www.salviamoilpaesaggio.it http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog Forum italiano dei movimenti per la difesa del paesaggio e lo stop al consumo di suolo Sat, 18 Mar 2017 23:26:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.4 Carugate (MI): sul centro commerciale in espansione, cittadini chiamati alla consultazione http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/carugate-mi-sul-centro-commerciale-in-espansione-cittadini-chiamati-alla-consultazione/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/carugate-mi-sul-centro-commerciale-in-espansione-cittadini-chiamati-alla-consultazione/#respond Sat, 18 Mar 2017 23:26:08 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11442  

Si ripresenta l’ipotesi di ampliamento del grande centro commerciale e cresce la preoccupazione per l’impatto sul territorio e sulla salute dei cittadini. Per la prima volta però la cittadinanza è chiamata alla consultazione: i comitati e le associazioni che si oppongono al progetto stanno raccogliendo le firme per un referendum consultivo.

Corsi e ricorsi

Quella dell’ampliamento del centro commerciale Carosello è una vicenda che periodicamente si ripete. Dal lontano 1972 questa struttura caratterizza e condiziona il territorio di Carugate. Avevamo già raccontato di quanto avvenuto nel 2014, quando la proposta si fermò per l’ultima volta. La nuova amministrazione, alla guida del comune dal 2016, aveva ritirato l’atto di indirizzo precedente su cui era arrivato il parere negativo della Regione. La porta era comunque rimasta aperta e il progetto è stato puntualmente ripresentato lo scorso novembre. Il nuovo atto di indirizzo è stato approvato a Gennaio, prima a Carugate poi a Cernusco sul Naviglio, l’altro comune toccato da questo ampliamento.

L’ultimo di questi progetti di ampliamento è simile al precedente” ci spiegano dal Comitato Referendum Carugatecon nuove strutture per l’intrattenimento, tra cui un cinema, e qualche nuovo negozio. 22.000 mq in territorio di Carugate , 9.000 a Cernusco s/N. Di questi 5.000 mq occuperanno parte del Parco degli Aironi, un’area alberata dal contributo ambientale importante“.

L’impatto ambientale dell’intervento

Qualcosa è cambiato in termini di viabilità” ma non si tratta di nulla di rassicurante pensando al traffico generato che si aggiunge ad una situazione già critica.
Con il cinema” ci spiegano “gli orari di affluenza alla struttura si allungheranno: già oggi sono praticamente ininterrotti con le aperture del sabato sera e delle domeniche. Di conseguenza aumenterà anche il traffico: l’obiettivo dichiarato è quello di attrarre clienti da tutta la regione, con tutto quello che ne consegue“.
L’impatto sul territorio sarà quindi importante: “Aumenterà la circolazione dei mezzi pesanti, quelli più inquinanti, per i rifornimenti ai nuovi esercizi commerciali e a quelli esistenti“.
Non soddisfano le compensazioni previste: la parte restante del parco, che attualmente risulta trascurata, sarà sistemata. Si è accennato inoltre all’arrivo a Carugate della metropolitana: “Sarà finanziata la costruzione della fermata? Ma quando? La complessità del progetto, di cui si parla da anni, e la competenza sovra comunale dell’opera non garantiscono nulla di certo“.

Per ogni mq consumato è prevista la restituzione di 4 mq di verde, anche in aree dismesse. In questo caso però il rapporto sarà ridotto considerando il costo maggiore. “Sarebbe stato meglio” sostiene il comitato “rinaturalizzare le tante trasformazioni previste nel PGT e non ancora concretizzate che invece porteranno a nuovo consumo di suolo“. A questo si aggiungono le incertezze progettuali, in particolare in merito alla realizzazione di parcheggi interrati dove la falda è alta. “Lo studio sugli aspetti idrogeologici del progetto suggerisce fondazioni profonde, quindi molto invasive, a causa della particolarità del terreno su cui si andrebbe ad edificare, con conseguenti rischi di inquinamento della falda acquifera“. Ma ci sono anche altre conseguenze ambientali: “la separazione fisica tra i comuni di Carugate e Cernusco s/N con aree libere è importante, così come la conservazione degli ormai ridotti varchi di connessione tra le aree verdi della zona“.

Partecipazione e consultazione

Il progetto è stato messo a disposizione e discusso in due partecipati incontri durante i quali sono emerse tutte le criticità. C’è anche il parere negativo dell’associazione commercianti e delle associazioni ambientaliste come Legambiente, che ha organizzato un incontro pubblico sull’argomento per dire stop alla cementificazione del territorio.

In molte realtà la società civile si trova ad affrontare sfide di questo tipo: a Carugate quest’azione sarà incentrata su un referendum consultivo. E’ stato presentato in Comune il quesito che chiede di ritirare l’atto di indirizzo votato dal Consiglio Comunale, puntando quindi sulla parte dell’iter di approvazione di competenza comunale.

