www.salviamoilpaesaggio.it http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog Forum italiano dei movimenti per la difesa del paesaggio e lo stop al consumo di suolo Tue, 25 Jan 2022 10:29:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.8.3 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2011/08/cropped-logo_salviamoilpaesaggio-32x32.jpg www.salviamoilpaesaggio.it http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog 32 32 Cortina ’26, i Giochi assurdi che lasceranno solo macerie http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/cortina-26-i-giochi-assurdi-che-lasceranno-solo-macerie/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/cortina-26-i-giochi-assurdi-che-lasceranno-solo-macerie/#respond Tue, 25 Jan 2022 10:29:44 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15117 di Tomaso Montanari.

Ventiquattro giugno 2019. “Vincono l’Italia, il futuro e lo sport: grazie a chi ci ha creduto fin da subito, soprattutto nei Comuni e nelle Regioni, e peccato per chi ha rinunciato”, così l’allora vicepremier Matteo Salvini commentò l’assegnazione a Milano e a Cortina dei Giochi olimpici invernali 2026. E l’altro vice di Conte, Luigi Di Maio: “Ha vinto lo sport – scrisse in una nota – l’entusiasmo di un intero Paese, lontano da ogni logica di potere, lontano da ogni interesse”. Giovanottoni, che sprizzano vitalismo da ogni poro: che però parlano da morti, morti di retorica e propaganda, uguali ai mille loro predecessori che hanno fatto trangugiare agli italiani ogni veleno, rivestendolo con la glassa zuccherosa di una pillola magica.

Le cose stavano già a questo colmo di jattura, quando sono giunte le Olimpiadi degli sport invernali”: in un’inversione tipica dell’Italia di oggi è la voce di un morto, di uno che oggi avrebbe 113 anni, a cogliere la realtà viva del presente. È, questa, una frase di Indro Montanelli, scritta nel 1955 contro le Grandi Opere che incombevano, anche allora, su Cortina con il pretesto dei giochi invernali. Questa volta li ospiteremo solo perché l’Austria e la Svizzera hanno rinunciato, anche dopo referendum popolari (a Innsbruck la percentuale dei contrari è stata addirittura del 67,41%), per i costi enormi e l’evidente insostenibilità ambientale. Dettagli che evidentemente non impauriscono noi italiani: pronti a tutto, capaci di nulla (parafrasando Longanesi).

Il risultato è l’innesco di un disastro economico e ambientale. Invece di ristrutturare la vecchia pista da bob di Cortina, si è deciso di costruirne, di fatto, una nuova: 61 milioni di euro per cementificare un’area verde. Senza contare i 400.000 euro all’anno che si prevedono per ripianare i costi futuri di una struttura che, passati i giochi, rimarrà ovviamente semideserta. Nel 1955 Montanelli diceva cose identiche a proposito dello “stadio che stanno costruendo per l’hockey sul ghiaccio. Costa un miliardo e 200 milioni di lire e sarà capace di ottomila spettatori. Lei mi dirà che ottomila spettatori non saranno difficili da raccogliere, fra tanta gente che verrà quassù nel periodo delle gare. Certo. Ma dopo chi rifonderà il Municipio di Cortina le 150 mila lire al giorno che occorrono alla manutenzione?”

Accanto all’insostenibilità economica, quella ambientale. Dichiarandola di “preminente interesse nazionale” (nonostante, rilevano Italia Nostra e altre associazioni, che “in tutta Italia si contino circa 34 praticanti tra bob, slittino e skeleton, maschile e femminile”) e affidandola a un commissario, il Governo Draghi sottrae di fatto questa piccola grande opera alle prescritte valutazioni di impatto ambientale e paesaggistico.

Ma, ricordano le associazioni, “rifare la pista nell’attuale sito (nuove strade di accesso alle zone di partenza ed arrivo, nuova finish area, nuovo ponte sul torrente Boite con relativi piazzali ed aree per le tribune e le strutture televisive ecc.) comporterebbe la distruzione di una grande fascia boschiva nella parte nord e di case, strade e attrezzature urbane nella parte sud, strettamente avvolta nell’espansione urbana dagli Anni 60 in poi … Ve lo immaginate un ecomostro di cemento che si staglia nel paesaggio alle pendici delle Tofane e a ridosso del sito Dolomiti Unesco?

E non c’è certo solo solo la pista da bob. Ci sono anche il Villaggio olimpico (per 1.200 persone) in località Fiammes, previsto come “smontabile”, ma che anche se venisse davvero poi smontato lascerebbe su un terreno finora libero e prativo tutte le opere e le reti di urbanizzazione; lo stravolgimento della storica Stazione ferroviaria di Cortina, da trasformare in grande complesso con parcheggi interrati, un centro commerciale e abitazioni (per chi, visto che Cortina si spopola?); la costruzione di un albergo a 5 Stelle di 40.000 metri cubi a Passo Giau, oltre i 2.000 metri di altezza e in zona vincolata; la costruzione di un grande villaggio di lusso in località Federavecchia, Comune di Auronzo, con chalet in legno e case sugli alberi di una foresta pregiata; infine la proposta (eterna!) di scavare un tunnel sotto il Sella, per collegare Arabba, Corvara, Selva di Val Gardena, Canazei. Al centro, sotto la montagna simbolo delle Dolomiti, una grande rotatoria smisterebbe il traffico: per un costo previsto di 600 milioni di euro.

