www.salviamoilpaesaggio.it http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog Forum italiano dei movimenti per la difesa del paesaggio e lo stop al consumo di suolo Sun, 14 May 2017 22:07:07 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.5 VentoBiciTour2017 – 5a edizione http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/05/ventobicitour2017-5a-edizione/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/05/ventobicitour2017-5a-edizione/#respond Sun, 14 May 2017 21:59:17 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11477

La 5a edizione di VENTO bici Tour è alle porte: il 2 giugno prossimo, da Venezia per arrivare a Torino l’11 giugno.

Il tour ha significato tanto per il progetto VENTO perchè andando nelle piazze, nei comuni, nelle aziende, nelle scuole a raccontare i benefici di un progetto di territorio fatto assieme a una grande infrastruttura cicloturistica, abbiamo tutti scoperto che è fattibile e fa bene a tutti.

Da quest’anno, con grandissimo impegno e accogliendo la richiesta di tanti, abbiamo voluto organizzare un’edizione con i due fine settima aperti a tutti. Ci si può iscrivere seguendo le istruzioni sul nostro sito www.progetto.vento.polimi.it

VENTO
www.progetto.vento.polimi.it
VENTO, studio di fattibilità per un progetto di dorsale cicloturistica che connetta VENezia con TOrino lungo il fiume Po, passando per EXPO2015.

E pedaleremo assieme per affermare ancora una volta, assieme, che investire in ciclabili turistiche fa bene al Paese, a tutti, al lavoro, alla bellezza, all’economia. Quella giusta.

Iscrivetevi e invitate tutti a iscriversi. Anche questo è un modo, dal basso, per esprimere la propria volontà e la propria convinzione.

La grande partecipazione fino a oggi ha mosso grandi cose. Senza tutti voi, VENTO non sarebbe nel Sistema nazionale delle ciclabili turistiche ideato dal MIT. Grandi risultati si raggiungono pedalando assieme.

Grazie

vi aspettiamo

Paolo Pileri e tutto il team VENTO

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Campania, De Luca vuole sanare 70mila case abusive http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/05/campania-de-luca-vuole-sanare-70mila-case-abusive/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/05/campania-de-luca-vuole-sanare-70mila-case-abusive/#respond Sun, 14 May 2017 20:46:48 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11465

“La Giunta regionale, nella seduta di oggi, ha approvato una proposta di disegno di legge sul tema dell’anti-abusivismo edilizio in Campania. Si tratta di linee guida per il governo del territorio, a supporto degli enti locali che intendono utilizzare misure alternative alla non avvenuta demolizione di immobili abusivi. Le linee guida, non vincolanti e ferma restando l’autonoma valutazione dei Consigli comunali sull’esistenza di prevalenti interessi pubblici rispetto alla procedura di demolizione, consentono all’ente locale di acquisire al patrimonio il bene per inottemperanza all’ordine di demolizione, e di locare lo stesso con preferenza per gli “occupanti per necessità”.

Quindi, il 14 marzo è una data storica per la Campania? Sì, ma tutt’altro che da ricordare. Nella terra nella quale l’abusivismo è una assodata consuetudine, ora esiste una misura alternativa all’abbattimento. L’acquisizione dell’immobile, e quindi la possibilità di locarlo. Con una sorta di diritto di prelazione per gli “occupanti per necessità”.

Stupirsi è legittimo, ma fuori luogo. Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca non ha mai fatto mistero di non essere un paladino dell’antiabusivismo.

Da vice ministro alle Infrastrutture e sindaco di Salerno, nel marzo 2015, era stato chiaro: “In Campania ci sono 80mila alloggi abusivi, soprattutto nell’area napoletana e casertana: c’è qualcuno in grado di demolirli? Se la risposta è sì, allora demoliamoli. Se, come appare certo, la risposta è no, si faccia un altro ragionamento da persone serie … Se l’abuso riguarda un quartiere periferico di una città, il ragionamento deve essere diverso: si impegnino i Comuni a fare piani di recupero e a mettere ordine rispetto a queste forme di abusivismo; in questo caso si dovrà far pagare una forte penale, ma si deve arrivare a una sanatoria, non c’è alternativa”.

Per De Luca non c’è alternativa. Da poco eletto governatore, spiega: “Ci vuole una sanatoria, si tratta di buon senso”. E poi: “Se c’è un povero cristo che nell’entroterra campano, senza danneggiare nessun paesaggio, ha fatto l’abuso, lo si sana perché non abbiamo alternative”. Sembra quasi di sentirlo il governatore nella parodia televisiva di Maurizio Crozza. E farebbe ridere se non fosse tutto vero.

