{"id":9800,"date":"2014-06-11T22:38:50","date_gmt":"2014-06-11T20:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9800"},"modified":"2014-06-15T09:50:30","modified_gmt":"2014-06-15T07:50:30","slug":"conegliano-valdobbiadene-le-colline-del-prosecco-e-dei-pesticidi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/06\/conegliano-valdobbiadene-le-colline-del-prosecco-e-dei-pesticidi\/","title":{"rendered":"Conegliano &#8211; Valdobbiadene: le colline del Prosecco e dei pesticidi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9801\" alt=\"colline del  prosecco\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Prosecco-2.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Prosecco-2.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Prosecco-2-300x135.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<h3><b>Il Giro d\u2019Italia alla sua 97\u00b0 edizione ha attraversato anche le colline di Conegliano \u2013 Valdobbiadene. Per l\u2019occasione alcuni sindaci locali hanno invitato eliconsorzio e agricoltori a rimandare i trattamenti coi al giorno seguente. Si riaccende il malcontento degli abitanti ai quali le fumigazioni non vengono risparmiate e l\u2019effetto dei pesticidi contrasta con l\u2019immagine delle colline candidate a Patrimonio Unesco.<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Mercoled\u00ec 28 maggio, \u00a0i ciclisti della <strong>97\u00b0 edizione del Giro d\u2019Italia<\/strong> hanno percorso la tappa numero 17 Sarnonico \u2013 Vittorio Veneto, dal Trentino Alto Adige al Veneto attraversando un breve tratto di provincia bellunese. Percorso non particolarmente difficile per gli sportivi, ma di sicuro impatto visivo; lasciate alle spalle le localit\u00e0 di Quero e Fener, il Giro si \u00e8 snodato attraverso le vitate colline del prosecco di Conegliano \u2013 Valdobbiadene rinomate per la produzione vitivinicola.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non che il Giro d\u2019Italia sia nuovo dalle parti del prosecco, che sono<strong> meta di ciclisti amatoriali tutto l\u2019anno<\/strong>, ma non tutti gli sportivi ricevono la stessa accoglienza. Il distretto produttivo Conegliano \u2013 Valdobbiadene \u00e8 un successo monoculturale che necessita di numerosi trattamenti a base di pesticidi, diffusi per il malcontento della popolazione anche attraverso irrorazioni aeree. Eppure ai ciclisti del Giro si \u00e8 cercato di risparmiare il supplizio degli aerosol involontari che tanto tormentano i loro colleghi amatoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Qualche giorno prima del passaggio del Giro nelle colline Conegliano &#8211; Valdobbiadene, l\u2019articolo di un giornale locale riportava la notizia che alcuni sindaci si appellavano agli agricoltori affinch\u00e9 i trattamenti venissero anticipati o rimandati di qualche giorno per evitare una figuraccia mediatica in una vetrina importante come quella del Giro d\u2019Italia che attira una moltitudine di spettatori.<\/strong> Sicuramente la candidatura a Patrimonio Unesco delle colline vitate non ne avrebbe tratto alcun giovamento. Nessuna ordinanza scritta, ma calorosi inviti rivolti agli agricoltori per il bene dell\u2019immagine locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Le dichiarazioni hanno riacceso il malcontento popolare dei numerosi cittadini che attraverso la rete condividono perplessit\u00e0 e battaglie contro l\u2019uso massiccio dei pesticidi.<\/strong> Sono diversi i comitati ed i gruppi che negli ultimi anni stanno facendo sentire la propria voce accanto ad associazioni storiche come il WWF Altamarca. E se non pochi sono i cittadini preoccupati per gli effetti dei pesticidi sulla salute umana, altrettanti sono gli indignati per i danni arrecati all\u2019ambiente che si traducono in inquinamento del suolo e delle falde e negli sbancamenti a scapito dei boschi, perpetuati nel nome della lunga tradizione vitivinicola locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019ameno paesaggio collinare \u00e8 stato ritratto nel corso dei tempi da artisti che hanno contemplato la bellezza estetica di una natura \u201caddomesticata\u201d dall\u2019uomo. Cos\u00ec fu per il Cima da Conegliano che ha dipinto il dolce paesaggio agrario e cos\u00ec \u00e8 stato in tempi pi\u00f9 recenti per la fotografia di Fulvio Roiter, ma chi pi\u00f9 di tutti ne ha colto l\u2019essenza \u00e8 stato il poeta Andrea Zanzotto. L\u2019amore per