{"id":9568,"date":"2014-04-17T23:00:52","date_gmt":"2014-04-17T21:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9568"},"modified":"2014-04-17T23:05:32","modified_gmt":"2014-04-17T21:05:32","slug":"8-mq-al-secondo-salvare-litalia-dallasfalto-e-dal-cemento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/04\/8-mq-al-secondo-salvare-litalia-dallasfalto-e-dal-cemento\/","title":{"rendered":"8 mq al secondo. Salvare l\u2019Italia dall\u2019asfalto e dal cemento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Copertina-Finiguerra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9573\" style=\"margin-right: 15px; border: 1px solid #ddd;\" alt=\"Copertina Finiguerra\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Copertina-Finiguerra-196x300.jpg\" width=\"196\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Copertina-Finiguerra-196x300.jpg 196w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Copertina-Finiguerra.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 196px) 100vw, 196px\" \/><\/a><\/p>\n<h3><em>\u00abOtto metri quadrati al secondo \u00e8 il ritmo con cui viene asfaltata e cementificata la bellezza, la biodiversit\u00e0, l\u2019agricoltura e la cultura del nostro paese. Un\u2019aggressione silenziosa e costante che ha per\u00f2 trovato in numerose citt\u00e0, paesi e angoli talvolta remoti e nascosti, chi \u00e8 determinato a contrastarla. Una resistenza al cemento che \u00e8 urgente allargare a macchia d\u2019olio affinch\u00e9 sempre pi\u00f9 cittadini italiani prendano coscienza della gravit\u00e0 e irreversibilit\u00e0 di quanto sta accadendo. Cittadini consapevoli che forse resteranno per sempre una minoranza. Ma la storia, pu\u00f2 capitare anche che la facciano le minoranze\u2026\u00bb.<\/em><\/h3>\n<p><strong>Inizia cos\u00ec un libro appena pubblicato dalla EMI per la collana Emisferi dedicato al nostro mondo com\u2019\u00e8 e come lo vorremmo.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>L&#8217;Autore non ha probabilmente bisogno di particolari presentazioni, perch\u00e8 si tratta di Domenico Finiguerra, l&#8217;ormai &#8220;mitico&#8221; Sindaco di un piccolo comune dell&#8217;hinterland milanese diventato il simbolo di una utopia che diventa realt\u00e0, trasformando il percorso di revisione del proprio Piano di Gestione del Territorio (equivalente del Piano Regolatore) in un lungo dibattito partecipato a tutti i cittadini e in un finale apparentemente insolito: la crescita zero urbanistica scelta come opzione per una nuova socialit\u00e0.<\/strong><\/h3>\n<p>Il Comune \u00e8 <strong>Cassinetta di Lugagnano<\/strong>, il luogo in cui nel gennaio del 2009 \u00e8 nato il <strong>Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio<\/strong> e dove nell&#8217;ottobre 2011 ha preso forma il <strong>Forum nazionale Salviamo il Paesaggio<\/strong>, a simboleggiare un &#8220;metodo&#8221; di nuova democrazia applicato alla salvaguardia del territorio come bene comune e a sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Domenico ora, dopo 10 anni, \u00e8 un ex Sindaco ma continua ad incarnare le vesti del leader del progresso e della democrazia ambientale e in queste settimane si \u00e8 impegnato in prima persona, come candidato, per le imminenti elezioni europee, autosospendendosi da ruoli di rappresentanza all&#8217;interno dei Movimenti nel pieno rispetto delle semplici regole che suggeriscono la non sovrapponibilit\u00e0 con posizioni interne a schieramenti in momenti elettorali, perch\u00e8 i Movimenti non sono &#8220;di parte&#8221; e devono mantenere il massimo dell&#8217;equilibrio.