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	<title>www.salviamoilpaesaggio.itwww.salviamoilpaesaggio.it | www.salviamoilpaesaggio.it</title>
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	<description>Forum italiano dei movimenti per la difesa del paesaggio e lo stop al consumo di suolo</description>
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		<title>Roccastrada (Gr): invia una mail per fermare un impianto fotovoltaico in un&#8217;area agricola pregiata</title>
		<link>http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/roccastrada-gr-invia-una-mail-per-fermare-un-impianto-fotovoltaico-in-unarea-agricola-pregiata/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 21:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comitato Val di Farma lancia l’appello “S.O.S. Roccastrada” e invita tutti i lettori ad inviare una mail affinché non venga distrutto un pezzo di paesaggio toscano. Il Comitato Val di Farma esprime forte preoccupazione per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Collelungo, in seguito all’ultima conferenza dei servizi svoltasi presso la Regione Toscana lo scorso 6 maggio durante la quale la società NS proponente il progetto ha presentato nuove integrazioni, considerate dal Comitato “non significative”, ribadendo la volontà di chiedere alla regione ingenti danni qualora la richiesta di sospensione della procedura di VIA venga accolta. Dopo che la NS srl si era rivolta al TAR chiedendo la sospensione del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto, lamentando perdite di tempo e invocando la sua non necessità, e avendo il TAR respinto tala richiesta, il proponente ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato, il quale lo ha accolto invitando la Regione a riconsiderare la necessità della procedura di VIA. Questo nonostante la già espressa volontà dell’ufficio regionale, nel giugno 2012, di ricorrere alla VIA, emettendo un decreto riconoscente le problematiche che un’opera di tali dimensioni può provocare e documentando ampliamente i motivi per cui debba sussistere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignnone size-full wp-image-7937" title="20130519_roccastrada" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130519_roccastrada.jpg" alt="" width="640" height="290" /></h3>
<h2><strong>Il Comitato Val di Farma lancia l’appello “S.O.S. Roccastrada” e invita tutti i lettori ad <a href="#inviamail">inviare una mail</a> affinché non venga distrutto un pezzo di paesaggio toscano.</strong></h2>
<p><strong>Il Comitato Val di Farma esprime forte preoccupazione per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Collelungo</strong>, in seguito all’ultima conferenza dei servizi svoltasi presso la Regione Toscana lo scorso 6 maggio durante la quale la società NS proponente il progetto ha presentato nuove integrazioni, considerate dal Comitato “non significative”, ribadendo la volontà di chiedere alla regione ingenti danni qualora la richiesta di sospensione della procedura di VIA venga accolta.</p>
<p><strong>Dopo che la NS srl si era rivolta al TAR chiedendo la sospensione del provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale sul progetto</strong>, lamentando perdite di tempo e invocando la sua non necessità, e avendo il TAR respinto tala richiesta, il proponente ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato, il quale lo ha accolto invitando la Regione a riconsiderare la necessità della procedura di VIA. Questo nonostante la già espressa volontà dell’ufficio regionale, nel giugno 2012, di ricorrere alla VIA, emettendo un decreto riconoscente le problematiche che un’opera di tali dimensioni può provocare e documentando ampliamente i motivi per cui debba sussistere una attenta analisi del progetto.</p>
<p><strong>L’impianto fotovoltaico previsto, della capacità di 48 MW e con una superficie a terra di 100 ha complessivi, dislocati in terreno agricolo</strong>, rientra infatti in un’area di pregio appartenente alla D.O.C. del Monteregio di Massa Marittima e all’I.G.P. del Distretto Rurale della Maremma, che vanta caratteristiche di integrità paesaggistica ormai molto rare, con numerose coltivazioni, alberi pregiati e filari di cipressi.<br />
Per questi motivi Enti e cittadini, singoli e organizzati in associazioni hanno da subito apportato osservazioni al progetto manifestando il proprio dissenso verso un impianto che se realizzato avrebbe gravi effetti negativi sul paesaggio e l’ambiente (<a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/01/maremma-progetto-di-mega-impianto-fotovoltaico-a-roccastrada/">vedi precedente articolo correlato &gt;</a>)</p>
<p><strong>In particolare cittadini e associazioni lamentano il fatto che le amministrazioni locali si siano servite dello strumento della “deperimetrazione” e della variante urbanistica</strong> al fine di ovviare all’ostacolo delle aree D.O.C. e I.G.P., indicate dalla L.R. 6/2011 non idonee alla realizzazione di impianti fotovoltaici a terra: la Provincia di Grosseto, sentito il Comune di Roccastrada, ha infatti provveduto a “deperimetrare” un’area all’interno della zona di pregio coincidente proprio con la superficie dell’area destinata all’impianto.</p>
<h3><strong>Sono vari i motivi che spingono il Comitato Val di Farma a manifestare la propria preoccupazione. Si riportano di seguito come segnalati:</strong></h3>
<p><strong>- l’area interessata è una delle poche zone nei dintorni del comune di Roccastrada rimasta finora intatta</strong> nelle sue caratteristiche rurali;<br />
<strong>- nell’area sono presenti numerose aziende dedicate all’agricoltura e all’agriturismo</strong> con campi irrigui e fertili che rischiano di scomparire a causa di uno scempio ambientale senza precedenti;<br />
<strong>- la realizzazione di una superficie riflettente di simili proporzioni</strong> avrà ripercussioni importanti sul microclima della zona con possibili effetti sulle condizioni climatiche di una vasta area anche nei dintorni dell’impianto stesso;<br />
<strong>- l’impianto in questione è ritenuto frutto di intenti speculativi</strong>, poiché proposto da una società immobiliare coinvolta in precedenti casi di attività speculativa su realtà industriali in difficoltà portate a fallimento. La società NS srl di Fausto Saccaro di Treviso ha infatti rilevato qualche anno fa, con il nome di “Easy Green” la Electrolux di Scandicci, sfruttando finanziamenti regionali per la riconversione da produzione di elettrodomestici a produzione di pannelli solari, mettendo tutti gli operai in cassa integrazione.</p>
<p><strong>Si domanda quindi il Comitato: “con queste premesse, quali garanzie sul recupero e lo smaltimento futuri? Quale futuro per il territorio?”</strong></p>
<h3><strong>È dunque su questa base che il Comitato si appella alla Regione Toscana chiedendo, in vista della prossima conferenza dei servizi del 22 maggio:</strong></h3>
<p><strong>- che il progetto sia sottoposto ad una attenta procedura di Valutazione di Impatto Ambientale</strong> (in analogia a quanto deciso per tre impianti fotovoltaici nella zona di Manciano rispettivamente di 81, 65 e 29 MW), in quanto la sua realizzazione va ad incidere notevolmente in aree di pregio ancora intatte dal punto di vista paesaggistico. È importante, sottolinea il Comitato, che scelte di tale portata vengano prese con la partecipazione di tutti i cittadini, adeguatamente, ampiamente e tempestivamente informati, come recita la Legge Regionale 69 del 27 dicembre 2007;</p>
<p><strong>- che, prima di prendere una decisione in merito, venga eseguito fisicamente un sopralluogo dell’area</strong> oggetto di questo scempio (come già richiesto e al quale il Comitato intende partecipare come previsto dalle già citate leggi sulla partecipazione del cittadino in materia ambientale).</p>
<p>“<em>Ci stupiamo</em>” – sostiene infatti Loretta Pizzetti, portavoce del Comitato &#8211; “<em>che proprio nella regione con più leggi in materia di salvaguardia del paesaggio, riconosciuta in tutto il mondo come esempio di bellezza paesaggistica, gli amministratori si trincerino dietro carte, norme e cavilli che delineano una falsa realtà, quando sono di fronte a progetti che soprattutto muovono denaro</em>”.</p>
<p><em><strong>Il ComitatoVal di Farma ed ESorride</strong></em><br />
<em> (per le energie sostenibili, rinnovabili e democratiche)</em><br />
<a name="inviamail"></a></p>
<div style="width: 560px; border: 5px solid #ff3300; padding: 5px 20px 5px 20px;">
<h2><strong><a href="mailto:enrico.rossi@regione.toscana.it,anna.marson@regione.toscana.it,gianni.salvadori@regione.toscana.it,annarita.bramerini@regione.toscana.it,paola.garvin@regione.toscana.it,segreteria.sindaco@comune.roccastrada.gr.it,g.nelli@comune.roccastrada.gr.it, l.marras@provincia.grosseto.it,m.sabatini@provincia.grosseto.it,p.siveri@provincia.grosseto.it,grosseto.it@iltirreno.it,redazione@ilgiunco.net,cronaca.grosseto@lanazione.net,comitvalfarma@alice.it?subject=NO ALL'IMPIANTO FOTOVOLTAICO DI ROCCASTRADA (GR)&amp;Body=Esprimo la mia totale contrarietà alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Collelungo, a Roccastrada (Gr).%0A%0AE In vista della prossima conferenza dei servizi del 22 maggio mi appello alla Regione Toscana per chiedere che il progetto sia sottoposto ad una attenta procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, visto che la sua realizzazione andrebbe ad incidere in aree di pregio ancora intatte dal punto di vista paesaggistico in cui sono presenti numerose aziende dedicate all’agricoltura e all’agriturismo che rischiano di scomparire a causa di uno scempio ambientale senza precedenti.%0A%0AERitengo che la Regione Toscana abbia il dovere di difendere questo territorio di pregio da un impianto fotovoltaico di tali proporzioni, che porterà guadagni solo per qualcuno, mentre porterà danni per tutti e uno scempio ambientale che inciderà negativamente non solo sulla vita degli abitanti, ma anche sul turismo e l'agricoltura, due eccellenze per cui la Toscana è conosciuta in tutto il mondo.%0A%0ACordiali saluti,%0A%0AFirma" target="_blank">Clicca qui per inviare la mail di protesta &gt;</a></strong></h2>
</div>
<h3><strong>Se il pulsante non funziona</strong> puoi inviare la mail seguendo le istruzioni qui di seguito:</h3>
<div style="width: 560px; border: 5px solid black; padding: 20px; background-color: #e6e6e6;">
<p><strong>Destinatari della mail </strong>(inserire tutti gli indirizzi nel campo &#8220;destinatario&#8221;, separati da virgola):<strong><br />
</strong><br />
enrico.rossi@regione.toscana.it<br />
anna.marson@regione.toscana.it<br />
gianni.salvadori@regione.toscana.it<br />
annarita.bramerini@regione.toscana.it<br />
paola.garvin@regione.toscana.it<br />
segreteria.sindaco@comune.roccastrada.gr.it<br />
g.nelli@comune.roccastrada.gr.it<br />
l.marras@provincia.grosseto.it<br />
m.sabatini@provincia.grosseto.it<br />
p.siveri@provincia.grosseto.it<br />
grosseto.it@iltirreno.it<br />
redazione@ilgiunco.net<br />
cronaca.grosseto@lanazione.net<br />
comitvalfarma@alice.it</p>
<p><strong>Oggetto: NO ALL&#8217;IMPIANTO FOTOVOLTAICO DI ROCCASTRADA (GR)</strong></p>
<p><strong>Testo del messaggio</strong>:</p>
<p>Esprimo la mia totale contrarietà alla realizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Collelungo, a Roccastrada (Gr).</p>