Come si vede, qua lo sport non c’entra nulla: l’unica disciplina premiata sembra quella del getto di cemento.

Di positivo, in questa brutta storia, c’è solo che le associazioni ambientaliste non si stancano di lottare, di far sapere a tutti cosa c’è in gioco. Perché è vitale rompere, scriveva ancora Montanelli, “la suprema indifferenza con cui la pubblica opinione accetta questi attentati al suo patrimonio culturale e naturale, quando addirittura non vi collabora. Perché e proprio questa indifferenza che alimenta l’inerzia dello Stato”.


ARTICOLO PUBBLICATO SU “IL FATTO QUOTIDIANO” IL 24 GENNAIO 2022. FOTOGRAFIA DI KALLERNA DA WIKIMEDIA COMMONS.
]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/cortina-26-i-giochi-assurdi-che-lasceranno-solo-macerie/feed/ 0
Nuova cava da 400.000 mc a M.te Caticchio (L’Aquila): le ragioni per dire no http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/nuova-cava-da-400-000-mc-a-m-te-caticchio-laquila-le-ragioni-per-dire-no/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/nuova-cava-da-400-000-mc-a-m-te-caticchio-laquila-le-ragioni-per-dire-no/#respond Tue, 25 Jan 2022 10:23:48 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15115 A cura di SOA-Stazione Ornitologica Abruzzese.

Un progetto per l’apertura di un’ennesima cava da ben 400.000 mc da realizzarsi a Tempera, frazione di l’Aquila, è stato depositato al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo e la Stazione Ornitologica Abruzzese ha già presentato le proprie osservazioni affinché il progetto non veda la luce.

I proponenti, che già operano a poche centinaia di metri con altre cave, vogliono riattivare un vecchio sito abbandonato, cava Masci, di cui dichiarano di non conoscere la storia, ampliandolo.

Tra l’altro la cava in questione negli anni ’90 fu protagonista di inchieste e sequestri e viene richiamata più volte negli atti della Commissione parlamentare di indagine sui rifiuti. Tra l’altro negli atti della Commissione si può leggere “Altre vicende significative sono quelle relative alla gestione della cava Masci, in provincia dell’Aquila, dove risultano smaltimenti illeciti di rifiuti pericolosi provenienti da altre regioni”.

Ci sono poi le dichiarazioni dell’ex Procuratore capo di Napoli De Raho che alla Commissione ha riferito dell’interesse dei casalesi alla cava, poi sequestrata (“L’organizzazione, senza perdere tempo, dirotta il flusso dei rifiuti nell’Italia centrale, nel momento in cui le prime società individuate sulla dorsale tirrenica vengono sequestrate. Le società alle quali ho fatto poc’anzi riferimento, infatti, sono state tutte oggetto di sequestri, proprio perché dal primo momento è stata seguita l’attività gestita dal gruppo oggetto delle nostre investigazioni. Dicevo che dalla dorsale tirrenica si passa all’Italia centrale; precisamente, il flusso dei rifiuti viene dirottato verso la cava Masci di L’Aquila, tramite la società di autotrasporti – omissis -. Il fine è quello di miscelare i materiali e di impiegarli nelle costruzioni. La stessa modalità operativa di smaltimento illegale era stata adottata dalla – omissis – di – omissis. Anche in quel caso, i rifiuti erano miscelati con il calcestruzzo e, in questo modo, si smaltivano i rifiuti che avrebbero dovuto seguire ben altra strada. Anche il Centro Masci viene sequestrato dall’Arma dei carabinieri il 2 dicembre 1995.“.

La Stazione Ornitologica Abruzzese nelle osservazioni ha fatto notare le seguenti criticità:

1) verrebbero abbattuti gli alberi che ospitano una colonia di Airone cenerino, la cui nidificazione è tutelata dalle leggi. Si tratta di uno dei pochi siti di riproduzione della specie nell’aquilano;

2) non viene chiarita dai nuovi proponenti, estranei alle vicende e alle problematiche del sito risalenti nel tempo, la situazione ambientale attuale della cava in relazione ai gravissimi fatti riferiti dalla Commissione parlamentare;

3) alcune delle particelle catastali coinvolte nel progetto in realtà sarebbero gravate da uso civico. Pertanto è stato richiesto l’accertamento della reale condizioni e disponibilità delle stesse;

4) l’area della cava sarebbe a poche decine di metri dalle acque del fiume Vera, deviate per l’alimentazione di un laghetto con quello che ne consegue sui rischi di contaminazione delle stesse;

5) l’area dal punto di vista urbanistico è agricola ma il proponente richiama una delibera di Consiglio Comunale, la n.65 del 2012, con la quale sono state modificate le N.T.A. del P.R.G. rendendo compatibili in aree agricole questi interventi. Abbiamo cercato senza successo sul sito del Comune di L’Aquila la documentazione inerente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica per questa variante. Ci chiediamo: tale variante è stata sottoposta alla procedura di V.A.S.?

6) l’Abruzzo manca da alcuni decenni di un Piano cave, previsto da una legge del 1983. Come si fa a continuare a valutare l’apertura di nuove cave senza uno straccio di pianificazione?

Ricordiamo che chiunque può presentare le proprie osservazioni entro il 8 febbraio 2022 al comitato VIA della Regione Abruzzo.

