{"id":9703,"date":"2014-05-21T00:14:38","date_gmt":"2014-05-20T22:14:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9703"},"modified":"2014-05-21T00:14:38","modified_gmt":"2014-05-20T22:14:38","slug":"puglia-a-bisceglie-la-nuova-area-industriale-si-chiama-paesaggio-eco-produttivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/05\/puglia-a-bisceglie-la-nuova-area-industriale-si-chiama-paesaggio-eco-produttivo\/","title":{"rendered":"Puglia: a Bisceglie la nuova area industriale si chiama &#8220;paesaggio eco-produttivo&#8221;!"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bisceglie.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-9706 alignnone\" alt=\"Bisceglie\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bisceglie.png\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bisceglie.png 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Bisceglie-300x135.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<h2><strong>Il volto \u201cgreen\u201d del Comune e gli scheletri negli armadi<\/strong><\/h2>\n<p><strong>La vaghezza di certi concetti espressi durante le occasioni di comunicazione istituzionale, pu\u00f2 essere utilizzata ad arte per trasmettere un\u2019immagine che confonde, quando non mistifica, la sostanza del proprio agire.<\/strong> Non si pu\u00f2, pertanto, non rimanere perplessi di fronte a provvedimenti che contraddicono, nei fatti, quanto ci si affanna a ribadire nelle scarne occasioni di confronto tra Comune e cittadini.<\/p>\n<p>Dall\u2019analisi del recente documento che raccoglie le osservazioni del Comune al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), adottato con delibera della Giunta Regionale n\u00b0 1435 del 2 Agosto 2013, emerge, in maniera inequivocabile, quali siano gli indirizzi condivisi dall\u2019attuale Amministrazione in materia di gestione del territorio e conservazione del paesaggio. Limitandoci alle valutazioni delle prescrizioni che<strong> il PPTR prevede per il territorio di Bisceglie<\/strong>, \u00e8 semplice notarne la coerenza di fondo e definirne, cosi, le linee di tendenza:<strong> la conservazione del patrimonio storico architettonico e paesaggistico esistente e lo stop al consumo indiscriminato di suolo agricolo.<\/strong><\/p>\n<h3><strong>Tali prescrizioni sono oggetto, in varia misura, di contestazione da parte del Comune che in un arzigogolo di preamboli e puntualizzazioni ribadisce, nella sostanza, di non voler ostacolare in nessun modo la cementificazione gi\u00e0 programmata.<\/strong><\/h3>\n<h2><strong>La zona ASI ed \u201cIl nuovo paesaggio eco-produttivo\u201d: apologia del cemento<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>Com\u2019\u00e8 possibile non discutere pubblicamente di un progetto che, per le sole opere di urbanizzazione primaria, prevede un investimento di quasi 18 milioni di euro nei prossimi tre anni?\u00a0<\/strong><\/h3>\n<p><strong>\u00c8 quello che accade oggi a Bisceglie con la nuova zona industriale di sud-est, identificata eufemisticamente nei documenti preliminari del futuro Piano Urbanistico come \u201cnuovo paesaggio eco-produttivo\u201d<\/strong> e la cui perimetrazione \u00e8 stata valutata ufficialmente dal Consorzio ASI (l\u2019Area di Sviluppo Industriale di Bari).<\/p>\n<h3><strong>La futura zona ASI comprende un area di 250 ettari, una superficie pari a circa cinque volte quella della Citt\u00e0 del Vaticano. [\u2026]. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>Con una subdola operazione semantica si vorrebbe far passare come \u201cecologico\u201d un intervento che in un colpo solo fagociter\u00e0 il 4% dell\u2019intero territorio agricolo comunale<\/strong>, con un incremento della superficie cementificata del 30% rispetto a quanto gi\u00e0 costruito; sulla base delle indicazioni previste dalle Norme Tecniche di Attuazione al P.R.G., <strong>si prevedono, infatti, 4,5 milioni di mc di fabbricati ad uso industriale, pari a 22 Empire State Building!