In una partecipata serata pubblica sul tema SALUTE e INQUINAMENTO abbiamo sottolineato l’aspetto più importante: la tutela della salute, a partire dai bambini e dagli anziani. Numeri preoccupanti sulla qualità dell’aria per descrivere un contesto già problematico a cui si aggiungeranno gli impatti dell’ampliamento“. Da qui è partita la raccolta firme per il referendum: è la prima volta nella storia del comune che si adotta questo strumento. Un’iniziativa portata avanti dal Comitato Referendum Carugate a cui partecipano gruppi consiliari lontani tra loro su molti temi (Carugate in Movimento e Lega Nord) che si ritrovano però uniti in questo obiettivo.  Un primo ostacolo è stato superato: sono state già raccolte le necessarie 1.200 firme.

Si tratta anche di una questione culturale” ci dicono infine. “Vogliamo vivere maggiormente il centro storico e le aree verdi cittadine o gli spazi commerciali chiusi? E’ stato organizzato un altro incontro, questa volta sul tema della partecipazione.  Perché questa iniziativa non sminuisce la responsabilità finale della scelta, che sarà comunque politica. La mette solamente di fronte, come è giusto che sia, alla volontà espressa chiaramente dai cittadini“.

Luca D’Achille
@LucaDAchille

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Roma, 25 Marzo 2017: marcia internazionale per l’Europa! http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/roma-25-marzo-2017-marcia-internazionale-per-leuropa/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/roma-25-marzo-2017-marcia-internazionale-per-leuropa/#comments Thu, 09 Mar 2017 23:37:36 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11457

Facciamo sì che il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma diventi un’occasione di svolta per la storia europea, per andare oltre gli attuali Trattati, verso un’unione federale del popolo europeo, con il popolo europeo, per il popolo europeo, per realizzare il progetto di Ventotene!

www.marciaperleuropa2017.it

Siamo a 20 giorni dalla Marcia per l’Europa!

La partecipazione alla manifestazione sta incrementando di giorno in giorno e il programma è stato aggiornato!

Venerdì 24 marzo

– tra le ore 19:00 alla mezzanotte, è prevista la proiezione sul Colosseo di immagini, slogan, bandiere federaliste per richiamare l’attenzione sulla Marcia
– tra le 21.00 e le 22.00 ci sarà una flash-mob davanti al Colosseo

Sabato 25 marzo

– dalle ore 9.30 alle ore 12.30 una Convenzione organizzata dall’UEF in collaborazione col Gruppo Spinelli del Parlamento europeo, la JEF ed il MEI  presso il Centro Congressi di Piazza di Spagna (REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA a partire da martedì 7 MARZO ore 14:00 e fino a sabato 18 MARZO a questo link. Visto il numero limitato di posti e la grande richiesta non sarà possibile soddisfare le richieste di tutti)
– dalle ore 11.00 alle ore 13.30 circa assembramento e interventi dal palco in Piazza Bocca della Verità e
– tra le 13.30 e 14.00 partenza corteo “Marcia per l’Europa” in direzione Colosseo dove si terrà la “Festa dell’Europa”

Se non avete ancora organizzato il viaggio per Roma contattateci (tofedeu@mfe.it) e vi metteremo in contatto con gli organizzatori dei pullman più vicini a voi! ( pullman previsti da Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna Toscana, Abruzzo, Lazio, Marche, Calabria, Molise e Puglia)

Cordiali saluti.
Movimento Federalista Europeo*

* ll MFE è un movimento politico per la creazione di una Federazione europea e di una Federazione mondiale. Fondato da Altiero Spinelli nel 1943. www.mfe.it

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Cave: il suolo che sparisce, tra arretratezza normativa e distanza enorme dai modelli virtuosi europei http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/cave-il-suolo-che-sparisce-tra-arretratezza-normativa-e-distanza-enorme-dai-modelli-virtuosi-europei/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/03/cave-il-suolo-che-sparisce-tra-arretratezza-normativa-e-distanza-enorme-dai-modelli-virtuosi-europei/#comments Thu, 09 Mar 2017 23:00:30 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11450  

Non è solo coperto dal cemento, in Italia il suolo letteralmente sparisce, estratto in maniera distruttiva per costruire, soprattutto grandi opere. Ne parla il Rapporto Cave 2017 di Legambiente. Eppure basta guardarsi intorno per vedere occasioni di rilancio economico rispettoso dell’ambiente

Presentato a metà febbraio (a questo link il rapporto completo), il rapporto di Legambiente descrive, come fa ormai da qualche anno, un settore delicato: un grande giro d’affari con un altrettanto grande impatto ambientale.