Per la SOA non si può continuare a bucare le montagne abruzzesi quando è necessario, anzi, obbligatorio per le normative comunitarie, puntare sul riutilizzo dei materiali inerti.

Qui tutta la documentazione: http://www.ambiente.regione.abruzzo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1961:ampliamento-cava-colle-leone-su-mte-caticchio&catid=5:procedura-va&Itemid=3

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/nuova-cava-da-400-000-mc-a-m-te-caticchio-laquila-le-ragioni-per-dire-no/feed/ 0
La legge veneta sul suolo è un fake, ma troppi fanno finta di non saperlo… http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/la-legge-veneta-sul-suolo-e-un-fake-ma-troppi-fanno-finta-di-non-saperlo/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/la-legge-veneta-sul-suolo-e-un-fake-ma-troppi-fanno-finta-di-non-saperlo/#respond Tue, 25 Jan 2022 10:17:17 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15113 di Dante Schiavon.

Quanti politici, giornalisti, commentatori vari si sono presi la briga, non dico di analizzare o di studiare la legge veneta sul suolo, ma almeno di leggerne il testo e possibilmente gli allegati contenenti la delibera “applicativa” della giunta regionale? La conservazione del suolo non è una priorità per la stragrande maggioranza dei politici, sia di destra, sia di sinistra, sia in regione, sia a livello nazionale.

Vorrei cercare di spiegare perché si tratta di un fake clamoroso e per cercare di catturare la già scarsa attenzione verso il dramma del suolo veneto, eviterò tutti i passaggi burocratici e amministrativi che in Veneto hanno accompagnato la stesura dell’accomodante percorso legislativo per azzerare il consumo di suolo entro il 2050.
In Veneto, nel 2015, l’annuncio della possibile emanazione di una legge regionale per il “contenimento del consumo di suolo” aveva accelerato la scellerata follia edificatoria dei 541 Comuni veneti i quali, presi da una grave “crisi di astinenza da cemento”, la tradussero nei loro strumenti di pianificazione urbanistica in una capacità edificatoria cumulativa complessiva nella regione pari a 33547 ettari di cui 12.224 ettari già trasformati.

Tale “pianificazione edificatoria”, folle e ingiustificata, ha dovuto però fare i conti con la previsione dell’art. 13, comma 1, lett. f) della legge regionale nr. 11 del 23 aprile 2004 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” che fissava, attraverso i Piani di Assetto del Territorio (PAT) dei comuni, gli obiettivi e le condizioni degli interventi e delle trasformazioni ammissibili e il limite quantitativo massimo della “zona agricola trasformabile” in zona con “destinazione diversa da quella agricola”, avendo riguardo al rapporto tra la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) e la Superficie Territoriale Comunale (STC).

Tale correttivo, propiziato dalla legge regionale nr. 11 del 23 aprile 2004 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”, unito ad altre valutazioni politiche che tenevano conto, da un lato, della eccessiva velocità del consumo di suolo in Veneto rispetto alla media nazionale e, dall’altro, della esagerata e sconsiderata mania edificatoria dei comuni, hanno costretto la Regione ad abbassare a 9727 gli ettari consumabili dal 2017 al 2050. Tale quantitativo, spalmato nei 32 anni che ci separano dal 2050 e distribuito tra i 541 comuni, comporta un plafond annuo di 304 ettari. La Regione anche recentemente, attraverso la Presidente della Commissione Urbanistica del Consiglio Regionale, si è affrettata a ribadire che la quota di 9727 ettari da consumare in 32 anni è da intendersi come quantità massima di suolo consumabile, ma solo nella fase di prima applicazione della legge e che la Giunta Regionale ha comunque il potere di autorizzare ulteriore consumo di suolo pari a 8530 ettari che sono stati sottratti alla cementificazione dai correttivi prima descritti.

Tale quantitativo di 8530 ettari, rassicura la Presidente della Commissione Urbanistica della Regione Veneto, rappresenta una “dotazione di riserva” che potrà essere utilizzata qualora si dovesse rendere necessaria una nuova determinazione del valore della quantità massima di suolo consumabile. La Presidente della Commissione Urbanistica della Regione Veneto chiama questa dotazione di riserva un “tesoretto di quote”.

Quello che non dice a proposito della legge regionale sul suolo e su cui non c’è opposizione che si opponga con determinazione e nemmeno una narrazione mediatica locale indipendente, è la sottrazione degli ettari dal conteggio del suolo consumato per 16 tipologie di consumo di suolo (deroghe) che non vengono scalati da questo assurdo e ingiustificato plafond di terra da consumare: un plafond in totale contraddizione con la mole notevole del già edificato e infrastrutturato.

Il combinato disposto di 9727 ettari già pianificati, del “tesoretto di quote” di riserva pari a 8530 ettari e delle 16 deroghe previste dalla normativa di riferimento sul suolo sta producendo la “perdita irreversibile” di quella “terra buona” e dei suoi servizi ecosistemici e climatici di cui abbiamo tanto necessità. Il risultato finale di questa legge regionale, nei primi 5 anni di applicazione, è un ossimoro clamoroso sotto gli occhi di tutti quelli che vogliono vedere: si è di fatto trasformata in un grossolano incentivo al consumo di suolo.
Basta girare, con gli occhi distolti dai nostri smartphone, per i nostri paesi, per le nostre città, per le nostre campagne, per le nostre montagne: quasi ogni cantiere stradale, infrastrutturale, produttivo, commerciale, residenziale che vediamo rientra in una delle 16 deroghe della legge veneta sul suolo: pazzesco!