<\/strong><\/p>\n<h2><strong>Un pessimo affare<\/strong><\/h2>\n<p>I rilievi che sono stati fatti entrano nel merito della questione. Tuttavia la perimetrazione della zona ASI \u00e8 discutibile anche nel metodo. Il Comune agisce in nome di un documento urbanistico che non \u00e8 stato ancora adottato (il PUG) e nel contempo fa appello al documento vigente (il PRG), insomma due piedi in una scarpa. Burocratizzando il dialogo con le istituzioni sovraordinate, l&#8217;Amministrazione cela di fatto quello che realmente \u00e8 mancato e continua a mancare: la partecipazione dei cittadini alle scelte comuni. <strong>Appare una forzatura decidere le sorti di 250 ettari di prezioso suolo agricolo, nonch\u00e9 di un\u2019area paesaggisticamente rilevante, senza che aver coinvolto nella scelta tutta la cittadinanza.<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre, macroscopica risulta l\u2019approssimazione rispetto alla valutazione sulle eventuali ricadute che la creazione di un\u2019area produttiva cosi ampia avrebbe sul nostro territorio.<strong> <\/strong><\/p>\n<h3><strong>Non risulta esserci un piano industriale degno di questo nome e non \u00e8 chiaro quali tipologie di \u201cindustrie\u201d andranno ad occupare gli spazi previsti.<\/strong><\/h3>\n<p>Quello che verosimilmente potrebbe accadere \u00e8 una replica di quanto visto per la zona industriale di Molfetta che, a distanza di venti anni dal suo concepimento, mostra tutti i segni di una crisi che morde, tra capannoni semivuoti e grandi marchi del commercio che continuano a sopravvivere, a danno del delicato tessuto imprenditoriale locale.<\/p>\n<h3><strong>Ci si domanda inoltre, quali sono i costi legati alla riduzione di suolo agricolo, alla manutenzione dell&#8217;area produttiva, agli effetti sul ciclo dei rifiuti e quelli sul tessuto commerciale esistente? <\/strong><\/h3>\n<p>Questa sgangherata operazione di \u201cvalorizzazione\u201d va contro ogni logica economica e si pone in antitesi rispetto alle reali vocazione del nostro territorio, ricco, malgrado tutto, di specificit\u00e0 produttive nella filiera agroalimentare e di peculiarit\u00e0 storico-culturali e paesaggistiche.<\/p>\n<h3><strong>L&#8217;auspicato \u201cnuovo\u201d scenario di sviluppo \u201dindustriale\u201d non sembra affatto soddisfare i tanto sbandierati criteri di sostenibilit\u00e0. Questa classe dirigente appare sempre pi\u00f9 ideologicamente inadeguata ad affrontare la sfida di garantire un futuro al nostro territorio.<\/strong><\/h3>\n<p>Provvedimenti calati dall&#8217;alto e di carattere speculativo appaiono sempre pi\u00f9 con il fiato corto, nella consapevolezza che<strong> il benessere della nostra comunit\u00e0 non \u00e8 raggiungibile senza una reale condivisione degli obiettivi<\/strong>.<\/p>\n<p><em><strong>Davide Di Tullio<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;articolo originale e completo si trova <a href=\"http:\/\/www.bisceglievex.it\/2014\/05\/13\/la-zona-asi-di-bisceglie-una-nuova-apologia-del-cemento\/#more-823\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il volto \u201cgreen\u201d del Comune e gli scheletri negli armadi La vaghezza di certi concetti espressi durante le occasioni di comunicazione istituzionale, pu\u00f2 essere utilizzata [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":112,"featured_media":9722,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_members_access_role":[],"_members_access_error":""},"categories":[126,30,18],"tags":[],"class_list":["post-9703","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-consumo-di-suolo-tematiche","category-edilizia-1","category-puglia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/112"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9703"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9703\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}