Numeri impressionanti

Sono toccati quasi tutti i territori: un comune su 4 in Italia ha almeno una cava. Ce ne sono 4.800 attive e 13.414 tra dismesse o abbandonate. Tra queste ultime il record è in Lombardia (quasi 3.000) eppure in questa regione l’estrazione di materiale rimane alta.
In particolare di sabbia e ghiaia dove si toccano i 19,5 milioni di mc/anno. Oltre a sabbia e ghiaia a livello nazionale si estrae calcare (22 milioni di mc/anno) argilla, gesso e anche pietre ornamentali (quasi 6 milioni di mc/anno), quest’ultime dal considerevole interesse economico, anche in termini di esportazioni. Tutto questo nonostante la produzione di cemento sia in calo.

Arretratezza normativa e scarso coordinamento

Il rapporto evidenzia come in questo settore ci sia una notevole arretratezza normativa nel nostro paese: vige ancora un regio decreto che risale ad un’epoca di costruzione che ormai non c’è più.
A questo si aggiunge uno scarso coordinamento: da 40 anni la competenza è stata trasferita alle regioni ma non tutte hanno approvato un piano cave: manca in ben 7 di queste, tra cui il Veneto, e anche nella provincia autonoma di Bolzano. I piani adottati sono diversi tra loro, soprattutto sull’importante aspetto del ripristino. Sono enormi le differenze quando si parla di canoni.

L’unico elemento che si ritrova è l’inadeguatezza degli importi di fronte alle ingenti estrazioni e ai conseguenti guadagni. Siamo nel ridicolo, per riprendere il termine usato nel rapporto, quando questi canoni non ci sono proprio come in Liguria (dove la norma del 2015 è stata bocciata dalla Corte Costituzionale), Sardegna e Basilicata.

Problemi e soluzioni

Come per il petrolio, i guadagni privati sono alti (centinaia di milioni all’anno per le pietre ornamentali) mentre i benefici per la comunità sono scarsi ed aggravati dalle problematiche derivate da questo impattante settore. Cave che degenerano in discariche come a Montichiari, colline appiattite a sud di Roma e tutto quello che è successo nella Terra dei Fuochi: nella parte finale del rapporto questi e altri esempi descrivono la distruzione del paesaggio collegata all’attività estrattiva.

Altro aspetto delicato è quello delle grandi opere. Per realizzarle si esce dall’ordinario, anche dove ci sono i piani: si estrae e si utilizza materiale vergine invece di applicare il recupero come invece prevedono i Criteri Ambientali Minimi che dovrebbero essere inseriti in tutti i capitolati. Lo spettro dell’illegalità, molto attiva in questo settore, sfiducia e non aiuta.

Cosa servirebbe invece per uno sviluppo adeguato del settore? Chiari divieti sulle aree in cui non si può in nessun caso aprire cave (aree protette, boschi, fiumi come si trova in pochi piani virtuosi come quelli di Trento, Emilia-Romagna, Umbria, Marche), Valutazione di Impatto Ambientale su tutte le estrazioni (senza limiti di estensione e quantità che favoriscono invece il proliferare di piccole cave per aggirare l’obbligo) e controlli.
Controlli sulle attività di cava da non lasciare ai comuni, come invece avviene in Abruzzo e Calabria, perchè più deboli di fronte ai forti interesse. Ma soprattutto un recupero delle aree obbligatorio e progressivo e un adeguamento dei canoni, sul modello ad esempio del Regno Unito dove si cede il 20% del prezzo di vendita. Non si tratta di opprimere il settore ma al contrario di spingerlo verso la direzione dell’economia circolare e di un nuovo tipo di sviluppo.

I modelli da seguire e la trasformazione del settore

Danimarca e Germania (quest’ultima come l’Italia produttrice di grandi quantità di rifiuto inerte pro capire) utilizzano al 90% materiale inerte di recupero. Anche altri paesi superano il 60%, la Spagna si ferma al 38%. Su un altro pianeta l’Italia, ferma al di sotto del 10% per le motivazioni sopra descritte.

Eppure l’Europa si è fatta sentire dal punto di vista normativo: con la direttiva 85/337 ha stabilito l’obbligo di Valutazione di Impatto Ambientale per le nuove cave (aggirato in Italia con i già citati limiti di estensione e sulle quantità estratte), con la direttiva 21/2006 ha introdotto severe misure di trattamento e riduzione rifiuti da attività estrattiva, dal 2003 ed in particolare dal 2008 con la direttiva 98, ha posto chiari obiettivi di recupero (il 70% dei rifiuti inerti deve essere oggi riciclato). In Italia però sono solo pochi i casi virtuosi, citiamo lo Juventus Stadium considerato il gran parlare in questi giorni di costruzioni di nuovi stadi.

Dal mondo arrivano notizie di isole cancellate dai prelievi di sabbia: per alcuni questa risorsa potrebbe diventare presto il nuovo oro. In Italia è possibile disincentivare efficacemente l’attività di cava, con un’adeguata normativa e maggiori canoni. La crisi del settore, che considerati i guadagni tanto crisi non sembra, sarà superata con più attività e nuovi posti di lavoro impiegati nel settore del recupero.