Curioso il modo con cui la Presidente della Commissione Urbanistica regionale definisce gli 8530 ettari di riserva di suolo consumabile: un tesoretto di quote. Come se fosse un tesoro la “perdita” di suolo fertile e non la “conservazione” per le future generazioni del poco suolo libero rimasto nella nostra regione. Vergogna!

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/la-legge-veneta-sul-suolo-e-un-fake-ma-troppi-fanno-finta-di-non-saperlo/feed/ 0
Lucca: negata ai cittadini la partecipazione al futuro della città http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/lucca-negata-ai-cittadini-la-partecipazione-al-futuro-della-citta/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/lucca-negata-ai-cittadini-la-partecipazione-al-futuro-della-citta/#respond Mon, 24 Jan 2022 09:02:56 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15106 A cura della Società dei territorialisti e delle territorialiste.

L’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione della Regione Toscana in data 17 gennaio 2022 ha respinto, dopo il pronunciamento negativo del Comune di Lucca, la richiesta di sostegno presentata per il progetto “LA EX MANIFATTURA TABACCHI SUD TORNA A VIVERE PER LA COMUNITÀ: una domanda per un processo partecipativo per la definizione di un progetto di rigenerazione e di gestione” del complesso, presentata lo scorso 30 settembre dalla Società dei territorialisti e delle territorialiste, quale capofila di un ricco partenariato di realtà associative (Comitato Uniti per la Manifattura, Comitato Salviamo la Manifattura, Legambiente sezione Lucca, Italia Nostra sezione Lucca, Comunità Interattive-Officina per la Partecipazione, Rete dei Comitati, Comitato Vivere il Centro Storico, Comitato Assi Viari, Comitato Sanità Lucca, Comitato San Concordio, Filt Cgil provinciale Lucca, Fiom Cgil provinciale Lucca, Sindacato altra cosa Cgil area programmatica Cgil provinciale di Lucca, Custodi della città per gli stati generali sulla cultura) e sottoscritta da 1400 cittadini residenti.

Il processo partecipativo si poneva come obiettivo quello di coinvolgere la comunità locale in un progetto collettivo di rigenerazione urbana dell’area dell’ex Manifattura Tabacchi Sud di Lucca, bene immobile culturale pubblico dismesso e posto nel centro storico della città. Esso intendeva essere un progetto territoriale “operativo” nel quale la progettualità e l’intenzionalità espresse dalla società locale e dagli abitanti si sviluppava in connessione al rispetto e alla rigenerazione di una parte di patrimonio territoriale sottoutilizzato, contribuendo così ad innalzare complessivamente la qualità del vivere urbano.

Il progetto riceve una prima risposta positiva, anche se tardiva rispetto al normale iter autorizzativo, dall’Autorità regionale il 2 dicembre 2021. Inoltre nella stessa comunicazione l’Autorità fa presente che, l’art. 18 comma 3 della legge regionale che promuove la partecipazione (46/2013), subordina l’approvazione regionale definitiva e il sostegno finanziario per i progetti presentati da gruppi di residenti o da associazioni locali alla condizione che l’amministrazione territorialmente competente (in questo caso il Comune di Lucca) “sia disponibile a partecipare” al processo partecipativo proposto, impegnandosi a tener conto dei risultati del medesimo, o a motivarne pubblicamente le ragioni del mancato o parziale accoglimento di quelle stesse risultanze. Pertanto, l’Autorità regionale domanda tale disponibilità al Comune di Lucca, che in data 14/01/2022 la nega poichè “ritiene che ad oggi, non vi siano, in termini di concretezza progettuale, le premesse per avviare un processo partecipato sulla ex Manifattura”.

La vicenda rappresenta a nostro modo di vedere non solo una occasione mancata per la città, ma una potente manifestazione del perdurare di una sostanziale incapacità da parte di molte amministrazioni locali nel sapersi aprire ad una gestione collaborativa del “bene comune” territorio, in grado di cogliere le importanti sfide della sostenibilità da un lato e di estendere la forza della democrazia dall’altro. Tale esperienza denuncia il fatto che ancora, purtroppo, le pratiche partecipative o riescono a sintonizzarsi con esigenze di marketing politico o difficilmente si traducono in modalità di partecipazione civica e di mutuo apprendimento tra amministrazione locale e cittadinanza attiva, capaci di mettere solide radici nel funzionamento effettivo della città e delle sue politiche più critiche. 

La vicenda evidenzia infine i limiti di una legge regionale molto celebrata ma la cui applicazione non si è ancora avvicinata al suo obbiettivo primario («… promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi» – art. 1, comma 2, lettera b -), su cui quindi urge riaprire un dibattito. Risulta nei fatti inesistente l‘autonomia dell’Autorità regionale della partecipazione nel promuovere processi partecipativi nel territorio, dal momento che essa riferisce (come in questo e in altri casi) le sue decisioni non già alle domande di attivare processi partecipativi espresse collettivamente da comitati e associazioni di cittadini e lavoratori, ma le subordina ai veti di amministrazioni locali barricate nei loro istituti insindacabili della delega.