<p>In vista della prossima conferenza dei servizi del 22 maggio mi appello alla Regione Toscana per chiedere che il progetto sia sottoposto ad una attenta procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, visto che la sua realizzazione andrebbe ad incidere in aree di pregio ancora intatte dal punto di vista paesaggistico in cui sono presenti numerose aziende dedicate all’agricoltura e all’agriturismo che rischiano di scomparire a causa di uno scempio ambientale senza precedenti.</p>
<p>Ritengo che la Regione Toscana abbia il dovere di difendere questo territorio di pregio da un impianto fotovoltaico di tali proporzioni, che porterà guadagni solo per qualcuno, mentre porterà danni per tutti e uno scempio ambientale che inciderà negativamente non solo sulla vita degli abitanti, ma anche sul turismo e l&#8217;agricoltura, due eccellenze per cui la Toscana è conosciuta in tutto il mondo.</p>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p>Firma &#8230;.</p>
</div>
<p>______________________________________</p>
<h3><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/osservazioni_fotovoltaico_roccastrada.pdf" target="_blank"><strong>Le osservazioni sul progetto </strong>(file pdf, 860 kb)<strong> &gt;</strong></a></h3>
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		<title>Il Forum Ambiente e Salute si appella a Riccardo Iacona per fermare la devastazione del territorio pugliese</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 12:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione7</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[appello a riccardo iacona]]></category>
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		<category><![CDATA[consumo suolo salento]]></category>
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		<category><![CDATA[mega impianto tricase]]></category>
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		<category><![CDATA[riccardo iacona]]></category>
		<category><![CDATA[rimboschimento del salento]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza ai beni culturali e al paesaggio per la puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Forum Ambiente e Salute del Grande Salento – sigla che rappresenta un cospicuo numero di comitati e associazioni locali per la difesa del territorio e della salute pubblica – rivolge un appello a Riccardo Iacona, noto soprattutto per la sua attività di giornalista d’inchiesta, in particolare con la trasmissione televisiva Presa Diretta. Nell’appello è espresso l’auspicio che il giornalista possa, attraverso una puntuale opera di denuncia, aiutare il Forum nella sua azione di difesa del territorio dalle innumerevoli opere di devastazione del paesaggio. Nel testo dell’appello si traccia un quadro davvero allarmante per il territorio salentino. Si parla, infatti, di migliaia di grandi impianti per la produzione d’energie rinnovabili che cancelleranno, e in alcuni casi hanno già cancellato, terreni agricoli e aree di particolare valenza paesistica e culturale. E si denuncia, in questo senso, la complicità della politica. Sia a livello nazionale, con la concessione di “eco-incentivi” anche là dove questi impianti vanno ad intaccare il patrimonio ambientale. Sia a livello locale, con politici troppo accondiscendenti nella concessione dei permessi necessari a costruire. Ma a preoccupare non è solo il moltiplicarsi di questi impianti fotovoltaici o ad energia eolica (su tutti, il mega impianto off-shore di Tricase, nel mezzo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7928" title="20130518_paesaggi-violati-torre-cumirri-e-eolico" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130518_paesaggi-violati-torre-cumirri-e-eolico.jpg" alt="" width="640" height="290" /></p>
<p><strong>Forum Ambiente e Salute del Grande Salento</strong> – sigla che rappresenta un cospicuo numero di comitati e associazioni locali per la difesa del territorio e della salute pubblica – rivolge un <a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Lettera-a-Riccardo-Iacona.-Help-Salento.pdf"><strong>appello a Riccardo Iacona</strong></a>, noto soprattutto per la sua attività di giornalista d’inchiesta, in particolare con la trasmissione televisiva Presa Diretta. Nell’appello è espresso l’auspicio che il giornalista possa, attraverso una puntuale opera di denuncia, aiutare il Forum nella sua azione di difesa del territorio dalle innumerevoli opere di devastazione del paesaggio.</p>
<h3><strong>Nel testo dell’appello si traccia un quadro davvero allarmante per il territorio salentino. Si parla, infatti, di migliaia di grandi impianti per la produzione d’energie rinnovabili che cancelleranno, e in alcuni casi hanno già cancellato, terreni agricoli e aree di particolare valenza paesistica e culturale. </strong></h3>
<p>E si denuncia, in questo senso, la <strong>complicità della politica</strong>. Sia a livello nazionale, con la concessione di “eco-incentivi” anche là dove questi impianti vanno ad intaccare il patrimonio ambientale. Sia a livello locale, con politici troppo accondiscendenti nella concessione dei permessi necessari a costruire.</p>
<p><strong>Ma a preoccupare non è solo il moltiplicarsi di questi impianti fotovoltaici o ad energia eolica (su tutti, il mega impianto off-shore di Tricase, nel mezzo del Canale d’Otranto). </strong></p>
<h3><strong>Si parla anche di centrali a biomasse, di rigassificatori, di trivellazioni in mare per l’estrazione di idrocarburi e soprattutto del progetto che prevede, nella provincia leccese, l’arrivo di due gasdotti dall’Asia.</strong></h3>
<h3><strong>La richiesta rivolta a Iacona è anche quella di farsi portavoce nei confronti del Governatore della Puglia Nichi Vendola, affinché venga messa a punto una moratoria per contrastare il proliferare di queste opere a forte impatto ambientale.</strong></h3>
<p><strong>Fino ad ora &#8211; denuncia il forum &#8211; a nulla sono valse le numerose iniziative di protesta che hanno coinvolto i cittadini del Salento, né la pubblica presa di posizione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali e al Paesaggio per la Puglia. </strong></p>
<p><strong>Né tantomeno le inchieste giudiziarie che hanno raccolto denunce di vario genere:</strong> da quelle di associazioni come Italia Nostra, per la salvaguardia di beni quali il parco megalitico del Salento, ad altre che <strong>hanno evidenziato come alcuni progetti contengano espedienti studiati appositamente per aggirare le normative di tutela</strong> in vigore (è il caso dell’impianto fotovoltaico nella contrada Miggianello a Scorrano, sempre nel leccese).</p>
<p>Sono tanti i casi citati nell’appello, in cui non si parla soltanto di fermare questo scempio ambientale. Si va anzi al contrattacco, proponendo <strong>idee per invertire la rotta</strong>. Attraverso il <strong>rimboschimento del Salento</strong>, per esempio, puntando soprattutto su specie forestali autoctone.</p>
<h3><strong>Secondo il Forum è qui che dovrebbe intervenire il governo coi suoi finanziamenti: favorendo i privati ad investire nell’opera di riforestazione della regione e al tempo stesso incentivando l’installazione di pannelli fotovoltaici su aree dove l’impatto ambientale sarebbe nullo, come i tetti di case e capannoni. E’ questa, secondo il Forum, la vera sfida della “green economy”.</strong></h3>
<p>Di seguito, il link al <strong>testo completo dell’appello</strong>:</p>
<p><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Lettera-a-Riccardo-Iacona.-Help-Salento.pdf"> http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Lettera-a-Riccardo-Iacona.-Help-Salento.pdf</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Roberto Caravaggi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una sentenza storica del Consiglio di Stato blocca un vasto insediamento produttivo in Brianza</title>
		<link>http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/una-sentenza-storica-del-consiglio-di-stato-blocca-un-vasto-insediamento-produttivo-in-brianza/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edilizia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi e piani regolatori]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[monza e brianza]]></category>
		<category><![CDATA[rete ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[Usmate Velate]]></category>
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		<description><![CDATA[Legambiente Lombardia segnala questa importante decisione: la rete ecologica regionale è una vera e propria infrastruttura strategica e prioritaria. Un polo produttivo già in costruzione ad Usmate Velate sarà fermato. Pubblichiamo un comunicato stampa di Legambiente Lombardia Il nuovo insediamento produttivo a Usmate Velate bocciato in modo inappellabile.  Legambiente: “Ora si compensi il danno fatto” La Provincia di Monza e Brianza si è vista riconoscere il proprio buon diritto di tutelare il territorio da previsioni urbanistiche di quei comuni che consumano il poco suolo ancora libero da edifici e infrastrutture. E&#8217; questo l&#8217;esito della sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato, che stabilisce finalmente un principio che appare quasi rivoluzionario: in pratica il giudice amministrativo ha stabilito che la rete ecologica regionale è una vera e propria infrastruttura strategica e prioritaria, tanto quanto lo sono ferrovie e autostrade, e quindi a nessuno è concesso di interromperla con nuove urbanizzazioni. La rete ecologica è il sistema delle connessioni territoriali fatte di spazi aperti che, secondo il Pianto Territoriale Regionale, deve essere salvaguardato per impedire la frammentazione e l&#8217;isolamento dei residui ambienti naturali. La Provincia brianzola si era opposta alla realizzazione di un vasto insediamento produttivo approvato attraverso lo Sportello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-7926" title="20130516_sentenza_tar_brianza" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130516_sentenza_tar_brianza.jpg" alt="" width="640" height="290" /></h2>
<h3 style="text-align: left;"><strong><span>Legambiente Lombardia segnala questa importante decisione: la rete ecologica regionale è una vera e propria infrastruttura strategica e prioritaria. Un polo produttivo già in costruzione ad Usmate Velate sarà fermato.</span></strong></h3>
<p><strong>Pubblichiamo un comunicato stampa di Legambiente Lombardia</strong></p>
<h2 style="text-align: left;"><strong>Il nuovo insediamento produttivo a Usmate Velate bocciato in modo inappellabile.  Legambiente: “Ora si compensi il danno fatto”</strong></h2>