Luca D’Achille
@LucaDAchille

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Più accessibilità al patrimonio immobiliare sfitto: aiutare le persone salvando il territorio http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/piu-accessibilita-al-patrimonio-immobiliare-sfitto-aiutare-le-persone-salvando-il-territorio/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/piu-accessibilita-al-patrimonio-immobiliare-sfitto-aiutare-le-persone-salvando-il-territorio/#comments Sat, 25 Feb 2017 22:21:37 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11436 conf stampa

Tredici comuni della provincia di Monza e Brianza, la più urbanizzata d’Italia, hanno dato vita al progetto STA – Sistemi Territoriali Abitativi per favorire la locazione di alloggi a canoni accessibili e valorizzare il patrimonio immobiliare privato inutilizzato.

Tanti i partner del progetto, oltre ai 13 comuni (Albiate, Besana in Brianza, Biassono, Briosco, Carate Brianza, Lissone, Macherio, Renate, Sovico, Triuggio, Vedano al Lambro, Veduggio con Colzano, Verano Brianza) anche R.S.T. (Risorse, Sviluppo, Territorio) SRL di Modena, la Provincia di Monza e della Brianza, l’ Agenzia per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro e diverse cooperative. Il progetto è finanziamento dall’Ambito di Carate Brianza con il contributo della Fondazione Cariplo.

Questa iniziativa, presentata il 20 febbraio 2017, annovera tra i suoi obiettivi quello di ridurre l’ingente patrimonio sfitto, da sempre al centro dell’attenzione di chi si batte per la tutela del territorio (ne è un esempio la Campagna per il censimento degli immobili sfitti o non utilizzati di Salviamo il Paesaggio): le case ci sono, non ne servono di nuove, quelle sfitte devono essere accessibili.

In più assume un ampio valore sociale: per gli inquilini è previsto un aiuto importante per locazione a canone accessibile e sostenibile mentre per i proprietari fondi di copertura per morosità, spese legali e ripristino danni dell’immobile oltre che sgravi fiscali e tariffari.

Informazioni al sito: www.ambitocaratebrianza.it

Luca D’Achille @LucaDAchille

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Montepulciano: un comitato contro il posteggio seminterrato al Bersaglio http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/montepulciano-un-comitato-contro-il-posteggio-seminterrato-al-bersaglio/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/montepulciano-un-comitato-contro-il-posteggio-seminterrato-al-bersaglio/#comments Fri, 24 Feb 2017 22:17:37 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11430 SIP Montepulciano

Il giorno 06/05/2016 nella sala Bruno Bonelli della Fortezza fu presentato pubblicamente un progetto, La Nuova PORTA di Montepulciano.

Questo progetto di massima, illustrava la possibilità di realizzare un posteggio su tre livelli, interrato o seminterrato, con una capienza di circa 250 posti e relativi impianti di accesso e risalita.

Al momento la cosa non fu presa seriamente, sembrava una “trovata” per dare visibilità agli sponsor e all’Amministrazione stessa, anche perché sembrava oggettivamente impossibile la realizzazione di un’opera così imponente, con scavi e inaudite colate di calcestruzzo, in un versante con grandi pendenze e estremamente fragile. Si pensava che la soprintendenza non avrebbe mai autorizzato tale intervento, ma anche da un mero punto di vista finanziario non era convincente.

In seguito, alle domande sull’iter del progetto, le risposte risultavano estremamente evasive, così che alcuni Consiglieri di Minoranza, durante una seduta di Consiglio, chiesero formalmente quale intenzione avesse l’Amministrazione sul progetto parcheggio, a che punto era il percorso e se c’erano tutte le autorizzazioni del caso. La risposta è arrivata nel corso del C. C. del 28/12/2016, l’Assessore ai Lavori Pubblici ha iniziato lodando la bontà del progetto e ringraziando vivamente alcuni imprenditori per avere donato al comune un progetto così rilevante per l’intera comunità. Ha detto che lo studio di fattibilità va avanti, che sono state apportate delle modifiche nell’impianto di risalita e anche la parte di accesso poneva dei dubbi alla Giunta, ridotta la capienza da 250 a 220 posti, che non c’è nessuna autorizzazione perché ancora non sono state inoltrate richieste. Ma la cosa sconcertante, se abbiamo ben compreso, è che nella modifica i livelli interrati si riducono a uno, rimane il livello attuale e si aggiunge uno sopraelevato. Su questo non c’è certezza neanche tentando di decifrare l’indecente trascrizione della registrazione automatica della risposta.

L’Assessore ha anche parlato di un costo di realizzazione a carico di un project financing, di 3-4-5 milioni (così come se fossero noccioline) e tanto siamo in vena di ilarità, noi pensiamo che i costi potrebbero essere di 6-7-8 milioni. Dopodiché ha annunciato anche che a breve sarà attivata una procedura di manifestazione di interesse.

