Una ricerca universitaria in Cina, realizzata dalla Beijing Forestry University, evidenzia gli alberi più adatti per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico: Betula platyphylla (betulla bianca) e Robinia pseudoacacia (robinia nera) vengono indicati come risorse ottimali per la riforestazione nelle città…
Le aree urbane affrontano sfide legate all’inquinamento ambientale e alle emissioni di gas serra, che richiedono sforzi collaborativi per la mitigazione. Le foreste urbane svolgono un ruolo cruciale nell’assorbimento delle emissioni di CO₂ e nel contributo al potenziale di sequestro del carbonio, ma rilasciano anche composti organici volatili biogenici (BVOC), che contribuiscono alla formazione di ozono troposferico e aerosol organici secondari (SOA).
Questo studio mirava a comprendere il ruolo delle foreste urbane nello stock di carbonio e nelle emissioni di BVOC, stabilendo modelli di biomassa ottimali per sei specie arboree tipiche (Robinia pseudoacacia, Quercus, Populus, Pinus tabulaeformis, Betula platyphylla e Larix gmelinii) a Pechino.
Nel 2021, lo stock totale di carbonio per queste specie arboree forestali è stato stimato in 5,638 milioni di tonnellate, con una densità di carbonio di 58,86 t/ha.

Confrontando sia la densità di carbonio sia le emissioni di BVOC per unità di superficie, i ricercatori hanno identificato due specie ottimali per la riforestazione urbana: Betula platyphylla (betulla bianca), più adatta alle aree ad alta quota, e Robinia pseudoacacia (robinia nera), ideale per le pianure urbane e le basse altitudini.
Secondo i ricercatori si tratta di specie in grado di garantire contemporaneamente un elevato assorbimento di carbonio e basse emissioni di BVOC, con il duplice vantaggio di ottenere così sia il controllo dell’inquinamento e sia la mitigazione delle emissioni di carbonio negli ecosistemi urbani.
La ricerca dell’Università cinese ha inoltre accertato che le specie a foglia larga (ad esempio Robinia, Quercus e Populus) tendono ad accumulare maggiori quantità di carbonio rispetto alle conifere.
Consulta qui l’articolo del Journal of Environmental Sciences.