<p style="text-align: left;"><strong>La Provincia di Monza e Brianza si è vista riconoscere il proprio buon diritto di tutelare il territorio da previsioni urbanistiche di quei comuni che consumano il poco suolo ancora libero da edifici e infrastrutture.</strong> E&#8217; questo l&#8217;esito della sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato, che stabilisce finalmente <strong>un principio che appare quasi rivoluzionario:</strong> in pratica il giudice amministrativo ha stabilito che l<strong>a rete ecologica regionale è una vera e propria infrastruttura strategica e prioritaria, tanto quanto lo sono ferrovie e autostrade, e quindi a nessuno è concesso di interromperla con nuove urbanizzazioni.</strong> La rete ecologica è il sistema delle connessioni territoriali fatte di spazi aperti che, secondo il Pianto Territoriale Regionale, deve essere salvaguardato per impedire la frammentazione e l&#8217;isolamento dei residui ambienti naturali.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La Provincia brianzola si era opposta alla realizzazione di un vasto insediamento produttivo approvato attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del comune di Usmate Velate</strong>, ma il tribunale amministrativo regionale, in prima battuta, aveva dato ragione al comune. Dopo la sentenza del TAR, nell&#8217;area posta a confine tra i comuni di Usmate e Vimercate, <strong>erano partiti i cantieri per la realizzazione del polo produttivo, oggi quasi completato e prossimo all&#8217;avvio delle attività</strong>.</p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Ma con la sentenza del Consiglio di Stato l&#8217;intera operazione entra in un limbo difficilmente districabile. Il giudice, di fatto, ha annullato tutti gli atti autorizzativi dell&#8217;intervento edilizio, che ora si configura come un gigantesco e inservibile abuso. </strong></h3>
<p style="text-align: left;">A essere a rischio sono pertanto anche i posti di lavoro che l&#8217;attività industriale avrebbe dovuto assicurare, dal momento che la soluzione della vicenda non si prospetta per nulla semplice né scontata.</p>
<p style="text-align: left;">“<span><em>Condividiamo ogni virgola della sentenza, che chiarisce, una volta per tutte, che il territorio non può essere consumato per inseguire profitti e interessi di tipo speculativo</em></span> &#8211; dichiara <strong>Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia</strong>-. <span><em>Bene ha fatto la provincia brianzola a far valere principi che troppo spesso vengono messi in discussione. Auspichiamo che si trovi una via di uscita positiva che salvaguardi ambiente e lavoro, ma deve essere chiaro che non potrà essere a costo zero: chiediamo che da parte di tutti si lavori con trasparenza a un accordo che garantisca una congrua compensazione paesaggistica e ambientale del consumo di suolo</em></span>”.</p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>L’Ufficio stampa di <a href="http://lombardia.legambiente.it/">Legambiente Lombardia</a></strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mano pesante del nuovo idroelettrico sul Torrente Alferello</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 20:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emiliaromagna2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Fiumi e dighe]]></category>
		<category><![CDATA[Alferello]]></category>
		<category><![CDATA[idroelettrico]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel Comune di Verghereto, in Provincia di Forlì Cesena, scorre il Torrente Alferello, che era uno dei torrenti più belli, se non il più bello, dell&#8217;Appennino Romagnolo, per il suo meraviglioso alveo tumultuoso, costellato di massi calcarei ciclopici e fiancheggiato da rigogliosi boschi di Ontano nero. Il verbo è al passato perché i lavori per la costruzione del nuovo idroelettrico che insisterà sul suo alveo l&#8217;hanno pesantemente danneggiato. Pubblichiamo la lettera del WWF Cesena Pur con tutto il disappunto e il rammarico per le autorizzazioni concesse dalla Regione e, per ultima, per la presa di possesso dei terreni autorizzata recentemente dal Prefetto di Forlì, alcuni volontari della scrivente Associazione stanno tenendo sotto controllo i lavori avviati per la realizzazione della centrale idroelettrica di FGF Elettricità sull’Alferello. Nella circostanza sono state documentate le dimensioni della pista già realizzata in direzione del previsto punto di presa sul torrente e l&#8217;acclività degli sbancamenti conseguiti sui terreni delle proprietà Fabbri e Giovannetti. Si é rilevato al riguardo che la pista in oggetto per lunghi tratti supera abbondantemente i mt 3,5 previsti dalle prescrizioni impartite nell&#8217;atto deliberativo GR n° 390/2009. Inoltre si é rilevato che in alcuni punti lo sbancamento realizzato ha una pendenza verticale alta anche mt 5/6 circa incombente sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: left;"><img class="alignnone size-full wp-image-7920" title="20130516_torrente_alferello" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130516_torrente_alferello.jpg" alt="" width="640" height="290" /></h3>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Nel Comune di Verghereto, in Provincia di Forlì Cesena, scorre il Torrente Alferello, che era uno dei torrenti più belli, se non il più bello, dell&#8217;Appennino Romagnolo, per il suo meraviglioso alveo tumultuoso, costellato di massi calcarei ciclopici e fiancheggiato da rigogliosi boschi di Ontano nero. Il verbo è al passato perché i lavori per la costruzione del nuovo idroelettrico che insisterà sul suo alveo l&#8217;hanno pesantemente danneggiato.</strong></h3>
<p><strong>Pubblichiamo la lettera del WWF Cesena</strong></p>
<p style="padding-left: 60px;">Pur con tutto il disappunto e il rammarico per le autorizzazioni concesse dalla Regione e, per ultima, per la presa di possesso dei terreni autorizzata recentemente dal Prefetto di Forlì, alcuni volontari della scrivente Associazione stanno tenendo sotto controllo i lavori avviati per la realizzazione della centrale idroelettrica di FGF Elettricità sull’Alferello.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Nella circostanza sono state documentate le dimensioni della pista già realizzata in direzione del previsto punto di presa sul torrente e l&#8217;acclività degli sbancamenti conseguiti sui terreni delle proprietà Fabbri e Giovannetti.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Si é rilevato al riguardo che la pista in oggetto per lunghi tratti supera abbondantemente i mt 3,5 previsti dalle prescrizioni impartite nell&#8217;atto deliberativo GR n° 390/2009.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Inoltre si é rilevato che in alcuni punti lo sbancamento realizzato ha una pendenza verticale alta anche mt 5/6 circa incombente sul torrente sottostante. Si é anche rilevato che lo stoccaggio di terreno e rocce di riporto non avviene lungo la pista, come stabilito dalle prescrizioni, per essere poi riutilizzato, ma in un&#8217;area appositamente predisposta come cantiere, di cui non ci risulta che fosse stata concessa alcuna autorizzazione, …cioè la stessa dove vengono tenuti in sosta gli escavatori.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Gli stessi mezzi impiegati nell’esecuzione degli scavi, appare evidente che non siano &#8220;miniescavatori&#8221;, come previsto dalle prescrizioni, ma grandi escavatori, e di peso ipotizzabile in circa 300 quintali!</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Sono stati inoltre documentati i disboscamenti in atto in prossimità del torrente, e quelli conseguiti lungo il tracciato della pista, che hanno comportato una notevole perdita di vegetazione boschiva costituita da latifoglie nobili (come carpini bianchi, cerri, aceri, ciliegi selvatici, ecc.) in ottimo stato evolutivo.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Dato che i lavori in questione sembrano quindi violare diverse prescrizioni stabilite nell&#8217;atto deliberativo di riferimento, il WWF ha già chiesto al Sindaco e a tutti gli uffici pubblici responsabili del procedimento e dei controlli, di intervenire immediatamente ai fini dell&#8217;accertamento degli eventuali abusi ipotizzati, e/o di responsabilità penali e di trasmettere il risultato degli eventuali accertamenti alla Procura della Repubblica di Forlì.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Comunque vadano le cose e sperando che gli auspicati provvedimenti della magistratura e del Tribunale delle Acque possano ancora evitare l’irreparabile atto finale di questo disastro, chiediamo che tutti gli uffici responsabili dei controlli, in primis il CFS e il Servizio Tecnico di Bacino, prestino particolare attenzione all&#8217;eventuale proseguimento dei lavori dato che risulta probabile che alcuni volumi di materiali di scavo possano finire nell&#8217;alveo o nelle scarpate del torrente sottostante, considerata l&#8217;elevata pendenza del versante sul quale si sta lavorando.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;">Di fronte agli sbancamenti impressionanti effettuati su pendici quasi perpendicolari, che chiunque può ora osservare (e che documentiamo nelle foto allegate) non si può fare a meno di ripensare alle dichiarazioni, che appaiono ora beffarde, dell’Assessore Regionale, Muzzarelli, che in risposta alle richieste di un’interrogazione presentata lo scorso anno dal consigliere del Mov. 5 Stelle, Defranceschi, asseriva:</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;"><em>“la rispondenza agli elaborati di progetto, sulla base dei quali esso è stato valutato, dello </em><em>stato effettivo dei luoghi post-operam può essere verificato solo ad opera realizzata. Al </em><em>riguardo, e a titolo di esempio, si citano i rendering foto realistici di progetto realizzati </em><em>per l’area dell’opera di presa e per quella della centralina di produzione, dai quali si può </em><em>apprezzare come tali opere risultino poco invasive dal punto di vista paesaggistico ed </em><em>adeguate ai caratteri di pregio ambientale dei luoghi”.</em></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 60px;"><em><strong>WWF Cesena, il Presidente, Ivano Togni</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">__________________________________________________</p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Galleria fotografica</strong></h3>

<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/la-mano-pesante-del-nuovo-idroelettrico-sul-torrente-alferello/20130516_torrente_alferello/' title='20130516_torrente_alferello'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130516_torrente_alferello-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20130516_torrente_alferello" title="20130516_torrente_alferello" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/la-mano-pesante-del-nuovo-idroelettrico-sul-torrente-alferello/img_6743/' title='IMG_6743'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_6743-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6743" title="IMG_6743" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/la-mano-pesante-del-nuovo-idroelettrico-sul-torrente-alferello/img_6746/' title='IMG_6746'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_6746-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6746" title="IMG_6746" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/la-mano-pesante-del-nuovo-idroelettrico-sul-torrente-alferello/img_6752/' title='IMG_6752'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_6752-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6752" title="IMG_6752" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/la-mano-pesante-del-nuovo-idroelettrico-sul-torrente-alferello/img_6757/' title='IMG_6757'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/IMG_6757-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMG_6757" title="IMG_6757" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/la-mano-pesante-del-nuovo-idroelettrico-sul-torrente-alferello/t-alferello/' title='T-Alferello'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/T-Alferello-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="T-Alferello" title="T-Alferello" /></a>