In una Regione nella quale circa il 70% dei Comuni è privo di un Piano regolatore e, ad esempio, la zona rossa intorno al Vesuvio è intensamente popolata, sarebbe servito qualcosa di diverso. Sarebbe servita una ridefinizione delle regole, troppo frequentemente infrante. A guadagnarci forse non sarebbero stati quegli 80mila “poveri cristi” dell’entroterra, evocati dal presidente, ma l’intera Regione. Liberata finalmente da se stessa, dai suoi abusi. Già, perché in questa terra che dovrebbe fare del suo paesaggio inimitabile un brand, proprio l’abusivismo è il nemico da sconfiggere. Non solo lungo l’arco litoraneo, imbruttito da costruzioni di ogni tipo. E neppure in prossimità o addirittura a ridosso di aree aree archeologiche e parchi naturalistici. Ma ovunque. In ogni spazio che si possa raggiungere con lo sguardo.

Ma evidentemente in Campania la pensano diversamente. Almeno di avviso contrario è il Pd in Regione, che vota un disegno di legge che dà la possibilità di sanare 70mila abusi edilizi. Accade quasi in coincidenza con la Giornata del paesaggio, celebrata il 15 marzo. Mai come in questa circostanza i due eventi sembrano davvero in aperta contraddizione.

Rif: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/16/campania-de-luca-vuole-sanare-70mila-case-abusive/3456587/

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“Il Grande Gigante (poco) gentile” nei confronti del territorio http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/05/il-grande-gigante-poco-gentile-nei-confronti-del-territorio/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/05/il-grande-gigante-poco-gentile-nei-confronti-del-territorio/#respond Tue, 09 May 2017 21:46:45 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11483  

A Villasanta (Monza Brianza) si riaffaccia il progetto di costruzione di un grande centro di produzione e distribuzione dei prodotti del noto marchio, su un’area al confine con il Comune di Arcore. Consumo di suolo nonostante le tante aree dismesse recuperabili e aumento del traffico in area già critica. Ne abbiamo parlato con Antonio Ubiali, Consigliere Comunale e capogruppo di “Nuova Villasanta”.

“Siamo venuti a conoscenza qualche mese fa del progetto e da allora con il validissimo apporto degli altri membri della Lista, ci siamo documentati e preparati al meglio per quando l’argomento sarà portato in Consiglio”. Così il consigliere introduce l’argomento spiegandoci da subito quello che è stato fatto per mettere a conoscenza del progetto la cittadinanza.

Abbiamo sensibilizzato la popolazione distribuendo volantini” – dal titolo efficace che sottolinea il “robusto” impatto di questo intervento “Gigante” – “e materiali dettagliati che dimostrano l’enorme consumo di aree verdi che tale progetto produrrebbe. Non siamo contrari al lavoro ed allo sviluppo economico, ma siamo certi che non è giusto in un paese saturo di edifici come il nostro, fra cui tante aree dismesse, sprecare l’ultima area verde vincolata che ci rimane sulla quale sorgerebbe un edificio lungo 367,40 metri, largo 121,60 m., alto fuori terra in parte essenzialmente 17,50 m ed il restante 30,00 m !”

Nel 2015 ci fu una prima proposta che oggi si ripresenta. Cosa è successo in questi due anni? Perché la precedente si era fermata? Cosa è cambiato?

Le scelte sono esclusivamente della Società Rialto srl del Gruppo GIGANTE. Questo progetto – da 60.000.000 di Eurosi affianca al precedente progetto di riqualificazione relativo all’attuale insediamento di vendita il Gigante di via Vecellio, approvato e recepito nel Piano di Governo del Territorio vigente, tuttora in essere e non accantonato. Di questo l’Amministrazione Comunale precedente, ha già percepito ed incamerato 591.000 Euro, richiamato anche nel quadro economico espositivo della Relazione illustrativa

L’intervento coinvolge 2 comuni, Villasanta e Arcore. La prima amministrazione ha espresso inizialmente una posizione contraria, diventata poi fattibile, ci dice riferendosi ad alcuni estratti dai giornali. La Provincia non si è ancora espressa. “Allo stato di fatto , rimane il vincolo di area agricola strategica per Villasanta. Non è dato sapere quale sarà l’evoluzione , ma potenzialmente immaginabile

Quali sono gli impatti ambientali dell’opera?

Rimane fondamentale disincentivare le dismissioni agricole ormai residue (consumo di suolo), impedire la saldatura fra i centri abitati, sopratutto lungo gli assi viari , riducendo le visuali e la percezione di ampie panoramiche residue (paesaggio). Nulla, o quasi, è irrimediabilmente perduto, e pertanto, la tutela deve rimanere in essere. La potenziale fattibilità, con buon senso, richiama l’utilizzo e recupero di aree dismesse corpose ancora presenti in Villasanta, non aree libere agricole.

L’intervento interessa una superficie costruibile complessiva di 79.936,35 mq. L’estensione dell’intera area, attualmente a suolo libero e verde, è di 133.227 mq (59.814 in territorio di Villasanta e 73.413 mq. in quello di Arcore).

