{"id":9627,"date":"2014-04-30T00:45:19","date_gmt":"2014-04-29T22:45:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9627"},"modified":"2014-04-30T00:45:19","modified_gmt":"2014-04-29T22:45:19","slug":"il-territorio-bene-comune-degli-italiani-un-libro-di-paolo-maddalena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/04\/il-territorio-bene-comune-degli-italiani-un-libro-di-paolo-maddalena\/","title":{"rendered":"&#8220;Il territorio bene comune degli italiani&#8221;, un libro di Paolo Maddalena"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/libro-paolo-maddalena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-9634\" style=\"margin-right: 15px; border: 1px solid #ccc;\" alt=\"libro-paolo-maddalena\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/libro-paolo-maddalena-193x300.jpg\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/libro-paolo-maddalena-193x300.jpg 193w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/libro-paolo-maddalena.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><strong>Il nostro oggi pare avere perduto quella sua legge universale dell&#8217;equilibrio che rappresenta il fondamento della vita dell&#8217;uomo e del pianeta. <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Siamo ormai in presenza di due grandi squilibri: quello ambientale, ben rappresentato dagli indici dell&#8217;<em>Earth Overshoot Day<\/em> che mostrano i limiti superati ogni anno nella rigenerazione delle primarie fonti di vita, e quello economico-finanziario, incardinato nel potere in mano ai privati che supera ormai di diciotto volte il PIL di tutti gli Stati del mondo.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>E&#8217; quindi inderogabile e necessario intervenire in questa doppia situazione di criticit\u00e0 se vogliamo tentare di restituire un senso alla esistenza collettiva, alle leggi della natura e alla corretta reinterpretazione delle norme giuridiche che regolano le nostre comunit\u00e0.<\/strong> Per farlo occorre inforcare un paio di occhiali dalle lenti differenti e osservare in modo nuovo lo stato di fatto. Senza ideologie pure, ma con la logica della storia dell&#8217;uomo e delle sue leggi.<\/p>\n<p><strong>Paolo Maddalena<\/strong>, 78 anni, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, queste lenti differenti le ha inforcate da tempo e ora ci offre una sua importante testimonianza, tecnica e accorata, attraverso l&#8217;ultimo suo saggio: <strong>&#8220;<em>Il territorio bene comune degli italiani<\/em>&#8220;, edito da Donzelli (208 pagine, 18 euro)<\/strong>, che racchiude compiutamente analisi e proposte gi\u00e0 espresse dal giurista in diversi articoli ripresi nel tempo dalla stampa nazionale e dal nostro sito web.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>La sua tesi \u00e8 che la crisi ambientale e quella economico-finanziaria derivino entrambe da una distorta visione delle leggi degli uomini: il diritto collettivo al territorio e la funzione del credito. E ci conduce in una appassionata analisi dei problemi e delle possibili soluzioni.<\/strong><\/span><\/h3>\n<h2><strong>La crisi ambientale<\/strong><\/h2>\n<p>Ambiente deriva dal latino ambire, ci\u00f2 che ruota attorno a noi. Oggi il termine \u00e8 declinato in modo molto generico e sarebbe meglio adottare un lessico pi\u00f9 stringente e parlare di &#8220;<em><strong>biosfera<\/strong><\/em>&#8220;, nel senso di \u00ab<em>quella parte del nostro universo dove, secondo le nostre conoscenze attuali, si concentrano tutte le forme di vita: un sottile strato dello spessore di circa quattro chilometri che circonda il pianeta Terra e che si stende su tutta la superficie delle terre e degli oceani<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl termine &#8220;<em>biosfera<\/em>&#8221; ci conduce alla &#8220;<em>comunit\u00e0 biotica<\/em>&#8221; definita da <strong>Leopold<\/strong> nel 1949 e all&#8217;idea dell&#8217;<strong>uomo come parte del tutto<\/strong>, teorizzato da <strong>Pitagora<\/strong> e da <strong>Empedocle<\/strong>. Fu invece <strong>Ulpiano<\/strong> a porre sul piano giuridico la distinzione tra &#8220;<em>diritti naturali<\/em>&#8221; e &#8220;<em>diritto delle genti<\/em>&#8220;, ponendo in risalto la comunanza tra gli uomini e gli altri animali.