Alla luce di tutto questo e tenuto conto anche che a poche decine di metri esiste un altro enorme posteggio che viene occupato interamente circa 10 massimo 15 giorni all’anno, in occasione di feste e avvenimenti, mentre per gli altri 350 rimane praticamente vuoto, pensando anche ai costi di realizzazione e all’ipotetico introito dato dalla tariffa di posteggio i dubbi aumentano.

Nessun Cittadino che non sia “imprenditore” ha chiesto l’ampliamento dei parcheggi. Ciò che invece chiede, è lo studio e l’investimento per agevolare l’accesso ai livelli superiori, con scale mobili, ascensori o quant’altro di paesaggisticamente sostenibile.

Così alcuni Cittadini non interessati né personalmente, né politicamente, né altro, ma mossi solo dall’amore per la Cittadina denominata la Perla del ‘500, preoccupati per ciò che considerano un’offesa e uno scempio pericoloso e irreversibile nei confronti del paesaggio, dell’ambiente e dell’incolumità dei Cittadini, hanno deciso di unirsi in un comitato, il “Comitato il Bersaglio” (Il Bersaglio è un luogo a ridosso del centro storico di Montepulciano così denominato perché nei primi anni del 1800 era spazio adibito a poligono di tiro).

Piero Cappelli – comitalo Il Bersaglio

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“Stop al Glifosato”: sostegno di Salviamo il Paesaggio alla raccolta di firme europea http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/stop-al-glifosato-sostegno-di-salviamo-il-paesaggio-alla-raccolta-di-firme-europea/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/stop-al-glifosato-sostegno-di-salviamo-il-paesaggio-alla-raccolta-di-firme-europea/#comments Tue, 14 Feb 2017 23:10:44 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11432 stop-glifosate

Nel 2016 vi è stata in Europa una lunga lotta per interdire il GLIFOSATO: erbicida cancerogeno che sta avvelenando tutto il mondo e sta danneggiando gravemente la salute della popolazione.

Tale lotta ha avuto una sua visibilità mediatica nella primavera del 2016 al momento della decisione da parte della Commissione Europea sul prolungamento dell’autorizzazione per altri 15 anni. Grazie alla mobilitazione della società civile è stata accordata una proroga di 18 mesi.

Alcuni Stati Membri dell’UE hanno comunque deciso di bloccare, vietare o limitare il glifosato nel loro paese. L’Italia con un decreto del 16 agosto 2016 ha ritirato le autorizzazioni di commercializzazione di 68 prodotti fitosanitari contenenti il glifosato.

Tutto questo non mette però in sicurezza la possibilità che tra un anno il glifosato ottenga di nuovo una proroga da parte della Commissione. Si è allora attivata una Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per la raccolta di un milione di firme per richiedere l’interdizione definitiva.

Obiettivo ufficiale di questa ICE: Si invita la Commissione europea a proporre agli Stati membri l’introduzione di un divieto di utilizzare glifosato, a riformare la procedura di approvazione dei pesticidi e a fissare obiettivi di riduzione obbligatori al livello dell’UE per quanto riguarda l’uso dei pesticidi.

Come per l’attuale campagna ICE People4soil, il Forum Salviamo il Paesaggio aderisce alla campagna ICE Stop al Glifosato e chiede a tutte le associazioni del Forum di attivarsi per per la raccolta firme cominciata ufficialmente il 25 gennaio scorso:

https://stopglyphosate.org/it/

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Anche in Piemonte si prepara una legge sul consumo di suolo http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/anche-in-piemonte-si-prepara-una-legge-sul-consumo-di-suolo/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/02/anche-in-piemonte-si-prepara-una-legge-sul-consumo-di-suolo/#respond Thu, 09 Feb 2017 22:41:23 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11426 piemonte

La Regione Piemonte ha presentato lo scorso dicembre una bozza di Disegno di legge regionale dall’importante titolo “Norme per il governo sostenibile del territorio e il contenimento del consumo di suolo“, che è stata sottoposta a tutte le forze politiche, economiche e sociali come strumento efficace per intervenire su un tema che a noi sta parecchio a cuore.

Come è già capitato in molte altre Regioni, l’avvio dell’iter sembra essere permeato da buone intenzioni ma privo di quella forza che davvero dovrebbe guidare un intervento normativo così urgente e capace di orientare il comparto edile verso l’unico vero obiettivo oggi proponibile, cioè lo sviluppo delle attività di riuso e rigenerazione dell’esistente e un definitivo arresto del consumo di suolo libero.

Anche per la norma regionale piemontese si ragiona attorno al concetto di “contenimento e questo è già il primo grave limite su cui poggia il corpo legislativo.

Ma è l’intero testo del disegno di legge che pare configurarsi in larga misura più come una parziale (ma ampia) riforma delle disposizioni in materia urbanistica che come una proposta per evitare il consumo di suolo, con profonde  disposizioni di carattere urbanistico che andrebbero a creare una sorta di “legge regionale parallela” alla legge urbanistica regionale (L.R. 56/1977 e s.m.i.), pure di recente ed altrettanto ampia revisione.

