Ph Maria Cariota

Urgente un Protocollo speciale di Protezione dei Pini: appello di O.N.D.A. al Governo

Ovunque in Italia i pini e gli altri alberi urbani sono oggetto di abbattimenti indiscriminati, nella migliore delle ipotesi rimpiazzati da nuove alberi (di solito piccoli e ornamentali), non in grado di compensarne la perdita. La rete O.N.D.A. Organismo Nazionale Difesa Alberi, chiede ai Ministeri dell’ambiente e della cultura che vengano rafforzate le tutele normative per la salvaguardia del patrimonio arboreo e un Protocollo speciale per i Pini, simbolo italiano nel mondo.

della rete O.N.D.A. Organismo Nazionale Difesa Alberi

APPELLO URGENTE PER LA TUTELA DEGLI ALBERI URBANI E PROTOCOLLO SPECIALE PINI

All’attenzione:

del MASE – Prof. Dott. Gilberto Pichetto Fratin

del MIC – Dott. Giuli Alessandro, Dott.ssa Borgonzoni Lucia

del Presidente del Comitato Sviluppo Verde Pubblico – Dott. Marco Visconti

del Dirigente DIFOR I del MASAF – Dott. Alessandro Cerofolini

APPELLO COLLETTIVO di O.N.D.A. Organismo Nazionale Difesa Alberi, una RETE apartitica costituita da circa 150 comitati, associazioni e gruppi, oltre ad esperti del settore in ambito scientifico e giuridico, impegnati nella difesa del Patrimonio arboreo italiano, soggetto sempre più ad abbattimenti indiscriminati nonostante sia noto il valore degli Alberi per i benefici ecosistemici, il contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici, la sostenibilità ambientale e la bellezza del paesaggio. (MANIFESTO ONDA, ALL.1).

Quadro legislativo relativo

-Visto l’art. 9 della Costituzione Italiana, che “Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni“;

-vista la Strategia dell’Unione Europea sulla biodiversità per il 2030;

-viste le Direttive 2009/147/Ce per la conservazione degli uccelli selvatici e la 92/43/Cee “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche;

-visti la legge 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani“, il DM n° 63 del 10 marzo 2020 CAM Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico” e il DL 22/01/2004 n° 42 noto come “Codice dei beni culturali e del paesaggio, recanti misure a tutela del verde pubblico e degli alberi;

-vista la Convenzione di Århus (legge 108/2001) sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale;

-visto il Regolamento UE 2021/1119 “Normativa europea sul climache stabilisce l’obiettivo vincolante della neutralità climatica nell’UE entro il 2050 e, successivamente, del conseguimento di emissioni negative;

-visto il Regolamento UE 2024/1991 del 17 giugno 2024 “Legge sul Ripristino della Natura, entrato in vigore il 18 Agosto 2024 e vincolante per tutti gli Stati membri, in particolare -l’ Art.8 paragrafi 1,2,3, che sanciscono che “non si registri alcuna perdita netta della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani né di copertura della volta arborea urbana nelle zone di ecosistemi urbani” entro il 2030, e dal 2031 si consegua “una tendenza all’aumento della copertura della volta arborea urbana” e -l’Art. 13: “Messa a dimora di tre miliardi di nuovi alberi” su tutto il territorio dell’Unione.

Appello urgente per la tutela degli Alberi urbani e Protocollo Speciale Pini

Inoltriamo alla Vs. cortese attenzione questo Appello collettivo affinchè voi, Ministri della Repubblica italiana, ai vertici delle Istituzioni preposte alla tutela del nostro Ambiente, della nostra Cultura e del nostro Paesaggio, vogliate prendere provvedimenti adeguati per la salvaguardia dei grandi alberi cittadini, in  particolare i Pini, sia domestici (Pinus pinea), più frequenti in città, che marittimi (Pinus pinaster), alberi meravigliosi la cui presenza unica nei nostri contesti urbani ci caratterizza e distingue in tutto il mondo.

Purtroppo attualmente essi sono oggetto ovunque di una incomprensibile campagna di denigrazione che porta ad abbattimenti ingiustificabili, spesso con motivazioni e analisi insufficienti e opinabili, quasi una forma di “pulizia etnica”, frutto di un intollerabile miscuglio di ignoranza e incompetenza che davvero non si addice a un Paese che ha sempre vissuto di storia, arte, natura e bellezza, oltre che di genialità e capacità indiscutibili.

Le nostre città più attrattive, ricche, bisogna dirlo, soprattutto di patrimoni ereditati, si stanno giorno dopo giorno spogliando di queste presenze insostituibili, alberi amati e fotografati da milioni di turisti, presenti in stemmi, dipinti, composizioni letterarie e musicali, alberi sempreverdi preziosi anche per la nostra salute (da cui la presenza presso ospedali e sanatori).