In più: “La viabilità di accessibilità e fruibilità è una forzatura, per di più gravante esclusivamente sul territorio di Villasanta. Considerando la tipologia di insediamento localizzabile, con parcheggio interno  per 40 automezzi (tir) oltre a quello autovetture del personale, ci sarà un incremento di mobilità, in particolare di mezzi pesanti, sulle reti di viabilità locale urbana e Strada Provinciale 45 con nuove criticità”.

Sono previste compensazioni? “Non ci è stata presentata alcuna proposta di compensazione. Abbiamo presentato un’interpellanza che chiede di dare spiegazione pubblica delle idee e delle procedure che la Giunta intende sostenere ed attuare”.

La proposta è sostenuta dalla promessa dei posti di lavoro che però non convince: “Rimane una semplice operazione di accorpamento e ricollocazione del personale dalle varie sedi esterne già in attivo. Non è corretto pavesare un corposo incremento di nuovi posti, di fatto forse esigui, rimane un semplice supporto di giustificazione a quanto si va a realizzare; alle promesse non segue sempre per coerenza la correttezza. Il piccolo commercio locale viene massacrato, in un’economia globalizzata le realtà già presenti sul territorio sono cancellabili“.

Luca D’Achille @LucaDAchille

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Il suolo sopra tutto – cercasi “terreno comune”. Dialogo tra un sindaco e un urbanista http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/04/il-suolo-sopra-tutto-cercasi-terreno-comune-dialogo-tra-un-sindaco-e-un-urbanista/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/04/il-suolo-sopra-tutto-cercasi-terreno-comune-dialogo-tra-un-sindaco-e-un-urbanista/#respond Thu, 27 Apr 2017 22:00:27 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11472 ISBN 9788865162361
Prezzo: 12,00€
Formato cartaceo 13×20 cm

“Chi difende un prato salva tutto il suolo”: un libro per la terra.

“Non lo fa nessuno”: questo si sentiva dire Matilde Casa, sindaco di Lauriano (TO), quando proponeva qualcosa di innovativo per il suo piccolo Comune.

Poi un giorno arrivano la querela e il rinvio a giudizio. La sua colpa? Aver impedito la costruzione di “quaranta belle villette”, trasformando un terreno edificabile in agricolo. Una vicenda incredibile che avrà un “lieto fine” ma che suscita molte (e amare) riflessioni.

Il libro – un lavoro a più mani – parte proprio da questa storia.

Matilde Casa racconta la propria difficile esperienza nel suo aspetto giudiziario e umano e la “solitudine amministrativa” che ha vissuto.

Paolo Pileri, urbanista e militante del suolo, affronta il tema della cronica “disgiunzione” italiana tra politica e saperi esperti, la cui vittima designata è proprio il suolo.

Per tentare infine una sintesi. Come ricongiungere l’elaborazione accademica sul tema alle scelte delle pubbliche amministrazioni?

Le proposte finali che ne scaturiscono sono tanto radicali quanto chiare: forgiare una cultura ambientale e civica nelle scuole, all’università, nella formazione politica; invitare i piccoli Comuni a cooperare; restituire allo Stato – perché centrale – la responsabilità sui temi legati al suolo; pungolare il legislatore perché adotti gli strumenti più efficaci a difendere i terreni dal cemento.

Con la prefazione di Luca Mercalli, appassionato difensore del suolo.

Gli autori

Matilde Casa

Sindaco di Lauriano (TO) dove guida una giunta al femminile ma per professione si occupa di agricoltura. È stata processata (e assolta) per aver “trasformato” un terreno edificabile in suolo agricolo. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Ambientalista dell’Anno di Legambiente.

Paolo Pileri

Mentore del suolo. È professore ordinario di pianificazione e progettazione urbanistica al Politecnico di Milano. Tiene corsi nella Scuola di Architettura Urbanistica e Ingegneria delle Costruzioni e nella Scuola di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale. È membro di gruppi di ricerca nazionali e internazionali e consulente scientifico di ministeri, enti pubblici, fondazioni e amministrazioni locali. Il suo ambito di ricerca è da sempre l’inclusione del tema del suolo e delle questioni ambientali, ecologiche, agricole e paesaggistiche nella pianificazione territoriale e nella disciplina urbanistica. È ideatore e responsabile scientifico del progetto VENTO (progetto.vento.polimi.it)), la dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino lungo il fiume Po. È autore di oltre 150 pubblicazioni tra articoli e libri sulla pianificazione urbanistica e ambientale e la mobilità sostenibile. http://www.researchgate.net/profile/Paolo_Pileri

 

Luca Mercalli

Metereologo, climatologo, divulgatore, giornalista. Autore di numerosi libri, ha portato al grande pubblico e in tv il tema del consumo di suolo.

