www.salviamoilpaesaggio.it http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog Forum italiano dei movimenti per la difesa del paesaggio e lo stop al consumo di suolo Sun, 22 Nov 2020 08:48:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.4 La Cassazione conferma: vie e piazze dei centri storici sono tutte tutelate ope legis http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/la-cassazione-conferma-vie-e-piazze-dei-centri-storici-sono-tutte-tutelate-ope-legis/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/la-cassazione-conferma-vie-e-piazze-dei-centri-storici-sono-tutte-tutelate-ope-legis/#respond Sun, 22 Nov 2020 08:48:34 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14132 A cura di Italia Nostra.

Oggi dobbiamo gioire perché la Cassazione ha emesso una sentenza che conferma una disposizione di legge, l’art. 10 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che stabilisce che le vie e le piazze dei centri storici delle città italiane sono tutte tutelate ope legis. La notizia però non è che la Cassazione conferma la tutela di beni vincolati ma che un Tribunale dello Stato ignori le norme che è tenuto ad applicare e che la Cassazione sia costretta a ribadirle”.

Così una nota di Italia Nostra che ripercorre la vicenda: “Tutto parte da Benevento, dal 26 maggio di quest’anno, quando il Tribunale del Riesame ha annullato il decreto di sequestro preventivo disposto il 20 aprile dal Giudice per le Indagini Preliminari contro la struttura realizzata da un esercizio commerciale nel centro storico, in zona soggetta al vincolo ex art. 10 del D.L. 42/2004 e in assenza di autorizzazione della Soprintendenza”.

La sentenza della Terza Sezione penale della Corte Suprema di Cassazione, nella sua brevità e chiarezza, ribadisce limpidamente questo concetto. Italia Nostra si augura che le parole dei giudici della Corte Suprema diventino ‘comune sentire’ e nessuno d’ora in poi si senta autorizzato ad ignorarla. Purtroppo moltissimi Comuni violano questa disposizione di legge e le Soprintendenze sono costrette a ricordarla costantemente, richiamando gli Enti Locali alla sua corretta applicazione. E anche Italia Nostra è purtroppo costretta a segnalarne le violazioni nei centri storici, ad esempio a Roma dove, grazie alle norme per far fronte all’emergenza Covid, è stato consentito di mettere tavolini e pedane ovunque senza il Nulla Osta della Soprintendenza. A Napoli ancora si ricorda la sentenza di condanna di un sindaco per il degrado della Villa comunale (anno 1991, giudice Aldo De Chiara, premio Zanotti Bianco 2019), anch’essa confermata in Cassazione. Certe esperienze dovrebbero fare scuola…”, conclude Italia Nostra.

Era stata Italia Nostra a richiedere ed ottenere – ricorda Giovanni Losavio, già presidente nazionale dell’associazione – che in sede di elaborazione del Codice dei beni culturali le piazze e le strade di interesse storico fossero riconosciute, in sé, beni culturali. Strade e piazze dei centri storici sono dunque beni culturali e tutelate per legge, senza la necessità di una esplicita dichiarazione di interesse culturale. Italia Nostra registra con soddisfazione la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha espressamente ribadito il principio, confermando la misura cautelare di sequestro disposta dal giudice penale su un manufatto realizzato in una strada del centro storico di Benevento senza l’autorizzazione del Soprintendente”.

Per ulteriori informazioni: sentenza 31521/2020.

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Al via le consultazioni pubbliche sulla strategia UE per la protezione del suolo http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/al-via-le-consultazioni-pubbliche-sulla-strategia-ue-per-la-protezione-del-suolo/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/al-via-le-consultazioni-pubbliche-sulla-strategia-ue-per-la-protezione-del-suolo/#respond Fri, 20 Nov 2020 21:57:02 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14130

La Commissione Europea ha lanciato il 5 novembre scorso la roadmap che condurrà alla “New Soil Strategy – healthy soil for a healthy life“, la strategia dell’UE per la protezione del suolo, con il motto “Suolo sano per una vita sana“, evidenziando come la salute del suolo sia essenziale per conseguire gli obiettivi in materia di clima e biodiversità previsti nel Green Deal europeo.

L’iniziativa è stata lanciata nel quadro della “Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030” e ha lo scopo di aggiornare l’attuale “Strategia tematica per la protezione del suolo”, per affrontare anche le tematiche del degrado del suolo e della salvaguardia delle risorse della terra.

Il lancio di questa iniziativa è di particolare rilievo, sia perché viene riconosciuta l’importanza della salvaguardia dei suoli sia perché apre la strada ad un processo di consultazione con i cittadini e gli stakeholders, informandoli sui lavori della Commissione per una futura proposta legislativa.

Chiunque potrà fornire il proprio contributo fino al 3 dicembre 2020 attraverso il seguente link: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12634-New-EU-Soil-Strategy-healthy-soil-for-a-healthy-life

Gli obiettivi sono:

  • proteggere la fertilità del suolo
  • ridurre l’erosione e l’impermeabilizzazione
  • aumentare la materia organica
  • identificare i siti contaminati
  • ripristinare i suoli degradati
  • definire cosa costituisce un “buono stato ecologico” per i suoli.

Il feedback che ogni cittadino offrirà alla consultazione verrà utilizzato per l’ulteriore sviluppo e messa a punto dell’iniziativa.

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ASviS: L’Italia e il Goal 15, serve un Piano nazionale di ripristino dei sistemi naturali http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/asvis-litalia-e-il-goal-15-serve-un-piano-nazionale-di-ripristino-dei-sistemi-naturali/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/asvis-litalia-e-il-goal-15-serve-un-piano-nazionale-di-ripristino-dei-sistemi-naturali/#respond Wed, 18 Nov 2020 21:28:26 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14127

L’Italia è un Paese soggetto a fenomeni meteorologici estremi, a catastrofi idrogeologiche, a siccità e a incendi boschivi. Nonostante il 2020 rappresenti l’anno in cui scadono sia i Target di Aichi (obiettivi stabiliti a livello internazionale durante la decima Convenzione sulla diversità biologica per salvaguardare il buono stato dei servizi ecosistemici da cui dipendiamo) e sia cinque dei 12 Target del Goal 15 dell’Agenda 2030, nell’ultimo anno non è stata adottata alcuna misura rilevante nel nostro Paese, come rilevato dal Rapporto ASviS 2020.
In generale, per quanto riguarda i Target ambientali dell’Agenda 2030, un aiuto può arrivare dall’attuazione del Green Deal europeo, che richiama l’attenzione su biodiversità e servizi ecosistemici, ma ancora manca un piano strategico italiano d’intervento.

