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Grazie alle osservazioni al piano provinciale, le associazioni ottengono più tutela per il territorio anche se qualche amministrazione comunale continua ad alimentare la cementificazione. Sullo sfondo crescono le proposte di nuovi parchi: 4 vicende dalla provincia più urbanizzata d’Italia.

Dopo che il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Monza e Brianza è diventato operativo con la pubblicazione sul BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lombardia) lo scorso ottobre, in diversi comuni si valuta l’esito delle molte osservazioni presentate in primavera.

Grande era la distanza tra le associazioni, coordinate dall’Osservatorio PTCP, che chiedevano la salvaguardia degli ultimi spazi verdi della provincia più urbanizzata d’Italia, e qualche amministrazione locale. Quest’ultime infatti in molti casi si sono aggiunte alle richieste di soggetti privati chiedendo lo stralcio delle aree tutelate per consentire nuova cementificazione.

Questa distanza c’è ancora. A Bernareggio c’è soddisfazione nei comitati per l’accoglimento di buona parte delle osservazioni presentate a tutela dell’area del Paleoalveo e dell’area agricola a est del centro abitato. Zone agricole di connessione a ovest e aree cuscinetto in corrispondenza di un’opera stradale connessa all’autostrada Pedemontana ad est sono state inserite nelle Aree Agricole Strategiche e saranno più tutelate.

Al contrario non sono state accolte le richieste di stralcio  presentate dall’Amministrazione Comunale in contrasto con gli ambiti di trasformazione previsti nel Piano di Governo del Territorio comunale. Ma le aree sono ancora in pericolo: pochi giorni fa la Giunta ha promosso un ricorso al TAR per contestare il piano provinciale considerandolo “gravemente lesivo degli interessi comunali”.

Situazione che si ripresenta in altri comuni. Anche il comitato + Limbiate – Cemento con la sua azione ha raggiunto importanti risultati. Le osservazioni presentate per questo comune sono state accolte e numerose aree sono state inserite nelle Aree Agricole Strategiche. Anche qui però non è per tutti un lieto fine: potrebbero esserci ulteriori tentativi per rimettere in gioco gli interessi economici e ridare spazio all’edificazione in aree ancor più appetitose perché in vicinanza del centro abitato.

Primi passi per la formazione di due nuovi parchi

Il Comune di Lissone invece segue altri comuni della provincia tra cui Desio, Macherio, Sovico e la stessa Monza, e chiede alla Regione di istituire il nuovo parco regionale della Brianza Centrale.
L’Amministrazione comunale ha dato mandato ai parchi locali del Grugnotorto-Villoresi e della Brianza Centrale per costituire un unico parco, prima fase per la formazione della nuova grande area tutelata. Un progetto per creare collaborazione e mettere in relazione le risorse considerando le opportunità di sviluppo e le esigenze di salvaguardia di un territorio fortemente urbanizzato.

Poco distante nasce anche la proposta di un parco lineare sul tratto di ferrovia dismessa Seregno-SaronnoLegambiente Saronno sta raccogliendo le firme per promuovere il progetto ricordando che sono molti gli esempi al mondo di riconversione naturali di ferrovie dismesse. Un’opera che sarebbe importantissima per la creazione di un collegamento naturalistico e per dare spazio alla mobilità ciclabile in un’area dominata dal traffico veicolare.

Luca D’Achille