<\/p>\n<p>&#8220;<em>8 mq al secondo<\/em>&#8221; \u00e8 innanzitutto un atto di amore, un grido profondo che Domenico esprime partendo dalla consapevolezza che nel nostro Paese l&#8217;informazione mainstream \u00e8 riuscita a sedimentare l&#8217;idea che \u00ab<em><strong>quanti si oppongono alla devastazione del territorio (sia essa una grande opera o una speculazione edilizia) sono degli estremisti<\/strong> e sono diametralmente dall&#8217;altra parte rispetto ai \u00abpolitici delle larghe intese, cio\u00e8 quelli del fare (a modo loro), che sono invece dei moderati responsabili\u00bb. <\/em><strong>La realt\u00e0 dei fatti ci dice l\u2019esatto contrario<\/strong>. E sono dati scientifici, rilevazioni inconfutabili che devono farci riflettere e concludere con una verit\u00e0 assolutamente capovolta<em>: \u00ab<strong>i veri moderati di questo paese non sono <\/strong><\/em><em><strong>i costruttori, ma sono proprio i cittadini, gli intellettuali, i comitati che difendono il territorio<\/strong> e che pretendono che il passaggio dell\u2019uomo sulla terra sia lieve e, appunto, moderato. Sono moderati e rispettosi dell\u2019enorme patrimonio che la Costituzione ha deciso di tutelare con il suo art. 9. Moderati e rispettosi delle risorse naturali, paesaggistiche e culturali che dovremmo rimettere nelle mani delle prossime generazioni affinch\u00e9 ne possano trarre beneficio, lontano da gru e betoniere<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>I dati su cui riflettere sono ormai ben noti: a fronte di una media dei paesi Ue del 4,3%, <strong>in Italia il suolo gi\u00e0 impermeabilizzato raggiunge il 7,5% della superficie nazionale<\/strong>. Secondo l&#8217;Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) <strong>l&#8217;erosione dei terreni liberi e fertili in Italia viaggia ad un ritmo di 8 mq al secondo<\/strong>: 8 mq al secondo, moltiplicati per i secondi di un anno, che sono 31 milioni e 536.000, ci danno 252.288.000 mq. Ovvero oltre 252 kmq.: \u00ab<em>un quadratone dal perimetro di 63,2 km: 15,8 ogni lato. Ecco! Quel bel quadratone \u00e8 la quantit\u00e0 di terra che ogni anno consumiamo in Italia<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lungo il litorale adriatico l\u2019urbanizzazione \u00e8 avanzata a un ritmo impressionante: 10 km l\u2019anno<\/strong>. Seconde case, villette, condomini e alberghi hanno ormai sigillato oltre i 2\/3 della costa. L\u2019intera fascia costiera misura 1472 km, da Trieste a Santa Maria di Leuca. Nel 1950 era libera per 944 km; oggi \u00e8 rimasta non urbanizzata per soli 466 km.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Ma oltre i crudi dati quantitativi, aiuta molto a descrivere il fenomeno l\u2019esperienza personale di ciascuno di noi. Come sono cambiati gli scenari delle nostre passeggiate? Che fine hanno fatto i campi dove eravamo soliti vagabondare nei pomeriggi della nostra adolescenza?<\/em>\u00bb domanda Domenico che ricorda come <strong>quelle terre fertili perdute per sempre rappresentino anche l&#8217;indebolimento grave della nostra sovranit\u00e0 alimentare<\/strong>: \u00ab<em>la superficie agricola utilizzata, negli ultimi 40 anni, \u00e8 scesa del 28%. Se nel 1991 avevamo un\u2019autonomia alimentare che superava il 92%, in vent\u2019anni l\u2019abbiamo vista costantemente scendere fino a quota 80% (nel 2010). <strong>Oggi l\u2019Italia ha un grado di auto-approvvigionamento che ruota attorno ai 4\/5 del fabbisogno alimentare<\/strong>. Inoltre l\u2019Italia \u00e8 il terzo paese in Europa e il quinto nel mondo nella classifica del deficit di suolo. Per garantire i nostri consumi e gestire lo smaltimento dei nostri rifiuti (impronta ecologica) <strong>ci servirebbero 61 milioni di ettari di suolo libero. Ce ne mancano 49.<\/strong> Disponiamo infatti di meno di 13 milioni di ettari (ne avevamo 18 milioni nel 1971!). Proseguendo a questo ritmo, saremo sempre pi\u00f9 dipendenti dalla produzione di altri paesi e dovremo sempre di pi\u00f9 piazzare i nostri rifiuti altrove<\/em>\u00bb.