{"id":9538,"date":"2014-04-23T22:35:00","date_gmt":"2014-04-23T20:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9538"},"modified":"2014-04-24T22:58:32","modified_gmt":"2014-04-24T20:58:32","slug":"lezioni-di-giardinaggio-planetario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/04\/lezioni-di-giardinaggio-planetario\/","title":{"rendered":"Lezioni di giardinaggio planetario"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-9617\" style=\"margin-right: 15px;\" alt=\"Zambon 2\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon-2.jpg\" width=\"234\" height=\"369\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon-2.jpg 234w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon-2-190x300.jpg 190w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/>Lorenza Zambon, attrice e autrice teatrale<\/strong> che sin dall&#8217;inizio accompagna con i suoi coinvolgenti spettacoli le attivit\u00e0 del <strong>Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio e del Forum nazionale Salviamo il Paesaggio<\/strong>, ha in questi giorni dato alle stampe anche un libro che ci pare una custodia sensibile e visionaria per racchiudere parte delle sue tre &#8220;<em>Lezioni di giardinaggio planetario<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Un libro di storie, tratte dal quotidiano e dalla narrazione, che mettono a nudo la sua natura indagante non solo di donna del teatro ma di giardiniera, come ama definirsi, cio\u00e8 di essere animato e pensante conscio della sua appartenenza alla terra e alla Terra.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la pura trasposizione dei suoi spettacoli in forma di scrittura fluida, ma \u00e8 qualcosa di pi\u00f9: una sorta di catalogo dei saperi semplici, delle suggestioni, del ci\u00f2 che possiamo fare o non fare (e disfare &#8230;) per essere simbioticamente parte di un mondo naturale che pare sfuggirci in ogni istante.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>E la scrittura di Lorenza aiuta a rientrare in quel mondo naturale, in modo concreto e non mediato dal gesto: l&#8217;universale e la sua parte aggrediscono il lettore con la gentilezza di un consiglio e qualche monito, con gli esempi, spingendo unghia sottili nella nostra carne assopita e risvegliando il richiamo ancestrale che per l&#8217;umano continua ad essere rappresentato dagli elementi vitali che lo circondano: acqua, aria, fuoco\/energia e puntualmente terra. E quel sottile suo strato superficiale che \u00e8 l&#8217;humus. La nostra pelle, la pelle della Terra &#8230;<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-9616\" style=\"margin-left: 15px;\" alt=\"Zambon2\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon2-211x300.jpg\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon2-211x300.jpg 211w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Zambon2.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a>Le tre &#8220;Lezioni di giardinaggio planetario&#8221; le potete sorseggiare cronologicamente, ma le potreste anche scomporre e percorrere a zigzag &#8211; dall&#8217;ultima alla prima o partendo dalla seconda inanellando un anarchico percorso di autentica fertilit\u00e0 &#8211; incontrando segni e semi.<\/p>\n<p>Lorenza parte da un &#8220;luogo&#8221; dove \u00ab<em>si insegnano quattro tecniche per procurarsi le piante e si portano ad esempio, tra gli altri, la mamma, un famoso scrittore, un seminatore di foreste; si racconta di azioni non sempre legali, di dedizioni lunghe una vita e di attacchi estemporanei di giardinaggio anonimo<\/em>\u00bb. Per entrare nel suo mondo, ci suggerisce innanzitutto alcune semplicissime tecniche di riproduzione delle piante, iniziando dal come procurarsele, le piante.<\/p>\n<p><strong>La talea<\/strong>, il modo migliore per ottenerne di nuove secondo gli insegnamenti della propria madre (\u00ab<em>non una madama, ma una sioretta, come si dice in Veneto<\/em>\u00bb) abituata ad adocchiare specie interessanti tra le villette e i palazzoni della strada e \u00ab<em>&#8230; zac: con l\u2019unghia del pollice e quella dell\u2019indice \u2013 aveva le unghie belle forti e sempre con lo smalto \u2013 Zac! Via un rametto, e poi subito nella borsa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il trapianto<\/strong>, per dare spazio o spostare qualcuna delle vostre preferite secondo i dettami di quel signore che abitava da quarant\u2019anni in una casa che si era costruito sull\u2019altipiano di Asiago, dove era nato, ed aveva iniziato a mettere a dimora pini silvestri e betulle l\u00e0 dove la guerra aveva lasciato le sue invadenti tracce e seminato ossa e granate e simboli di morte in una natura che non voleva riprendersi. Quell&#8217;uomo era <strong>Mario Rigoni Stern<\/strong> e il suo arboreto divenne salvatico: salvifico, portatore di salvezza. Di chi ? &#8230;<\/p>\n<p><strong>La semina<\/strong>, la madre di tutte le tecniche di riproduzione delle piante, che significa preoccuparsi di disporre di terra leggera e friabile e di tanto amore, come insegna <strong>l&#8217;uomo che piantava gli alberi<\/strong> oppure <strong>il Gym<\/strong>, un signore schivo e anziano, che da giovane aveva girato il mondo e che di querce ne avr\u00e0 piantate ventimila, in val Sarmassa, sul Sassello, sull\u2019Appennino ligure. O, ancora, <strong>il signor Nandino di Antignano<\/strong>, che non era convinto della bont\u00e0 di quel moderno mais americano e torn\u00f2 a coltivare certe \u00ab<em>pannocchie lunghe e puntute, con solo otto file di semi, semi belli lustri di colori diversi a seconda del posto: bianchicci intorno a Torino, rossi nell\u2019Astigiano, gialli verso la Langa. E che diceva che dall\u2019America ma smia ca velu ciuleme! na minuta! (dall\u2019America mi sa che vogliono fregarmi! Un minuto!)