Oggi abbiamo tutte le tecnologie e le competenze per gestirli e poterli mettere in sicurezza, nella chioma e nelle radici, con sistemi brevettati e garantiti che permettono di farli convivere a lungo con le persone e con l’asfalto (Vademecum ‘Salvare i pini in citta”: possibile, economico, intelligente!).

Eppure, ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni disperate su decisioni drastiche da parte di Amministrazioni che, ignorando le moderne tecniche di salvaguardia, optano, nelle cosiddette “riqualificazioni”, per l’abbattimento di centinaia di piante, piante che hanno impiegato decenni per crescere e che nella migliore delle ipotesi verranno “rimpiazzate” in modo scarso, disattento e con benefici che dovranno attendere, ovviamente, altri decenni, sempre che i nuovi delicati impianti sopravvivano.

Emblematici gli ultimi abbattimenti al Mausoleo Augusto a Roma e quelli fatti o in corso alla Reggia di Caserta, a Ravenna, Siena, Sanremo, Firenze, Cuneo, Pescara, Rieti, Orvieto, Como, Bologna, Grosseto, Imola, Faenza, nel padovano, nel pugliese, nel ligure, nel milanese…

Ovunque si baratta un paesaggio unico di pini e platani con ciliegi e peri da fiore…

Certo, vista la malagestione delle Amministrazioni, si può convenire purtroppo che oggi il Pino non possa essere la scelta migliore in città, ma, a maggior ragione, quelli storici esistenti dovrebbero essere salvaguardati e tutelati con ogni mezzo, stanziando risorse per un Protocollo Apposito di Protezione che consenta gli interventi di cura e tutela, sebbene in effetti non più onerosi di quelli di abbattimento, col vantaggio di conservare un bene di valore monumentale per il Paese, che meriterebbe una menzione speciale nel Codice dei Beni culturali 42/2004.

Le risorse potrebbero essere facilmente reperite ottimizzando quelle che le Amministrazioni impiegano per operazioni inutili e dannose come le tante potature drastiche a cui assistiamo, potature NON adatte agli alberi ornamentali, proibite dai citati CAM (DM n.63 del 10/3/2020) resi cogenti dalla sentenza del Cons. di Stato n.8773/2022, ma che tutti i Comuni e le Città Metropolitane puntualmente fanno, causando, come gli esperti ci informano da decenni, un sicuro indebolimento e deperimento delle alberature oltre allo spreco di denaro: in particolare ricordiamo in proposito che la potatura del Pino va riservata esclusivamente ai rami secchi e pericolanti, poiché, non possedendo gemme “dormienti” su rami e tronco, esso può “ricacciare” solo dall’apice, diventando sempre più lungo e fragile, quindi pericoloso; inoltre l’asportazione della chioma verde indebolisce l’apparato radicale, come ben spiegato in vari trattati dai maggiori esperti.

Le risorse vanno impiegate per monitorare, curare e conservare, non per sfoggiare azioni buone solo a danneggiare il patrimonio PUBBLICO, la salute e il benessere dei cittadini.

Riportiamo qui, circa la necessità della conservazione dei grandi alberi:

– Sentenza del Consiglio di Stato 27 ottobre 2022, n. 09178:

“gli alberi vanno tutelati e non se ne può ordinare l’abbattimento d’urgenza se non si dimostra che è proprio indispensabile per la pubblica incolumità”

“il cosiddetto ‘rischio zero’ di caduta di un (qualsiasi) albero non esiste” (ma non per questo possiamo vivere senza alberi in città, ndr)-(alleghiamo PDF LIPU su Pini e radici, ALL.2).

Alleghiamo anche una Galleria pdf di una minima percentuale degli scempi riscontrati nel Paese, nessun Comune è risparmiato, da Nord a Sud (Gallery PINI-PRIMADOPO Italia, 2025 ALL. 3).

Confidiamo in una presa di posizione decisa, anche in vista della citata “Nature Restoration Law”: a tale proposito sappiamo che è in corso l’elaborazione dei Piani di ripristino MASE-ISPRA, i quali prevedono il coinvolgimento della popolazione e devono essere inviati, come è noto, entro Settembre 2026.

Tutto ciò considerato

riteniamo estremamente necessario rafforzare le tutele normative per la salvaguardia dei grandi alberi, anche quelli non monumentali ma comunque di particolare pregio, età, dimensioni, storia e collocazione. In particolare è quanto mai opportuno e urgente un PROTOCOLLO SPECIALE PROTEZIONE PINI, simbolo italiano nel mondo. GRAZIE.

Distinti saluti,

O.N.D.A. ORGANISMO NAZIONALE DIFESA ALBERI

Un commento

  1. pienamente d’accordo… a Roma sono scatenati contro i pini e platani senza reintegrarli, politica stupida e ignorante !

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