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Gli esempi critici non mancano e toccano anche il fenomeno delle terre contaminate, come quelle della &#8220;<em>Terra dei Fuochi<\/em>&#8221; e la questione del modello di sviluppo del nostro Paese, ben rappresentata dal dilemma-ricatto cui intere comunit\u00e0 sono state poste di fronte in pi\u00f9 di mezzo secolo: l\u2019alternativa tra morire di fame o morire di fumo.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>Ma anche il cronico problema del dissesto del territorio causato da alluvioni e frane: \u00ab<em>Dal dopoguerra ad oggi i governi che si sono succeduti hanno dovuto far fronte ad <strong>oltre 61 miliardi di euro di danni causati dal dissesto idrogeologico. Una media di circa 1 miliardo di euro all\u2019anno.<\/strong> Dal rapporto sul dissesto idrogeologico redatto da Ance e Cresme nel 2012, <strong>i comuni a elevata criticit\u00e0 idrogeologica sono 6.631, l\u201989,1% del totale, per una popolazione potenzialmente a rischio pari a 5,8 milioni di persone.<\/strong> Gli edifici a rischio, invece, sono 4,2 milioni, di cui 3,9 milioni abitazioni e 34.000 capannoni. Numeri da capogiro<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Senza dimenticare <strong>il fenomeno dell&#8217;abusivismo<\/strong>, &#8220;semplice punta dell&#8217;iceberg&#8221;.<\/p>\n<p>Ma \u00ab<em>i nuovi agglomerati urbani, le nuove periferie, le nuove infrastrutture di collegamento (quasi esclusivamente per il trasporto privato), i nuovi piani regolatori che sommati l\u2019uno all\u2019altro hanno dato vita a vere e proprie megalopoli, sono oggi palcoscenici dove <strong>i cittadini mettono in scena vite quotidiane anonime sempre pi\u00f9 caratterizzate da malessere psicologico<\/strong>. Un malessere che \u00e8 frutto dell\u2019azione combinata di pi\u00f9 fattori: <strong>il diffuso senso di incertezza<\/strong>, dovuto in gran parte agli inquietanti scenari futuri che ci consegnano le dinamiche economiche e sociali della globalizzazione finanziaria; <strong>gli stili di vita imposti dal modello di sviluppo neoliberista imperniato sulla competitivit\u00e0;<\/strong> <strong>la perdita di identit\u00e0 dei territori;<\/strong> <strong>la perdita di quel rapporto citt\u00e0-campagna annullato dal prevalere della prima sulla seconda<\/strong> (invasa dallo sprawl) che in passato garantiva l\u2019esistenza di luoghi diversi dall\u2019urbe a pochi minuti dal caos cittadino<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come uscirne ?<\/strong> Per Domenico la ricetta \u00e8 <strong>una esistenziale lotta per difendere il territorio, carica di valore politico in senso lato.<\/strong> \u00ab<em>L\u2019urbanistica e la progettazione degli scenari in cui vivranno i cittadini non \u00e8 materia che riguarda solo amministratori, esperti, architetti e ambientalisti, ma coinvolge la generalit\u00e0 dei cittadini, il loro diritto a una vita salubre e dignitosa, a un territorio non cementificato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>E questa lotta ha bisogno di \u00abuna fitta rete di relazioni tra comunit\u00e0 ambientaliste, comitati, liste civiche, forum e anche alcuni circoli di partito eretici rispetto alle linee ufficiali definite dai vertici che <\/strong><\/span><span style=\"color: #008000;\"><strong>contano\u00bb.<\/strong> <\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;esempio principe di questa lotta esistenziale collettiva \u00e8 dato dalla nascita del <strong>Movimento nazionale Stop al Consumo di Territorio<\/strong> e dalla successiva costituzione del <strong>Forum nazionale Salviamo il Paesaggio<\/strong>, un movimento molto anomalo che si nutre di migliaia di iniziative locali, che si ritrova in appuntamenti e conferenze nazionali, che si organizza senza risorse e finanziamenti pubblici, poggiandosi esclusivamente sul lavoro volontario di cittadine e cittadini.