ImmagineGli insetticidi, ampiamente usati anche in aree antropizzate, sono nocivi. Diversi studi lo dimostrano. Per gli esperti è meglio puntare sulla lotta biologica.

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Se n’era già parlato il 7 marzo 2014 a Roma in una tavola rotonda organizzata presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche: Insetticidi e chimica contro l’ambiente e l’uomo. Il comune di Aprilia ha ripreso il tema lo scorso luglio con un incontro dal titolo “Lotta alle Zanzare: è il momento di cambiare” rilanciando l’obiettivo di attuare una nuova politica riguardo la lotta alle zanzare.

Partendo dall’inquinamento globale causato da pesticidi ed erbicidi, si è evidenziato come per la salute umana e dell’ambiente dei trattamenti adulticidi aerei finora utilizzati nella maggior parte dei comuni italiani per la lotta alle zanzare sono nocivi.

In particolare il legame Pesticidi e Autismo. Il Davis Mind Institute dell’University of California di Sacramento – si ricorda – ha pubblicato uno studio approfondito nel quale viene dimostrata la relazione fra esposizione, entro un raggio di 1,5 km, a pesticidi e insorgenza nei feti umani di autismo e ritardi nello sviluppo.

Ci si domanda quindi se è giunta l’ora di vietare per sempre anche i temibili piretroidi che a partire da maggio, per finire ad ottobre, vengono, indiscriminatamente, irrorati non in aree lontane chilometri dalle nostre case, bensì sotto le nostre case per combattere lo sviluppo delle zanzare adulte?

I pesticidi colpiscono anche le api e i loro prodotti. Tale specie è un importante indicatore dello stato di salute dell’ambiente e gli apicoltori lanciano l’allarme: l’industria chimica spregiudicata le sta annientando.

Sono più pericolosi i pesticidi delle zanzare si sottolinea ricordando l’utilità delle zanzare negli ecosistemi. La soluzione ottimale per le disinfestazioni è quindi la lotta biologica alla zanzara che non ha ricadute deleterie sull’ambiente e sulla salute umana.

Ci sono specie vegetali che emettono forti odori come gerani e rosmarino, lavanda, maggiorana ed eucalipto e sono quindi sgradite alle zanzare. Un altro esempio di lotta biologica è la protezione delle specie predatrici delle zanzare quali anfibi, Rondoni e rondini, pipistrelli. Tutte specie che vengono minacciate dagli insetticidi dall’agricoltura industriale e dalla mancanza di habitat.

Tale aspetto si collega inoltre con la tutela del paesaggio: La zanzara tigre è favorita dal degrado ambientale e dall’urbanizzazione incontrollata.

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