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“Verde clandestino” http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/04/verde-clandestino/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/04/verde-clandestino/#respond Thu, 27 Apr 2017 21:37:19 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11470 Cosa accadrebbe a una città abbandonata dai suoi abitanti dopo dieci anni ? Sarebbe un altro luogo, trasformato dalla vegetazione che, lentamente, andrebbe a colonizzare ogni spazio urbano lasciato dall’uomo …

Chi vive in città condivide la sua esistenza con innumerevoli forme di vita, eppure pare avere perduto la sua capacità di riconoscere la natura che, imbrigliata e sovrastata dal predominio apparente dell’uomo, eppure esiste.

Abbiamo abbandonato lo sguardo, la ricerca dell’osservazione: siamo diventati dei viandanti ciechi incapaci di riconoscere i segni della natura. Soprattutto di quella natura che si appropria dei nostri manufatti. Cosa accadrebbe a una città abbandonata dai suoi abitanti dopo dieci anni ? Sarebbe un altro luogo, trasformato dalla vegetazione che, lentamente, andrebbe a colonizzare ogni spazio urbano lasciato dall’uomo …

E’ questo il leit motiv di “Verde Clandestino“, libro ideato da Fabio Balocco e scritto e illustrato da lui stesso e da cinque altri co-autori: Anna Balbiano, Piero Belletti, Carlo Gubetti, Alberto Selvaggi e Davide Suppo (Neos Edizioni, 104 pagine, 13 euro).

Non si tratta di un “The day after”, dunque non un romanzo ma un saggio che racchiude un preciso monito, uno stimolo per guidare il cittadino a trasformarsi da semplice passante in osservatore “convivente”.

Il libro trae spunto da Alan Weisman e dal suo “Il mondo senza di noi”, opera che esamina cosa sarebbe del mondo se un giorno (o il giorno in cui) l’uomo non lo abiterà più e trae conforto da “Luoghi selvaggi” di Robert Macfarlane (che firma anche l’originale prefazione), in cui si scandaglia minuziosamente la wilderness (selvaggità) presente nei luoghi più appartati e dispersi della Gran Bretagna. Partendo da un esempio, citato da Laura Spinney: «se Londra domani venisse abbandonata, sappiamo che ci vorrebbero duecentocinquanta anni perchè la città torni a essere la palude che era un tempo: il Tamigi, senza argini, scorrerebbe libero tra le fondamenta degli edifici crollati, mentre i ponti cederebbero sotto il peso dell’edera cresciuta a dismisura».

Ma il verde clandestino (cioè la natura spontanea) è assoluta parte integrante delle nostre esistenze, anche in una metropoli. E il libro cerca di ricordarlo a tutti gli ignari o distratti lettori. Basterebbe un po’ di attenzione e, appunto, di capacità di osservazione per accorgersi della colonizzazione spontanea delle piante: negli interstizi tra i mattoni, nelle fessure tra le pietre del selciato, nei bordi dei marciapiedi, nelle rotaie dei tram, nei cornicioni, nei vasti spazi delle aree industriali dismesse. Questo è il verde clandestino che costantemente si rigenera, irriducibile al tentativo dell’uomo di costruire un ambiente artificiale (l’urbe) sorto con l’obiettivo di relegare la natura incontrollata (e quindi potenzialmente ostile) al di fuori delle mura.

Una natura che dobbiamo osservare. E che questo libro ci invita a fare, raccontandoci le “storie” di piante autoctone e di essenze importate che in alcuni casi hanno egemonizzato tutti gli spazi possibili, in altri dimostrano la propria capacità di resistenza e di adattamento.
Il libro è corredato da un notevole contributo di immagini fotografiche che, addirittura più delle parole, riescono a mostrare un quadro e una cornice di cui non avevamo più memoria.

Il tutto “condito” da un excursus storico e letterario che tocca il Trascendentalismo, Platone, Waldo Emerson, Thoreau, Leopold, Clèment, Pavese e Calvino, gli esempi di riqualificazione della “natura industriale” del bacino della Ruhr, la biologia delle piante. Mentre le fotografie (molte in suggestivo bianco e nero) raccontano fabbriche abbandonate, campi di football, cabine telefoniche dimenticate dall’uomo ma non dalla Natura.

La Natura. Anche nelle nostre pulsanti città. Anche nelle (diversamente pulsanti) città disabitate dagli uomini …

(Recensione di Alessandro Mortarino, da AltriTasti)

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Carugate (MI): sul centro commerciale in espansione, cittadini chiamati alla consultazione http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/carugate-mi-sul-centro-commerciale-in-espansione-cittadini-chiamati-alla-consultazione/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/carugate-mi-sul-centro-commerciale-in-espansione-cittadini-chiamati-alla-consultazione/#respond Sat, 18 Mar 2017 23:26:08 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11442  

Si ripresenta l’ipotesi di ampliamento del grande centro commerciale e cresce la preoccupazione per l’impatto sul territorio e sulla salute dei cittadini. Per la prima volta però la cittadinanza è chiamata alla consultazione: i comitati e le associazioni che si oppongono al progetto stanno raccogliendo le firme per un referendum consultivo.