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/lucca-negata-ai-cittadini-la-partecipazione-al-futuro-della-citta/feed/ 0
Pubblicate le Linee Guida SNPA per l’Accompagnamento Ambientale di Grandi Opere Infrastrutturali http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/pubblicate-le-linee-guida-snpa-per-laccompagnamento-ambientale-di-grandi-opere-infrastrutturali/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/pubblicate-le-linee-guida-snpa-per-laccompagnamento-ambientale-di-grandi-opere-infrastrutturali/#respond Mon, 24 Jan 2022 08:55:27 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15104 Sono state approvate dal Consiglio del SNPA le “Linee Guida per l’Accompagnamento Ambientale di Grandi Opere Infrastrutturali”. La L.132/2016, istitutiva del SNPA, prevede infatti un ruolo centrale per ISPRA e le Agenzie nelle fasi di realizzazione delle “opere infrastrutturali di interesse nazionale e locale, anche attraverso la collaborazione con gli osservatori ambientali eventualmente costituiti”.

L’obiettivo del documento è quello di raccogliere e mettere a sistema le diverse azioni e modalità operative che, sulla base delle esperienze condotte negli ultimi dieci anni, si sono dimostrate efficaci e utili per garantire la verificare della corretta realizzazione delle opere e la conduzione dei cantieri legati alla realizzazione di grandi infrastrutture sul territorio nazionale.

Un adeguato Accompagnamento ambientale, che non sostituisce e non si sovrappone al controllo del territorio e della conformità cui il SNPA è chiamato per legge, dimostra l’importanza dello stare al fianco dei proponenti per poterli guidare ed evita che il danno accada prima che accada, in linea con il principio di precauzione alla base delle politiche ambientali comunitarie.

Le linee guida, anche in vista dell’apertura dei cantieri delle opere legate al PNRR, rappresentano un primo riferimento organico in materia che potrà essere oggetto di successivi perfezionamenti a seguito di nuovi input normativi.

Qui potete leggere e scaricare le Linee guida.

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/pubblicate-le-linee-guida-snpa-per-laccompagnamento-ambientale-di-grandi-opere-infrastrutturali/feed/ 0
Manifesto delle donne per la Terra http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/manifesto-delle-donne-per-la-terra/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/manifesto-delle-donne-per-la-terra/#respond Mon, 24 Jan 2022 08:51:47 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15102 Costruire un’alleanza con le donne di tutto il mondo per guidare i cambiamenti e le sfide globali, a partire da quella climatica…

Un’alleanza “fortissima” tra le donne di tutto il mondo “per la vita, l’ambiente e la pace, per costruire un mondo migliore”. Perché oggi, dopo una pandemia globale e alle soglie di grandi cambiamenti e nuove sfide, da quelle geopolitiche a quelle climatiche, “le donne devono essere là dove si decide. Ѐ un’occasione storica e una grande battaglia per la governance”.
Questo l’obiettivo del “Manifesto delle donne per la Terra”, una Carta dei valori ma anche un Documento programmatico, presentato da Donne in Campo, l’associazione al femminile di Cia-Agricoltori Italiani, in occasione dell’Assemblea annuale che si è tenuta a Pompei lo scorso ottobre.

Questi i punti del Manifesto.

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/manifesto-delle-donne-per-la-terra/feed/ 0
Il sindaco di Firenze e gli inaccettabili attacchi alla Soprintendenza: un di più di riflessione http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/il-sindaco-di-firenze-e-gli-inaccettabili-attacchi-alla-soprintendenza-un-di-piu-di-riflessione/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/il-sindaco-di-firenze-e-gli-inaccettabili-attacchi-alla-soprintendenza-un-di-piu-di-riflessione/#respond Mon, 24 Jan 2022 08:47:33 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15100 A cura di Italia Nostra Firenze.

Lo stadio progettato da Nervi, l’operazione immobiliare a Costa San Giorgio, l’installazione della Ruota panoramica, la nuova Tramvia per Bagno a Ripoli e la querelle Pensiline…Tutto si tiene assieme. Non si tratta di una serie di azioni sparse sulla città, ma di un disegno che prima di essere di tipo urbanistico è eminentemente politico.

Continua qui.

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/il-sindaco-di-firenze-e-gli-inaccettabili-attacchi-alla-soprintendenza-un-di-piu-di-riflessione/feed/ 0
Invito a partecipare all’Assemblea – via piattaforma elettronica – del Gruppo Suolo Europa (GSE) http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/invito-a-partecipare-alla-assemblea-via-piattaforma-elettronica-del-gruppo-suolo-europa-gse/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/invito-a-partecipare-alla-assemblea-via-piattaforma-elettronica-del-gruppo-suolo-europa-gse/#respond Fri, 21 Jan 2022 17:29:33 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15090 Molti dei nostri lettori conoscono il Gruppo di Lavoro GSE creato dal Forum Salviamo il Paesaggio nel 2014 per rapportarsi alla dimensione europea. Obiettivo era duplice: informare il Forum sull’evoluzione delle politiche europee su suolo territorio e paesaggio, contribuire alla formulazione di una nuova direttiva europea per la salvaguardia del suolo. Composto esclusivamente da volontari il GSE si è via via ingrandito arrivando a circa una 70na di membri.

