{"id":9700,"date":"2014-05-20T21:34:27","date_gmt":"2014-05-20T19:34:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9700"},"modified":"2014-06-02T00:50:57","modified_gmt":"2014-06-01T22:50:57","slug":"sos-sardegna-una-terra-depredata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/05\/sos-sardegna-una-terra-depredata\/","title":{"rendered":"SOS Sardegna: una terra depredata"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9701\" alt=\"Sardegna\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sardegna.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sardegna.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Sardegna-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/h3>\n<h3><strong>L\u2019isola, che conserva un patrimonio storico-artistico-archeologico diffuso, si trova a dover fare i conti con i guasti provocati ai suoi territori da politiche sbagliate. Che l\u2019hanno illusa, lasciando ampie porzioni delle sue superfici urbanizzate scriteriatamente. Altre ingombre di industrie senza futuro. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Politiche che hanno accresciuto in troppi casi lo iato tra coste e interno. Riequilibrare questi squilibri, pianificando ragionevolmente gli sviluppi dei centri urbani e l\u2019utilizzo delle campagne, appare quindi una priorit\u00e0. Improcrastinabile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sul sito online della Regione Sardegna esiste una ricca serie di opzioni tra le quali scegliere.<\/strong> Tra cui il SardegnaTurismo a cura dell\u2019Assessorato Turismo Artigianato e Commercio. Tra i tematismi proposti al navigatore del momento e potenziale viaggiatore di domani, \u201cSardegna Attiva\u201d e poi, a seguire, quella \u201cBenessere\u201d, e poi quella \u201cCultura\u201d, \u201cGusto\u201d, \u201cEventi\u201d, \u201cMare\u201d, \u201cNatura\u201d, \u201cPaesi\u201d e \u201cTradizioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>La carrellata di immagini e di descrizioni, un invito alla visita.<\/strong> Tanto pi\u00f9 che ce n\u2019\u00e8 per tutti, come si dice. Dai grandi complessi nuragici alle celebri necropoli. Dalle citt\u00e0 ai piccoli paesi. Dalle coste ai territori dell\u2019interno.<\/p>\n<h3><strong>Paesaggi straordinariamente complessi, perch\u00e9 stratificati. Dalle antiche testimonianze del Neolitico alle urbanizzazioni recenti. Una sovrapposizione che sembra essersi realizzata in armonia con l\u2019ambiente. Nella realt\u00e0 dei fatti sappiamo che lo status quo \u00e8 ben diverso da quello raccontato, osservando il molto bello e quasi provando ad ignorare il tanto \u201cbrutto\u201d. Maligna degenerazione di politiche inadeguate.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Differenti gli elementi di questo caos in molti casi incontrollato.<\/strong><\/p>\n<p><strong>I disastri delle recenti alluvioni, provocate dall\u2019irragionevole tentativo di sovvertire le leggi della natura. Costruendo anche nelle aree di esondazione dei corsi d\u2019acqua<\/strong>, dove almeno il buon senso avrebbe dovuto sconsigliare l\u2019edificazione.<\/p>\n<p><strong>Il consumo di territorio impressionante e ingiustificato.<\/strong> Nuove cubature si sono fatte prepotentemente largo, nonostante la decrescita demografica ne indiziasse chiaramente l\u2019inutilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Le coste occupate da residence e strutture alberghiere che hanno alterato profili litoranei, fino a stravolgere paesaggi, quasi incantati.<\/strong> In nome del turismo si sono cancellati luoghi, qualche volta mettendo anche a repentaglio importanti siti archeologici. Antonio Cederna gi\u00e0 negli anni Settanta parlava di \u201csoluzione finale per le coste sarde\u201d, alludendo al rischio di una totale invasione di nuove costruzioni. Nei 377 comuni dell\u2019isola, si registrano 802.149 case, di cui il 57,31% sono ubicate nei comuni costieri. Dove insiste il 73,43% delle case vuote oppure occupate per poche settimane. Quest\u2019aggressione \u00e8 evidente come abbia comportato un progressivo assottigliamento degli spazi destinati alle pratiche agricole.