Corsi e ricorsi

Quella dell’ampliamento del centro commerciale Carosello è una vicenda che periodicamente si ripete. Dal lontano 1972 questa struttura caratterizza e condiziona il territorio di Carugate. Avevamo già raccontato di quanto avvenuto nel 2014, quando la proposta si fermò per l’ultima volta. La nuova amministrazione, alla guida del comune dal 2016, aveva ritirato l’atto di indirizzo precedente su cui era arrivato il parere negativo della Regione. La porta era comunque rimasta aperta e il progetto è stato puntualmente ripresentato lo scorso novembre. Il nuovo atto di indirizzo è stato approvato a Gennaio, prima a Carugate poi a Cernusco sul Naviglio, l’altro comune toccato da questo ampliamento.

L’ultimo di questi progetti di ampliamento è simile al precedente” ci spiegano dal Comitato Referendum Carugatecon nuove strutture per l’intrattenimento, tra cui un cinema, e qualche nuovo negozio. 22.000 mq in territorio di Carugate , 9.000 a Cernusco s/N. Di questi 5.000 mq occuperanno parte del Parco degli Aironi, un’area alberata dal contributo ambientale importante“.

L’impatto ambientale dell’intervento

Qualcosa è cambiato in termini di viabilità” ma non si tratta di nulla di rassicurante pensando al traffico generato che si aggiunge ad una situazione già critica.
Con il cinema” ci spiegano “gli orari di affluenza alla struttura si allungheranno: già oggi sono praticamente ininterrotti con le aperture del sabato sera e delle domeniche. Di conseguenza aumenterà anche il traffico: l’obiettivo dichiarato è quello di attrarre clienti da tutta la regione, con tutto quello che ne consegue“.
L’impatto sul territorio sarà quindi importante: “Aumenterà la circolazione dei mezzi pesanti, quelli più inquinanti, per i rifornimenti ai nuovi esercizi commerciali e a quelli esistenti“.
Non soddisfano le compensazioni previste: la parte restante del parco, che attualmente risulta trascurata, sarà sistemata. Si è accennato inoltre all’arrivo a Carugate della metropolitana: “Sarà finanziata la costruzione della fermata? Ma quando? La complessità del progetto, di cui si parla da anni, e la competenza sovra comunale dell’opera non garantiscono nulla di certo“.

Per ogni mq consumato è prevista la restituzione di 4 mq di verde, anche in aree dismesse. In questo caso però il rapporto sarà ridotto considerando il costo maggiore. “Sarebbe stato meglio” sostiene il comitato “rinaturalizzare le tante trasformazioni previste nel PGT e non ancora concretizzate che invece porteranno a nuovo consumo di suolo“. A questo si aggiungono le incertezze progettuali, in particolare in merito alla realizzazione di parcheggi interrati dove la falda è alta. “Lo studio sugli aspetti idrogeologici del progetto suggerisce fondazioni profonde, quindi molto invasive, a causa della particolarità del terreno su cui si andrebbe ad edificare, con conseguenti rischi di inquinamento della falda acquifera“. Ma ci sono anche altre conseguenze ambientali: “la separazione fisica tra i comuni di Carugate e Cernusco s/N con aree libere è importante, così come la conservazione degli ormai ridotti varchi di connessione tra le aree verdi della zona“.

Partecipazione e consultazione

Il progetto è stato messo a disposizione e discusso in due partecipati incontri durante i quali sono emerse tutte le criticità. C’è anche il parere negativo dell’associazione commercianti e delle associazioni ambientaliste come Legambiente, che ha organizzato un incontro pubblico sull’argomento per dire stop alla cementificazione del territorio.

In molte realtà la società civile si trova ad affrontare sfide di questo tipo: a Carugate quest’azione sarà incentrata su un referendum consultivo. E’ stato presentato in Comune il quesito che chiede di ritirare l’atto di indirizzo votato dal Consiglio Comunale, puntando quindi sulla parte dell’iter di approvazione di competenza comunale.

In una partecipata serata pubblica sul tema SALUTE e INQUINAMENTO abbiamo sottolineato l’aspetto più importante: la tutela della salute, a partire dai bambini e dagli anziani. Numeri preoccupanti sulla qualità dell’aria per descrivere un contesto già problematico a cui si aggiungeranno gli impatti dell’ampliamento“. Da qui è partita la raccolta firme per il referendum: è la prima volta nella storia del comune che si adotta questo strumento. Un’iniziativa portata avanti dal Comitato Referendum Carugate a cui partecipano gruppi consiliari lontani tra loro su molti temi (Carugate in Movimento e Lega Nord) che si ritrovano però uniti in questo obiettivo.  Un primo ostacolo è stato superato: sono state già raccolte le necessarie 1.200 firme.