Le attività del GSE hanno spaziato dalla redazione di un Bollettino / Newsletter mensile in italiano e in inglese (arrivato ora al n. 91), alla creazione di incontri nazionali e internazionali con relativi rapporti e resoconti, alla partecipazione a istanze internazionali e europee, alla realizzazione di uno spettacolo teatrale, alla preparazione e reclutamento di 2 stagiste per il parlamento europeo, alla sollecitazione di istituzioni nazionali e europee sulla necessità di preservare il suolo per le presenti e future generazioni.

Tramite questo gruppo di lavoro, il Forum Salviamo il Paesaggio ha acquisito una “visibilità” europea ed è arrivato a creare un nuovo paradigma per il suolo, utile per tutti gli stati membri dell’UE e quindi anche per l’Italia (ved i punti salienti della tavola rotonda “Soil is life, is food, is future”  e la pubblicazione “Soil: new lessons from an innovative debate“). In sintesi il lavoro del GSE ha prodotto interessanti e proficui positivi risultati che permettono a tutto il Forum Salviamo il Paesaggio di avere una sua “visibilità” a livello europeo.

Se al suo inizio nel 2015 il GSE era una “voce nel deserto”, oggi – grazie al ripreso dibattito sulla Strategia Europea sul Suolo pubblicata lo scorso novembre – discussioni, riunioni, dibattiti sul tema si realizzano a cadenza quasi settimanale. Sia in Italia che in EU, questa rinnovata attenzione ha visto nascere bollettini, newsletter, nuove associazioni e gruppi che si battono per il suolo e anche nuove specifiche istituzioni europee come per esempio l’European Union Soil Observatory (EUSO) che vede la contribuzione diretta del Forum Salviamo il Paesaggio.

Va però sottolineato che i gruppi giovanili (a partire da FFF e XR) si sono manifestati impermeabili a organizzazioni preesistenti come il GSE. Il loro desiderio di tracciare da soli il proprio cammino è encomiabile e merita totale rispetto. La sinergia con loro necessita allora di modalità che il GSE e il Forum SIP dovranno “scoprire”.

La situazione fin qui brevemente descritta porta il GSE alla consapevolezza di doversi modificare per affrontare le nuove sfide. Si necessita da una parte di un mandato più consono al contesto sopra descritto. Dall’altra di una nuova capacità di gestione da mettere direttamente nelle mani delle nuove generazioni. Per questo l’attuale GSE deve cambiare profondamente e dotarsi di nuove figure operative.

Ci rivolgiamo pertanto a tutti i lettori chiedendo loro di farsi avanti e permettere l’emergere di nuovi membri e referenti del GSE per assumersi la responsabilità delle sfide che l’attuale dimensione EU richiede.

Invitiamo pertanto coloro che vogliano impegnarsi in questa attività che riguarda la dimensione europea del suolo, a partecipare all’Assemblea che il GSE terrà attraverso una piattaforma elettronica Venerdì 18 febbraio 2022 dalle 20:00 alle 23:00

Per iscriversi basta un semplice email a suolo.europa@gmail.com

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/invito-a-partecipare-alla-assemblea-via-piattaforma-elettronica-del-gruppo-suolo-europa-gse/feed/ 0
A Roma una cittadinanza attiva per la cura degli alberi http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/a-roma-una-cittadinanza-attiva-per-la-cura-degli-alberi/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/a-roma-una-cittadinanza-attiva-per-la-cura-degli-alberi/#respond Fri, 21 Jan 2022 17:20:41 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15091 A cura del Coordinamento per il Regolamento del Verde.

Le numerose segnalazioni che ci sono arrivate nelle recenti settimane da parte di cittadini preoccupati per gli interventi di potatura e per gli abbattimenti di alberi che non sembrano corrispondere a corrette tecniche d’esecuzione, né a obiettive necessità di sicurezza e cura delle piante, testimoniano un diffuso interesse per la salvaguardia dell’ambiente e l’esigenza di vigilare su un bene che è patrimonio di tutti.

Questa risvegliata sensibilità è tanto più opportuna dopo l’approvazione del Regolamento del Verde e del Paesaggio urbano di Roma Capitale che mette espressamente il cittadino al centro del programma di difesa del verde cittadino “da qualsiasi azione che vada contro i principi della tutela ecologico-ambientale, biologica, paesaggistica, urbanistica ed estetica”.

Programma che ci ha spinto, infatti, a creare una Scheda di segnalazione di abbattimenti e potature attraverso la quale chiunque può comunicare e documentare interventi che non giudica rispondenti a criteri tecnici e ad esigenze adeguate. Le segnalazioni così ricevute, corredate dalla documentazione fotografica necessaria, saranno valutate così da inserirle in un dossier di ‘casi’ da portare all’attenzione del Dipartimento Tutela Ambientale del Comune di Roma per le verifiche tecniche necessarie e per l’adozione degli eventuali provvedimenti a carico degli esecutori.

Pubblico e privato

Le segnalazioni possono riguardare tanto gli interventi sugli alberi di proprietà pubblica che quelli sulle piante dei privati perché il Regolamento, che considera il patrimonio arboreo un bene collettivo, disciplina le modalità con cui vanno effettuati gli interventi in entrambe le situazioni (art. 1, c. 5b). È comunque interessante esaminare le ragioni che giustificano gli interventi sul verde arboreo della nostra città e, in particolare, su quella sua cospicua parte che è rappresentata dai 330 mila esemplari di varie specie e dimensioni di proprietà pubblica, ubicate sia all’interno di aree verdi che lungo la viabilità stradale.