Sull’argomento, il Decreto “Clima” varato dal Governo nel dicembre del 2019 contiene un finanziamento per la piantumazione di 15 milioni di alberi (sia nel 2020 sia nel 2021) e un Fondo per il rimboschimento e la tutela ambientale e idrologica delle aree interne (un milione di euro per l’anno 2020 e due milioni per l’anno 2021). Il Decreto ha poi previsto la “pubblicità dei dati ambientali”, in attuazione della Convenzione di Aarhus del 1998 sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale.

Ad aprile il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) ha pubblicato la “Strategia forestale nazionale” per la consultazione pubblica (adesso terminata), la quale include molte azioni innovative che rinviano a ulteriori strumenti attuativi specifici (ne è un esempio la remunerazione dei servizi ecosistemici d’interesse pubblico e sociale) e segue tre linee guida: gestione forestale sostenibile e ruolo multifunzionale delle foreste; efficienza nell’impiego delle risorse; responsabilità globale delle foreste (per un consumo sostenibile dei prodotti forestali).

La Strategia avrà una validità ventennale e integrerà tutti gli impegni internazionali scaturiti dalla Convenzione sulla diversità biologica (Cdb), dall’Agenda 2030 e dall’Accordo di Parigi. Per questo motivo dovrà tenere conto anche delle opportunità di finanziamento offerte dal Next Generation Eu, della nuova Strategia europea sulla biodiversità e della nuova Strategia Ue per le foreste (la cui adozione è prevista nel 2021). Il tutto, mentre il Parlamento europeo (con la risoluzione del 15 gennaio 2020) ha già indicato nei negoziati per la nuova Cdb la proposta di un target fissato al 30% per il ripristino dei terreni degradati al 2030 a livello globale ed europeo.

Va ricordato, poi, che una serie di misure per la tutela del capitale naturale italiano sono ferme da troppo tempo in Parlamento. È il caso della legge per il contenimento o l’arresto del consumo di suolo, una misura essenziale per raggiungere il Goal 15. A tal proposito si è espressa anche la Corte dei Conti che, sulla base dei rapporti Ispra e degli Obiettivi dell’Agenda 2030, ritiene “improcrastinabile un intervento sistemico e decisivo che affronti il tema della salvaguardia del suolo, misura essenziale per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e per contrastare il dissesto idrogeologico”.

Da segnalare, inoltre, le novità in materia presenti nel Decreto “Semplificazioni” che apporta modifiche al “Codice dell’Ambiente” per ciò che concerne le procedure di valutazione d’impatto ambientale (Via) e per l’attuazione degli interventi previsti dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec). Su quest’ultimo l’attuazione è rinviata a successivi Dpcm e all’istituzione di un’apposita Commissione tecnica per la “realizzazione d’interventi di incremento della sicurezza di infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche e di attuazione degli interventi infrastrutturali”, nonché per interventi di bonifica, contro il dissesto idrogeologico, in zone economiche ambientali e su progetti o impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile e di taluni nuovi impianti.

Alcuni di questi articoli, però, invece di semplificare le procedure per accelerare la riconversione ecologica e la decarbonizzazione, potrebbero avere un effetto negativo sull’ambiente, incidendo sul diritto di autorità locali, parti sociali e comunità di esprimersi in merito a decisioni che avranno forti ripercussioni sul futuro del territorio. In particolar modo, dove la semplificazione comporta la riduzione dei termini d’istruttoria.

Infine, anche altri articoli del Decreto “Semplificazioni” (tra i quali l’art. 9 sugli interventi infrastrutturali, l’art. 10 sull’edilizia, gli artt. 52-53 specificamente sulle bonifiche) sembrano più orientati ad agevolare una rapida attuazione degli investimenti pubblici e privati che non a garantire che gli investimenti supportino effettivamente la transizione ecologica.

Tratto da: https://asvis.it/notizie-sull-alleanza/19-8170/litalia-e-il-goal-15-serve-un-piano-nazionale-di-ripristino-dei-sistemi-naturali-
A questo link potrete trovare anche diversi approfondimenti e le proposte dell’ASviS su “Vita sulla Terra”.

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Un’azione per l’area marina protetta del Conero http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/unazione-per-larea-marina-protetta-del-conero/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/unazione-per-larea-marina-protetta-del-conero/#respond Wed, 18 Nov 2020 20:51:39 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14123 La Alleanza delle Associazioni Ambientaliste Marchigiane raccoglie l’appello alla Regione Marche e ai comuni di Ancona, Sirolo, Numana, avanzato dal locale Comitato per l’istituzione dell’Area Marina Protetta della Costa del Conero.

Da oltre 30 anni, con l’istituzione del parco terrestre del Monte Conero, si avanzano proposte per tutelare anche la costa prospiciente, dal Passetto di Ancona fino a Numana. L’iniziale progetto è stato poi man mano ridotto nell’estensione e nei vincoli di fronte alla negatività in particolare dei comuni di Numana e Sirolo; è stata tolta l’area di riserva integrale “A” e si è pensato ad un’area marina protetta che riguardi solo la costa prospiciente il comune di Ancona con la esclusione anche del Passetto che, invece, è incluso nell’area del parco del Conero.

L’ISPRA aveva espresso un parere tecnico, condiviso dal Ministero, che riteneva “non pienamente compatibile con le esigenze di tutela dell’ambiente marino” l’esclusione del Passetto, e anche noi condividiamo le motivazioni tecniche espresse da ISPRA.

Si pensava che, a questo punto, almeno il comune di Ancona avrebbe espresso il suo consenso ad un’area marina protetta così ridotta poiché l’attuale sindaco di Ancona nel 2014 affermava che “si ritiene che l’istituzione dell’area marina del Conero, a cui il Comune di Ancona ha dato da tempo la sua adesione convinta, rappresenti una tutela del pregio e della specificità del nostro territorio e possa essere un volano per green economy, ricerca scientifica e sviluppo sostenibile“.

Ma il 15 settembre 2020 la sindaca Mancinelli ha ufficializzato il proprio NO all’area marina protetta dopo aver parlato con alcuni stakeholders (pescatori subacquei e diportisti, a quel che risulta). Sembra di essere tornati agli anni ’80 quando alcune categorie quali i cacciatori ed alcuni amministratori poco illuminati alla ricerca di voti, si opponevano alla costituzione del Parco del Conero.

Di fronte a questa situazione il direttore Generale per il Mare e le Coste del Ministero dell’Ambiente ha dato termine 15 giorni (scade il 20 novembre 2020) ai comuni interessati (Ancona, Sirolo, Numana) ed alla Regione per esprimersi sulle due diverse ipotesi di perimetrazione e zonazione dell’area marina protetta Costa del Conero, stante la necessità di concludere il procedimento iniziato nel 2014 con l’incarico all’ISPRA di effettuare gli studi preliminari.

