Legambiente Treviso interviene sul dibattito riguardante i progetti del nuovo supermercato Prix e dell’albergo di lusso, entrambi su aree verdi, a Biban di Carbonera: “Supermarket e architettura di pregio sì, ma senza consumare nuovo suolo”.
A cura di Legambiente Treviso
“Pur riconoscendo il valore di investimenti che puntano alla qualità architettonica come “l’hotel di lusso firmato Thun”, l’associazione ritiene doveroso ribadire un principio ormai ineludibile: di fronte all’acuirsi degli effetti della crisi climatica, la priorità dello sviluppo urbano deve essere il riuso e la riqualificazione degli spazi esistenti, non l’ennesima cementificazione di aree verdi.
Carbonera è un comune straordinariamente ricco di acqua e di risorgive. In un territorio così delicato, un suolo libero e permeabile non è uno “spazio vuoto” in attesa di essere edificato, ma un’infrastruttura naturale dal valore inestimabile che svolge funzioni ecosistemiche vitali: assorbe le piogge intense, ricarica le falde e mitiga le ondate di calore.
Permettere nuove cementificazioni significa ignorare la direzione tracciata dalla Legge Regionale 14/2017, che fissa il traguardo del “consumo di suolo zero”, e voltare le spalle alle direttive europee, compresa la futura direttiva sul monitoraggio e la resilienza del suolo (Soil Monitoring Law), che ci impongono di proteggere e ripristinare i terreni, non di sigillarli ulteriormente.
Siamo consapevoli che un supermercato rappresenti un servizio utile e richiesto per la frazione di Biban, dopo la chiusura del Despar.
Tuttavia, crediamo sia fondamentale un confronto trasparente con i residenti.
Supermercato sì, ma senza consumare suolo! Riutilizzare l’esistente!
Chiediamo ai cittadini cosa preferirebbero per il futuro del loro paese:
- La cementificazione di un’area verde permeabile, per la creazione di un nuovo edificio cementificando e quindi perdendo per sempre un’area verde lungo un torrente di risorgiva, fondamentale per moltissimi esseri viventi?
- Il riutilizzo di uno spazio già pronto e servito (come l’ex Despar o altri immobili dismessi da verificare), garantendo un risparmio enorme per la collettività, che altrimenti pagherebbe gli altissimi costi ambientali legati alla perdita di un suolo naturale?
Incentivare l’imprenditoria per l’acquisizione dell’ex-Despar? - La riqualificazione di un’area già oggi cementata e costruita, e attualmente abbandonata, per restituire decoro e sicurezza al quartiere, senza consumare nuova terra?
Qui l’area verde dove si vorrebbe costruire il supermercato:


Rispetto al progetto dell’hotel di lusso, il ragionamento è il medesimo.
Ha davvero senso autorizzare nuove imponenti cubature su un terreno verde,
quando a poca distanza assistiamo all’apparente stato di abbandono in cui versa da anni l’Hotel Carletto?
Il nostro non è un “no” a prescindere ai servizi o agli investimenti, ma un invito a cambiare paradigma.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale di Carbonera di incentivare attivamente le imprese che decidono di riqualificare l’esistente anziché costruire sul nuovo.
Chi sceglie di investire recuperando aree dismesse o edifici abbandonati compie un’azione di grande responsabilità verso il territorio e le future generazioni.
Nel 2026, la vera architettura all’avanguardia è quella che rigenera senza distruggere, e la vera politica attenta ai bisogni dei cittadini, dovrebbe saperlo.