Manutenzione delle alberature pubbliche

Il Comune di Roma il 24 febbraio 2021 ha approvato un “Accordo quadro triennale” che destina complessivi 48 milioni di Euro (suddivisi in 8 Lotti) alla manutenzione del verde verticale di proprietà pubblica. Nonostante il bando per l’assegnazione degli appalti sia stato redatto nell’autunno del 2019, quindi ben prima dell’approvazione del Regolamento del Verde, le norme tecniche d’esecuzione delle lavorazioni anticipano le buone prassi agronomiche cui il Regolamento stesso dedicherà non soltanto numerosi articoli, ma addirittura un intero allegato (All. 9).

Le buone pratiche agrotecniche

È interessante osservare che la manutenzione delle alberature, in questa fase limitata a circa 20.000 piante, chiaramente prevede che gli interventi effettuati abbiano le caratteristiche seguenti.
I servizi di manutenzione previsti, saranno ordinati dal Direttore dell’esecuzione del contratto (DEC) con appositi ordini di servizio e consisteranno nelle seguenti operazioni: potature, abbattimenti, eventuali verifiche fitostatiche …” . “Tutte le operazioni sulla pianta dovranno essere eseguite a regola d’arte … e comunque esclusivamente finalizzate alla riduzione del rischio, ove ritenute necessarie dal DEC, sulla base delle attente verifiche svolte dal personale tecnico …“ . “I tagli dovranno essere fatti a regola d’arte, la superficie dei medesimi dovrà pertanto risultare liscia rispettando l’anello di cicatrizzazione alla base del ramo… Inoltre tutti i tagli delle potature dovranno risultare obliqui rispetto al piano stradale e possibilmente rivolti verso il centro della pianta senza lasciare tronconi sporgenti dallo stesso e la corteccia intorno alla superficie del taglio dovrà rimanere sana ed integra senza slabbrature…”.

Informazione ai cittadini

È il caso, infine, di ricordare che “sono a carico delle imprese tutte le opere provvisorie (segnaletica di cantiere a norma di legge sulla sicurezza e del codice della strada, transennamenti, comunicazioni alla vigilanza, cartelli da collocarsi con congrui tempi preventivi) ed ogni forma di informazione preventiva alla cittadinanza, nonché tutte le incombenze istituzionali relative all’agibilità del traffico veicolare e pedonale. …”, mentre resta a carico dell’Amministrazione il compito di pubblicare con un congruo anticipo sul sito istituzionale del Dipartimento Tutela Ambientale un idoneo preavviso degli interventi programmati (art. 32, c. 1 del Regolamento).

Scheda di segnalazione

L’istituzione di una Scheda (scaricabile qui), attraverso cui raccogliere le segnalazioni dei cittadini per gli interventi che non sembrano rispondere alle modalità descritte nei punti precedenti, appare quindi un mezzo necessario sia per raccogliere informazioni tempestive sulle pratiche d’esecuzione non conformi sul verde cittadino che l’Amministrazione stessa ammette di non essere sempre pronta ad acquisire e sia per mantenere vigile l’attenzione, la conoscenza e la sensibilità dei cittadini alla tutela di un bene collettivo fondamentale.

ALTRI SPUNTI UTILI:

Finalità degli interventi

Scorrendo la relazione illustrativa del bando si comprendono meglio gli obiettivi che l’Amministrazione comunale si ripropone di conseguire con il notevole investimento effettuato:

  • rinnovare il modo di gestire il sistema del patrimonio arboreo cittadino, orientando il processo di cura e manutenzione verso la sostenibilità ambientale e socio-economica …”
  • “realizzare gli interventi di cura in un’ottica funzionale all’ottenimento dei minimi requisiti prestazionali e di sicurezza e cioè in misura tale da massimizzare l’efficienza della vegetazione, minimizzando i rischi connessi alla interferenza fra le alberature, i manufatti ad esse afferenti e le attività della popolazione …”
    “sulla base dei rilievi tecnici … si è evidenziato che una parte delle alberature cittadine presenta caratteristiche complessive compatibili con una condizione prossima al fine ciclo vegetativo, cosa che impone l’avvio di interventi di monitoraggio sempre più frequenti e tempestivi, ed i relativi interventi di riduzione del rischio mediante interventi di potatura ed abbattimento…”
  • che gli interventi necessari, limitati in questa fase a circa 20.000 selezionate alberature, “in considerazione delle limitate risorse umane e di mezzi operativi reperibili all’interno dell’organico capitolino” giustificano il fatto che il Dipartimento Ambiente abbia ritenuto necessario appaltare l’esecuzione di “potature ed abbattimenti nelle alberate cittadine e nelle maggiori ville storiche” e prevedere “tutte le attività necessarie per garantire la manutenzione ordinaria ed alcune attività straordinarie” indicate negli elaborati tecnici.