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Vi \u00e8 poi la &#8220;<em>comunit\u00e0 politica<\/em>&#8220;, in cui assume rilevanza giuridica il rapporto tra il popolo e quella parte della biosfera che assume il nome di territorio: un rapporto di una particolare appartenenza cui viene tradizionalmente dato il nome di &#8220;propriet\u00e0 collettiva&#8221;.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>Furono i fondatori di Roma a diffondere il senso di appartenenza solidale dei <em>cives<\/em> fra loro e in rapporto al territorio e ad introdurre il concetto di &#8220;<em>confine<\/em>&#8220;: \u00ab<em>quando Romolo (o chi per lui) tracci\u00f2 il solco e cio\u00e8 i &#8220;confini&#8221; di Roma, distinguendo il terreno sul quale doveva sorgere l&#8217;Urbs dagli altri terreni circostanti, comp\u00ec un gesto estremamente importante ai fini giuridici. <strong>Il territorio (dal latino &#8220;terrae torus&#8221;, cio\u00e8 &#8220;letto di terra&#8221;)<\/strong> diviene oggetto di appartenenza quasi personale dell&#8217;aggregato umano che vi si insedia &#8230; e scaturisce la necessit\u00e0 di <strong>affidare al popolo la sovranit\u00e0<\/strong>: e cio\u00e8 la somma dei poteri nei quali rientrano non solo l&#8217;appartenenza collettiva del territorio ma anche la &#8220;potest\u00e0&#8221; di &#8220;confinare&#8221;, cio\u00e8 di &#8220;limitare&#8221; le libert\u00e0 individuali, al fine di rendere possibile la vita civile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Con la confinazione nasce il diritto<\/strong>. La divisione delle terre attribu\u00ec ai <em>patres<\/em> soltanto due iugeri a testa (mezzo ettaro odierno), sufficiente per soddisfare gli stretti bisogni di vita famigliare. <strong>La terra dunque era considerata un puro mezzo di sostentamento vitale e non un mezzo di scambio idoneo ad accumulare ricchezza<\/strong>. Mentre la gran parte del territorio, non assegnata a nessuno, veniva assicurata al pascolo delle greggi e alla destinazione alimentare collettiva (&#8220;<em>ager compascuus<\/em>&#8220;).<br \/>\nSuccessivamente comparve la prima approssimativa forma di appartenenza privata, il &#8220;<em>mancipium<\/em>&#8220;, derivata dalla propriet\u00e0 comune\/collettiva.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #008000;\">Insomma, la propriet\u00e0 collettiva precede storicamente la propriet\u00e0 individuale e ancora oggi mantiene la sua prevalenza logica e giuridica su quest&#8217;ultima. La propriet\u00e0 fondiaria individuale deve, quindi, essere concepita come \u00ab<em>una cessione del territorio all&#8217;utilizzazione dei singoli: la sovranit\u00e0 non si risolve in puro potere normativo e lo Stato assume in proprio dominio il territorio, sia per utilizzarlo personalmente e sia per poterlo concedere all&#8217;utilizzazione dei propri cittadini<\/em>\u00bb.