La Alleanza, che da anni si batte per la tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione, anche sostenendo la costituzione di ulteriori aree protette, si unisce all’appello di coloro che ritengono non più procrastinabile la creazione di un’area marina della costa del Monte Conero, come elemento di tutela e di sviluppo compatibile della costa. Un’area di tutela prevista da molti anni e la cui istituzione permetterebbe alle Marche di recuperare un gap ecologico che la contraddistingue in negativo ormai da troppi anni.

La Alleanza delle Associazioni Ambientaliste Marchigiane: Associazione Naturalistica Argonauta, CAl, Federazione Pro Natura, ltalia Nostra, Lega Anti Caccia, Legambiente, Lipu, Lupus in Fabula, Salviamo il Paesaggio, VVWF Italia.

Qui trovate:

La lettera che il Forum Salviamo il Paesaggio ha inviato al Ministero dell’Ambiente, a Regione e Sindaci;

La lettera inviata ai Consiglieri del Comune di Ancona dal Comitato Promotore dell’Area Marina Protetta del Conero.

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Il lago Gabbana e la grande mistificazione http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/il-lago-gabbana-e-la-grande-mistificazione/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/il-lago-gabbana-e-la-grande-mistificazione/#respond Mon, 16 Nov 2020 21:41:49 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14120

di Jasmine La Morgia, Bene Comune Cernusco – Salviamo il Paesaggio.

Alla base della ricostruzione post bellica, del boom edilizio e dello sviluppo delle infrastrutture c’è un’attività estrattiva forsennata, che ha lasciato ferite profonde nelle aree di estrazione. È quanto è accaduto a Vimodrone alle porte di Milano, dove per decenni milioni di camion hanno portato via milioni di metri cubi di sabbie e ghiaie dagli antichi alvei determinando l’emersione della falda e la trasformazione delle cave in laghi. Poi, una volta esauriti gli orizzonti utili, le cave sono state abbandonate lasciando una pesante eredità sul territorio che si sconta ancora oggi.

Anche il lago Gabbana posto a Nord Est di Vimodrone e che prende il nome dalla contigua cascina Gabbana, un complesso di architettura rurale del XVIII secolo inserito fra i beni culturali della regione Lombardia, era una delle cave più importanti perché la sua vicinanza al Naviglio della Martesana consentiva il trasporto dei materiali sulle chiatte verso Milano. L’attività estrattiva cessa intorno agli anni ’60, il lago di risulta verrà utilizzato per decenni per le attività di pesca sportiva e ricreative del dopolavoro della Cariplo che aveva sede nella vicina cascina Gabbana sino a che una decina di anni fa l’area viene venduta ad una società immobiliare e viene meno la fruibilità al pubblico.

In più di mezzo secolo intanto il lago è diventato un’oasi ornitologica, grazie al notevole sviluppo della vegetazione ed alla presenza significativa di ittiofauna ed avifauna tanto da essere inserito del Parco Est delle cave e costituire uno dei sei specchi d’acqua che caratterizzano l’area protetta di interesse sovracomunale (Plis) istituita nel 2009 dall’accordo fra i cinque comuni contigui proprio per cercare di tutelare il territorio dall’urbanizzazione e dallo sfruttamento estrattivo.

Il lago Gabbana verrà però cancellato, la società proprietaria dell’area (Immobiliare Cascina Rodano) due anni fa ha ottenuto dal comune di Vimodrone l’autorizzazione al suo riempimento con un semplice permesso di costruire. Non c’è stata alcuna valutazione degli impatti che tale intervento provocherebbe sull’ambiente, sui rischi che corre l’acquifero per le potenziali immissioni nella falda di inquinanti che potrebbero trovarsi nei materiali di riempimento soggetti solo autocertificazioni, sull’aumento delle immissioni in atmosfera prodotte da traffico dei camion, sulla strage degli animali presenti nel lago e che gravitano nell’area, né della cancellazione di un elemento che ormai è parte del paesaggio e della memoria collettiva di una comunità. Comunità che ha visto iniziare i lavori da un giorno, perché l’amministrazione comunale non ha informato dell’intervento né i suoi cittadini, né i comuni vicini che sono parte del parco Est delle Cave. È nato così il comitato Salviamo il lago Gabbana il cui obiettivo è la tutela del lago e del suo ecosistema ed è grazie alla sua attività che l’amministrazione è stata costretta a chiedere alla proprietà di mettere in atto alcune delle misure di tutela che avrebbero dovuto essere realizzate prima dell’inizio dei lavori, a partire dal monitoraggio della falda. Mentre rimangono inevase tutte le questioni legate al destino dei pesci presenti nelle acque del lago e degli uccelli che usano il lago come area di sosta e nidificazione.

Nell’ottobre scorso è stato istituito, solo dopo le denunce del comitato, un tavolo di lavoro fra i soggetti coinvolti – proprietà dell’area, istituzioni (comune, città Metropolitana e Regione) e componente civica (associazioni ambientaliste) – da cui però il comitato Lago Gabbana dopo la prima riunione si è chiamato fuori poiché obiettivo del tavolo è solo definire il destino dell’area al termine dell’interramento. Tutto ciò che accade nel frattempo non è in discussione e viene spacciato per riqualificazione ambientale ciò che in realtà è un intervento di distruzione di un ecosistema esistente che costituisce per di più parte del patrimonio collettivo della comunità perché l’acqua del lago e la fauna sono beni comuni.

C’è dunque alla base una grande mistificazione, in primo luogo semantica: nel tavolo si parla di cava Gabbana, quando in realtà cava non lo è più, ma è un lago e dunque come tale deve essere trattato rispetto alle problematiche legate al destino delle sue acque e di zona umida soggetta a tutela.
Nel contempo l’altra mistificazione riguarda il riempimento del lago che viene chiamato recupero ambientale, ma che in realtà è un’operazione commerciale del valore di tre milioni di euro che coinvolge 613.000 mc di materiali fatta a spese di un bene comune.
Quanto al futuro destino pubblico dell’area, oggi privata, anche questa è un’altra mistificazione: la proprietà si impegna a cedere a titolo gratuito l’area corrispondente al sedime “risultante dal riempimento dello specchio d’acqua” solo a fronte de “l’approvazione del progetto attuativo relativo alla riqualificazione di Cascina Gabbana”. Uno scambio che trasforma un bene comune con valore d’uso in una merce con valore mercantile.
Singolare poi l’accusa che viene rivolta al comitato di scarsa serietà per non concedere alternative al riempimento: il comitato intende salvare il lago, dunque ha sempre richiesto il ritiro del provvedimento che autorizzava il suo interramento e la trasformazione in osservatorio per la fauna. Strada che l’amministrazione non intende perseguire per non incorrere in ricorsi da parte della proprietà e, soprattutto, perché sarebbe l’ammissione di aver concesso un provvedimento senza le verifiche ambientali necessarie e senza preoccupazione per le conseguenze legate alla cancellazione del lago, alla perdita del patrimonio naturalistico oggi presente e che domani non è scontato che sarà ricostituito, se e quando avverrà la piantumazione, in quella che forse diventerà un’area pubblica.