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		<title>Marche: nuove riflessioni per un buon governo del territorio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione6</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Marche]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[bellezze culturali]]></category>
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		<description><![CDATA[Cambiare l&#8217;approccio odierno rivolto all&#8217;analisi e alla comprensione del territorio è molto importante, abbiamo bisogno di ristabilire un nuovo rapporto con la terra e con il paesaggio. In particolar modo, la pianifcazione del territorio deve ripartire con una nuova coscienza e con dei nuovi obiettivi. Così nasce questa nuova proposta di analisi del territorio della Vallesina (regione Marche, provincia di Ancona), ritenendo che possa essere di auspicio per una proficua stagione pianificatoria protesa verso un nuovo modello di Governo di Territorio. La situazione in cui versa ad oggi tutto il territorio italiano, nessuna area esclusa, ci dimostra l’utilità di affrontare un “nuovo” discorso pianificatorio che tenda a superare i meri confini amministrativi (soprattutto quelli comunali), ormai angusti e di debole efficacia è d’obbligo, non tanto per un semplice discorso di completezza analitica quanto più per una visione d’insieme funzionale e strategica. In un periodo di forte crisi generale come quello che stiamo vivendo, sapersi reinventare e saperlo fare nella direzione giusta è un’azione che non può più essere rimandata, anche perchè le scelte sin qui fatte si sono dimostrate in parte inutili e in parte troppo frammentate e dispersive. Queste da sempre hanno rivestito una visione troppo localistica del recupero urbanistico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/consumo-suolo-10.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7857" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/consumo-suolo-10.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a><br />
Cambiare l&#8217;approccio odierno rivolto all&#8217;analisi e alla comprensione del territorio è molto importante, abbiamo bisogno di ristabilire un nuovo rapporto con la terra e con il paesaggio. In particolar modo, la pianifcazione del territorio deve ripartire con una nuova coscienza e con dei nuovi obiettivi.<br />
</strong></h3>
<h3><strong>Così nasce questa nuova proposta di analisi del territorio della Vallesina (regione Marche, provincia di Ancona), ritenendo che possa essere di auspicio per una proficua stagione pianificatoria protesa verso un nuovo modello di Governo di Territorio.</strong><strong><em></em></strong></h3>
<p><strong></strong><strong>La situazione in cui versa ad oggi tutto il territorio italiano, nessuna area esclusa, ci dimostra l’utilità di affrontare un “nuovo” discorso pianificatorio che tenda a superare i meri confini amministrativi (soprattutto quelli comunali), ormai angusti e di debole efficacia è d’obbligo, non tanto per un semplice discorso di completezza analitica quanto più per una visione d’insieme funzionale e strategica.</strong></p>
<p>In un periodo di forte crisi generale come quello che stiamo vivendo, sapersi reinventare e saperlo fare nella direzione giusta è un’azione che non può più essere rimandata, anche perchè le scelte sin qui fatte si sono dimostrate in parte inutili e in parte troppo frammentate e dispersive. Queste da sempre hanno rivestito una visione troppo localistica del recupero urbanistico, tanto delle città quanto del territorio agricolo, dimostrandosi troppo aggrappate ad una concezione vecchia, superata e per molti aspetti dannosa per gli stessi territori.</p>
<p><strong>E&#8217; fondamentale, per superare questo &#8220;pantano&#8221;, la comprensione dell&#8217;importanza del concetto di paesaggio (ribadita a gran voce sia dalla Costituzione italiana e sia dalla Convenzione europea del paesaggio) e della costruzione di un percorso analitico incentrato sul potenziamento del valore intrinseco del paesaggio all&#8217;interno dei percorsi di pianificazione del territorio.</strong></p>
<p>Un paesaggio che non si mostri soltanto come una fotografia statica del territorio, ma che invece sia allo stesso tempo dinamico e strategico, completo e rispettoso dei sistemi costitutivi del processo storico di territorializzazione. E’ soltanto in questo modo che, una lettura rivolta alla valorizzazione territoriale e  paesaggistica può entrare a tutti gli effetti in un procedimento di pianificazione strategica.</p>
<h4>Di seguito alcune delle &#8220;tensioni territoriali&#8221; che incidono sul territorio della bassa Vallesina (ma riscontrabili in tutto il Paese), e conseguentemente sulla popolazione locale, adatte a comprendere come un approccio mirato possa far emergere criticità e pregi che mai rispettano i confini amministrativi stabiliti:</h4>
<h2><strong>LE TENDENZE TERRITORIALI NEGATIVE</strong></h2>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Aree con forti tensioni antropiche</span>:</strong> cioè tutte quelle aree in cui ricadono le grandi infrastrutture e i più massicci insediamenti recenti, sono zone sottoposte ad una forte pressione urbanistica. Si compongono anche di aree pregiate, ad oggi minacciate dalle future espansioni, come ad esempio i corsi d’acqua con i contigui spazi ripariali, la spiaggia interclusa tra strada ed edificato, gli spazi periurbani ancora classificati come “suolo libero” interclusi tra le grandi infrastrutture e le nuove espansioni urbane e le aree considerate di “completamento” tra paese e paese.</p>
<p><strong> <span style="text-decoration: underline;">Scollinamento edilizio dei paesi di crinale</span>:</strong> in questa categoria ricadono tutte le aree di pendenza appena sotto i versanti collinari, in cui si sono o si stanno verificando le nuove espansioni edilizie. Il paese di crinale cresce, oggi più di ieri, espandendosi lungo i versanti collinari. Le problematiche di questi interventi sono molteplici: perdita della forma storica del nucleo urbano, aumento del dissesto idrogeologico, degrado paesaggistico, consumo di suolo agricolo e perdita di biodiversità e di materiale organico presente nel terreno.<br />
<span style="text-decoration: underline;"><br />
<strong>Urbanizzazione recente:</strong></span> L’espansione recente, viene annoverata tra le tendenze negative soprattutto perché concorre al “consumo di suolo di libero” e al decadimento del valore paesaggistico dei territori.<br />
L’area che subisce maggiormente questo aspetto è proprio la costa. Dalla statale adriatica, ad esempio, il mare è infatti poco percepibile e la quinta dei palazzi non permette di godere il panorama, precludendo così un prezioso “bene comune”;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Saldatura edilizia lungo strada:</span></strong> E’ un aspetto controverso, se da un lato la densificazione dell&#8217;urbanizzato riduce la dispersione insediativa, dall’altro, perseguendo questo tipo di espansione, si preclude fortemente la fruibilità del paesaggio, soprattutto lungo le strade di crinale.</p>
<h2><strong>LE CRITICITÀ AMBIENTALI</strong></h2>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Le aree industriali-commerciali:</span></strong> I grandi insediamenti produttivi della bassa Vallesina, ma non solo, si caratterizzano per il forte impatto paesaggistico: molti capannoni di bassa qualità estetica, elevata occupazione di suolo, elevato traffico automobilistico, scarsa presenza di alberature e cospicua superficie impermeabilizzata dall’asfalto (grandi parcheggi, ecc.);</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Pannelli solari al suolo</span>: </strong>I parchi solari possono essere interpretati negativamente per due motivi: un aspetto è quello dell’occupazione di &#8220;suolo libero&#8221;, un altro aspetto è quello del degrado paesaggistico. Solitamente questi siti energetici vengono posizionati sui versanti delle colline, andando così ad incidere drasticamente sulla percezione del tipico paesaggio agricolo;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Discariche inattive</span>: </strong>Anche se inattive, le discariche, devono essere considerate delle forti criticità, sia da un punto di vista ecologico che da un punto di vista di “consumo di suolo”. Sono aree inutilizzate e non è raro inoltre, riscontrare  il fenomeno della percolazione e  quindi del conseguente inquinamento di falda acquifera;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Cave:</span> </strong>Sono delle forti criticità ambientali, e nella Vallesina sono numerose lungo il fiume Esino (ghiaia) e  sulla dorsale marchigiana (pietra).<br />
Incidono sul territorio per diversi aspetti: dal punto di vista ecologico, va sottolineato la grande quantità di materiale estratto (rena e ghiaia); sia dal puinto di vista del degrado ambientale che comporta tanto una cava attiva che una inattiva (gli ex propietari una volte esaurita la concessione non sono tenuti a compensare il danno provocato).<br />
Da un punto di vista dell&#8217; inquinamento atmosferico, i camion usati per il trasporto del materiale estratto sono numerosi e la polvere rilasciata è notevole. Forte è anche l’inquinamento acustico: scavi, lavorazioni, traffico veicolare sono tutti aspetti dello stesso problema che quasi sempre non viene compensato in alcun modo.<br />
Da un punto di vista paesaggistico la cava si presta comunque ad essere un sito di dimensioni considerevoli, visibile da molti punti, anche quando dismessa questa lascia segni indelebili sul territorio.<br />
Da un punto di vista economico le cave se da un lato possono offrire lavoro dall’altro abbassano il valore di appetibilità di tutto i l’intorno;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Grandi infrastrutture:</span> </strong>I grandi corridoi infrastrutturali comportano grandi problematiche e risultano totalmente svincolate dal territorio che le ospitano: le autostrade (in questa caso l&#8217;A14), le statali e in parte le ferrovie, oltre ad occupare copicue porzioni di terreno, incidono fortemente sulla percezione paesaggistica dei luoghi.<br />
In Italia molte di queste restano eterni cantieri aperti e non fanno altro che mostrarsi come enormi situazioni di disagio condiviso;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Forti detrattori eco-paesistici e siti dismessi:</strong></span> Sono i grandi corpi produttivi, o ex produttivi, (la raffineria API di Falconara, la ex Montedison, l&#8217;ex Caserma militare, l&#8217;ex zuccherificio SADAM, l&#8217;Aeroporto di Falconara e l&#8217;Interporto di Jesi)  che occupano vaste porzioni di territorio.<br />
Giganteschi mostri industriali ormai inutilizzati o sottoutilizzati. Essi &#8220;partecipano&#8221;, a diverso titolo, a tutti quegli aspetti di degrado territoriale che caratterizzano tante aree italiane: elevato traffico veicolare, forte inquinamento atmosferico, degrado paesaggistico, inquinamento acustico e perdita di valore ambientale per ampie zone circostanti.<br />
La regione Marche stessa, per questi motivi, ha predisposto un piano di risanamento per l&#8217;area della bassa Vallesina (definita come Area ad elevato rischio di crisi ambientale, AERCA).</p>
<h3><strong>Tutto questo danneggia in particolar modo gli elementi di pregio del territorio:</strong></h3>
