villarealeNella corsa ai finanziamenti pubblici, l’interesse per un singolo evento sportivo, il GP di Formula 1, parte ancora dalla pole position. All’orizzonte enormi sacrifici nonostante il periodo di crisi e l’incertezza del ritorno economico dell’evento. La macchina vincente per la collettività sarebbe invece quella della tutela e della valorizzazione continua del complesso monumentale del parco di Monza.

Benzina per il Gran Premio con ingenti finanziamenti pubblici

Uno stanziamento pubblico approvato nel dicembre 2013 da 20 milioni di euro in regime di esenzione fiscale. Da qui parte il sostegno delle istituzioni per favorire il mantenimento del Gran Premio di Formula 1 a Monza.

In Regione è stato presentato un costoso progetto di modifica di strutture e tracciato da 70 milioni di euro che prevede inoltre pesanti interventi sugli alberi. Nella legge finanziaria non sono stati accolti i sub emendamenti con cui la Regione Lombardia sarebbe entrata nella proprietà dell’autodromo, dunque del Parco.

Perché dalla Regione arriva questa decisa spinta all’intervento? <<La giustificazione per questa operazione, che avrebbe comportato un ingente esborso di denaro pubblico, è quella solita di dover accettare le onerose condizioni poste da Ecclestone per concedere il rinnovo del Gran Premio, in scadenza nel 2016>> sostiene il COMITATO PER IL PARCO A. CEDERNA in un comunicato dello scorso 30 dicembre.

Nella lettera aperta indirizzata ai sindaci di Monza e Milano (proprietari dell’Autodromo), al Presidente della Regione Lombardia e al Ministro delle Infrastrutture, il Comitato chiede il diniego della defiscalizzazione degli investimenti salva GP.

Nel sito del Comitato è possibile firmare la petizione sull’ingresso della Regione Lombardia nella proprietà del Parco di Monza.

La grande ricchezza è il complesso monumentale Villa Reale, Giardini e Parco

La Regione si adopera per la tutela del circuito ma non per quella del Parco e delle sue bellezze (boschi, ville e cascine) anch’esse bisognose di interventi. Questa è la vera ricchezza culturale, storica e ambientale che la città di Monza è in grado di offrire.

Lo spiega chiaramente il Presidente del Comitato Parco A. Cederna, Bianca Montrasio a cui abbiamo posto qualche domanda.

Non è compresa l’importanza della tutela quotidiana e continua del parco e delle sue ricchezze. Continua ad essere privilegiato lo sfarzoso e occasionale evento della formula 1 per cui si cercano fondi nonostante il periodo di difficoltà economica per le casse pubbliche. Si intravede la possibilità di invertire tale tendenza?

Al momento attuale non vediamo alcuna inversione di tendenza da parte delle Istituzioni. E’ di pochi giorni fa la notizia che la Regione intende ripresentare l’emendamento Grimoldi che prevede la defiscalizzazione dell’ingresso della Regione nel Parco (all’interno del quale c’è la struttura dell’autodromo che sottrae circa 1/3 di area del Parco al pubblico), al fine di accogliere finanziariamente l’oneroso e ancora poco definito progetto presentato dalla società privata che gestisce l’autodromo, per la riqualificazione dello stesso. Per quanto riguarda l’opinione pubblica, invece, l’inversione di tendenza è già da tempo palesemente in atto.

Tra le istituzione dove confidate si possa trovare maggior attenzione alle vere esigenze del Parco? Quali sono invece i vostri timori?

Il nostro appello e’ stato inviato agli Enti decisori, ovvero sindaco di Monza, sindaco di Milano, Presidente della Regione Lombardia, Ministro delle Infrastrutture. L’appello e’ volto a NON sprecare prezioso denaro pubblico (20 milioni al momento) per una società che svolge attività sportiva. Ben altre sono le priorita’ in questo momento: sanita’, trasporti, scuola. Capire se si troverà attenzione a questo appello al buon senso, e’ difficile dirlo. I nostri timori sono l’ingresso della Regione nella proprieta’ del Parco, volto, come dichiara lo stesso Presidente alla stampa, piu’ che altro alla riqualificazione dell’autodromo. La Regione già fa parte del Consorzio che gestisce Villa, Giardini e Parco, beni conferiti al Consorzio stesso.

Quali ulteriori sviluppi potrebbe avere la vicenda nei prossimi mesi?

Abbiamo chiesto ai politici di perorare la causa del buon senso. Al momento solo i consiglieri regionali e i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato interrogazioni in Regione, Camera e Senato. Le risposte alle interrogazioni parlamentari non sono ancora arrivate, ma quella in Regione sì (In questo video l’interrogazione del Consigliere Corbetta e la vaga risposta dell’Assessore Sala). Sono stati chiesti dati sull’indotto e l’Assessore si e’ limitato a dire che i dati ci sono senza peraltro fornirli.

Per la collettività spese certe per ritorno economico incerto

<Da decenni il Comitato Parco chiede dati sull’indotto a consuntivo e non solo stimati, ma anche l’ultimo rapporto della Camera di Commercio di Monza e Brianza si limita a fornire cifre non supportate da documenti > continua Bianca Montrasio. <Il Comitato si era anche attivato chiedendo direttamente ai commercianti e agli operatori turistici quale fosse il vantaggio economico della presenza dell’autodromo: le risposte sono state per lo più negative>.

Sul sito del Comitato è possibile firmare la petizione sull’ingresso della Regione Lombardia nella proprietà del Parco di Monza che al momento ha raccolto 456 adesioni.

Tra queste adesioni c’è anche quella di Roberto Albanese, presidente degli Ecocivici Verdi Europei di Monza e Brianza. <Crediamo che il valore del parco di Monza non sia dovuto al cemento, all’inquinamento, alla folla dell’autodromo ma al patrimonio di natura, cultura, interiorità che la gente sperimenta frequentando questo luogo> ha dichiarato.

<Con il provvedimento proposto il livello regionale fa propria una visione vecchia e materialista dello sviluppo e dei bisogni sociali, che risale all’ideologia di stampo futurista lasciataci in eredità dagli interessi economici legati al fascismo i quali negli anni ’20 vollero realizzare l’autodromo> continua Albanese. <Attualissime quindi ancora oggi le parole di Benedetto Croce che prendeva le distanze da un idolo che solo menti bottegaie, cuori aridi e psicologie disturbate possono concepire come tale>.

Luca D’Achille