A cura del Coordinamento lombardo del Forum Salviamo il Paesaggio.

Il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio segue da diversi anni i temi che interessano la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, con particolare riguardo all’azzeramento del consumo di suolo in tutti i suoi diversi aspetti. Dopo il fallimento di svariati tentativi parlamentari per una legge sul contenimento del consumo di suolo, il Forum ha prodotto una propria proposta di legge e l’ha trasmessa a tutte le forze politiche in campo per le recenti elezioni: “Norme per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati“.
Come Coordinamento Lombardo del Forum Salviamo il Paesaggio intendiamo segnalare anche al nuovo Consiglio Regionale lombardo, recentemente insediatosi, alcuni punti che riguardano la vita stessa dei cittadini, e non solo la loro qualità di vita, nell’auspicio che vengano affrontati celermente durante il mandato legislativo.

– La LR n.31/28.11.2014 “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato” è una legge che associa buoni principi a cattive applicazioni e riteniamo sia da emendare in modo sostanziale; in particolare, tra i suggerimenti contenuti nel nostro documento presentato già quattro anni fa in Commissione, chiedevamo: “… che gli obiettivi del PTR e le previsioni dei Piani sovra locali e regionali concernenti la realizzazione d’infrastrutture, d’interventi di potenziamento e adeguamento delle linee di comunicazione e del sistema della mobilità, di poli insediativi, non prevalgono sulle disposizioni dei piani territoriali delle aree protette”.

– La nuova legge sulle aree protette (LR 28/17.11.2016 “Riorganizzazione del sistema lombardo delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio“) è ancora completamente da attuare, ma riteniamo che un ripensamento globale sul ruolo, funzionamento e progettazione di queste aree fondamentali per la nostra sopravvivenza debba essere fatto in modo aperto e partecipato, privilegiando le logiche di tutela dei beni comuni a quelle degli interessi economici privati.

– Nel settembre scorso una delibera di giunta regionale ha approvato una proposta di legge che modifica la vetusta legge n.14 del 1998 sull’attività di cava. Il nuovo Consiglio Regionale dovrà portarla avanti, ma riteniamo che vada ridiscussa approfonditamente anche introducendo garanzie finanziarie adeguate perché un piano d’ambito non si trasformi automaticamente in un sostanzioso credito bancario per i cavatori e una cambiale in bianco per il territorio.
Chiediamo che nella quantificazione del fabbisogno di materiali per la costruzione, aspetto fondamentale per la pianificazione provinciale (Piani cave), si parta innanzitutto da quanto è stato realmente estratto e, in termini previsionali, quanto di questo materiale cavato è rimasto invenduto rimanendo stoccato negli ATE, quanto è stato comunque estratto per la costruzione di opere pubbliche e soprattutto quanti immobili costruiti sono attualmente inutilizzati. Secondo l’ISTAT nel nostro Paese sono presenti oltre 7 milioni di abitazioni non utilizzate, 700 mila capannoni dismessi, 500 mila negozi definitivamente chiusi, 55 mila immobili confiscati alle mafie. Quanti di questi “vuoti a perdere” ci sono in Regione Lombardia ?

– A nostro parere andrebbe integrato e migliorato il Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, anche questo drammaticamente connesso con le problematiche delle cave. L’attività estrattiva è strettamente connessa alla gestione dei rifiuti, sia in modo lecito che illecite.
Se il Piano Paesaggistico Regionale (PPR), approvato con D.C.R. del 19/01/10, considera gli ambiti estrattivi in attività come “aree e ambiti di degrado paesaggistico provocato da processi di urbanizzazione, infrastrutturazione, pratiche e usi urbani”, va assolutamente modificato almeno a livello regionale il concetto previsto dal D.Lgs n.36/03 per cui “Nell’individuazione dei siti di ubicazione (delle discariche) sono da privilegiare le aree degradate da risanare e/o da ripristinare sotto il profilo paesaggistico”. Non ci sono leggi che vietino di ‘ripristinare’ le cave con discariche di rifiuti, ma localizzare una discarica in una cava, magari in attività da decenni, non solo non può considerarsi un ‘ripristino’, ma al contrario comporta un ulteriore danno irreversibile al territorio tale da renderne impossibile la sua riabilitazione.

– Secondo quanto stabilito nel D.Lgs. 152/2006 la VASha la finalità di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione, dell’adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile”.
In Regione Lombardia la Legge Regionale n. 12/2005 “Legge di governo del territorio” ha recepito la Direttiva comunitaria decretando l’obbligatorietà di redazione di tutti i piani e programmi con il processo di Valutazione Ambientale Strategica.
Senza entrare nei dettagli delle molte criticità della procedura di VAS, nel lavoro prodotto da ISPRA del novembre 2016 “QUADRO DELLE NORMATIVE REGIONALI IN MATERIA DI VAS, RUOLI E ATTIVITA’ DELLE AGENZIE AMBIENTALI E CRITICITA’ RISCONTRATE NELLE APPLICAZIONI DI VAS” (a cui si rimanda per approfondimento) ARPA Lombardia dice esplicitamenteRisulta indispensabile definire una metodologia, il più possibile oggettiva ed univoca, finalizzata alla quantificazione degli effetti ambientali delle azioni di Piano, mediante la quale valutare gli effetti ambientali delle azioni proposte e di conseguenza poter effettivamente scegliere azioni alternative, compensazioni o mitigazioni.
In pratica le stesse Agenzie ambientali affermano di non sapere COME valutare gli impatti ambientali dei vari Piani (dai PGT comunali ai Piani strategici sovracomunali come i Piani Cave) e quindi “.. fatte salve alcune esperienze positive, si osserva una scarsa efficacia della VAS ai fini della sostenibilità ambientale.Chiediamo quindi che venga stabilita un’adeguata, scientificamente corretta e aggiornata metodologia per le valutazioni ambientali.

Nel rinnovare la richiesta di partecipare alla costruzione delle scelte che riguardano il futuro del territorio lombardo, siamo a disposizione per qualsiasi approfondimento venga ritenuto utile ed auspichiamo una maggiore informazione preventiva sull’iter dei relativi processi decisionali.

Con l’occasione formuliamo a tutto il Consiglio Regionale lombardo e ai suoi Organi esecutivi i nostri migliori auguri di buon lavoro. Cordiali saluti.

Coordinamento lombardo del Forum nazionale ‘Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori’

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