<ul>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>Il litorale sabbioso ancora libero</strong>:</span> infatti se è vero che il tratto di costa nord-anconetano, ricalca il concetto di “sviluppo balneare” della riviera romagnola, è anche vero che a differenza di questa, sia per caratteristiche di estensione spaziale ridotta, sia perché meno competitiva dal punto di vista turistico, si presta ad essere un litorale meglio conservato;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>La presenza di aree boscate di pregio tutelate</strong>:</span> localizzate nella selva di Gallignano e in quella  di Castelfidardo;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>L&#8217;ecosistema fluviale</strong>:</span> il fiume Esino, il fiume Misa e il fiume Musone, si caratterizzano per la presenza di cospicue aree boscate lungo i rispettivi margini, e per la presenza di spiaggette ed insenature di alto valore ecologico e fruitivo;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>La rete idrica minore</strong>:</span> capillare e valorizzabile in termini di rete ecologica;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le aree agricole mantenute</strong>:</span> alcune di elevato pregio paesaggistico, presenti sia nei territori collinari che, più raramente, in quelli pianeggianti;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>Una rete viaria storica estesa</strong>:</span> con alcuni tratti di forte valore panoramico;</li>
<li><span style="text-decoration: underline;"><strong>I nuclei storici</strong>:</span> molti di elevato valore storico e tutti fruibili e ben mantenuti.</li>
</ul>
<p>Quindi fondare uno studio sulle dinamiche territoriali e paesaggistiche, agire subito sulle criticità e valorizzare i sistemi di pregio sono le basi per realizzare un nuovo &#8220;sentimento&#8221; territoriale. Trovare la giusta scala d&#8217;intervento, non più quella comunale ormai troppo limitata, ma neanche quella regionale forse troppo distaccata dai bisogni locali; bensì una scala intermedia che a differenza di quella provinciale non sia frutto principalmente di scelte politiche (ormai vecchie) ma che sia l&#8217;interazione di nuovi saperi e di nuovi bisogni.</p>
<p><strong>Il valore aggiunto di guardare il territorio con occhi diversi, cercando allo stesso tempo di tutelare e di valorizzare la percezione di un paesaggio riconosciuto e vissuto dalle popolazioni locali.</strong></p>
<p><em><strong>Andrea Alcalini</strong></em></p>
<p>______________________________________</p>
<p><strong>Di seguito il lavoro di ricerca</strong> (scarica il file pdf, 6,7 Mb):<strong> </strong><br />
<strong><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Alcalini_Vallesina.pdf" target="_blank">DINAMICHE &#8211; TRASFORMAZIONI &#8211; SCELTE E CONSUMI DI UN TERRITORIO &#8211; LA VALLESINA</a> &gt;&gt;</strong></p>
<p>______________________________________</p>
<p><strong>Alcuni estratti della ricerca:</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7906" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg" alt="" width="635" height="284" /><br />
<a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7907" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/2.jpg" alt="" width="624" height="256" /></a><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg"><br />
</a><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7908" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/3.jpg" alt="" width="438" height="292" /></a></p>
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		<item>
		<title>Pedemontana Lombarda: si potrebbe fermare ma continua a dividere</title>
		<link>http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/pedemontana-lombarda-si-potrebbe-fermare-ma-continua-a-dividere/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:45:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Strade e ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[Bernareggio]]></category>
		<category><![CDATA[pedemontana]]></category>
		<category><![CDATA[Usmate Velate]]></category>

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		<description><![CDATA[Cambiano i governi, nazionale e regionale, ma si tramanda la convinzione di portare a termine ad ogni costo il devastante progetto, a discapito del territorio e dei cittadini. Ma i fondi mancano e la strada potrebbe fermarsi prima del previsto. Le tortuose vicissitudini dell&#8217;Autostrada Pedemontana Lombarda sono sempre al centro dell&#8217;attenzione. In un incontro dello scorso 6 maggio il nuovo ministro Lupi e la Giunta Lombarda, anch&#8217;essa di recente insediamento, sulla linea dei precedenti amministratori, hanno ribadito la centralità dell&#8217;opera nonostante le arcinote difficoltà economiche. A fronte di queste difficoltà la proposta è quella di un nuovo strumento indiretto di aiuto economico: lo sconto fiscale del 50%. Un salvagente lanciato ai costruttori, ennesimo segnale del fallimento dell&#8217;autofinanziamento privato dell&#8217;opera, un ulteriore macigno sulla già complicata situazione del debito pubblico. Famiglie e piccole imprese restano in difficoltà mentre i più forti ottengono ancora benefici. Uno strumento che potrebbe rivelarsi un boomerang: l&#8217;Europa vieta agli Stati membri di fare simili regali perché aggravano ulteriormente il debito pubblico. Come emerso chiaramente nella manifestazione del 4 maggio a Milano della Rete Mobilità Nuova, c&#8217;è chi chiede invece lo spostamento concreto delle risorse pubbliche da opere devastanti in termini economici e ambientali (&#8220;vecchia mobilità fatta di asfalto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><strong><a href=".jpg"><img src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/AUTOSTRADA.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></strong></h2>
<h2 style="text-align: left;"><strong><span style="color: #339966;">Cambiano i governi, nazionale e regionale, ma si tramanda la convinzione di portare a termine ad ogni costo il devastante progetto, a discapito del territorio e dei cittadini. Ma i fondi mancano e la strada potrebbe fermarsi prima del previsto.</span></strong></h2>
<p style="text-align: left;"><strong>Le tortuose vicissitudini dell&#8217;Autostrada Pedemontana Lombarda sono sempre al centro dell&#8217;attenzione. In un incontro dello scorso 6 maggio il nuovo ministro Lupi e la Giunta Lombarda, anch&#8217;essa di recente insediamento, sulla linea dei precedenti amministratori, hanno ribadito la centralità dell&#8217;opera nonostante le arcinote difficoltà economiche.</strong></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>A fronte di queste difficoltà la proposta è quella di un nuovo strumento indiretto di aiuto economico: lo sconto fiscale del 50%.</strong></h3>
<p style="text-align: left;"><strong>Un salvagente lanciato ai costruttori</strong>, ennesimo segnale del fallimento dell&#8217;autofinanziamento privato dell&#8217;opera, un ulteriore macigno sulla già complicata situazione del debito pubblico. Famiglie e piccole imprese restano in difficoltà mentre i più forti ottengono ancora benefici.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Uno strumento che potrebbe rivelarsi un boomerang:</strong> <strong>l&#8217;Europa vieta agli Stati membri di fare simili regali perché aggravano ulteriormente il debito pubblico.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Come emerso chiaramente nella <a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/mobilita-nuova-litalia-cambia-strada/"><strong>manifestazione del 4 maggio a Milano della Rete Mobilità Nuova</strong></a>, c&#8217;è chi chiede invece lo <strong>spostamento concreto delle risorse pubbliche da opere devastanti in termini economici e ambientali</strong> (&#8220;<em>vecchia mobilità fatta di asfalto e alta velocità ferroviaria</em>&#8220;) <strong>a più utili servizi collettivi e di trasporto pendolare.</strong></p>
<h2 style="text-align: left;"><strong><span style="color: #339966;">Preoccupazioni e speranze</span></strong></h2>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #339966;"><strong>Per mancanza di fondi la tratta 4 della nuova autostrada potrebbe non essere realizzata. Il tracciato si fermerebbe quindi alla tangenziale est presso Usmate Velate.</strong></span></h3>
<p style="text-align: left;">L&#8217;opera divide i territori, oltre che fisicamente, anche dal punto di vista delle impressioni che suscita questo probabile scenario. Da un lato<strong> alcune amministrazioni locali, come quella di Bernareggio, che esprimono preoccupazione: la mancata realizzazione dell&#8217;ultimo tratto, e quindi delle opere accessorie collegate, lascerebbe inalterato l&#8217;attuale livello di traffico, <strong>insostenibile</strong>.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong>Ben diverso il parere dei <strong>comitati locali ambientalisti impegnati nella difesa del territorio</strong>.<em><span style="color: #339966;"><strong> &#8217;L’autodistruzione economica dell’opera non deve far paura</strong> <strong>se confrontata con lo scenario di asfalto, svincoli e stazioni di servizio che avrebbero cancellato quel poco che resta dei boschi, delle aree a verde e dei terreni agricoli&#8217;</strong></span> &#8211; </em><a href="http://unparcoperbernareggio.blogspot.it/2013/05/pedemontana-la-vera-preoccupazione-e.html">sostengono in un comunicato</a>. &#8216;<span style="color: #339966;"><strong><em>Con le nuove strade inoltre non si riducono traffico, inquinamento atmosferico e acustico ma anzi si accentua il pericolo di nuova urbanizzazione con l&#8217;espansione dei poli industriali nelle aree limitrofe al tracciato&#8217;</em></strong>.</span></p>
<p style="text-align: left;">La vera preoccupazione deve essere quella di <strong>rimediare con urgenza ad anni di scelte sbagliate puntando su grandi opere inutili che non risolvono i problemi del traffico.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Luca D&#8217;Achille</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La vera eccellenza di Segrate (MI): il consumo di suolo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 19:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumo di suolo]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Boffalora]]></category>
		<category><![CDATA[Busto Garolfo]]></category>
		<category><![CDATA[Cernusco sul Naviglio]]></category>
		<category><![CDATA[Cesano Boscone]]></category>
		<category><![CDATA[Liscate]]></category>
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		<category><![CDATA[Parabiago]]></category>
