{"id":9852,"date":"2014-06-19T23:25:37","date_gmt":"2014-06-19T21:25:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/?p=9852"},"modified":"2014-07-10T23:32:21","modified_gmt":"2014-07-10T21:32:21","slug":"bene-comune-o-gentrification-berlino-e-roma-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/06\/bene-comune-o-gentrification-berlino-e-roma-a-confronto\/","title":{"rendered":"Bene comune o gentrification? Berlino e Roma a confronto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Berlino-1\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Berlino-1.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" \/><\/p>\n<p><em><strong>di Massimo Muciaccia<\/strong><\/em><\/p>\n<h3><strong>\u201cRiprendiamoci quello che \u00e8 nostro\u201d, titolava Paolo Berdini un suo recente editoriale.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Alla fine di maggio in Campidoglio l\u2019A.S. Roma consegnava soddisfatta lo Studio di fattibilit\u00e0 del nuovo stadio, servizi e infrastrutture (pi\u00f9 tre grattacieli?) nelle mani dell\u2019apposita commissione Urbanistica della Capitale<\/strong> per l\u2019approvazione del progetto e per la \u201cpatente\u201d di pubblica utilit\u00e0 del complesso di opere da realizzare nell\u2019ansa del Tevere a Tor di Valle (rimangono validi tutti gli interrogativi sull\u2019idoneit\u00e0 del sito: prescrizioni PRG che escludono le edificazioni previste, vincoli idrogeologici, area esondabile, vicinanza con il depuratore Acea, sistema trasporti da rivedere e dove \u00e8 gi\u00e0 stato proposto dal WWF un progetto di oasi naturalistica\u2026).<\/p>\n<h3><strong>Nello stesso momento, a Berlino la cittadinanza votava in un referendum per mantenere inalterata a parco pubblico politematico la vasta area dell\u2019ex aeroporto storico di Tempelhof.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Al lettore si rimanda la riflessione sulle differenze sostanziali tra le due esperienze qui riportate.<\/strong> Per la citt\u00e0 di Roma si potrebbe ricordare la storia di Tor Marancia, prestigiosa area archeologica sottratta al cemento dopo una dura contrapposizione politica, che comunque non viene ancora percepita come parco e aperta regolarmente al pubblico.<\/p>\n<h3><strong>A Berlino, il progetto di edificazione dell&#8217;ex aeroporto \u00e8 stato respinto con il 64,4 per cento di voti contrari al piano di riconversione dell\u2019area che prevedeva 4.700 tra abitazioni, uffici e infrastrutture su circa un terzo della superficie libera. <\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Questa lungimirante battaglia di vera democrazia partecipativa per il Bene comune iniziata nel 2008 \u00e8 stata vinta dalla gente. E\u2019 stata preferita la creazione di un\u2019oasi naturalistica di circa 386 ettari, dove sono gi\u00e0 presenti numerose specie di animali e vegetali, alcune a rischio di estinzione in Europa, invece del cemento sostenuto dal sindaco Klaus Wowereit.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Alcune aree verdi saranno autogestite dai cittadini per la coltivazione (biologica) di orti urbani, in altre \u00e8 possibile gi\u00e0 da molto fare picnic, sport<\/strong> (pattini, bicicletta, jogging e sciare quando nevica), concerti e nei fine settimana all\u2019ombra della torre di controllo, una parte dell\u2019area, si trasforma in una grande zona barbecue.<\/p>\n<p><strong>Il parco al centro di Berlino \u00e8 poco pi\u00f9 vasto del Central Park di New York e nel 2013 \u00e8 stato frequentato da circa due milioni di visitatori<\/strong> attratti dalla variet\u00e0 e originalit\u00e0 delle attivit\u00e0 spontaneamente praticate.<\/p>\n<p><strong>L\u2019importante aeroporto di Tempelhof attivo gi\u00e0 dal 1923<\/strong>, prende il suo nome\u00a0dai cavalieri Templari che nel XIII secolo si stabilirono per un periodo in questa zona, mentre successivamente il luogo fu trasformato in una piazza d\u2019armi. Negli anni Trenta Ernst Sagebiel progett\u00f2 e realizzo l\u2019edificio esistente in uno stile accademico e ridondante, in accordo con l\u2019architetto di regime Albert Speer.