La perdita di un bene comune che costituisce parte della storia e dell’identità di un territorio, la cancellazione della biodiversità di un ecosistema che si trova in piena area metropolitana dovrebbero essere le preoccupazioni di chi governa. E pure la pandemia dovrebbe metterci sull’avviso: le forzature del presente avranno ripercussioni pesanti sul nostro futuro.

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L’assurda immobilità della Regione Liguria blocca il progetto del Parco Nazionale di Portofino http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/lassurda-immobilita-della-regione-liguria-blocca-il-progetto-del-parco-nazionale-di-portofino/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/lassurda-immobilita-della-regione-liguria-blocca-il-progetto-del-parco-nazionale-di-portofino/#comments Mon, 16 Nov 2020 21:32:13 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14118 A cura di Antonio Leverone, Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino.

E’ trascorso un anno esatto dalla conferenza stampa al Palazzo Ducale in Genova, promossa dal nostro Coordinamento. Nell’occasione abbiamo illustrato il programma di sensibilizzazione e informazione ai cittadini e in particolare ai sindaci dei comuni coinvolti nel progetto del Ministero per definire i confini del nuovo Parco Nazionale di Portofino.

Il 17 Settembre scorso in occasione dell’incontro con il Ministro dell’Ambiente Costa in Genova, abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci sulle prospettive per la definizione dei confini territoriali del nuovo Parco Nazionale, avendo come riferimento lo studio e le proposte contenute nel progetto elaborato da ISPRA (Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale) e dal Ministero stesso.
Il Ministro nell’assicurarci la propria determinazione nel voler concludere l’iter istituzionale previsto, ci ha espresso anche la propria perplessità per via della completa immobilità della Regione e in particolare dal fatto che, sulla definizione dei confini del parco, non risponde neppure alle sollecitazioni dello stesso Ministero.

Questa situazione ha fermato l’iter istituzionale e non è dato conoscere i termini operativi per dare vita a un nuovo Parco Nazionale che una legge dello Stato ha istituito ben 3 anni or sono.
Il Comitato operativo del Coordinamento ha deciso, così di confrontarsi direttamente con il Ministero, per superare una tale assurda situazione che sta conducendo il progetto del Parco Nazionale verso il nulla.

Un progetto utile a una nuova e importante gestione di un ampio territorio verde interfacciato con una compressa urbanizzazione della costa e dell’immediato entroterra della val Fontanabuona.
Una nuova esperienza in cui armonizzare conservazione della ricca biodiversità, messa in sicurezza di un territorio fragile, ricerca di espressioni e soluzioni nuove, finalizzate a incrementare l’offerta turistica con maggiore equilibrio tra costa e immediato entroterra. Si possono ad esempio progettare offerte con formule della lentezza e del silenzio, del buon cibo, sui percorsi storici e religiosi e la cultura monumentale e artistica presente nel territorio interessato dal Parco.

Ancora: si possono progettare ricerca e azioni per nuove esperienze lavorative, recupero e riqualificazione delle esistenti.
Il Parco potrebbe essere un patrimonio naturale e territoriale che si organizza e si coordina per proporsi, non solo a livello nazionale e europeo, ma internazionale: ne è esempio l’esperienza del Parco Nazionale delle 5 terre, con cui unire opportunamente le diverse potenzialità.
Un progetto, quindi, di lunga prospettiva che può aprire a nuove risorse economiche nazionali ma soprattutto europee con la possibilità di un ulteriore ampliamento verso la ricchezza naturalistica internazionale del Parco marino Pelagos: area marina di particolare protezione dei cetacei dell’alto mar Tirreno tra Italia e Francia.

Immaginiamo il grande arco della Liguria, con due importanti Parchi Nazionali, che abbraccia il mare per creare protezione naturale, cultura della conservazione, ricerca, investimenti economici, lavoro in particolare per i giovani, miglioramento complessivo dell’intera socialità.

L’assurda immobilità della Regione, non può annullare un tale progetto ambientale, sociale e economico.
Malgrado l’attuale emergenza sanitaria, le energie culturali, di ricerca, umane, politiche, di volontariato devono attivarsi, per sollecitare la definizione del Progetto Parco Nazionale di Portofino.

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Zelarino: da verde campagna a Mestre secondaria http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/zelarino-da-verde-campagna-a-mestre-secondaria/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/zelarino-da-verde-campagna-a-mestre-secondaria/#respond Fri, 13 Nov 2020 22:02:47 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14110 A cura di Irene Cerello.

Alcune riflessioni per porre in evidenza quanto sta occorrendo al non più – purtroppo – piccolo paese di Zelarino, alle porte di Mestre, iniziale semplice centro di campagna circondato dal verde, attualmente – con amarezza – continuazione della scellerata cementificazione che vide Mestre una forte protagonista del periodo post bellico e anche di una decina di anni addietro; un esempio molto chiaro e semplice: i parchi completamente abbattuti per la costruzione di parcheggi (Parco Ponci) o palazzine, in primis il caso di quel palazzo costruito in Via San Pio X, un buco architettonico dal gusto estetico discutibile che ha preso il posto di un piccolo parchetto, immobile oggi abbandonato, non utilizzato, oggetto di incuria, barboni e di qualcuno che, non sapendo come passare il tempo, decide di dedicarsi alla rottura dei suoi vetri.
Opera incompiuta nella parte verso il canale molto probabilmente dall’inizio della sua edificazione, le finestre presentano ancora il cellophane. Il tutto nel centro della cittadina, poco vicino alla torre e, quindi, al recentemente e fortunatamente rinnovato (e finalmente rinato!) centro storico.
(Qui sotto la cartina del palazzo.).