I Comitati piemontesi del Forum Salviamo il Paesaggio hanno esaminato la bozza proposta dalla Regione epresentato un proprio articolato documento di “osservazioni” preceduto da una nota di commento in cui vengono espresse le numerose perplessità sulla distanza tra quanto dichiarato nel titolo dell’intervento legislativo e il suo effettivo enunciato.

In particolare, il Forum piemontese ha chiesto che il Disegno di legge regionale si concentri esclusivamente sull’arresto (e non il semplice contenimento) del consumo di suolo e proponga precise regole per l’effettivo conseguimento e riferibili alla legge urbanistica regionale vigente: se si vuole (nuovamente) intervenire nella modifica della L.R. 56/1977 e s.m.i., che si apra una sua revisione diretta e non la si “nasconda” all’interno di un provvedimento di altra natura !

L’analisi della bozza regionale rende evidente come, al di là delle affermazioni di principio, non sempre cogenti, tutto venga rimandato a successivi provvedimenti attuativi e a piani territoriali e locali senza che agli stessi vengano applicate indicazioni operative effettivamente stringenti. Viceversa una legge contro il consumo di suolo dovrebbe contenere alcune indicazioni molto forti e tali da implicare un rapido adeguamento degli strumenti urbanistici.

Secondo il Forum piemontese ci sono voluti circa 35 anni per far si che tutti i Comuni fossero dotati di un P.R.G. adeguato alla L.R. 56/1977 (e svariati Comuni ancora oggi non sono nemmeno adeguati al P.A.I.), quindi pare davvero impensabile prevedere che tutti e 1204 siano costretti a rifare i propri strumenti urbanistici generali per il tramite di quello “sdoppiamento del piano” (piano strutturale e piano operativo), operazione peraltro già proposta a suo tempo (Giunta Bresso, Assessore Conti) con il disegno di legge regionale n. 488 del 2007, mai convertito in legge per la sua non semplice applicazione e per gli alti costi da sostenersi a carico dei Comuni.

Il Forum rileva, inoltre, che nelle Regioni che tra il 1995 ed il 2000 hanno approvato leggi regionali della c.d. “terza generazione” con tale metodologia dello sdoppiamento del piano, si è solo aumentata la proliferazione dei piani a discapito della tutela dei suoli (la Regione Emilia Romagna, ad esempio, sta ritornando al piano urbanistico tradizionale).
Inoltre questa modifica procedimentale rischia di portare ad un ulteriore “scarico di responsabilità” della Regione Piemonte nel processo di formazione degli strumenti urbanistici comunali, in quanto non verrebbe nemmeno consultata dai Comuni per la formazione ed approvazione del Piano operativo.

Si sarebbe invece potuto operare esclusivamente sul fronte dell’improrogabile contrasto al consumo del suolo (lasciando perdere l’ennesima riforma urbanistica) con le vigenti disposizioni regionali, redigendo un “semplice regolamento” di raccordo tra i disposti della L.R. 56/1977 e s.m.i., degli artt. 26 e 31 del P.T.R. del 2011 e delle definizioni della D.G.R. 27/7/2015 n. 34-1915 sul monitoraggio del consumo di suolo in Piemonte, tenendo presente l’altissimo numero di abitazioni inutilizzate dichiarate dalla stessa Regione (525.699 su un totale di 1.922.099) pari al 27,35 %.

In conclusione, per il Forum piemontese la bozza presentata dalla Regione dovrebbe essere completamente rivisitata e impostata su basi molto più cogenti.

A questo link potete scaricare il documento trasmesso alla Regione, con le proposte di modifica e le annotazioni puntualmente suggerite.

Ci auguriamo che la Regione recepisca il messaggio e corregga il tiro …

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Polo logistico di Passo Corese: dov’è la valutazione di impatto ambientale su tutti gli interventi in corso di realizzazione? http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/polo-logistico-di-passo-corese-dove-la-valutazione-di-impatto-ambientale-su-tutti-gli-interventi-in-corso-di-realizzazione/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/polo-logistico-di-passo-corese-dove-la-valutazione-di-impatto-ambientale-su-tutti-gli-interventi-in-corso-di-realizzazione/#respond Thu, 26 Jan 2017 19:56:58 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11422 passo-corese

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (20 dicembre 2016) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo la realizzazione del grande Polo logistico di Passo Corese, in Comune di Fara in Sabina (RI).

Coinvolti il Ministero dell’ambiente (Ministro e Direzione generale per le valutazioni ambientali), il Ministero per i beni e attività culturali (Ministro e Soprintendenza per le Belle Arti e Paesaggio), la Regione Lazio (Settore V.I.A./V.A.S.), Corpo forestale dello Stato, Comune di Fara in Sabina e Istituzioni europee (Commissione europea e Commissione “petizioni” del Parlamento europeo). Informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti.