<\/p>\n<p>Dal 26 giugno del 1948 al 30 settembre 1949 l\u2019aeroporto, sotto il comando americano, diventa famoso in tutto il mondo per il ponte aereo che rifornir\u00e0 Berlino Ovest di generi alimentari superando il blocco attuato dai sovietici.<br \/>\n<strong>L\u2019aeroporto, uno dei pi\u00f9 grandi del mondo, ha continuato a funzionare anche dopo la riunificazione della Germania, fino alla sua chiusura definitiva nel 2008 e al conseguente abbandono.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Poi il governo cittadino lancia l\u2019idea di destinare l\u2019area alla costruzione di 4700 nuove unit\u00e0 abitative (di lusso) e di una enorme biblioteca pubblica da 3.200 posti,<\/strong> che potr\u00e0 rivaleggiare con il Centre Pompidou di Parigi, secondo il parere del senatore alla Cultura di Berlino Andr\u00e9 Schmitz. La pensa diversamente la cittadinanza sostenendo che la biblioteca non sarebbe altro che una scusa per approvare una colata di cemento comprendente centri commerciali con piste di pattinaggio sul ghiaccio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9857\" alt=\"berlino3\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/berlino3.jpg\" width=\"640\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/berlino3.jpg 640w, https:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/berlino3-300x191.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/p>\n<p><strong>Berlino \u00e8 una citt\u00e0 in cui le imposizioni dall\u2019alto non vengono accettate passivamente, specie quando si tratta di qualit\u00e0 della vita ed ecologia<\/strong>, quindi appena le intenzioni edificatorie del Comune sono divenute pubbliche \u00e8 scattata una mobilitazione-petizione che ha raccolto 185.000 firme per bloccare il progetto attraverso un referendum.<\/p>\n<p><strong>Un quarto dei berlinesi aventi diritto di voto ha risposto \u201cSI\u201d al quesito: \u201cVolete che Tempelhof resti un parco?\u201d<\/strong>. Il piano per cementificarlo dovr\u00e0 quindi essere accantonato tanto che Manfred K\u00fchne (capo del dipartimento di Pianificazione urbana di Berlino) ha dichiarato: \u201cPer la prima volta in 10 anni, il Comune ha i soldi per costruire nuove abitazioni a buon mercato e rischiamo di trovarci a non avere pi\u00f9 il terreno su cui costruirle. E dire che avevamo acquistato l\u2019aeroporto dal Governo Federale con l\u2019idea di renderlo una zona di sviluppo economico, dato che ci serve un polo per nuove abitazioni e nuove imprese\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"foto da www.berlinforallthefamily.com\" alt=\"foto da www.berlinforallthefamily.com\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/parco-berlino.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" \/><\/p>\n<p>Perch\u00e9 se \u00e8 vero che l\u2019emergenza abitativa \u00e8 una realt\u00e0 e che venticinque anni dopo la caduta del Muro persino a Berlino gli spazi cominciano a scarseggiare, per i quartieri centrali questo argomento viene utilizzato per avviare la speculazione, col risultato che il costo degli immobili \u00e8 raddoppiato. Per Cristoph Breit uno degli organizzatori del referendum: \u201cLa sfiducia dei berlinesi nel loro Senato ha una lunga storia e questo perch\u00e9 i politici hanno una lunga storia nel dichiarare una cosa e poi farne un\u2019altra\u201d: come dargli torto!<\/p>\n<p><em>\u201cIl paesaggio non \u00e8 soltanto qualcosa da costruire o tutelare, ma (\u2026) qualcosa da riconoscere, percepire, ascoltare e descrivere\u201d. (Giuliana Andreotti)<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"berlino2\" src=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/berlino2.jpg\" width=\"640\" height=\"290\" \/><\/p>\n<h3><strong>Se fosse passato il programma edificatorio dell\u2019ex aeroporto ci saremmo trovati di fronte all\u2019ennesimo fenomeno di gentrificazione (gentrification). Cos\u00ec si chiamano tutti quei cambiamenti fisici e sociali di quartieri o parti di essi, seguiti dall\u2019insediamento di una nuova classe del tutto omogenea e benestante, la nuova \u201cgentry\u201d. <\/strong><\/h3>\n<h3><strong>Le decadenti, abbandonate aree del centro cittadino una volta recuperate o riedificate attraverso capitali privati che le sviluppano come aree a vocazione turistica e consumistica, acquisiscono prezzi immobiliari non pi\u00f9 alla portata degli abitanti originari costretti ad allontanarsi in periferia.