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		<category><![CDATA[PGT]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Segrate]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consumo del suolo in Provincia di Milano: disponibili i dati dei singoli comuni. Segrate Nostra confronta i numeri e segnala il poco invidiabile primato del proprio comune Segrate, 13 maggio 2013 Sul sito della Provincia di Milano è apparso da poco uno schema che riassume i dati dei PGT approvati nel quadriennio 2009 &#8211; 2012. Nella tabella, ove compaiono un&#8217;ottantina di comuni (fra i quali tutti quelli di grosse dimensioni), sono riportati in un paio di colonne i &#8220;consumi di suolo&#8221; previsti, sia in termini di percentuale rispetto alla dimensione del territorio sia in numero di metri quadri. Appaiono così i comuni che nella colonna intitolata &#8220;nuovo consumo di suolo &#8211; mq&#8221; hanno un bello &#8220;zero&#8221;, in quanto hanno deciso di non consumare più nemmeno un metro quadro di suolo verde: sono una decina, e dalle parti di Segrate troviamo Cernusco sul Naviglio, Paullo e Liscate. Nella tabella troviamo anche quattro comuni (Cesano Boscone, Parabiago, Boffalora e Busto Garolfo) che addirittura hanno recuperato suolo sottraendo aree edificabili al precedente PRG. Tra i comuni virtuosi Cernusco è il più popoloso, dimostrando che anche in comuni importanti e inseriti in un area a forte tensione abitativa si possono fare scelte coraggiose. E Segrate? Il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #339966;"><strong><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/14012012.jpg"><img src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/14012012.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></strong></span></h2>
<h2 style="text-align: left;"><span style="color: #339966;"><strong>Il consumo del suolo in Provincia di Milano: disponibili i dati dei singoli comuni. Segrate Nostra confronta i numeri e segnala il poco invidiabile primato del proprio comune</strong></span></h2>
<p style="text-align: left;"><em>Segrate, 13 maggio 2013</em></p>
<p style="text-align: left;">Sul sito della Provincia di Milano è apparso da poco uno <strong><a href="http://www.segratenostra.org/web/images/materiali/pgt-comuni-anni-2009-2012.pdf">schema che riassume i dati dei PGT approvati nel quadriennio 2009 &#8211; 2012</a>.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Nella tabella, ove compaiono un&#8217;ottantina di comuni (fra i quali tutti quelli di grosse dimensioni), sono riportati in un paio di colonne i &#8220;consumi di suolo&#8221; previsti, sia in termini di percentuale rispetto alla dimensione del territorio sia in numero di metri quadri.</p>
<p style="text-align: left;">Appaiono così <strong>i comuni che nella colonna intitolata &#8220;nuovo consumo di suolo &#8211; mq&#8221; hanno un bello &#8220;zero&#8221;</strong>, in quanto hanno deciso di non consumare più nemmeno un metro quadro di suolo verde: sono una decina, e dalle parti di Segrate troviamo <strong>Cernusco sul Naviglio, Paullo e Liscate</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Nella tabella troviamo anche <span style="font-size: 1.17em; color: #339966;"><strong>quattro comuni (Cesano Boscone, Parabiago, Boffalora e Busto Garolfo) che addirittura hanno recuperato suolo sottraendo aree edificabili al precedente PRG</strong></span><span style="color: #339966;"><strong>. </strong></span>Tra i comuni virtuosi Cernusco è il più popoloso, dimostrando che anche in comuni importanti e inseriti in un area a forte tensione abitativa si possono fare scelte coraggiose.</p>
<h3 style="text-align: left;"><span style="color: #339966;"><strong>E Segrate? </strong><strong>Il nostro comune mostra ancora una volta tutta la sua eccellenza: con 441.912 mq di consumo di suolo è il comune che nella provincia si aggiudica il titolo di vincitore morale nella gara di consumo del territorio.</strong></span></h3>
<p style="text-align: left;">Infatti <strong>solo il Comune di Milano supera Segrate</strong>, con 874.350 mq consumati; ma Milano ha una superficie di 182 Kmq, ovvero dieci volte più di Segrate che ha una superficie di soli 17 Kmq.<br />
Meno bene va, in questa triste classifica, se guardiamo l&#8217;indice del consumo di suolo da PGT, dove Segrate si piazza sesta con &#8220;solo&#8221; il 69,77%, e poco vale la magra consolazione di battere i confinanti Cernusco (67,42%), Pioltello (50,03%) e Peschiera (40,42%).<br />
Tutti naturalmente dietro a Milano, con il 71,36% di suolo consumato.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il Premio Attila, conferito nel 2012 alla nostra amministrazione comunale dal <a href="http://www.wwfmartesana.it/joomla/">WWF Martesana</a> per l&#8217;urbanizzazione definita &#8220;selvaggia&#8221; espressa con l&#8217;approvazione del PGT, trova così nei dati della provincia di Milano una concreta conferma.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><em>Marco Italia - <a href="www.segratenostra.org">Segrate Nostra</a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In Puglia muretti a secco contro la desertificazione e l&#8217;erosione</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 22:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione4</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Dissesto idrogeologico]]></category>
		<category><![CDATA[Esempi virtuosi]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[macchia mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[salento]]></category>
		<category><![CDATA[Ugento]]></category>

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		<description><![CDATA[Con originalità e sostenibilità è possibile far fronte alle emergenze per rilanciare e vivere profondamente il territorio. Un’interessante esperienza arriva da Ugento (LE): con muretti a secco si cattura e condensa l’umidità dei venti per dare acqua ad un suolo tra i più aridi d’Italia. Sostenibilità ambientale, lotta alla desertificazione e all’erosione, riqualificazione territoriale: questi gli obiettivi del progetto Orto dei Tu’rat portato avanti dal 2008 dall’omonima associazione. Un’idea innovativa riconosciuta e premiata a livello locale e nazionale Il progetto Costruendo muretti a secco, tecnica a basso impatto ambientale e tipicità del paesaggio pugliese, dalla forma a mezzaluna, si cattura l&#8217;aria umida dei venti di libeccio e scirocco e la si trasforma in acqua alimentando il suolo. A queste opere viene affiancato il fondamentale  ripristino della macchia mediterranea con i suoi arbusti e alberi autoctoni. Coinvolgimendo inoltre gli attori locali con un&#8217;efficace attività culturale e di sensibilizzazione (sono numerose infatti le attività dell&#8217;Associazione), si completa e si sostiene questa esperienza unica per un rilancio del territorio che escluda, finalmente, le speculazioni e l&#8217;insostenibile sfruttamento delle risorse naturali. Scheda descrittiva del progetto (formato pdf, 130 kb) &#62; Maggiori informazioni sul sito www.ortodeiturat.it ________________________________ Galleria fotografica &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="size-full wp-image-7898 alignnone" title="20130515_ortoturat" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130515_ortoturat.jpg" alt="" width="640" height="290" /></h3>
<h3><strong><strong></strong><span>Con originalità e sostenibilità è possibile far fronte alle emergenze per rilanciare e vivere profondamente il territorio. Un’interessante esperienza arriva da Ugento (LE): con muretti a secco si cattura e condensa l’umidità dei venti per dare acqua ad un suolo tra i più aridi d’Italia.</span></strong></h3>
<p><strong>Sostenibilità ambientale, lotta alla desertificazione e all’erosione, riqualificazione territoriale</strong>: questi gli obiettivi del progetto<a href="www.ortodeiturat.it"><strong> Orto dei Tu’rat</strong></a> portato avanti dal 2008 dall’omonima associazione. Un’idea innovativa riconosciuta e premiata a livello locale e nazionale</p>
<h2><span>Il progetto</span></h2>
<h3><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/pianta-progetto1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7903" style="margin-right: 15px;" title="La pianta del progetto" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/pianta-progetto1-300x94.jpg" alt="" width="300" height="94" /></a></h3>
<p><strong>Costruendo muretti a secco, tecnica a basso impatto ambientale e tipicità del paesaggio pugliese, dalla forma a mezzaluna, si cattura l&#8217;aria umida dei venti di libeccio e scirocco e la si trasforma in acqua alimentando il suolo</strong>. A queste opere viene affiancato il fondamentale  <strong>ripristino della macchia mediterranea</strong> con i suoi arbusti e alberi autoctoni.</p>
<p>Coinvolgimendo inoltre gli attori locali con un&#8217;<strong>efficace attività culturale e di sensibilizzazione </strong>(sono numerose infatti le attività dell&#8217;Associazione), si completa e si sostiene questa esperienza unica per <strong>un rilancio del territorio che escluda, finalmente, le speculazioni e l&#8217;insostenibile sfruttamento delle risorse naturali.</strong></p>
<h3><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/turat_puglia.pdf" target="_blank"><strong>Scheda descrittiva del progetto</strong> (formato pdf, 130 kb)<strong> &gt;</strong></a></h3>
<p><strong>Maggiori informazioni sul sito <a href="www.ortodeiturat.it" target="_blank">www.ortodeiturat.it</a></strong></p>
<p>________________________________</p>
<h3><strong>Galleria fotografica</strong></h3>

<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/in-puglia-muretti-a-secco-contro-la-desertificazione-e-lerosione/20130515_ortoturat/' title='20130515_ortoturat'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130515_ortoturat-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="20130515_ortoturat" title="20130515_ortoturat" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/in-puglia-muretti-a-secco-contro-la-desertificazione-e-lerosione/292694_248857771885453_1427932848_n/' title='292694_248857771885453_1427932848_n'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/292694_248857771885453_1427932848_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="292694_248857771885453_1427932848_n" title="292694_248857771885453_1427932848_n" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/in-puglia-muretti-a-secco-contro-la-desertificazione-e-lerosione/484153_247507362020494_1263068389_n/' title='484153_247507362020494_1263068389_n'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/484153_247507362020494_1263068389_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="484153_247507362020494_1263068389_n" title="484153_247507362020494_1263068389_n" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/in-puglia-muretti-a-secco-contro-la-desertificazione-e-lerosione/545678_248854215219142_425898998_n/' title='545678_248854215219142_425898998_n'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/545678_248854215219142_425898998_n-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="545678_248854215219142_425898998_n" title="545678_248854215219142_425898998_n" /></a>
<a href='http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/in-puglia-muretti-a-secco-contro-la-desertificazione-e-lerosione/pianta-progetto-2/' title='pianta-progetto'><img width="290" height="290" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/pianta-progetto1-290x290.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="pianta-progetto" title="pianta-progetto" /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Westinghouse: addio a un’altra area verde di Torino</title>
