Pubblichiamo l’appello di un gruppo di cittadini per contrastare la realizzazione del Battery Energy Storage System in località Isola a Cremella (LC).
Qui è possibile firmare la petizione on line.
Il problema
Noi sottoscritti cittadini, residenti nel Comune di Cremella, nei Comuni limitrofi e nel territorio circostante, esprimiamo la nostra ferma opposizione alla realizzazione dell’impianto di accumulo elettrochimico (BESS – Battery Energy Storage System) previsto in località Isola a Cremella (LC). Riteniamo che il progetto possa comportare impatti negativi sul piano ambientale, paesaggistico, sanitario e sociale, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita della nostra comunità.
Con la presente petizione, chiediamo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di valutare attentamente le criticità e i potenziali rischi ambientali connessi al progetto e di non autorizzarne la realizzazione, promuovendo un modello di sviluppo energetico realmente sostenibile e condiviso con le comunità locali.
Perché ci opponiamo al progetto
Il sito individuato si trova in un’area agricola di pregio a ridosso di luoghi fondamentali per la vita comunitaria, tra cui:
- abitazioni private con famiglie che vivono nelle immediate vicinanze, che vanno salvaguardate;
- il Campo Sportivo “Figliodoni” della società “Luciano Manara”, dove ogni settimana si ritrovano centinaia di atleti (bambini e ragazzi) e le loro famiglie;
- il Parco Inclusivo, luogo di gioco per i più piccoli, di integrazione delle persone con disabilità e di incontro tra le generazioni;
- l’area feste e manifestazioni, cuore pulsante delle nostre sagre, tradizioni e della vita comunitaria;
- il Trovante, opera d’arte pubblica progettata per dialogare con il paesaggio naturale circostante e parte di un itinerario culturale che unisce dieci comuni della Brianza lecchese.
- il sentiero sterrato, molto frequentato da famiglie, escursionisti e amanti della natura, che collega il centro abitato alle aree agricole e boschive del territorio, attraversando il Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) della Valletta.
Perché diciamo no all’impianto Bess in questo contesto
- Rischi elevati per la sicurezza delle persone — in particolare per i bambini, per coloro che praticano sport, per chi assiste alle partite, per chi frequenta l’area feste e per i residenti — in caso di incendi, guasti o incidenti.
- Danneggiamento delle attività sportive, privando il Centro Sportivo “Figliodoni” di un contesto sereno e protetto per lo svolgimento delle attività.
- Svalutazione delle abitazioni e delle proprietà, che subirebbero un danno patrimoniale.
- Peggioramento della qualità della vita dei residenti: rumore, impatti ambientali e percezione diffusa di insicurezza.
- Compromissione del Parco Inclusivo, con un maggiore inquinamento acustico, degrado paesaggistico e potenziali effetti derivanti dall’impatto elettromagnetico.
- Distruzione del dialogo tra arte e natura: il BESS oscurerebbe il “Belvedere del Trovante”, la vista simbolica tra la scultura e il Corno Birone, privando la comunità di un importante patrimonio culturale.
- Minaccia al patrimonio arboreo e paesaggistico, con danni agli alberi secolari che compongono il viale alberato di via Cadorna, elemento distintivo dell’identità locale, per la posa di cavi interrati per il collegamento alla sottostazione Terna di Bulciago.
- Alterazione del paesaggio storico, danneggiando l’armonia tra i beni monumentali — Villa del Bono e l’ex Monastero di San Pietro — e il loro contesto.
- Potenziali danni ai territori limitrofi, dovuti alla vulnerabilità dell’area destinata all’impianto all’esondazione del fossato Rio Gambiaione e agli allagamenti da acque superficiali, con il rischio che eventuali interventi di contenimento spostino il problema altrove.
Cosa chiediamo concretamente
- La sospensione immediata del procedimento autorizzativo.
- Trasparenza, con valutazioni d’impatto indipendenti e un confronto aperto con la cittadinanza.
- La ricerca di soluzioni alternative, al di fuori del territorio comunale e lontano dalle aree di pregio paesaggistico e ambientale che lo caratterizzano, privilegiando siti già compromessi.
- La salvaguardia delle aree sensibili, per uno sviluppo che rispetti la residenzialità, lo sport, l’inclusione, la cultura e il paesaggio.
Diciamo insieme NO all’impianto BESS a Cremella e SÌ alla sicurezza, alla cultura, allo sport, alla socialità e alla bellezza del nostro territorio.
Cremella è la nostra casa: difendiamola, oggi, con responsabilità e coraggio, per le generazioni future.