<\/strong><\/h3>\n<p><strong>La citt\u00e0 vissuta, testimonianza di una storia collettiva sedimentata nel tempo, diventa cos\u00ec patrimonio esclusivo di una classe che ostenta individualit\u00e0 e differenza sociale<\/strong> assumendo la simbologia dell\u2019apparenza \u201ctout court\u201d. L\u2019onere dei forti costi di urbanizzazione indotti dalla trasformazione delle aree recuperate, nonostante le trasformazioni siano a beneficio del mercato privato, non di rado vengono sostenute da denaro pubblico.<\/p>\n<p><strong>Quando il fenomeno della gentrificazione assume caratteristiche eccessivamente (esclusivamente) speculative<\/strong> comporta la mera erosione di patrimoni storici, monumentali e paesaggistici significativi e spesso di grande valore. Anche nel caso della trasformazione dei distretti industriali fatiscenti e abbandonati, si hanno interventi orientati alla loro conversione in grandi centri commerciali e prestigiose residenze.<\/p>\n<h3><strong>I luoghi cos\u00ec recuperati assumono un\u2019estetica cosmopolita dal linguaggio internazionale, la cui riduzione dei luoghi a merci ne annulla i valori tradizionali. <\/strong><\/h3>\n<p><strong>In uno spazio gentrificato la citt\u00e0, la polis, \u00e8 sostituita quanto meno dalla risibile parodia delle realizzazioni ed eventi alla Disney.<\/strong>\u00a0In Italia si ricordano le piste da sci al Circo Massimo a Roma, gli spazi affittati degli Uffizi a Firenze per sfilate di moda, la festa di piazza del Plebiscito a Napoli per i 50 anni della Nutella\u2026<\/p>\n<p>Un racconto virtuale, una \u201csecond life\u201d immaginaria che pretende di fornire una nuova identit\u00e0 collettiva e condivisa, organizzando e producendo un paesaggio da \u201cdivorare\u201d velocemente, da re-immaginare continuamente nel suo consumo veloce rigorosamente e programmato. <strong>L\u2019idea di comunit\u00e0 \u00e8 stata dunque corrotta da una politica e da una prassi che ci vogliono non cittadini partecipi e consapevoli, ma consumatori addomesticati.<\/strong><\/p>\n<p><em>Roma, giugno 2014<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Massimo Muciaccia<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Dinamiche di trasformazione urbana e territoriale<\/em><br \/>\n<em><a href=\"mailto:arch.massimo.muciaccia@gmail.com\">arch.massimo.muciaccia@gmail.com<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n<h4><em>(In ricordo di Valerio Zolito, direttore di www. eur.roma.it recentemente scomparso, che ha sempre voluto pubblicare gli articoli proposti di sensibilizzazione ambientale).<\/em><\/h4>\n<p>__________________________________________<\/p>\n<p>Sulle problematiche relative al nuovo stadio a Tor di Valle si leggano gli articoli, pubblicati sul web, di Massimo Muciaccia: \u201c<strong><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2014\/01\/il-nuovo-stadio-della-roma-nellansa-del-biondo-tevere\/\">Il nuovo stadio nell\u2019ansa del biondo Tevere<\/a><\/strong>\u201d (dicembre 2013) e \u201c<strong><a href=\"http:\/\/www.eur.roma.it\/approfondimenti\/focus\/articolo-focus\/il-terzo-colosseo-della-citta-eterna.html?no_cache=1\">Il terzo Colosseo della Citt\u00e0 Eterna<\/a><\/strong>\u201d (marzo 2014).<\/p>\n<p><strong>Approfondimenti sui temi trattati nell\u2019articolo:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Lidia Diappi. \u201cRigenerazione urbana e ricambio sociale\u201d. Franco Angeli<\/li>\n<li>Paolo Maddalena. \u201cIl territorio bene comune degli italiani\u201d. Donzelli Editore<\/li>\n<li>Ugo Mattei. \u201cBeni comuni. Un manifesto\u201d. Editori Laterza<\/li>\n<li>Tomaso Montanari. \u201cLe pietre e il popolo. Restituire ai cittadini l\u2019arte e la storia delle citt\u00e0 italiane\u201d. Minimum Fax<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Massimo Muciaccia \u201cRiprendiamoci quello che \u00e8 nostro\u201d, titolava Paolo Berdini un suo recente editoriale. Alla fine di maggio in Campidoglio l\u2019A.S. 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