Interventi sulle alberature

Le operazioni di cura ordinaria consistono in interventi di potatura che dovranno essere svolti secondo le seguenti metodologie:

a) “potatura di diradamento che mira a mantenere l’ingombro volumetrico della chioma esistente che non deve venir ridotta, né in altezza né in larghezza, ma soltanto alleggerimento mediante attenta selezione e rimozione delle branche e del rami in sovrannumero e di quelli essiccati. L’intensità del diradamento non può superare il 30% della densità iniziale onde non intaccare le capacita di ripresa della vegetazione … In nessun caso devono essere lasciali monconi, né creati ‘gomiti’ ad angolo acuto aperto verso il centro della pianta…”

b) “potatura di rinnovo che ha il duplice scopo di contenere lo sviluppo di soggetti squilibrati o eccessivamente vigorosi per l’ambiente in cui sono inseriti e di stimolare l’emissione di nuova vegetazione in modo da mantenere relativamente ‘giovane’ una pianta. … La potatura non deve essere tale da compromettere la capacita di ripresa della vegetazione; la pianta deve cioè mantenere un’equilibrata dotazione di branche primarie secondarie e rami d’ordine inferiore in modo da conservare la potenzialità della propria conformazione tipica e una sufficiente vigoria…

c) “potatura di rimonda del secco che ha come scopo ‘ripulire’ l’albero di tulle le sue parti non più vitali. l’intervento deve essere eseguito in modo rigoroso e completo, evitando di danneggiare accidentalmente le parti verdi. In nessun caso devono essere lasciati monconi.”

d) “spalcatura, ovverosia la rimozione dei rami bassi costituenti il palco più basso della pianta, al fine di rendere agevole il passaggio a persone e mezzi sottostanti la chioma dell’albero, oppure nel caso dei Pinus, la rimozione di uno o più palchi bassi, da effettuare esclusivamente nel caso di rami tendenzialmente decombenti…”
Le operazioni di cura straordinaria sono principalmente gli abbattimenti che dovranno essere eseguiti secondo le seguenti modalità:
“Abbattimento, ovverosia l’eliminazione delle piante secche e/o risultanti in classe (di rischio) D ad una precedente verifica VTA, o in alternativa da un conclamato cedimento parziale o in corso delle piante …,” deve avvenire “effettuando il taglio del tronco radente il piano del marciapiede o sede stradale e/o asportando l’apparato radicale con idonea macchina per l’estirpazione delle ceppaie”.

Interventi aggiuntivi

Va osservata la speciale importanza che rivestono le migliorie aggiuntive che tutti gli appaltatori hanno garantito per ottenere una premialità in sede di assegnazione dei bandi che, a parte il rispetto delle modalita d’esecuzione già indicate, costituiscono un indubbio vantaggio per l’Amministrazione, non richiedendo ulteriori oneri. Si tratta di:

a) “Compilazione schede di analisi speditiva delle piante …, eseguita da tecnico abilitato,…, per tutte le piante interessate dagli interventi manutentivi.”

b) “Deceppamento delle piante abbattute …”

c) “Sostituzione delle piante abbattute …. e piantagione di nuovi alberi, con manutenzione biennale e garanzia di attecchimento, comprensiva del ristoro degli eventuali danneggiamenti dei marciapiedi, cigli e strade …”.

]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/a-roma-una-cittadinanza-attiva-per-la-cura-degli-alberi/feed/ 0
Paolo Maddalena candidato alla Presidenza della Repubblica http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/paolo-maddalena-candidato-alla-presidenza-della-repubblica/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/paolo-maddalena-candidato-alla-presidenza-della-repubblica/#comments Tue, 18 Jan 2022 07:39:27 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=15087 Approssimandosi la data della prima votazione per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica, si stanno moltiplicando i nomi dei possibili candidati che formano oggi un lungo elenco di personalità e di competenze di elevato livello.

L’ampia Rete nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio ritiene, però, che il dibattito attorno ai “nomi” debba essere frutto di una discussione successiva alla prioritaria definizione del “ritratto” del nuovo Presidente della Repubblica sotto il profilo morale, etico, esperienziale e super partes.

A nostro parere tale prestigiosa e autorevole personalità non dovrà semplicemente attestarsi a garanzia dei valori costituzionali, ma anche alla piena attenzione agli interessi comunitari ed universalistici (Beni Comuni) rispetto all’attuale supremazia di uno sviluppo economico insostenibile e diseguale.

Il nuovo presidente dovrà, cioè, essere il garante di una ritrovata sovranità popolare strettamente collegata anche alla tutela delle risorse naturali e del paesaggio e alternativa all’idea di una “crescita infinita o illimitata”.

Questo profilo e questi tratti etici e morali li ritroviamo raccolti nella persona del prof. Paolo Maddalena, Vice presidente emerito della Corte Costituzionale e autore di preziosi saggi dedicati all’equilibrato rapporto tra proprietà pubblica e privata e alla corretta applicazione dei dettami costituzionali che ne regolano la sinergia.

Sarebbe per noi un onore autentico poter salutare il prof. Maddalena come nuovo Presidente della Repubblica e, così, inaugurare un nuovo percorso politico del nostro Paese finalmente fondato sulla prevalenza del Bene Comune sugli interessi privati.

Il Forum nazionale Salviamo il Paesaggio

Paolo Maddalena interviene all’assemblea del Forum Salviamo il Paesaggio
]]>
http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2022/01/paolo-maddalena-candidato-alla-presidenza-della-repubblica/feed/ 8