato anche la distruzione.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/piccolo-abuso-edilizio-Velletri.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-9493\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"piccolo-abuso-edilizio Velletri\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/piccolo-abuso-edilizio-Velletri-290x290.jpg\" width=\"290\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/piccolo-abuso-edilizio-Velletri-290x290.jpg 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/piccolo-abuso-edilizio-Velletri-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Velletri<\/strong>\u00a0(Rm). Colle Lenza. Sull\u2019altura lungo il km 4 della SS. 600 Ariana, una lottizzazione (abusiva) alla fine degli anni Ottanta ha comportato la distruzione delle strutture superstiti di un grande impianto rustico-residenziale di et\u00e0 romana, dal quale negli anni Quaranta si recuper\u00f2 una testa marmorea di Ottavia (?), conservata al Museo Nazionale Romano.<\/p>\n<p><strong>Genzano di Roma<\/strong>\u00a0(Rm). Monte Cagnoletto. Sull\u2019altura affacciata sulla via Appia antica, a partire dagli anni Ottanta, \u00e8 stata realizzata un\u2019urbanizzazione massiccia nonostante l\u2019esistenza, anche documentaria, di rilevantissime strutture antiche relative ad impianti residenziali antichi. Rimangono soltanto pochi resti.<\/p>\n<p><strong>Ariccia<\/strong>\u00a0(Rm). Via Appia antica. Lavori di trasformazione realizzati agli inizi degli anni Novanta all\u2019edificio in Valle Ariccia, presso il XVI miglio della strada antica, nel quale era da tempo identificata una stazione di posta antica, hanno provocato la distruzione dei resti antichi superstiti.<\/p>\n<p><strong>Frosinone<\/strong>. Via Giacomo De Mattheis. Nel 2007 negli scavi per la realizzazione di un parcheggio si rinvengono cospicue strutture delle terme di et\u00e0 imperiale. Distrutte.<\/p>\n<p><strong>Bolsena<\/strong>\u00a0(Vt), via della Pescara. Tratto di mura con blocchi incisi da lettere e segni ed un\u2019area pavimentata, rinvenuti tra il 2003 e il 2009, coperti nel 2011 dalla costruzione di una palazzina. Con permesso di costruire del Comune di Bolsena del 22 febbraio 2011, dopo il nulla osta della Soprintendenza archeologica dell\u2019Etruria dell\u2019aprile 2010.<\/p>\n<p><strong>Bacoli<\/strong>\u00a0(Na). Lido turistico \u201cEl Piranha\u201d. Sequestrato nel dicembre 2004 dai Carabinieri perche le strutture del lido avrebbero distrutto parte dei resti sommersi della villa imperiale romana. Per gli inquirenti, molti dei 600 pali di ferro utilizzati per allestire i pontili illegali del \u201cPiranha\u201d, sarebbero stati conficcati direttamente sui resti archeologici.<\/p>\n<p><strong>Giugliano<\/strong>\u00a0(Na). Via Ripuaria. Nel 2009, nei lavori per la realizzazione del parco Obelisco si rinvenne per un lungo tratto il tracciato basolato della via Domiziana. In parte distrutto per la costruzione di un edificio.<\/p>\n<p><strong>Soleto<\/strong>\u00a0(Le). I terreni immediatamente all\u2019esterno del parco archeologico, venduti dal Comune come regolarmente edificabili, in mancanza di un vincolo archeologico.<\/p>\n<p><strong>Oria<\/strong>\u00a0(Br). Nel 2002 una necropoli messapica datata al III secolo a. C., scoperta nell\u2019area del cortile del palazzo dei missionari di San Vincenzo, \u00e8 stata distrutta per la realizzazione di un campo di calcio a cinque. Nonostante l\u2019esistenza\u00a0sull\u2019area di vincoli dettati da un decreto del 16 marzo 1998, che poneva limiti di edificabilit\u00e0, tuttora in vigore.<\/p>\n<p><strong>Crotone<\/strong>. Stadio Ezio Scida. Tra la fine degli anni Ottanta ed i primi degli anni Novanta, gli scavi per la realizzazione della struttura, in coincidenza dell\u2019area interna, hanno consentito il rinvenimento di una sto\u00e0 da riferirsi all\u2019area centrale dell\u2019abitato antico. Ricoperta dalle strutture metalliche della curva nord. Contemporaneamente all\u2019esterno della struttura si sono scoperti i resti di un quartiere artigianale di epoca greca e romana con pozzi e fornaci. Sono stati reinterrati e tutta l\u2019area asfaltata.