Ritornando a Zelarino, ad oggi, la continua e pressante cementificazione ne sta comportando il ruolo di una “Mestre secondaria“: la costruzione di un’area completamente ed eccessivamente commerciale (a cosa serve? Non basta un centro commerciale? Non basta un negozio di alimentari presente nel centro commerciale o servono anche In’s, Interspar, Coop, Aldi, Lidl? Non bastano i negozi di abbigliamento presenti nel centro commerciale o sono necessari anche Kiabi & Company? Non bastano i negozi di scarpe del centro commerciale o è necessario anche “Scarpe&Scarpe” ? Non bastano i negozi di elettronica o è necessario MediaWorld? Non bastano i negozi di articoli sportivi, ma serve anche Decathlon? Non servono i piccoli imprenditori dediti alla cura della casa, dell’arredamento o del giardino, o necessariamente si devono erigere Obi o Maison du Monde?), che ha comportato la distruzione di campi (in nome del progresso…?) coltivati a favore della creazione di capannoni – anche qui- dal gusto estetico alquanto discutibile (sembra di essere nelle periferia industriale), di strade, stradoni e rotonde che lambiscono delle bellissime chicche simbolo del nostro passato, della storia contadina, umile e semplice, le quali, non essendo utili agli interessi in materia di denaro, vengono abbandonate, distrutte dalle intemperie, lambite dal cemento: si attende inesorabilmente il loro declino totale, magari per consentire un migliore e più facile abbattimento, al fine di costruire un ennesimo orrendo edificio.
Se ne ha un esempio qui sotto.

L’area commerciale adiacente l’Ospedale.

E’ necessario anche porre uno sguardo all’ultima edificazione dell’ennesimo supermercato ad uso alimentare, IperLando, in un punto alquanto cruciale, l’uscita “Castellana” della tangenziale di Mestre, strada molto conosciuta per l’assiduo traffico (ovviamente in tempi normali, senza Covid), che – ad apertura del nuovo centro – avrà un’impennata abbastanza importante (portando ulteriore inquinamento e polvere sottili). Molto probabilmente, il piano prevederà anche la costruzione di un’altra strada, magari asfaltando così ancora dell’altro verde?

La zona interessata era un bellissimo prato, già purtroppo deturpato dalla presenza di un’azienda addetta alla lavorazione di prodotti chimici industriali (che molti pensano sia completamente abbandonata, nonostante l’azienda stessa indichi di essere operativa).
E’ fondamentale la costruzione di un altro supermercato? Soprattutto in un punto stradale così cruciale per il traffico cittadino? Soprattutto in un luogo dove ce ne sono già altri 5? (Ovviamente non contando i due piccoli supermercati alimentari presenti nel centro cittadino di Zelarino).

Non si va contro la creazione di unità abitative per le persone anziane, elemento assolutamente importante e decisamente necessario, ma alla sempre inerente cementificazione eccessiva del territorio. Esse, infatti, stanno sorgendo in un luogo dove era presente un campo agricolo. Anzi, sono vicino alla medesima area commerciale, ramificando in modo migliore il compatto cemento sul nostro territorio. Si aggiungerà poi la presenza di un parcheggio (altro asfalto) e tutto quello che ne viene (ulteriore traffico, smog, polvere sottili).

E non si dimenticano i progetti per altre rotonde, come quella tra Via Selvanese e Via Tito, o quella tra Via Selvanese e Via Visinoni, poco fuori il piccolo centro di Zelarino.

Nella prima è già presente un escavatore pronto a definire quale porzione di campo agricolo debba essere soggetto dell’ennesima colata di asfalto per la creazione della rotonda. Nel dubbio si prende possesso anche di altro qualche metro.
Adattare la pianificazione urbana a quanto già esistente sarebbe stato possibile? O proprio non era presente lo spazio sufficiente per la creazione della struttura?
Sembra che lo spazio già asfaltato possa essere definito idoneo per la struttura della rotonda.
E’ comprensibile e giusta la creazione di una pista ciclabile adiacente, anche se ha comportato l’abbattimento di un albero che probabilmente cresceva tranquillo da una vita, ma far “straripare” una rotonda nel campo laterale.

Ed infine le numerosi voci che corrono su quanto sarà definito tra via Selvanese e Via Visinoni.

Un bellissimo piccolo boschetto è stato completamente distrutto. Spazio, molto probabilmente, ad un’altra rotonda (anche in questo caso più che giusta per lo scorrere del traffico mattutino e serale, evitando così la piccola colonna di traffico che comporta un forte odore di smog, con relative polveri sottili) e spazio anche alla più che giusta pista ciclabile.
Tutto molto opportuno. Ma era inevitabile la distruzione dell’intero boschetto? Non ne poteva bastare una parte?
Corrono voci di paese che il tutto lambirà anche il giardino della nuova palazzina (che ha preso il posto di una coccola casetta circondata dal verde) recentemente costruita nell’angolo di Via Visinoni.

Ci sarebbero da identificare moltissimi altri esempi, come quello di Via Scaramuzza, con palazzine tutte uguali, o di quel fazzoletto di terra tra Via Visinoni e Via G. Denim, surclassato da un’altra palazzina.

Numerosi i cittadini contrari a queste manovre, che si manifestano in particolare nei social, con discussioni, dibattiti, contrarietà, persone a cui si stringe il cuore vedere la “capitolazione” di quel verde, di quelle siepi e di quegli alberi dalle fronde alte ed imponenti, visti come punti fermi della vita quotidiana.
Tutto tace dal fronte di chi fa parte della Municipalità interessata. A volte, si preferisce commentare ironicamente sulle risposte di quelle persone che approvano i malumore, con battute inopportune, non inerenti al tema.

Sorgono numerose domande, in primis sul motivo per il quale (denaro?) non è possibile recuperare edifici dismessi e abbandonati da molti anni. Tutto verterà sul fatto che costruire da zero su un campo agricolo costa molto di meno che ristrutturare un vecchio edificio. Eppure di quest’ultimi, abbandonati, cadenti, ce ne sono veramente troppi ad ogni angolo. Basta girare in Via Selvanese, Via Brendole.
Ma che mondo verrà lasciato alle nuove generazioni? Un cubo unico di cemento unificato? Una rete diramata di asfalto con strade, stradine e stradoni?

Sono numerosissimi gli articoli che parlano di questo tema, di cui sono protagoniste non solo le cittadine, ma anche la Regione. Risulta infatti che (con moltissimo dispiacere) il Veneto sia la regione più cementificata d’Italia. Ne sono esempio i dati forniti da Ispra, dove si evidenziano i numeri del progresso di asfaltatura: nel 2020 (nemmeno il Covid-19 è riuscito a fermare questo movimento) sono stati cementificati più di 785 ettari di terra rispetto al 2019.
Stessa evidenza data anche da Confcommercio, che in diversi articoli pone l’occhio sull’incremento di questo fenomeno e su come i provvedimenti presi per porre un freno si siano rivelati insufficienti: non è possibile recuperare quanto dismesso? Non è possibile rendere di nuovo efficienti vecchi edifici o quelli in disuso? Non è possibile salvaguardare il paesaggio naturalistico e faunistico della nostra regione?