		<link>http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/05/westinghouse-addio-a-unaltra-area-verde-di-torino/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 22:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salviamoilpaesaggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centri commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi e aree protette]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo una lettera di ProNatura Torino sul progetto di recupero dell&#8217;area della ex-Westinghouse, su cui cittadini e associazioni nutrono parecchi dubbi. Prima di “vendere” un pezzo di città andrebbero valutati molti aspetti, e la sensazione di fronte ai primi “rendering” apparsi sulla stampa cittadina è che ancora una volta si stia perdendo l’occasione di progettare una parte della città pubblica secondo criteri innovativi e ambientalmente sostenibili, affidando invece il tutto a dei “promotori finanziari”. __________________________________________________________ Dopo la pubblicazione dell’Avviso Pubblico in data 17 marzo 2013, la Città di Torino si appresta ad accogliere le proposte progettuali sull’area della ex-Westinghouse (con un edificio industriale tutelato e da recuperare) nell’area di Spina 2 definito da un Programma Integrato già oggetto di un Accordo di Programma. Le proposte in realtà sono già note, e fanno capo alla Società REAM SGR SpA, ovvero Real Estate Management &#8211; Società Gestione Risparmio, costituita da importanti fondazioni bancarie piemontesi, in primis le Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino, di Asti, di Alessandria e di Fossano, che sviluppa una strategia di “valorizzazioni immobiliari”. L’Avviso Pubblico sembra di fatto confezionato ai fini dell’accoglimento delle proposte già pervenute, e include la possibilità di espandersi su un’area contigua (il giardino Artiglieri da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130515-westinghouse.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7897" style="margin-right: 15px;" title="20130515-westinghouse" src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/20130515-westinghouse-287x300.jpg" alt="" width="287" height="300" /></a></p>
<h3><strong>Pubblichiamo una lettera di ProNatura Torino sul progetto di recupero dell&#8217;area della ex-Westinghouse, su cui cittadini e associazioni nutrono parecchi dubbi. </strong></h3>
<h4><strong>Prima di “vendere” un pezzo di città andrebbero valutati molti aspetti, e la sensazione d</strong><strong>i fronte ai primi “rendering” apparsi sulla stampa cittadina è che ancora una volta si stia perdendo l’occasione di progettare una parte della città pubblica secondo criteri innovativi e ambientalmente sostenibili, affidando invece il tutto a dei “promotori finanziari”.</strong></h4>
<p>__________________________________________________________</p>
<p>Dopo la pubblicazione dell’Avviso Pubblico in data 17 marzo 2013, la Città di Torino si appresta ad accogliere le proposte progettuali sull’area della ex-Westinghouse (con un edificio industriale tutelato e da recuperare) nell’area di Spina 2 definito da un Programma Integrato già oggetto di un Accordo di Programma. Le proposte in realtà sono già note, e fanno capo alla Società REAM SGR SpA, ovvero Real Estate Management &#8211; Società Gestione Risparmio, costituita da importanti fondazioni bancarie piemontesi, in primis le Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino, di Asti, di Alessandria e di Fossano, che sviluppa una strategia di “valorizzazioni immobiliari”. <strong>L’Avviso Pubblico sembra di fatto confezionato ai fini dell’accoglimento delle proposte già pervenute, e include la possibilità di espandersi su un’area contigua (il giardino Artiglieri da Montagna) originariamente non prevista.</strong></p>
<p>L’area in questione, collocata sull’asse della Spina Centrale, costituisce un importante ambito di raccordo tra il centro storico e un quartiere, un tempo operaio e industriale, come Borgo San Paolo, dal quale oggi sono spariti i vecchi insediamenti industriali, con un forte incremento dell’edilizia residenziale. Tutta l’area di Spina 2 è oggi oggetto di cospicue trasformazioni, molte delle quali oggetto di forti perplessità, in particolare la scelta di costruire due “torri gemelle”, la prima delle quali già manifesta il suo micidiale impatto sul paesaggio urbano, su corso Inghilterra nei pressi di Porta Susa.</p>
<p><strong>Qualcuno ricorderà come in buona parte dell’area Westinghouse fosse stata ipotizzata la realizzazione della nuova sede della Biblioteca Civica</strong>, unitamente ad altre funzioni culturali e multimediali. Aree ed immobili di proprietà della Città, meritevoli di un progetto di ampio respiro.</p>
<h3><strong>Ma quel progetto faraonico è costato purtroppo alla Città circa 20 milioni di Euro, con i quali si sarebbe potuto (in alternativa e molto più concretamente) dare una dignitosa sistemazione a tutto il Sistema Bibliotecario Torinese.</strong></h3>
<p><strong>Nell’Avviso Pubblico viene lasciato un enorme margine di discrezionalità</strong>, consegnando al proponente un’area che è passata da 34.000 a 40.000 mq di SLP, con un incremento non previsto in precedenza, ai fini della realizzazione di un Centro Congressi (ma quanti ne servono davvero alla Città?), attività ricettive, residenze universitarie e – per un 25% di tale superficie – attività commerciali e pubblici esercizi. La Città consegnerà l’area “chiavi in mano” ad un soggetto attuatore (REAM) a cui faranno capo operatori immobiliari e finanziari che dovranno trasformarla con coordinate molto vaghe.</p>
<h3><strong>Nel corso del tempo però stanno emergendo molte criticità, attraverso notizie non ufficiali ma che sembrano già prefigurare il futuro dell’area. </strong></h3>
<p>Si pongono così molti dubbi e interrogativi, emersi anche tra gli Assessori e che hanno visto sollevare forti critiche anche da parte della Terza Circoscrizione:</p>
<h3>- <strong>Perché spunta, non previsto, un edificio a torre alto 90 metri?</strong></h3>
<p>E’ solo un’idea peregrina o davvero ci si propone di realizzare un edificio di tal fatta? Si dice che sarà una torre-albergo. A chi servirà? La vendita dei diritti edificatori in capo a RFI per la “torre gemella” che dovrebbe sorgere a fronte del grattacielo Intesa-San Paolo è andata ripetutamente a vuoto. Anche lì si proponeva di realizzare un grande albergo o comunque attività ricettive. Cosa fa pensare che nell’ambito del PRIN di Spina 2 dovrebbe aver successo un’operazione similare? E perché mai poi un albergo alto 90 metri, altezza non prevista dalle schede normative del PRIN di Spina 2?</p>
<h3>- <strong>Perché un nuovo centro commerciale, visto che nel bando di gara si parla di “attività commerciali al dettaglio”?</strong></h3>
<p>Abbiamo un asse come via Di Nanni che dal punto di vista delle attività commerciali è di grande importanza, e termina oltre piazza Sabotino con un mercato rionale risistemato pochi anni or sono. Abbiamo corso Racconigi, definito il mercato lineare più grande d’Europa, su cui si affaccia anche un mercato coperto. Un centro commerciale non previsto dagli attuali strumenti urbanistici contribuirà ad affossare il commercio di vicinato e i mercati rionali in Borgo San Paolo.</p>
<h3><strong>- E i parcheggi pubblici?</strong></h3>
<p><strong>Che fine ha fatto l’impegno</strong> indicato nel Piano Esecutivo Convenzionato del 2009 per il nuovo Centro Direzionale Intesa San Paolo (Ambito 8.18/3 Spina 2) <strong>di realizzare una quota cospicua del fabbisogno di parcheggi pubblici</strong> (8.800 mq. di standard) sotto il sedime di via Nino Bixio? Nel bando tale impegno sottoscritto non viene minimamente citato.</p>
<h3>- <strong>Perché aver inserito nel bando una vasta area corrispondente all’attuale giardino Artiglieri da Montagna, originariamente non prevista?</strong></h3>
<p>Si tratta di un parco urbano in condizioni precarie, cannibalizzato dai cantieri della Metro, dallo spostamento della stazione degli autobus extraurbani, da impianti sportivi concepiti in modo alquanto invasivo. Tale porzione ospita anche alcuni fabbricati della Caserma Lamarmora, che ospitano il Centro d’Incontro della Circoscrizione. Perché inserire tutta quest’area tra via Nino Bixio, via Borsellino, corso Vittorio e corso Ferrucci all’interno del bando, senza alcuna prescrizione, neppure un impegno a riqualificarla e a migliorarla per l’uso pubblico? Dopo aver visto il giardino del Palagiustizia trasformarsi in area di cantiere per il grattacielo di Renzo Piano in attesa di una futura “riqualificazione”, vedremo anche il giardino Artiglieri da Montagna diventare un’altra area di cantiere?</p>
<h3>- <strong>Il tema degli spazi verdi in effetti non è assolutamente citato nel bando</strong>.</h3>
<p>Come si sa la Terza Circoscrizione è tra quelle più carenti di verde, con una elevata densità abitativa e una dotazione pro capite delle più basse. La trasformazione delle aree industriali in corso, o di prossimo decollo, non ha previsto nuove dotazioni di verde in piena terra. Il “parco San Paolo” (il PRIN Lancia che ha visto partire le demolizioni) non prevede verde in piena terra, e così pure la trasformazione dell’area Diatto-Snia. Piazza Adriano è stata sacrificata da continui interventi viabilistici e da un parcheggio pertinenziale. Il campo sportivo del Cenisia (tra via Cesana e corso Vittorio) è un verde solo “nominale”. Le richieste della Circoscrizione di una decina di anni or sono per ampliare il parco Ruffini verso corso Brunelleschi su aree di proprietà demaniale, fortemente sostenute dai cittadini secondo promesse risalenti ancora agli anni Ottanta, sono naufragate e affossate con l’ampliamento del CIE e l’abbattimento di tanti alberi di alto fusto. Una delle ultime speranze di vedere un aumento della dotazione di spazi verdi poteva essere proprio il bando per l’area ex-Westinghouse. Ma non è stata minimamente presa in considerazione. Qui occorre un richiamo alla recente Legge n. 10 del 14 gennaio 2013, Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani, che all’articolo 4 richiama la necessità di riservare quote rilevanti destinate a verde urbano all’interno degli strumenti urbanistici attuativi.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Molti altri sono gli aspetti che andrebbero valutati, prima di “vendere” un pezzo di città.</strong></p>
<h4><strong>Di fronte all’effetto prodotto dai primi “rendering” apparsi sulla stampa cittadina è venuta crescendo la costernazione, e la sensazione che ancora una volta si stia perdendo l’occasione di progettare una parte della città pubblica, importante e non certo marginale, secondo criteri e metodologie innovative e ambientalmente sostenibili, in particolare nella progettazione degli spazi pubblici, affidando il tutto a dei “promotori finanziari”. </strong></h4>
<p>Vedremo così buona parte di Spina 2, da Porta Susa a corso Ferrucci, trasformarsi in un nuovo incubo urbano costellato di grattacieli come quello che si sta realizzando a Milano intorno a Porta Garibaldi, nell’orrido progetto denominato “Porta Nuova”?<br />
<strong></strong></p>
<h3><strong>Su tutte queste prospettive occorrerebbe ridare la parola ai cittadini e stabilire le coordinate prioritarie prima di cedere una vasta area pubblica agli operatori.</strong></h3>
<p style="text-align: right;">Emilio Soave, <em>Vicepresidente e referente per l&#8217;Urbanista di Pro Natura Torino</em></p>
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		<title>I canali di bonifica dell&#8217;Agro Pontino, memoria storica del paesaggio, abbandonati al degrado</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 20:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lazio3</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiumi e dighe]]></category>