Si tratta anche di una questione culturale” ci dicono infine. “Vogliamo vivere maggiormente il centro storico e le aree verdi cittadine o gli spazi commerciali chiusi? E’ stato organizzato un altro incontro, questa volta sul tema della partecipazione.  Perché questa iniziativa non sminuisce la responsabilità finale della scelta, che sarà comunque politica. La mette solamente di fronte, come è giusto che sia, alla volontà espressa chiaramente dai cittadini“.

Luca D’Achille
@LucaDAchille

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Roma, 25 Marzo 2017: marcia internazionale per l’Europa! http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/roma-25-marzo-2017-marcia-internazionale-per-leuropa/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/roma-25-marzo-2017-marcia-internazionale-per-leuropa/#comments Thu, 09 Mar 2017 23:37:36 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11457

Facciamo sì che il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma diventi un’occasione di svolta per la storia europea, per andare oltre gli attuali Trattati, verso un’unione federale del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo, per realizzare il progetto di Ventotene!

www.marciaperleuropa2017.it

Siamo a 20 giorni dalla Marcia per l’Europa!

La partecipazione alla manifestazione sta incrementando di giorno in giorno e il programma è stato aggiornato!

Venerdì 24 marzo

– tra le ore 19:00 alla mezzanotte, è prevista la proiezione sul Colosseo di immagini, slogan, bandiere federaliste per richiamare l’attenzione sulla Marcia
– tra le 21.00 e le 22.00 ci sarà una flash-mob davanti al Colosseo

Sabato 25 marzo

– dalle ore 9.30 alle ore 12.30 una Convenzione organizzata dall’UEF in collaborazione col Gruppo Spinelli del Parlamento europeo, la JEF ed il MEI  presso il Centro Congressi di Piazza di Spagna (REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA a partire da martedì 7 MARZO ore 14:00 e fino a sabato 18 MARZO a questo link. Visto il numero limitato di posti e la grande richiesta non sarà possibile soddisfare le richieste di tutti)
– dalle ore 11.00 alle ore 13.30 circa assembramento e interventi dal palco in Piazza Bocca della Verità e
– tra le 13.30 e 14.00 partenza corteo “Marcia per l’Europa” in direzione Colosseo dove si terrà la “Festa dell’Europa”

Se non avete ancora organizzato il viaggio per Roma contattateci (tofedeu@mfe.it) e vi metteremo in contatto con gli organizzatori dei pullman più vicini a voi! ( pullman previsti da Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna Toscana, Abruzzo, Lazio, Marche, Calabria, Molise e Puglia)

Cordiali saluti.
Movimento Federalista Europeo*

* ll MFE è un movimento politico per la creazione di una Federazione europea e di una Federazione mondiale. Fondato da Altiero Spinelli nel 1943. www.mfe.it

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Cave: il suolo che sparisce, tra arretratezza normativa e distanza enorme dai modelli virtuosi europei http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/cave-il-suolo-che-sparisce-tra-arretratezza-normativa-e-distanza-enorme-dai-modelli-virtuosi-europei/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/cave-il-suolo-che-sparisce-tra-arretratezza-normativa-e-distanza-enorme-dai-modelli-virtuosi-europei/#comments Thu, 09 Mar 2017 23:00:30 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11450  

Non è solo coperto dal cemento, in Italia il suolo letteralmente sparisce, estratto in maniera distruttiva per costruire, soprattutto grandi opere. Ne parla il Rapporto Cave 2017 di Legambiente. Eppure basta guardarsi intorno per vedere occasioni di rilancio economico rispettoso dell’ambiente

Presentato a metà febbraio (a questo link il rapporto completo), il rapporto di Legambiente descrive, come fa ormai da qualche anno, un settore delicato: un grande giro d’affari con un altrettanto grande impatto ambientale.

Numeri impressionanti

Sono toccati quasi tutti i territori: un comune su 4 in Italia ha almeno una cava. Ce ne sono 4.800 attive e 13.414 tra dismesse o abbandonate. Tra queste ultime il record è in Lombardia (quasi 3.000) eppure in questa regione l’estrazione di materiale rimane alta.
In particolare di sabbia e ghiaia dove si toccano i 19,5 milioni di mc/anno. Oltre a sabbia e ghiaia a livello nazionale si estrae calcare (22 milioni di mc/anno) argilla, gesso e anche pietre ornamentali (quasi 6 milioni di mc/anno), quest’ultime dal considerevole interesse economico, anche in termini di esportazioni. Tutto questo nonostante la produzione di cemento sia in calo.

Arretratezza normativa e scarso coordinamento

Il rapporto evidenzia come in questo settore ci sia una notevole arretratezza normativa nel nostro paese: vige ancora un regio decreto che risale ad un’epoca di costruzione che ormai non c’è più.
A questo si aggiunge uno scarso coordinamento: da 40 anni la competenza è stata trasferita alle regioni ma non tutte hanno approvato un piano cave: manca in ben 7 di queste, tra cui il Veneto, e anche nella provincia autonoma di Bolzano. I piani adottati sono diversi tra loro, soprattutto sull’importante aspetto del ripristino. Sono enormi le differenze quando si parla di canoni.