Perchè, quando si costruisce, molto probabilmente e come si lascia pensare alla società, si guarda unicamente ai propri interessi e non al futuro della terra e delle generazioni che verranno?
Tutto il mondo è consapevole che la costruzione inesorabile priva la terra delle sue funzioni ecologiche vitali, importanti per l’esistenza di tutti gli essere viventi, che siano gli uomini, gli animali, la fauna e tutto quello che ne deriva dall’ambito naturale.

Tutti sono a conoscenza di come ci sia una continua relazione tra il clima ed il suolo:

  • di come sia sempre più caldo in città grazie al cemento e alla mancanza degli alberi (a proposito nel link successivo è possibile leggere un bellissimo articolo inerente a questo tema. Solitamente già tra Mestre e Zelarino ci sono almeno 3 gradi di differenza, appunto per l’importanza del verde del paese.
  • di come il verde, la terra, i campi siano necessari all’assorbimento delle piogge sempre più eccezionali causate dai cambiamenti climatici
  • di come gli alberi siano vitali per i loro processi di respirazione e fotosintesi, che permettono di combattere il riscaldamento climatico, che assorbono l’anidride carbonica, che contribuiscono alla pulizia dell’aria.

E sicuramente, facendo riferimento alla nostra quotidianità, di come sia statisticamente comprovato che, il luogo più tartassato dall’inquinamento, sia anche un fertilissimo territorio per lo sviluppo del virus Covid-19.

Il terreno preso per l’asfaltatura renderà quindi i terreni adiacenti non più oggetti di vincoli agricoli, ma abitabili? Porterà alla costruzione di altri edifici in questi terreni? Sono necessari questi edifici?
Quale somma di denaro muove tutto questo progresso?

Non è stata definita una legge per poter preservare e proteggere il suolo? La Legge regionale del 6 Giugno 2017, n. 14, entrata in vigore il 24 Giugno 2017…

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http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/zelarino-da-verde-campagna-a-mestre-secondaria/feed/ 0
Bretella Campogalliano-Sassuolo: nessun insegnamento dall’ esperienza Covid-19? http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/bretella-campogalliano-sassuolo-nessun-insegnamento-dall-esperienza-covid-19/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/bretella-campogalliano-sassuolo-nessun-insegnamento-dall-esperienza-covid-19/#respond Fri, 13 Nov 2020 21:48:15 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14109 Lettera aperta alle Istituzioni e all’opinione pubblica modenese e reggiana.

Come giudicare un’ opera per la quale dopo 20 anni non è mai stata aggiornata la già deficitaria Valutazione di Impatto Ambientale, né risulta ancora operativo il progetto esecutivo, né è stato concluso l’iter della concessione A22, né sono in corso le procedure di esproprio?

Perché non comprendere che – in alternativa – occorrono ben altri investimenti, dissociando l’eventuale rinnovo della concessione ad Autobrennero Spa dal tema Bretella?

Perché ignorare che la Corte dei Conti con sentenza 13/2020 ha chiarito che per Autobrennero Spa, AutoCS Spa e Autostrada Regionale Cispadana Spa valgono tutti i limiti di spesa e di assunzione di personale cui sono sottoposti gli enti pubblici soci di Autobrennero Spa (art.1, comma 557, L.147/2013? Fatto che condizionerà pesantemente l’operatività e lo stesso finanziamento di tali società.

L’ opera non si giustifica sul piano economico, logistico e normativo

  • Causa i processi di internazionalizzazione dei mercati e delocalizzazione produttiva, nel 2019 (anno pre virus) si sono prodotti soltanto 400.7 milioni di mq di piastrelle, nel 2001 se ne producevano 638.4 milioni. Si sono fortemente ridotte le merci da trasportare!
  • Nel 2027, prima dell’entrata in funzione della Bretella nel caso in cui i lavori iniziassero oggi, a seguito del completamento del nuovo traforo ferroviario del Brennero sarà attiva (fonte: Gruppo FS Italia) la nuova ferrovia Monaco-Fortezza-Verona, collegata con lo scalo merci di Marzaglia via Carpi-Mantova. Di conseguenza si avrà il trasferimento di milioni di tonnellate di merci da gomma a treno (mezzo più conveniente e sostenibile)!
  • La Pedemontana SS 467 nel tratto Sassuolo-Maranello, sulla quale confluirebbe il raccordo autostradale nel territorio di Sassuolo, è già oggi satura al 95% nelle ore di punta. Non solo: ai fini della sicurezza stradale la confluenza di una strada di classe A (autostrada con due corsie per senso di marcia, come la Bretella) con una strada tuttora di classe C (unica corsia per senso di marcia) come la stessa Pedemontana nel previsto tratto di interconnessione) è in contrasto con la normativa UE. E la Bretella, nelle descritte condizioni, non risolverebbe -ma aggraverebbe- questi problemi.
  • Da decenni il sistema della logistica del distretto ceramico è totalmente inadeguato a causa del modello anarchico di movimentazione delle merci, in cui ogni impresa decide per
    sé le proprie regole, mentre le Istituzioni non intervengono per favorire la razionalizzazione del trasporto merci e passeggeri, pure in una più ampia visione di riqualificazione urbana.
  • E’ noto che, sino ad oggi, il rinnovo della concessione senza gara europea dell’A22 ad Autobrennero SpA è condizione senza la quale la Bretella (1) non verrebbe mai costruita.
    Concessione già scaduta nel 2014 eppur ripetutamente prorogata. Ma l’ assenza di gara è incompatibile col principio europeo di concorrenza. Pertanto, è altresì noto che se Autobrennero Spa vuole evitare la gara pubblica deve avvalersi di società “in house”
    (cioè interamente pubblica, nel cui capitale non figurino privati) – che risulta incompatibile con l’ attuale assetto essendo partecipata da soci privati le cui quote devono essere obbligatoriamente liquidate. Al contrario, dopo ormai 6 anni, questo non è ancora avvenuto perché soci pubblici e privati non riescono a mettersi d’accordo sul valore da attribuire alle quote di capitale da liquidare, così continuando con proroghe illegittime dell’attuale concessione dell’A22.