Sul sito web istituzionale del Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Rieti, soggetto promotore del Polo logistico di Passo Corese, si legge che “il Polo Logistico si sviluppa su un’area di 180 ettari, di cui 120 a destinazione logistica e industriale. Inoltre sono previsti 11 ettari da destinare a servizi, attività ricettive, terziario, uffici, attrezzature sportive e ricreative”.  Sono previsti “circa 700.000 mq di superficie coperta”, mentre dall’estate 2016 è in costruzione su oltre 222 mila metri quadri di superficie il nuovo centro di distribuzione di Amazon, il colosso mondiale del commercio on line.[1]

L’area risulta parzialmente d’interesse archeologico, interessando la zona di Cures Sabini, antico centro dei Sabini, parte della Sabina tra Montopoli di Sabina, Fara Sabina, Passo Corese, il Tevere e la Salaria, nonché parzialmente tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), come indicato anche dal Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (P.T.P.R.) della Regione Lazio (Parco archeologico e culturale. Tav C 20).

Eppure risulta effettuata la necessaria procedura di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) soltanto riguardo le opere di urbanizzazione del polo logistico (determinazione Direttore Area V.I.A. Regione Lazio prot. n. 164106 del 24 settembre 2007), non considerando il complesso degli interventi, molto più ampio (attività principalmente logistiche e industriali ma con una cospicua parte di territorio da destinare a servizi, attività ricettive, terziario, uffici, attrezzature sportive e ricreative), come richiede la normativa e la giurisprudenza europea e nazionale.

Nemmeno risulta effettuata la procedura di valutazione ambientale strategica (V.A.S.), necessaria qualora si volesse considerare il complesso di interventi in corso di realizzazione nel Polo logistico non come un intervento coordinato, ma come un programma di interventi.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, chiesto alle amministrazioni pubbliche competenti di valutare l’opportunità di adozione di provvedimenti sospensivi dei lavori carenti delle valutazioni ambientali e ha chiesto alle Istituzioni comunitarie di verificare il rispetto della normativa europea in tema di V.A.S. e di V.I.A. (direttive n. 2001/42/CE e n. 2011/92/UE).

p. Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Stefano Deliperi

ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridicoweb.com 

[1] In forza di  deliberazione Giunta regionale 4 agosto 2016, n. 499Approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa tra la Regione Lazio, il Consorzio per Sviluppo Industriale della Provincia di Rieti, il Comune di Fara in Sabina (RI), la società Vailog s.r.l. e la società Parco Industriale della Sabina S.p.a. per lo sviluppo del territorio della Provincia di Rieti” e relativo protocollo d’intesa e provvedimento autorizzativo unico n. 3 del 29 luglio 2016 rilasciato dal Comune di Fara in Sabina per la costruzione dello stabilimento.
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Creiamo una Fondazione per acquistare terreni edificabili e renderli liberi (per sempre)? http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/creiamo-una-fondazione-per-acquistare-terreni-edificabili-e-renderli-liberi-per-sempre/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/creiamo-una-fondazione-per-acquistare-terreni-edificabili-e-renderli-liberi-per-sempre/#comments Wed, 25 Jan 2017 21:59:36 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11419 lucchetto

di Fabio Balocco e Alessandro Mortarino

A chi ama la Terra la scritta “terreno edificabile” fa letteralmente rizzare i capelli in testa. L’idea che quel terreno vergine possa essere circondato da rotoli di plastica rossa, che vi possa essere piantato un cartello con il nome del proprietario, il numero del permesso a costruire, la ragione sociale dell’impresa e che sia, infine, squarciato dai denti di una ruspa, è destinata a turbare perennemente i nostri sogni …

Da questa considerazione nasce l’idea di creare un soggetto giuridico che abbia come unico scopo quello di acquisire terreni edificabili al solo fine di preservarli da ogni modifica per il tempo a venire.

Comprendendo fra gli strumenti utili a raggiungere lo scopo, la richiesta al comune di riclassificazione dell’area acquistata affinché essa sia resa inedificabile (e, progressivamente esentarsi dal pagare all’amministrazione l’IMU relativa ai terreni edificabili).

Questa sensibilità si sta sviluppando in Piemonte, all’interno dell’ampia rete del Forum Salviamo il Paesaggio. Cittadini, Associazioni, Comitati che da tempo immemore si prodigano per tutelare terreni agricoli o semplicemente liberi dal destino indicato da Piani Regolatori iper/sovradimensionati, stanno ora immaginando di costituire una onlus che abbia come obiettivo assoluto quello di togliere dal mercato, in maniera definitiva, aree inedificate ma a rischio di sicura cementificazione.

Affinché l’operazione non rimanga nell’ombra ma abbia carattere educativo, all’operazione dovrà essere fornita adeguata pubblicità tramite i media ed apponendo un cartello in loco che indichi la natura del terreno e lo scopo dell’iniziativa di preservazione dello stesso.

I terreni non andranno scelti a caso, ma si dovrà operare soprattutto sulle zone di completamento edificatorio dei comuni, al fine di rendere più visibile l’iniziativa. Una sorta di “guerriglia urbana.”