<\/p>\n<h4><strong><em>Casi di strutture in procinto di essere distrutte per la sovrapposizione di edifici moderni:<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><strong>Chiavenna<\/strong>\u00a0(So). Area nel centro storico, quella dell\u2019ex tennis di via Picchi, destinata ad un utilizzo pubblico fino al 2006. Quando il proprietario fu autorizzato da Comune e Soprintendenza archeologica a costruire residenze e uffici con parcheggi. Nel 2008, nel corso dell\u2019avvio dei lavori, la scoperta dei resti di un abitato di et\u00e0 romana, preceduto da una fase di X secolo a. C. Secondo gli addetti ai lavori, \u201cil pi\u00f9 importante ritrovamento archeologico della provincia\u201d. Cos\u00ec nel 2010 la Soprintendenza appose un vincolo sull\u2019area, i resti antichi ricoperti per essere preservati, consentendo di proseguire i lavori nell\u2019area circostante.\u00a0Ma ora che il cantiere \u00e8 in procinto di ripartire, con il benestare ancora di Comune e Soprintendenza, il vincolo di non edificabilit\u00e0 non \u00e8 reiterabile se non con un grosso indennizzo al proprietario. Che il Comune non \u00e8 in grado di pagare.<\/p>\n<h4><strong><em>Casi di abusi edilizi in aree con vincoli archeologici, per i quali non si ha notizia di distruzione di resti antichi<\/em><\/strong><\/h4>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/resizer.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-9495\" alt=\"resizer\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/resizer-290x290.jpg\" width=\"290\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/resizer-290x290.jpg 290w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/resizer-50x50.jpg 50w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><\/a>Capocolonna<\/strong>\u00a0(Kr). Nell\u2019area del parco archeologico di Capo Colonna \u00e8 presente un insediamento di 35 ville che impedisce l\u2019estensione del parco a tutto il sito archeologico.\u00a0La vicenda giudiziaria inizia nel 1995, quando gli edifici furono posti sotto sequestro. Nel febbraio del 2004 la prima sentenza nei confronti di 35 proprietari, con l\u2019assoluzione per prescrizione del reato, ma confisca degli immobili. Gli edifici sopravvivono indisturbati alle ruspe.<\/p>\n<p><strong>Pianura<\/strong>\u00a0(Na).\u00a0Un\u2019area di 25 mila mq. nella periferia occidentale di Napoli, sottoposta a sequestro preventivo nel giugno 2013 dalla polizia locale e dai Carabinieri nell\u2019ambito di un\u2019inchiesta su una lottizzazione abusiva. L\u2019area sequestrata \u00e8 classificata a destinazione agricola nel PRG e rientra nel piano territoriale paesistico di Agnano-Camaldoli, in una zona di interesse archeologico a protezione integrale sottoposta, in parte, a vincoli paesaggistici.<\/p>\n<p><strong>Palmi<\/strong>\u00a0(RC). Immobili con piscina realizzati in area con vincolo archeologico e paesaggistico. Sequestrati dai Carabinieri locali nel luglio 2013. Dopo il provvedimento emesso dal tribunale del riesame di Reggio Calabria e confermato dalla Cassazione. Due le denunce.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em><strong>Manlio Lilli<\/strong>, per Il Fatto Quotidiano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia dell\u2019Italia unita \u00e8 scandita da indagini archeologiche, ma anche da troppi abbandoni. Da distruzioni di ogni tipo. Dagli sterri dei primi decenni del [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":9498,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[381],"tags":[1586,655],"class_list":["post-9491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-beni-culturali","tag-arte","tag-degrado"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9491"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9491\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9498"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}