E’ ambientalmente indifendibile

  • Il progetto Bretella sconta gravi omissioni nella procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale sin dall’ origine e nel tempo aggravatosi. Una per tutte: l’ assenza del grande Polo estrattivo 5.1 di Via Pederzona a monte dei campi acquiferi di Marzaglia che
    riforniscono l’ acquedotto di Modena (già attraversabili dalla Bretella nella zona di protezione assoluta) con conseguente sottovalutazione del rischio idrico. La procedura VIA effettuata nel lontano 2004 non é mai più stata aggiornata come invano richiesto rispetto agli enormi cambiamenti del sistema socio-economico-ambientale. L’opera contraddice anche in modo clamoroso gli indilazionabili obblighi di efficienza energetica e riduzione dell’utilizzo di idrocarburi, e risulta incompatibile col Green Deal UE che indica nella riduzione del 65% di CO2 l’obiettivo da raggiungere nel 2030.
  • Produrrà una immensa colata di cemento (ed è soprattutto per questo che l’ opera costerà oltre 600 milioni €) in quanto ca. 1⁄4 della lunghezza del tratto principale sarà costituito da devastanti strutture in cemento armato per viadotti (attraversamento zona golenale esondabile del Secchia), ponti (su Via Emilia + F.S. Mi-Bo e fiume Secchia), gallerie (n° 2 in zona Colombarone), sottopassaggi viabilità ordinaria, ecc.
  • Non sono mai stati quantificati pubblicamente gli effetti della costruzione della Bretella sull’equilibrio idrologico del bacino del Secchia, ad esempio in termini di riduzione dei quantitativi di acqua piovana che riescono a infiltrare il terreno.
  • Oltre 600mila metri quadri di terreno naturale/agricolo a fianco del fiume Secchia verranno impermeabilizzati in modo praticamente irreversibile, contribuendo al degrado paesaggistico e alla diminuzione del suolo naturale disponibile.
    Questo avverrà in Emilia-Romagna, regione che vanta due primati nazionali: quello dell’entità dell’alterazione del suolo diretta e indiretta a causa del consumo di suolo e quello della quantità di suolo consumato nelle zone a rischio idraulico (ISPRA, 2016).
  • Dato che 1 metro quadro di suolo verde immagazzina 9,73 kg di CO 2 (cfr. APAT, “Assorbimento e fissazione di carbonio nelle foreste e nei prodotti legnosi in Italia”), si può stimare che solo a causa del consumo di suolo occupato dalla Bretella e dai suoi cantieri verranno liberati in atmosfera circa 6 milioni di Kg di CO2, che vanno ad aggiungersi ai quantitativi di emissioni climalteranti connessi a tutte le fasi di realizzazione e al successivo utilizzo della nuova autostrada. (2)
  • Oltre ad essere responsabili del 25% del totale delle emissioni di CO2, i trasporti su gomma producono il 57% degli ossidi di azoto (NOx), del 40% del monossido di carbonio (CO) e del 34% delle polveri sottili PM 10 (ARPAE, 2016).
  • La Bretella, come tutte le nuove infrastrutture stradali non necessarie, sarà anche responsabile della creazione di nuovo traffico indotto su gomma -specie pesante- e contribuirà alla già pessima qualità dell’aria che molti studi indicano come possibile
    fattore predisponente la diffusione di Sars-CoV-2 nella pianura padana.

In questo scenario il tratto autostradale Campogalliano-Sassuolo perde ogni razionale giustificazione e va contro le stesse reali esigenze delle imprese.

Non basta certo a giustificarla il presunto risparmio di 4 minuti di percorrenza fra l’A22 e Sassuolo (cfr. MIT, “Analisi Costi-Benefici”, 2019), peraltro richiedendo il pagamento di un pedaggio.
Anche Confindustria Ceramica comincia a porsi il problema di far viaggiare le piastrelle in maniera rapida ed efficiente per consegnarle allo scalo merci di Verona. E allora perché non farle viaggiare su ferrovia già a partire dallo scalo merci ferroviario di Dinazzano, collegabile a quello di Marzaglia? (peraltro già facilmente raggiungibile mediante la superstrada a 4 corsie Fiorano-Modena anche in assenza di Bretella).

La Commissione Europea – che ha deferito l’Italia nel marzo 2019 alla Corte di Giustizia per mancato rispetto dei valori limite sulla qualità dell’aria che respiriamo – ha così indicato la direzione di sviluppo sostenibile da perseguire: “Il treno resta la soluzione più efficiente dal punto di vista energetico per il trasporto merci sulle medie e lunghe distanze, pertanto dovrebbe essere reso più competitivo del trasporto su gomma eliminando gli ostacoli operativi e tecnici tra le reti ferroviarie nazionali e favorendo in maniera generalizzata l’innovazione e l’efficienza.” (cfr. Commissione UE, Comunicazione del 28/11/2018 “Un pianeta pulito per tutti”, p.12). L’opposto di quel che si realizzerà con la Bretella. Già nel Libro bianco “Per una politica dei trasporti competitiva e sostenibile” del 2011 si prevedeva di trasferire su ferrovia entro il 2030 almeno il 30% delle merci che viaggiano oltre i 300 km. Si tratta della quasi totalità dei viaggi in uscita dal distretto ceramico!

Cosa serve realmente all’economia e ai cittadini del territorio modenese

  • Il collegamento ferroviario tra gli scali merci di Dinazzano e Marzaglia per ridurre drasticamente la necessità di spostare merci su gomma tra il distretto ceramico e la rete ferroviaria nazionale, nonché la riduzione del pendolarismo viario attraverso l’integrazione, ammodernamento ed estensione delle tratte ferroviarie minori nelle direttrici Reggio-Sassuolo-Modena-Maranello.
  • La razionalizzazione del trasporto merci su gomma all’ interno ed all’ esterno del distretto ceramico che richiede:
    a) la costruzione di una o più “piattaforme logistiche” o “transit-points” h 24/24 di dimensioni adeguate contigue alla stessa Pedemontana;
    b) l’adeguamento a classe B della stessa Pedemontana nei tratti ancora mancanti, nonché la pronta manutenzione e l’efficientamento della già gratuita superstrada Modena-Fiorano;
    c) l’apertura di un casello Modena Centro in corrispondenza dell’ intersezione tra la stessa superstrada e l’ A1 per migliorare il collegamento del Distretto con il sistema autostradale nazionale; d) la variante Via Emila (comprensiva della tangenziale di Rubiera) parallela all’Alta Velocità sul lato Nord, lungo il corridoio di sedime tuttora inutilizzato e in parte già pianificato.

Impegniamoci quindi, guardando al futuro, a favore delle concrete alternative alla Bretella realizzando le innovazioni necessarie al miglioramento ambientale ed economico del distretto ceramico e non solo.