il paesaggio natale era in Zanzotto accompagnato dal crescente malessere causato dai mutamenti repentini dello stesso e per le minacce incombenti rappresentate dai \u00abdispensatori di acidi, tossici,\u00a0 veleni\u00bb<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Il caso delle colline del prosecco di Conegliano \u2013 Valdobbiadene \u00e8 paradossale: da un lato la bellezza paesistica delle colline sapientemente lavorate nel corso dei secoli \u00e8 oggetto di interesse, bene culturale da proteggere tanto da meritare la candidatura \u00a0a Patrimonio Unesco. Dall\u2019altro lo stesso bene \u00e8 vittima della produzione agricola che lo caratterizza e che ne attenta il valore ecologico.<\/strong> La \u201cdiatriba\u201d in corso tra\u00a0 viticoltori locali, politici e residenti mette in luce l\u2019importanza di chiederci cosa sia il paesaggio e a chi appartenga; cartolina costruita ad hoc ai fini del marketing territoriale o luogo dell\u2019abitare?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019identificazione del paesaggio Conegliano \u2013 Valdobbiadene in quanto luogo a vocazione vitivinicola genera un avvicinamento superficiale al territorio ed alla sua storia. Le colline sono state terre di molteplici \u201csaper fare\u201d: agricoltura, allevamento, pastorizia, artigianato, una pluralit\u00e0 di \u00a0figure professionali che nel corso dei secoli hanno arricchito le interrelazioni con il paesaggio. Identificando il territorio unicamente con la produzione del prosecco docg lo si riduce a meta ideale per gite enogastronomiche, ignorando il valore degli ancor numerosi seppur a rischio ambiti ecologici e delle molteplici storie che in esso risiedono.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Oggi la principale vittima visibile della monocoltura \u00e8 lo spazio boschivo<\/strong>, esteso nella bassa montagna prealpina e in alcune zone collinari. La prima \u00e8 stata abbandonata prontamente nel secondo dopoguerra quando l\u2019economia silvo \u2013 pastorale \u00e8 stata definitivamente scalzata dal capannone nella \u201cbassa\u201d e da un\u2019agricoltura di tipo monoculturale. L\u2019equilibrio tra pascolo e bosco si \u00e8 spezzato velocemente con l\u2019assenza antropica nel giro dei pochi decenni. Il bosco che avanza ha cancellato alcuni segni della presenza umana, ma ne ha custoditi altri, simboli da mappare e decodificare per ricostruire la memoria dei luoghi, affiancata ai racconti di chi quei luoghi gli ha vissuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ci\u00f2 che gli anziani non dimenticano \u00e8 la fatica di una vita esperita in verticale, l\u2019economia sviluppata in salita e discesa. E\u2019 la stessa fatica provata sulle<i> rive,<\/i> la parte alta e soleggiata delle colline coltivate a prosecco, sforzo disumano che giustifica l\u2019uso dell\u2019elicottero per spargere i pesticidi.<strong> Il bosco locale, \u00a0ha la sua seconda chance: da \u201cimproduttivo\u201d a produttore di uva<\/strong>, nel nome del passato maggior sfruttamento agricolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Eppure numerosi residenti non ci stanno e poco importa loro se si vuole radere al suolo e coltivare per ristabilire il paesaggio storico locale. Dapprima hanno visto i campi a rotazione, la medica, il mais ed i prati sparire a favore delle vigne che spesso e volentieri vengono erette con pali di cemento, per sostenere le fragili radici delle piante fatte crescere in fretta e furia a suon di diserbanti. Ora \u00e8 il turno dei boschetti, degli angoli dietro casa che gli avevano portati a scegliere di vivere in collina, a due passi dalle citt\u00e0 ma pur sempre in mezzo alla natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">C\u2019\u00e8 a chi piace il paesaggio \u201cvignetizzato\u201d e il senso di ordine dettato dai filari, ma di sicuro questo impatto visivo \u00e8 o forse era efficace perch\u00e9 aveva una sua controparte nei prati incolti e nei boschi, custodi di nicchie di biodiversit\u00e0, di anfratti, di piccole sorprese riservate a chi scende dall\u2019auto e decide di andare attraverso i luoghi con lentezza.