Uno strumento che potrebbe agevolare l’operazione dal punto di vista economico potrebbe essere il partecipare a delle aste immobiliari di terreni. Infatti le aste consentono attualmente di diventare proprietari di beni immobili con esborsi economici molto inferiori rispetto alla trattativa privata.

Il soggetto giuridico agente potrebbe essere una Fondazione, il cui scopo unico sarebbe quello di acquisire terreni edificabili al fine di farli recedere a terreni agricoli e tali mantenerli per l’eternità, «perennizzandoli». Come qualsiasi persona giuridica, la Fondazione potrebbe poi acquisire terreni da privati tramite lasciti o donazioni.

In seconda battuta, oltre allo scopo predetto si potrebbe aggiungere quello di acquisire terreni che già sono agricoli. Da studiare, altresì, come procedere all’acquisizione dei terreni: ciascun cittadino italiano potrebbe conferire una somma al patrimonio della Fondazione, utilizzando anche la possibilità del “5 x 1000“ prevista dalla dichiarazione Irpef.

Per ora questa è una suggestione, una piccola scintilla che ci auguriamo possa trasformarsi – dopo un’attenta valutazione collettiva – in un grande fuoco. Questa prima comunicazione, quindi, vale come un appello: chi è disponibile, in Piemonte, a far parte dell’avvio di questa nuova importante iniziativa?

E perchè limitarci al solo Piemonte?

Attendiamo Vostre comunicazioni, disponibilità, proposte:

fabio.balocco53@gmail.com

alessandro.mortarino@libero.it

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Petizione per la difesa delle terre civiche http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/petizione-per-la-difesa-delle-terre-civiche/ http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2017/01/petizione-per-la-difesa-delle-terre-civiche/#respond Wed, 25 Jan 2017 21:36:36 +0000 http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/?p=11416 sardegna

Ormai sta procedendo da tempo la pesante offensiva istituzionale dei vertici della Regione autonoma della Sardegna contro le terre a uso civico: sdemanializzazioni, occupazioni abusive ignorate, mancata dichiarazione pubblica di demani civici accertati sono le principali direttrici di attacco ai danni dei patrimoni collettivi di centinaia di centri piccoli e grandi dell’Isola.

Un nuovo Editto delle Chiudende, come il provvedimento che nella prima metà dell’800 dette inizio alla privatizzazione dei grandi demani collettivi sardi.

L’attuale situazione è descritta puntualmente nell’articolo Diritti di uso civico e demani civici in Sardegna, ecco coma la Giunta Pigliaru vuole realizzare il nuovo Editto delle Chiudende (2 gennaio 2017).

Chi ci guadagna?

Riscontri elettorali, imprese industriali, piccoli e grandi abusi (forse anche di qualche amministratore pubblico), grandi imprese immobiliari (soprattutto lungo la costa orientale).

Chi ci perde?

Le tante collettività locali sparse in tutta la Sardegna (in tre quarti dei Comuni sono presenti terre a uso civico), a cui vengono sottratti coste, pascoli, boschi senza nulla in cambio.   Tutti noi per quanto concerne il valore ambientale dei demani civici.

Nessuna trasparenza regola queste operazioni, per esempio l’ultima legge regionale n. 26/2016 che ha introdotto nuove forme di sdemanializzazione delle terre civiche è stata approvata in quattro e quattr’otto di notte, senza alcuna pubblicità né vergogna.

Su sollecitazione di tanti cittadini – oltre alla campagna permanente legale e di sensibilizzazione – il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus propone unapetizione popolare al Presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru con richieste semplici e dirette: l’abrogazione della legge regionale n. 26/2016 di sdemanializzazione delle terre civiche (da proporre al Consiglio regionale), la promulgazione dei 123 provvedimenti di accertamento di altrettanti demani civici che dormono nei cassetti regionali da più di 4 anni, l’avvio delle operazioni di recupero delle migliaia di ettari occupati abusivamente.

Bisogna far sentire la propria voce, bisogna far sentire la volontà dei cittadini:firma e fai firmare la petizione in difesa delle terre collettive!

Si può firmare qui:
Petizione contro il nuovo Editto delle Chiudende!

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus
Stefano Deliperi


P.S. indicazioni per l’adesione alla petizione:

la petizione si può sottoscrivere a questo link 

Basta cliccare sul tasto verde dov’è scritto “Sottoscrivi”. Poi giunge un messaggio all’indirizzo indicato nella sottoscrizione per la conferma. Basta confermare l’avvenuta sottoscrizione.
Non c’è alcun obbligo di donazione di neanche un centesimo. Buonacausa.org è una piattaforma che ospita sia petizioni che iniziative di raccolta fondi per tutela dell’ambiente e diritti civili.
L’abbiamo scelta perché non riempie di e-mail pubblicitarie i sottoscrittori delle petizioni. Chi vuole può firmare serenamente.

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