<\/span> <\/strong><\/p>\n<p><strong>E&#8217; una valutazione di grande rilievo<\/strong>, che delinea una visione &#8220;copernicana&#8221; del concetto di &#8220;<em>propriet\u00e0 privata<\/em>&#8220;, in questa ottica assunta come limite al diritto fondamentale di libert\u00e0 di tutti i cittadini. E parecchio evidente resta anche la stretta connessione tra sovranit\u00e0 e territorio e l&#8217;appartenenza del territorio al titolare della sovranit\u00e0 &#8211; cio\u00e8 il popolo &#8211; che conduce alla definizione del termine &#8220;<em><strong>demanio<\/strong><\/em>&#8221; (emanato per la prima volta a Melfi nel 1231). Il &#8220;<em>demanium<\/em>&#8221; indica una serie di beni opportunamente individuati all&#8217;interno del &#8220;<em>dominium<\/em>&#8221; che comprende l&#8217;intera appartenenza dei beni dell&#8217;imperatore (&#8220;<em>dominium eminens<\/em>&#8220;, anche definito come &#8220;<em>superpropriet\u00e0<\/em>&#8220;). In \u00ab<em>virt\u00f9 di tale &#8220;dominium eminens&#8221;, l&#8217;imperatore poteva &#8211; come nel passato &#8211; creare, ampliare, restringere o eliminare il &#8220;dominium utile&#8221; dei privati ma anche riservare a s\u00e8 medesimo quei beni che avessero maggiore interesse per la tutela degli interessi pubblici<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><span style=\"color: #008000;\"><strong>Come si pu\u00f2 notare, questa interpretazione storica e giuridica \u00e8 in netto contrasto con la prassi corrente che vuole la &#8220;<em>propriet\u00e0 privata<\/em>&#8221; slegata da ogni nesso con l&#8217;originaria &#8220;<em>propriet\u00e0 pubblica<\/em>&#8221; (e cio\u00e8 con la sovranit\u00e0 del popolo o quella successiva del monarca) e trasformata in \u00ab<em>un &#8220;diritto soggettivo<\/em>&#8220;, anzi l&#8217;unica forma giuridica in cui coincidono il dominio eminente e il dominio utile: il proprietario esercita sui suoi beni una prerogativa originaria che gli deriva dalla redistribuzione del dominio eminente.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><strong>All&#8217;odierno legislatore sta il compito di redistribuire la ricchezza del territorio tra propriet\u00e0 privata e propriet\u00e0 collettiva, privilegiando quest&#8217;ultima.<\/strong> Mentre <strong>la sovranit\u00e0 del demanio appartiene al popolo e non alla Pubblica Amministrazione<\/strong>, che deve essere solo responsabile della sua gestione.<br \/>\nAl popolo sovrano appartiene anche il mantenimento \u00ab<em>della &#8220;superpropriet\u00e0&#8221; di quelle parti di territorio &#8220;cedute&#8221; in propriet\u00e0 privata, dunque il potere di revocare la &#8220;cessione&#8221; facendo tornare nel pubblico ci\u00f2 che era diventato privato: la legge come concede il bene pu\u00f2 revocarlo, qualora pressanti ragioni di interesse generale lo richiedano. Non ci sono esempi di questo tipo nella storia degli ultimi due secoli. Ma, a termine della vigente Costituzione, ci\u00f2 deve ritenersi possibile, e anzi doveroso, se l&#8217;utilit\u00e0 sociale lo richiede, in base ai principi di ordine pubblico economico, sanciti dagli articoli 41 e 42 della Costituzione stessa\u00bb.\u00a0 <\/em>Maddalena sottolinea come debba essere correttamente re-interpretato il rapporto sociale secondo il principio che<em> \u00ab<span style=\"color: #008000;\"><strong>non \u00e8 la collettivit\u00e0 che toglie qualcosa ai singoli, ma \u00e8 la propriet\u00e0 privata che sottrae alla propriet\u00e0 e all&#8217;uso comune di tutti rilevantissime parti del territorio<\/strong><\/span><\/em>\u00bb.<\/p>\n<h2><strong>Ordine pubblico economico e funzione sociale<\/strong><\/h2>\n<p>La &#8220;<em>funzione sociale<\/em>&#8221; della propriet\u00e0 <strong>impone degli obblighi allo stesso proprietario privato<\/strong> e Paolo Maddalena lo spiega con un semplice esempio: \u00ab<em>il proprietario di un&#8217;industria che, per ottenere maggiori profitti, licenzia gli operai, trasferisce la sua attivit\u00e0 in un altro Stato e abbandona gli immobili destinati all&#8217;attivit\u00e0 industriale, non pu\u00f2 certo pretendere, in un secondo momento, un mutamento della destinazione urbanistica di quella zona, per potervi costruire, ad esempio, un albergo, in nome del suo diritto di propriet\u00e0 sull&#8217;immobile di cui si discut<\/em>e\u00bb.