<\/p>\n<p><strong>Proprio alla luce di queste criticit\u00e0, il Piano paesaggistico regionale approvato nel 2006 appariva uno strumento efficace di salvaguardia dell\u2019esistente. Capace di tutelare luoghi e persone.<\/strong> La qualit\u00e0 dei primi e la sicurezza delle seconde. Insieme. Insomma sembrava che la Regione avesse iniziato, responsabilmente, a tentare un\u2019inversione di rotta nell\u2019uso del suolo.<\/p>\n<p><strong>Sensazione questa avvalorata, nel marzo 2013, dal protocollo siglato fra il Ministero dei Beni culturali e del turismo e la Regione Sardegna<\/strong>, riguardo alla parziale revisione della normativa del Ppr vigente. Cos\u00ec la Regione ha riconosciuto il ruolo che spetta alla Stato, avviando nel rispetto delle procedure, una corretta procedura di copianificazione.<\/p>\n<p><strong>Proprio perch\u00e9 era chiara la valenza positiva di questo riferimento normativo, il nuovo Pps approvato dalla giunta Cappellacci il 25 ottobre 2013, al termine del suo mandato, \u00e8 apparso da subito come un pericolo.<\/strong> Fortunatamente scampato dopo il recentissimo atto della giunta Pigliaru, la delibera proposta dall\u2019Assessore regionale all\u2019urbanistica Cristiano Erriu, con la quale si blocca il precedente Pps.<\/p>\n<h3><strong>D\u2019altra parte il paesaggio sardo \u00e8 costretto a fare i conti non solo con l\u2019urbanistica selvaggia.\u00a0L\u2019illusione di uno sviluppo industriale ha prodotto i poli petrolchimici e della chimica di base. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Era il 1957 quando l\u2019ingegnere milanese Nino Rovelli presentava le prime richieste di finanziamento per uno sbarco nell\u2019isola con un piano industriale impegnativo, sostenuto dalla finanza pubblica.<\/strong> Nascono allora la Sarda Industria Resine, la Etb e la Stiral, le Officine di Porto Torres e, infine, l\u2019Alchisarda. Si continua anche dopo. Alla fine degli Anni Settanta dopo i poli di Cagliari, Sassari e Portoscuso si mira alla Barbagia. Ad Ottana, in particolare. Spazi importanti hanno occupato anche le servit\u00f9 militari. L\u2019isola \u00e8 gravata del 66% di quelle italiane, 24 mila dei 40 mila ettari nazionali. Con il 95% di questi 24 mila ettari occupata dai tre poligoni permanenti terrestri, aerei e navali di Quirra, disteso su 12.700 ettari, di capo Teulada di 7.200 ettari e di Capo Frasca, di 1.416 ettari.<\/p>\n<h3><strong>Criticit\u00e0 rilevanti riguardano anche l\u2019istallazione di impianti di produzione energetica delle diverse fonti disponibili. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Centinaia quelli che da Nord a Sud stanno devastando l\u2019isola e il suo paesaggio. Almeno altrettanti quelli che stanno per essere autorizzati o sono oggetto di richiesta di autorizzazione.\u00a0<\/strong>Insomma l\u2019aggressione ai suoli dell\u2019isola \u00e8 selvaggia. I danni al territorio, alle aree agricole e a numerose zone naturali di pregio, forse irreparabili.<\/p>\n<p><strong>Al punto che recentemente \u00e8 stata consegnata al ministro dell\u2019Ambiente, Andrea Orlando, una richiesta di moratoria firmata, tra gli altri, da sindaci e comitati del Nord Sardegna.<\/strong> Nella richiesta anche l\u2019avvio di un censimento degli impianti gi\u00e0 istallati e di quelli autorizzati. Elemento tutt\u2019altro che trascurabile nell\u2019elaborazione del Piano energetico e ambientale regionale.<\/p>\n<h3><strong> Cultura e turismo possono costituire pi\u00f9 strutturate occasioni, anche di fare impresa, nell\u2019isola. L\u2019importante \u00e8 che non costituiscano l\u2019ennesima occasione per incidere in maniera irrispettosa sui territori e sui loro loro equilibri. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Le politiche urbanistiche non possono delinearsi autonomamente da quelle culturali.<\/strong> Le une come le atre si rappresentano attraverso modi difformi, ma hanno la necessit\u00e0 di dialogare. Per evitare di entrare in conflitto. Come accade troppo spesso.<\/p>\n<p><em><strong>(Articolo di Manlio Lilli)<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019isola, che conserva un patrimonio storico-artistico-archeologico diffuso, si trova a dover fare i conti con i guasti provocati ai suoi territori da politiche sbagliate. 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