<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La messa a dimora dei bulbi<\/strong>, un fatto di terra e di manipolazione &#8230;<\/p>\n<p>E poi le storie apparentemente un po&#8217; &#8220;strane&#8221;. Quella di <strong>Joyce<\/strong>, donna inglese che girava sempre con bulbi o semi in tasca e quando incontrava luoghi depressi spargeva i suoi semi con noncuranza perch\u00e8 \u00ab<em>anche il posto pi\u00f9 brutto con un fiore \u00e8 meglio, chiunque passi di l\u00e0 vede il fiore e sta un po\u2019 meglio<\/em>\u00bb. Invece con i bulbi si possono comporre scritte: quando li metti in terra non sembra, ma quando le piante crescono e vanno in fiore, ecco le parole pi\u00f9 eteree apparire. Pace, Abbasso, Viva !<\/p>\n<p>Quella dello scrittore <strong>Capek di Praga<\/strong> che odorava la terra, per riconoscerla e rispettarla perch\u00e8 \u00ab<em>in un solo cucchiaino di terra si possono contare cinque miliardi di batteri semoventi, venti milioni di batteri filiformi, un milione di protozoi e duecentomila tra alghe e funghi\u2026<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Quella del &#8220;terzo paesaggio&#8221; di <strong>Gilles Cl\u00e9ment<\/strong>, che sosteneva che \u00ab<em>i giardini non stanno fermi ma si muovono &#8230; e i giardinieri non devono impedire questo movimento ma andargli dietro<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Quella di <strong>Gino (Scarsi), Domenico (Finiguerra) e Alessandro (Mortarino)<\/strong>, che \u00e8 la storia della nascita del Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio e di una apparente utopia che inizia con un \u00ab<em>basta costruire, recuperiamo ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 e che nessuno utilizza<\/em>\u00bb e poi diventa un&#8217;azione di massa, una consapevolezza, un nuovo modello di societ\u00e0.<\/p>\n<p>Quella di <strong>una coppia conosciuta a Brugherio<\/strong>, pieno hinterland milanese, che per fare un vero regalo ai propri figli decide di abbattere una decina di redditizi garage e sostituirli con nuova terra che diventa un giardino perch\u00e8 \u00ab<em>bisogna pur dimostrare che mica tutto \u00e8 denaro!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Quella di <strong>Franco (Correggia)<\/strong>, vero esperto della flora del Piemonte, che osserva il perimetro delle chiese Romaniche e scopre come tutto attorno, in quella sottile striscia di terra mai intaccata dall&#8217;uomo, si trovino erbe antiche come la chiesa, fiori che fioriscono l\u00ec da mille anni, anche alcuni diventati rarissimi o che proprio non si trovano pi\u00f9: il Tulipano silvestre, quello piccolo e giallo, rarissimo; i serpenti intrecciati e l\u2019Elleborina bianca, la Vulneraria, la Garofanina \u2026<\/p>\n<p>E poi <strong>Berlino, Sarajevo, L&#8217;Aquila, Detroit<\/strong>: citt\u00e0 morte che rinascono. E gli <strong>orti da passeggio e di citt\u00e0<\/strong>, le storie di <strong>Guerrilla Gardening<\/strong>, il giardinaggio d\u2019assalto, il suono dei tulipani, <strong>Vandana Shiva<\/strong> e noi.<br \/>\nNoi ? Intanto cosa possiamo fare noi ? Vandana dice: \u00ab<em>un seme libero in ogni casa, su ogni balcone \u2026 e occhi aperti sul pianeta<\/em>\u00bb.<br \/>\nQuesto possiamo farlo anche noi.<\/p>\n<p>Come dice Lorenza Zambon: \u00ab<em>Non \u00e8 difficile trovare i semi giusti: guardatevi in giro, scoprirete che si scambiano liberi semi in mille insospettabili posti molto vicini a voi. S\u00ec certo, possiamo fare la nostra parte, possiamo seminare: piantarne uno, raccoglierne venti, regalarne quindici \u2026 e vai e vai \u2026<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lezioni di giardinaggio planetario di Lorenza Zambon, Ponte alle Grazie editore, primo titolo della nuova collana &#8220;Le rose selvatiche&#8221;, 110 pagine, euro 10.<\/strong><br \/>\nOltre al libro, <strong>ricordiamo le tre rappresentazioni teatrali<\/strong> delle lezioni di Lorenza: chi finora le ha perse ha la possibilit\u00e0 di recuperare andando sul sito <a href=\"http:\/\/www.teatroenatura.net\/\">http:\/\/www.teatroenatura.net\/<\/a> dove compare il programma delle prossime rappresentazioni.<\/p>\n<p><em>Recensione di Alessandro Mortarino<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Lorenza Zambon, attrice e autrice teatrale che sin dall&#8217;inizio accompagna con i suoi coinvolgenti spettacoli le attivit\u00e0 del Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":9616,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[114],"tags":[92],"class_list":["post-9538","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pubblicazioni","tag-paesaggio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9538"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9538\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}