L’unico elemento che si ritrova è l’inadeguatezza degli importi di fronte alle ingenti estrazioni e ai conseguenti guadagni. Siamo nel ridicolo, per riprendere il termine usato nel rapporto, quando questi canoni non ci sono proprio come in Liguria (dove la norma del 2015 è stata bocciata dalla Corte Costituzionale), Sardegna e Basilicata.

Problemi e soluzioni

Come per il petrolio, i guadagni privati sono alti (centinaia di milioni all’anno per le pietre ornamentali) mentre i benefici per la comunità sono scarsi ed aggravati dalle problematiche derivate da questo impattante settore. Cave che degenerano in discariche come a Montichiari, colline appiattite a sud di Roma e tutto quello che è successo nella Terra dei Fuochi: nella parte finale del rapporto questi e altri esempi descrivono la distruzione del paesaggio collegata all’attività estrattiva.

Altro aspetto delicato è quello delle grandi opere. Per realizzarle si esce dall’ordinario, anche dove ci sono i piani: si estrae e si utilizza materiale vergine invece di applicare il recupero come invece prevedono i Criteri Ambientali Minimi che dovrebbero essere inseriti in tutti i capitolati. Lo spettro dell’illegalità, molto attiva in questo settore, sfiducia e non aiuta.

Cosa servirebbe invece per uno sviluppo adeguato del settore? Chiari divieti sulle aree in cui non si può in nessun caso aprire cave (aree protette, boschi, fiumi come si trova in pochi piani virtuosi come quelli di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche), Valutazione di Impatto Ambientale su tutte le estrazioni (senza limiti di estensione e quantità che favoriscono invece il proliferare di piccole cave per aggirare l’obbligo) e controlli.
Controlli sulle attività di cava da non lasciare ai comuni, come invece avviene in Abruzzo e Calabria, perchè più deboli di fronte ai forti interesse. Ma soprattutto un recupero delle aree obbligatorio e progressivo e un adeguamento dei canoni, sul modello ad esempio del Regno Unito dove si cede il 20% del prezzo di vendita. Non si tratta di opprimere il settore ma al contrario di spingerlo verso la direzione dell’economia circolare e di un nuovo tipo di sviluppo.

I modelli da seguire e la trasformazione del settore

Danimarca e Germania (quest’ultima come l’Italia produttrice di grandi quantità di rifiuto inerte pro capire) utilizzano al 90% materiale inerte di recupero. Anche altri paesi superano il 60%, la Spagna si ferma al 38%. Su un altro pianeta l’Italia, ferma al di sotto del 10% per le motivazioni sopra descritte.

Eppure l’Europa si è fatta sentire dal punto di vista normativo: con la direttiva 85/337 ha stabilito l’obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale per le nuove cave (aggirato in Italia con i già citati limiti di estensione e sulle quantità estratte), con la direttiva 21/2006 ha introdotto severe misure di trattamento e riduzione rifiuti da attività estrattiva, dal 2003 ed in particolare dal 2008 con la direttiva 98, ha posto chiari obiettivi di recupero (il 70% dei rifiuti inerti deve essere oggi riciclato). In Italia però sono solo pochi i casi virtuosi, citiamo lo Juventus Stadium considerato il gran parlare in questi giorni di costruzioni di nuovi stadi.

Dal mondo arrivano notizie di isole cancellate dai prelievi di sabbia: per alcuni questa risorsa potrebbe diventare presto il nuovo oro. In Italia è possibile disincentivare efficacemente l’attività di cava, con un’adeguata normativa e maggiori canoni. La crisi del settore, che considerati i guadagni tanto crisi non sembra, sarà superata con più attività e nuovi posti di lavoro impiegati nel settore del recupero.

Luca D’Achille
@LucaDAchille

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Più accessibilità al patrimonio immobiliare sfitto: aiutare le persone salvando il territorio http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/piu-accessibilita-al-patrimonio-immobiliare-sfitto-aiutare-le-persone-salvando-il-territorio/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/piu-accessibilita-al-patrimonio-immobiliare-sfitto-aiutare-le-persone-salvando-il-territorio/#comments Sat, 25 Feb 2017 22:21:37 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11436 conf stampa

Tredici comuni della provincia di Monza e Brianza, la più urbanizzata d’Italia, hanno dato vita al progetto STA – Sistemi Territoriali Abitativi per favorire la locazione di alloggi a canoni accessibili e valorizzare il patrimonio immobiliare privato inutilizzato.

Tanti i partner del progetto, oltre ai 13 comuni (Albiate, Besana in Brianza, Biassono, Briosco, Carate Brianza, Lissone, Macherio, Renate, Sovico, Triuggio, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza) anche R.S.T. (Risorse, Sviluppo, Territorio) SRL di Modena, la Provincia di Monza e della Brianza, l’ Agenzia per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro e diverse cooperative. Il progetto è finanziamento dall’Ambito di Carate Brianza con il contributo della Fondazione Cariplo.