<\/p>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Se la propriet\u00e0 privata non persegue la &#8220;funzione sociale&#8221;, viene meno la sua stessa tutela giuridica e non pu\u00f2 essere consentito che una propriet\u00e0 privata possa restare abbandonata e avulsa dal suo fine fondamentale di perseguire la sua funzione sociale senza limiti di tempo: dunque una propriet\u00e0 privata non pu\u00f2 essere perenne.<\/strong><\/span><\/h3>\n<h3><span style=\"color: #008000;\"><strong>Non solo: chi ha dei capitali ha anche l&#8217;obbligo di investirli in attivit\u00e0 produttive, in modo che essi perseguano una funzione sociale e siano utili a tutti.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>L&#8217;iniziativa economica privata \u00e8 libera, ma <strong>non pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l&#8217;utilit\u00e0 sociale<\/strong> o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana; l&#8217;<strong>articolo 42 della Costituzione<\/strong> infatti recita che &#8220;<em>la legge riconosce e garantisce la propriet\u00e0 privata &#8230; allo scopo di assicurarne la funzione sociale e l&#8217;accessibilit\u00e0 a tutti&#8221;. E&#8217; evidente come non ci si riferisca all&#8217;accessibilit\u00e0 alla &#8220;grande propriet\u00e0<\/em>&#8220;, inconcepibile se si pensa alla concreta impossibilit\u00e0 di poterla garantire a tutti.<br \/>\nA ben vedere, la Costituzione adotta una vera e propria &#8220;strategia&#8221; dello sviluppo, basata sui due fattori produttivi della ricchezza: <strong>le risorse della terra e il lavoro dell&#8217;uomo<\/strong>.<br \/>\n<strong>L&#8217;articolo 838 del nostro codice civile<\/strong> ci dice inoltre che \u00ab<em>quando il proprietario abbandona la conservazione, la coltivazione o l&#8217;esercizio di beni che interessano la produzione nazionale, in modo da nuocere gravemente alle esigenze della produzione stessa, pu\u00f2 farsi luogo all&#8217;espropriazione dei beni da parte dell&#8217;autorit\u00e0 amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennit\u00e0. La stessa disposizione si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle citt\u00e0, o alle ragioni dell&#8217;arte, della storia, della sanit\u00e0 pubblica<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il <em><strong>Codex Iustiniani Augusti<\/strong> <\/em>definisce il concetto di &#8220;<em>ager desertus<\/em>&#8221; che potrebbe <strong>consentire, oggi, ad un Sindaco di formalizzare una diffida nei confronti di un proprietario privato che abbia lasciato incolto il proprio fondo<\/strong>, intimandone la riattivazione della sua funzione sociale entro un termine di sei mesi, <strong>scaduto il quale non vi sarebbero pi\u00f9 ostacoli alla dichiarazione di cessazione del diritto di propriet\u00e0 privata<\/strong> e alla conseguente acquisizione del bene stesso al patrimonio comunale (al quale, peraltro, il bene \u00e8 automaticamente ritornato essendo venuta meno la sua funzione sociale).<br \/>\nQuanto detto chiarisce anche come non possa esistere uno &#8220;<em>ius aedificandi<\/em>&#8220;, infatti non contenuto nel diritto privato e nel codice civile: l&#8217;edificazione produce effetti su tutti i beni di propriet\u00e0 collettiva (ad esempio il paesaggio) e non solo su quelli del privato.