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: left;\"><strong>Il paesaggio per\u00f2 \u00e8 principalmente creato e percepito da chi lo vive e in questo caso, come in molti altri, le percezioni divergono in quanto gli abitanti albergano interessi diversi. Da un lato chi vi ha un tornaconto economico e dall\u2019altro chi lo abita. Il paesaggio collinare assume qui due connotazioni diverse: paesaggio agricolo e lavorativo per i produttori di prosecco, paesaggio del rischio per gli abitanti spaventati dall\u2019aumento di patologie tumorali riconducibili all\u2019uso dei pesticidi.<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Le ragioni di questo ennesimo conflitto ambientale \u00a0sono in parte da ricondurre allo <i>sprawl <\/i>incontrollato che qui come nel resto del Veneto ha segnato le sorti del paesaggio regionale, dove cemento, <i>deregulation<\/i> \u00a0ed assenza di una ragionata pianificazione territoriale hanno generato il disordine territoriale nel quale spaesamento e individualismo fanno da padroni<strong>. I vigneti, sorti ovunque per incrementare gli utili, sono inframmezzati ai centri abitati, agli edifici pubblici, adiacenti alle case. Le ridotte dimensioni di molte propriet\u00e0 agricole, incrociate alla necessit\u00e0 di produrre il massimo possibile, fanno s\u00ec che le viti siano piantate anche ai bordi delle strade.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Eppure in questo scenario segnato dalle divergenze e dal malcontento, l\u2019eventualit\u00e0 che le colline del prosecco entrino a far parte del Patrimonio mondiale Unesco \u00e8 una possibilit\u00e0 abbracciata dalle diverse controparti<\/strong>. Soprattutto gli agricoltori riuniti nel Consorzio del prosecco Conegliano \u2013 Valdobbiadene\u00a0 e sostenuti dalle giunte comunali (che hanno presentato il report per la candidatura) hanno interesse nel riconoscimento delle colline come paesaggio storico \u2013 culturale. La qualit\u00e0 del vino in Europa si misura ancora valutando il <i>terroir <\/i>di provenienza ed un simile riconoscimento potrebbe dare la spinta giusta \u00a0al turismo di stampo enogastronomico possibilmente sostenibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>La speranza che accomuna agricoltori e residenti \u00e8 il tornaconto, ma se per i primi si tratta di introito economico per i secondi il tornaconto \u00e8 piuttosto di carattere ambientale; che il turismo possa essere in qualche modo \u201cla mano invisibile\u201d forza motrice di buone pratiche<\/strong>. Se anni di lotte a suon di filmati, denunce, analisi di residui chimici autofinanziate, strilli dei quotidiani locali non sono serviti a stemperare il largo uso di pesticidi, ne tantomeno fermare nuovi disboscamenti e piantumazioni, si spera che una vetrina importante come quella dell\u2019Unesco a lenire i danni. Dopotutto se per il Giro d\u2019Italia qualcosa si \u00e8 fermato, questa speranza potrebbe non essere vana.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sar\u00e0 solo l\u2019eventuale elezione a Patrimonio Unesco a dimostrare se l\u2019immagine costruita pu\u00f2 incidere nel risanamento del territorio al quale appartiene, quasi fosse un progetto territoriale da portare a termine, oppure restare un ingannevole miraggio, un bel paesaggio in dissonanza con il suo stato di salute ambientale<strong>. Ma questo ci induce a pensare che il paesaggio sia cosa altra dall\u2019ambiente che lo ispira ed \u00e8 questo ragionamento quello che porta allo scollamento tra bellezza paesistica e situazione ecologica che perpetua operazioni di <i>green washing <\/i>basate su parole suggestive e foto patinate<\/strong>. Come se il paesaggio fosse cosa altra dallo stato delle sue falde, dall\u2019aria e dalla terra avvelenate da residui chimici, fosse altro dal senso di estraniamento e dalla paura percepite da chi lo abita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">_______________________________<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.oggitreviso.it\/%C2%ABpassa-giro-fermate-pesticidi%C2%BB-88404\" target=\"_blank\">http:\/\/www.oggitreviso.it\/%C2%ABpassa-giro-fermate-pesticidi%C2%BB-88404<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"http:\/\/www.ecceterra.org\/index.php\/terra-e-cibo\/cronaca\/nazionale\/1251-vino-e-paesaggio-la-valsana-ai-tempi-della-glera\" target=\"_blank\">http:\/\/www.ecceterra.org\/index.php\/terra-e-cibo\/cronaca\/nazionale\/1251-vino-e-paesaggio-la-valsana-ai-tempi-della-glera<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Giro d\u2019Italia alla sua 97\u00b0 edizione ha attraversato anche le colline di Conegliano \u2013 Valdobbiadene. 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