Insieme di Comitati ed Associazioni:

Comitato “No Bretella-Si Mobilità sostenibile” Campogalliano-Modena-Formigine-Sassuolo
Comitato “Salute ambientale”- Campogalliano (Mo)
Italia Nostra-Modena
Lega per la Difesa Ecologica-Modena
Legambiente di Modena e Sassuolo
Associazione “LiberaMente Cittadino”-Formigine (Mo)
Associazione WWF Emilia centrale
Comitato “RespiriaMO Aria Pulita”- Modena
Comitato “Agricoltura Ambiente”- Bagno (RE)
Associazione ISDE Modena
FIAB Modena
Rete Economia Sociale Modena

NOTE:

  1. Il progetto costituisce una spesa ingente per lo Stato e rappresenta un guadagno certo per Autobrennero SpA, che riceverà un finanziamento pubblico di 220 milioni di euro e la totale defiscalizzazione dei redditi d’impresa a partire dell’11° anno di gestione, equivalenti ad ulteriori 45 milioni di euro che non verranno versati nelle casse dello Stato.
  2. La quantità di suolo cementificato in Italia negli ultimi 6 anni (4-6 metri/q al secondo) era in grado di produrre tre milioni di quintali di prodotti agricoli e legnosi garantendo lo stoccaggio di tre mln di tonnellate di CO2 e l’infiltrazione di 250 mln di metri cubi di acqua di pioggia che ora non sono più disponibili per la ricarica delle falde. Si stima che questo comporti un danno di oltre 3 miliardi di € per maggiori costi energetici, maggiore calore nelle città e gravi effetti diretti e indiretti sulla salute.
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http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/bretella-campogalliano-sassuolo-nessun-insegnamento-dall-esperienza-covid-19/feed/ 0
Diritti d’uso civico: tutela paesaggistica, governo del territorio e ricadute in ambito edilizio – urbanistico http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/diritti-duso-civico-tutela-paesaggistica-governo-del-territorio-e-ricadute-in-ambito-edilizio-urbanistico/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/diritti-duso-civico-tutela-paesaggistica-governo-del-territorio-e-ricadute-in-ambito-edilizio-urbanistico/#respond Fri, 13 Nov 2020 21:38:57 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14107 A cura dell’Ing. Donato Cancellara, Associazione VAS per il Vulture Alto Bradano e Coordinamento “Salviamo il Paesaggio” per il Vulture Alto Bradano.

Gli usi civici rappresentano una materia molto dibattuta, solo in alcuni casi volutamente trascurata, con notevoli ricadute sulla società civile per le inevitabili ripercussioni sulla pianificazione comunale, provinciale, regionale nonché nei trasferimenti dei terreni gravati da diritti d’uso civico e nel loro incauto utilizzo anche per fini edificatori.

Gli usi civici, ma in generale i demani collettivi, si rivelano particolarmente ostici per il loro regime caratterizzato dalla inalienabilità, inusucapibilità, indivisibilità e perpetua destinazione agro-silvo-pastorale. Gli usi civici hanno la capacità di coinvolgere, in alcuni casi di sconvolgere, la vita di singoli cittadini, degli amministratori, dei tecnici, degli avvocati, dei commercialisti, dei notai che sempre più di frequente devono approfondire una vasta materia oggetto di pronunce da parte della Consulta su questioni di legittimità costituzionale inerenti disposizioni regionali volte al riordino degli usi civici tramite specifici istituti giuridici che disciplinano i procedimenti amministrativi dell’alienazione, della legittimazione, della liquidazione, dello scorporo, del mutamento di destinazione e della tanto osteggiata sclassificazione quindi estinzione degli usi civici.

Qui trovate lo studio integrale dell’Ing. Cancellara.

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http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/diritti-duso-civico-tutela-paesaggistica-governo-del-territorio-e-ricadute-in-ambito-edilizio-urbanistico/feed/ 0
Ecco la registrazione integrale del webinar del Forum Salviamo il Paesaggio dedicato al Suolo http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/ecco-la-registrazione-integrale-del-webinar-del-forum-salviamo-il-paesaggio-dedicato-al-suolo/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/ecco-la-registrazione-integrale-del-webinar-del-forum-salviamo-il-paesaggio-dedicato-al-suolo/#respond Fri, 13 Nov 2020 21:15:52 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=14105

Lo scorso 24 Settembre il nostro Forum ha organizzato un webinar sul rapporto formulato dal gruppo di esperti nominato dalla Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea “Prendersi cura del suolo è prendersi cura della vita“. Con un sottotitolo esplicito: “Garantire che il 75% dei suoli sia sano entro il 2030 per cibo, persone, natura e clima“.

Mettiamo ora a disposizione di tutte e tutti la documentazione del webinar; per facilitarne la visione, oltre alla registrazione integrale della durata di circa due ore, abbiamo introdotto vari spezzoni che riportano gli interventi dei relatori, il dibattito e le relative considerazioni.

Buona visione!


Webinar Forum SIP su Rapporto Esperti DG Ricerca Commissione Europea

Tutta la registrazione (playlist) è disponibile in 14 files su Youtube a questo link:
https://www.youtube.com/playlist?list=PLC1LOG1_txKtT6a1-5BduY_of-oTdnlG4

Registrazione Integrale:
Registrazione integrale delle due ore di webinar tenuto il 24 settembre 2020 sul rapporto del Gruppo di Esperti nominato dalla Direzione Ricerca della Commissione Europea.

A1_Integrale Webinar Forum SIP su Rapporto Suolo Board DG Ricerca – 24/09/2020

Sezioni interventi in 14 Sezioni:

A11_Programma Webinar_IMG 2406 (Audio molto debole)
https://www.youtube.com/watch?v=0zVUEJFhnPI

AA_introduzione_GMT20200924-164049_Forum-SIP
https://www.youtube.com/watch?v=pB_iSaNFuTk

B. Presentazione doc Board Anita Mannella GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=zstoBGBs6NY

C. Salvatore Lo Balbo GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=FljZvCLYBIY

D. Gioia Gibelli GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=KahCqxqXzNI

E. Paul Cartuyvels GMT 20200924-164049 Forum-SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=V41ot0UtKbA

F. Mattia Pantaleoni GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=SugRgJ12-ps

G. Francesco Malucelli_GMT20200924-164049_Forum-SIP_2304x1440
https://www.youtube.com/watch?v=DVzuKv3deNI

H. Anita Mannella GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=kGzFVLjeI-M

I. Eleonora Evi GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=2fcqODpf-a8

J. Dibattito GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=9eV5xpuO3jI

K. Considerazioni C Petrucci_A Mannella_GMT20200924-164049_Forum-SIP_2304x1440
https://www.youtube.com/watch?v=dElAT2Hp2Cc

L. Considerazioni Relatori GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=vL5NTn1OKPc

M. Apprezzamenti Finali GMT20200924 164049 Forum SIP 2304×1440
https://www.youtube.com/watch?v=o1nWNk3rLLU

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http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2020/11/ecco-la-registrazione-integrale-del-webinar-del-forum-salviamo-il-paesaggio-dedicato-al-suolo/feed/ 0