<\/p>\n<h2><strong>Lo squilibrio economico-finanziario<\/strong><\/h2>\n<p>L&#8217;economia reale non \u00e8 pi\u00f9 il caposaldo della nostra societ\u00e0 ed \u00e8 stato soppiantato dalla cosiddetta &#8220;<em><strong>finanziarizzazione dell&#8217;economia<\/strong><\/em>&#8220;, che basa le sue radici nel far valere come valore positivo il &#8220;<em>debito<\/em>&#8220;, cio\u00e8 un assoluto disvalore. Questo moderno e critico sistema ha determinato la cessazione della funzione storica propulsiva delle banche (o &#8220;<em>istituti di credito<\/em>&#8220;), originariamente attive nel rendere in prestito da molti clienti piccole somme ad un dato tasso di interesse per prestarle alle imprese a fini di produzione di beni reali. Ed ha profondamente revisionato il ruolo della Banca centrale e della stessa <strong>Banca d&#8217;Italia<\/strong>, un tempo composta dalle sole banche pubbliche di interesse nazionale e ora in mano delle banche privatizzate che ne detengono la maggioranza.<\/p>\n<p>Cartolarizzazioni, titoli derivati e altri similari prodotti finanziari hanno creato un &#8220;<em>sistema bancario alternativo<\/em>&#8221; alimentato da banche d&#8217;investimento, fondi monetari e speculativi e vari soggetti, in cui il rischio di insolvenza ha superato la soglia del &#8220;<em>sostenibile<\/em>&#8221; ed <strong>i suoi danni relativi sono stati scaricati non sulle banche ma sulla collettivit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, secondo Maddalena, tutto \u00e8 contrario all&#8217;utilit\u00e0 sociale e si tratta di invertire la rotta con un&#8217;operazione politica internazionale che per la nostra comunit\u00e0 Europea dovrebbe poggiare sull&#8217;assunto dell&#8217;articolo 3 del Trattato di Lisbona: \u00ab<em>l&#8217;Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell&#8217;Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilit\u00e0 dei prezzi, su una economia sociale di mercato fortemente competitiva che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualit\u00e0 dell&#8217;ambiente<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Stiamo parlando, dunque, di <strong>eguaglianza e di &#8220;<em>parit\u00e0<\/em>&#8221; che devono essere determinate dalle libere scelte dei popoli e non dalle speculazioni finanziarie<\/strong>. In assoluto, <strong>il bene comune non pu\u00f2 essere perseguito se l&#8217;ordinamento giuridico protegge soltanto l&#8217;interesse privato e, quindi, la propriet\u00e0 privata<\/strong>: occorre un&#8217;azione popolare decisa per ripristinare la logica giuridica, sociale, economica.<br \/>\nE Paolo Maddalena il suo contributo ce lo offre, a noi la capacit\u00e0 di trasformarlo in un virtuoso cambiamento di paradigma.<br \/>\nSenza dimenticarci ci\u00f2 che diceva Rousseau: \u00ab<strong><em>il popolo non si corrompe, ma si inganna<\/em><\/strong>\u00bb &#8230;<\/p>\n<p><em>(Recensione di Alessandro Mortarino)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #008080;\"><span style=\"color: #800000;\">Venerd\u00ec 16 Maggio<\/span>, Torino, ore 18, Unione Culturale (via Battisti 4b) presentazione del libro di <span style=\"color: #800000;\">Paolo Maddalena<\/span>, Vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale: &#8220;<em>Il territorio bene comune degli italiani<\/em>&#8220;, Donzelli Editore.<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"color: #008080;\">L&#8217;Autore ne discute con l&#8217;urbanista <span style=\"color: #800000;\">Paolo Berdini<\/span>, l&#8217;ex Sindaco di Cassinetta di Lugagnano (primo Comune italiano a &#8220;crescita urbanistica zero&#8221;) <span style=\"color: #800000;\">Domenico Finiguerra<\/span> e il coordinatore nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio <span style=\"color: #800000;\">Alessandro Mortarino<\/span>.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro oggi pare avere perduto quella sua legge universale dell&#8217;equilibrio che rappresenta il fondamento della vita dell&#8217;uomo e del pianeta. 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