Questa iniziativa, presentata il 20 febbraio 2017, annovera tra i suoi obiettivi quello di ridurre l’ingente patrimonio sfitto, da sempre al centro dell’attenzione di chi si batte per la tutela del territorio (ne è un esempio la Campagna per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati di Salviamo il Paesaggio): le case ci sono, non ne servono di nuove, quelle sfitte devono essere accessibili.

In più assume un ampio valore sociale: per gli inquilini è previsto un aiuto importante per locazione a canone accessibile e sostenibile mentre per i proprietari fondi di copertura per morosità, spese legali e ripristino danni dell’immobile oltre che sgravi fiscali e tariffari.

Informazioni al sito: www.ambitocaratebrianza.it

Luca D’Achille @LucaDAchille

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Montepulciano: un comitato contro il posteggio seminterrato al Bersaglio http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/montepulciano-un-comitato-contro-il-posteggio-seminterrato-al-bersaglio/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/montepulciano-un-comitato-contro-il-posteggio-seminterrato-al-bersaglio/#comments Fri, 24 Feb 2017 22:17:37 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11430 SIP Montepulciano

Il giorno 06/05/2016 nella sala Bruno Bonelli della Fortezza fu presentato pubblicamente un progetto, La Nuova PORTA di Montepulciano.

Questo progetto di massima, illustrava la possibilità di realizzare un posteggio su tre livelli, interrato o seminterrato, con una capienza di circa 250 posti e relativi impianti di accesso e risalita.

Al momento la cosa non fu presa seriamente, sembrava una “trovata” per dare visibilità agli sponsor e all’Amministrazione stessa, anche perché sembrava oggettivamente impossibile la realizzazione di un’opera così imponente, con scavi e inaudite colate di calcestruzzo, in un versante con grandi pendenze e estremamente fragile. Si pensava che la soprintendenza non avrebbe mai autorizzato tale intervento, ma anche da un mero punto di vista finanziario non era convincente.

In seguito, alle domande sull’iter del progetto, le risposte risultavano estremamente evasive, così che alcuni Consiglieri di Minoranza, durante una seduta di Consiglio, chiesero formalmente quale intenzione avesse l’Amministrazione sul progetto parcheggio, a che punto era il percorso e se c’erano tutte le autorizzazioni del caso. La risposta è arrivata nel corso del C. C. del 28/12/2016, l’Assessore ai Lavori Pubblici ha iniziato lodando la bontà del progetto e ringraziando vivamente alcuni imprenditori per avere donato al comune un progetto così rilevante per l’intera comunità. Ha detto che lo studio di fattibilità va avanti, che sono state apportate delle modifiche nell’impianto di risalita e anche la parte di accesso poneva dei dubbi alla Giunta, ridotta la capienza da 250 a 220 posti, che non c’è nessuna autorizzazione perché ancora non sono state inoltrate richieste. Ma la cosa sconcertante, se abbiamo ben compreso, è che nella modifica i livelli interrati si riducono a uno, rimane il livello attuale e si aggiunge uno sopraelevato. Su questo non c’è certezza neanche tentando di decifrare l’indecente trascrizione della registrazione automatica della risposta.

L’Assessore ha anche parlato di un costo di realizzazione a carico di un project financing, di 3-4-5 milioni (così come se fossero noccioline) e tanto siamo in vena di ilarità, noi pensiamo che i costi potrebbero essere di 6-7-8 milioni. Dopodiché ha annunciato anche che a breve sarà attivata una procedura di manifestazione di interesse.

Alla luce di tutto questo e tenuto conto anche che a poche decine di metri esiste un altro enorme posteggio che viene occupato interamente circa 10 massimo 15 giorni all’anno, in occasione di feste e avvenimenti, mentre per gli altri 350 rimane praticamente vuoto, pensando anche ai costi di realizzazione e all’ipotetico introito dato dalla tariffa di posteggio i dubbi aumentano.

Nessun Cittadino che non sia “imprenditore” ha chiesto l’ampliamento dei parcheggi. Ciò che invece chiede, è lo studio e l’investimento per agevolare l’accesso ai livelli superiori, con scale mobili, ascensori o quant’altro di paesaggisticamente sostenibile.

Così alcuni Cittadini non interessati né personalmente, né politicamente, né altro, ma mossi solo dall’amore per la Cittadina denominata la Perla del ‘500, preoccupati per ciò che considerano un’offesa e uno scempio pericoloso e irreversibile nei confronti del paesaggio, dell’ambiente e dell’incolumità dei Cittadini, hanno deciso di unirsi in un comitato, il “Comitato il Bersaglio” (Il Bersaglio è un luogo a ridosso del centro storico di Montepulciano così denominato perché nei primi anni del 1800 era spazio adibito a poligono di tiro).

Piero Cappelli – comitalo Il Bersaglio

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