<br \/>\nE il <strong>Movimento dei cittadini della Val di Susa<\/strong>, i <strong>comitati No Expo 2015<\/strong>, l&#8217;<strong>Associazione dei Comuni Virtuosi<\/strong>, i <strong>piccoli municipi che hanno gi\u00e0 imitato Cassinetta di Lugagnano<\/strong> sulla strada del &#8220;<em>consumo di suolo zero<\/em>&#8221; o cancellando drasticamente ampie superfici di espansione previsti da Piani Urbanistici in vigore e puntualmente non attuati.<\/p>\n<p>Forti dell&#8217;allargamento costante di questa gi\u00e0 immensa rete di alleati, dalla <strong>Fillea Cgil<\/strong> (il pi\u00f9 grande sindacato italiano della filiera delle costruzioni) a <strong>giuristi attenti alla corretta interpretazione dell&#8217;articolo 41 della nostra Costituzione<\/strong>, dell&#8217;articolo 3 sul diritto di tutti i cittadini a partecipare all\u2019organizzazione politica, sociale ed economica del paese, delle diverse sentenze del Consiglio di Stato sulla legittimit\u00e0 per un Comune di modificare il proprio Piano Urbanistico senza intaccare pretesi &#8220;ius aedificandi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E poi urbanisti, architetti, agronomi, ricercatori, pedologi e perfino geometri&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Una lotta esistenziale che appare ancora impari. Ma che, come conclude Domenico, \u00ab<em><strong>rispetto a cinque anni fa<\/strong>, quando sotto la neve di Cassinetta di Lugagnano partiva la campagna Stop al Consumo di Territorio, <strong>il tema generale sembrerebbe oggi appuntato saldamente nell\u2019agenda della politica italiana<\/strong>. Ma nonostante tutti i segnali di attenzione, piccoli o grandi, che soprattutto il web e i social network ci restituiscono, <strong>manca qualcosa<\/strong>. Manca la trasformazione finale e necessaria di questa moltitudine varia di lottatori per la salvaguardia della terra, del paesaggio, dell\u2019ambiente, della biosfera o, come direbbe papa Francesco, del Creato, in un movimento politico d\u2019opinione, che se necessario sappia misurarsi anche nell\u2019arena politica, coltivando il consenso necessario, lavorando affinch\u00e9, come direbbe <\/em><em>Alex Langer, il cambiamento e la conversione ecologica divengano un desiderio dei cittadini, un\u2019esigenza sociale collettiva<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Un libro innanzitutto d&#8217;amore, dicevamo. Perch\u00e8 lo stimolo a procedere sulla strada giusta \u00e8 soprattutto un atto d&#8217;amore.<br \/>\nGrazie, Domenico, per avercelo ricordato !<\/p>\n<p><strong>8 mq al secondo. Salvare l\u2019Italia dall\u2019asfalto e dal cemento. di Domenico Finiguerra, EMI Editrice Missionaria Italiana, 64 pagine, 4,50 euro.<\/strong><\/p>\n<p><em>Recensione di Alessandro Mortarino<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abOtto metri quadrati al secondo \u00e8 il ritmo con cui viene asfaltata e cementificata la bellezza, la biodiversit\u00e0, l\u2019agricoltura e la cultura del nostro paese. [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":122,"featured_media":9573,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[126,114],"tags":[123,55,51,124,53,70,125,92,152,121],"class_list":["post-9568","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-pubblicazioni","tag-agricoltura-2","tag-cementificazione","tag-cemento","tag-consumo-di-suolo","tag-edilizia","tag-expo-2015","tag-governo-del-territorio","tag-paesaggio","tag-pianificazione-territoriale","tag-urbanistica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9568","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/122"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9568"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9568\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9573"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}