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		<category><![CDATA[Parchi e aree protette]]></category>
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		<description><![CDATA[Il paesaggio dell’Agro Pontino, in provincia di Latina, è caratterizzato da numerosi canali di bonifica, spesso inquinati, usati come discariche e come fonte di acqua di irrigazione agricola. Chiediamo che siano risanati e resi fruibili con percorsi per pedoni e biciclette lungo gli argini. Il territorio dell&#8217;Agro Pontino, con il reticolo di canali, navigabili in alcuni tratti, e percorribili lungo gli argini, è un patrimonio naturalistico importante con possibilità di sviluppo ambientale, culturale e turistico. Ebbene, questi canali, un tempo pescosi e habitat naturale per la flora e la fauna autoctone, ora versano in condizioni spaventose: gli argini sono selvaggi e mal tenuti, spesso ci si imbatte in discariche abusive improvvisate, la qualità chimica e microbiologica delle acque è penosa. Il prof Berger, architetto dell’ambiente, professore al MIT, che ha recentemente esplorato i canali maleodoranti, ha scoperto che la metà delle acque nel sistema pontino è altamente contaminata da livelli di fosforo e azoto sempre più elevati man mano che, attraverso i canali, ci si avvicina alla costa. “Per quanto riguarda il livello del fosforo, la maggior parte delle acque sono paragonabili alle fogne – ha dichiarato &#8211; mentre il livello dei nitrati è paragonabile agli scoli di un allevamento di suini.” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/canale-acque-medie_2.jpg"><img src="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/canale-acque-medie_2.jpg" alt="" width="640" height="290" /></a></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Il paesaggio dell’Agro Pontino, in provincia di Latina, è caratterizzato da numerosi canali di bonifica, spesso inquinati, usati come discariche e come fonte di acqua di irrigazione agricola. Chiediamo che siano risanati e resi fruibili con percorsi per pedoni e biciclette lungo gli argini.</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Il territorio dell&#8217;Agro Pontino, con il reticolo di canali, navigabili in alcuni tratti, e percorribili lungo gli argini, è un patrimonio naturalistico importante con possibilità di sviluppo ambientale, culturale e turistico. Ebbene, questi canali, un tempo pescosi e habitat naturale per la flora e la fauna autoctone, ora versano in condizioni spaventose: <strong>gli argini sono selvaggi e mal tenuti, spesso ci si imbatte in discariche abusive improvvisate, la qualità chimica e microbiologica delle acque è penosa. </strong>Il prof Berger, architetto dell’ambiente, professore al MIT, che ha recentemente esplorato i canali maleodoranti, ha scoperto che la metà delle acque nel sistema pontino è altamente contaminata da livelli di fosforo e azoto sempre più elevati man mano che, attraverso i canali, ci si avvicina alla costa.</p>
<p style="text-align: left;">“<strong>Per quanto riguarda il livello del fosforo, la maggior parte delle acque sono paragonabili alle fogne – ha dichiarato &#8211; mentre il livello dei nitrati è paragonabile agli scoli di un allevamento di suini.”</strong></p>
<p style="text-align: left;">Le foto aeree del prof. Berger mostrano che quando raggiungono la foce, le acque di alcuni canali sono ormai dei fangosi depositi di inquinanti. Sulle sponde dei canali ci sono industrie farmaceutiche e grandi aziende agricole. <strong>Gli agricoltori usano l’acqua dei canali per l’irrigazione, acqua inquinata che tranquillamente si deposita sulle verdure ed i frutti che andremo a mangiare  con grande scandalo di noi consumatori.</strong> In aggiunta a ciò anche la fruibilità da parte della popolazione è fortemente limitata.<strong> In pratica è praticamente impossibile per un semplice cittadino fare una passeggiata lungo gli argini o prendere una canoa e navigare lungo i canali.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Se un cittadino o un gruppo di amici vuole andare a fare una passeggiata</strong> per una sola giornata lungo l&#8217;Ufente o il Canale delle Acque Medie o una biciclettata lungo il Colmata o in qualsiasi altro punto delle centinaia di  chilometri di canali dell&#8217;Agro Pontino, <strong>leggete bene cosa deve fare!</strong></p>
<p style="text-align: left;">Per eventi di una giornata, il richiedente deve produrre:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>Domanda (in originale bollata più due copie);</li>
<li>Fotocopia del documento di identità, in corso di validità;</li>
<li>Atto Costitutivo dell’Associazione, Circolo, Società, Organizzazione;</li>
<li>Affiliazione alla Federazione riconosciuta dal Coni (società sportive o assimilate)</li>
<li>Attestazione originale del versamento di € 258,23 (duecentocinquantotto/23), effettuato sul c/c postale n. 12596045 di rimborso spese procedurali ed istruttorie;</li>
<li>Assenso sottoscritto ai sensi del D.P.R. 445/2000, rilasciato dai proprietari frontisti, in caso di attraversamento, occupazione, stazionamento nei terreni di proprietà privata;</li>
<li>Stralcio della Carta Tecnica Regionale scala 1: 10.000 con indicazione delle aree interessate dalla richiesta specificando la sponda idraulica da occupare e con la relativa georeferenziazione UTM 33N (ED50);</li>
<li>Stralcio della planimetria catastale scala 1: 2.000 o 1:4.000 (WEGIS con data non superiore a 6 mesi dalla presentazione dell’istanza) con l&#8217;ubicazione delle occupazioni, aree di transito e pertinenze.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">La domanda va fatta 90 giorni prima dell&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Se invece si vuole richiedere la fruizione di un argine o di un corso d&#8217;acqua per un periodo più lungo di una sola giornata, le cose si fanno complicatissime.</strong> Occorrono una serie di relazioni tecniche, idrauliche, geologiche, tecnico-agronomiche e di verifica della stabilità delle sponde, rilievo fotografico a colori e lo schema planimetrico dei punti e visuali di ripresa fotografica. Il tutto da produrre in tre copie timbrate e firmate da un tecnico abilitato Non solo. Le domande e le varie dichiarazioni, possono essere sottoscritte da uno o più soggetti, associazioni, movimenti, organismi, che si obbligano in solido, anche ai fini del pagamento del canone demaniale di cui alla D.G.R. 462 del 2010, salvo nei rari casi in cui non è applicabile. Le spese istruttorie debbono essere versate a prescindere dalla durata dell’evento. Il canone demaniale sarà calcolato, nel caso di specie, ai sensi dell’art. 14 della D.G.R. 462/2010, ed è legato alla natura dei corsi d’acqua e relative pertinenze che vengono interessati, ed al tipo di attività proposta.<strong></strong></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>E&#8217; davvero un&#8217;azione di grave scoraggiamento di qualsiasi forma di attività culturale, turistica, naturalistica, sportiva o comunque ricreativa in un territorio che rappresenta fortemente l&#8217;identità pontina.</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla tematica<strong>, Salviamo il paesaggio-Latina ha partecipato alla costituzione </strong><strong> del Comitato Argini, </strong>che riunisce una dozzina di associazioni, movimenti, organismi e semplici cittadini da sempre impegnati sulla sostenibilità ambientale, la ciclabilità, la divulgazione delle risorse del territorio.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>In altre parti d&#8217;Italia come in Toscana o in Lombardia sono stati realizzati incantevoli percorsi navigabili</strong>, sentieri ciclabili lungo le strade sterrate,  tabellazioni con indicazioni di flora e fauna per chi ama passeggiare e un&#8217;attenta promozione divulga l&#8217;esistenza dei percorsi sul  territorio. Vi operano associazioni, agenzie, operatori turistici con ricadute occupazionali notevoli.</p>
<h2 style="text-align: left;"><strong>CAMMINATA </strong><br />
<strong>DOMENICA 19 MAGGIO</strong></h2>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Per accendere un faro su questa tematica abbiamo organizzato una camminata aperta a tutta la cittadinanza e sarà l&#8217;occasione per scoprire un paesaggio straordinario, tratteggiato dall&#8217;ondulazione della campagna, filari di vite, querce imponenti e trasparenti laghetti, che lasceranno di stucco i partecipanti.</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Al termine vi sarà una conferenza nella quale spiegheremo il contorto iter di  modulistica  e somme da pagare attualmente richiesti, mostreremo le buone pratiche locali e la normativa e i progetti virtuosi nel resto d&#8217;Italia. Il nostro intento è di divulgare una situazione paradossale che imbriglia il nostro territorio, eliminando possibilità di lavoro, di conoscenza ambientale, di appartenenza e identità. Partendo dal concetto che i rappresentanti delle istituzioni devono essere i primi a comprendere la complessità della tematica, li invitiamo a sedersi con noi in prima fila per capire.</p>
<p style="text-align: left;">Appuntamento domenica 19 Maggio alle 9.30 presso l&#8217;autolavaggio di via del Lido a Latina: Deviando da via del Lido, cammineremo su sentieri inaspettati alla scoperta di una magnifica natura e di straordinari paesaggi tratteggiati dall’ondulazione della campagna, filari di vite, querce imponenti, corsi d’acqua e trasparenti laghetti.</p>
<p>Percorso facile, adatto anche ai bambini, della lunghezza di circa 4 km.</p>
<h3>&#8212;-<br />
<strong>Programma</strong></h3>
<p>9:00 Appuntamento piazzale autolavaggio in via del Lido<br />
9:30 Partenza<br />
11:00 Arrivo all’Azienda Agricola Ganci<br />
11:30 Conferenza con le istituzioni sul tema della fruibilità degli argini dei corsi d’acqua<br />
“Agro Pontino: Argini Vietati”<br />
13:30 Pranzo sul prato<br />
14:30 Visita al Lago Ganci</p>
<p>Possibilità di prenotare il cestino pranzo preparato dall’Azienda Agricola Ganci.<br />
Cestino Km zero € 7,00/ persona<br />
Panino mozzarella e prosciutto Bassiano, Ciambelline al vino, Vino Bianco o Rosso<br />
Prenotazioni entro il 17 Maggio 2013 a: 0773208219 – 3286411761</p>
<p style="text-align: left;">Il <strong>Comitato Argini </strong>è composto da: <strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> Salviamo il paesaggio difendiamo i territori &#8211; Latina,  Latina in bicicletta, Latinacicabile, Rinascita civile, Legambiente Latina, Associazione fiume Cavata, Borghi in bici,  I triangoli, Progetto Agro Pontino, Italia Nostra Latina, Tevere in bici, Quartiericonnessi</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>PER INFORMAZIONI: Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori &#8211; Latina<br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://salviamoilpaesaggiolatina.com/2013/04/28/comitato-argini-adesione-di-salviamo-il-paesaggio-latina/" target="_blank"><strong>www.salviamoilpaesaggiolatina.com</strong></a><strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>facebook: <a href="https://www.facebook.com/pages/Salviamo-il-Paesaggio-Latina-e-Provincia/229950720425658" target="_blank">Salviamo il Paesaggio – Latina e Provincia</a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Referente Provinciale &#8211; Antonella Desiree Pelusi 349 1262595</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
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