Cassinetta di Lugagnano - 29ott2011 - Carlo Petrini

Ciao Carlin, compagno di strada

“È il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l’urlo di milioni d’italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore, un’ulteriore forma di vessazione, tra le tante che subiamo, anche su ciò che è gratis e non ha prezzo: la bellezza.” Lo scriveva, in un editoriale del 2011, Carlo Petrini, co-fondatore del Forum Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori, nato pochi mesi dopo a Cassinetta di Lugagnano.

Era il 18 gennaio 2011 e sul quotidiano “La Repubblica” troviamo un editoriale di Carlo Petrini, “anima” visionaria di Slow Food, dal titolo “Basta con le ruspe salviamo l’Italia“. Inutile spiegare – oggi – che quell’articolo parlava di terreni agricoli morti, di cemento in perenne avanzata, di suolo che fa gola a potentati edilizi che persistevano nel non mollare l’osso e sembravano passare indenni qualsiasi ostacolo.

Carlo Petrini è il nostro amico di sempre, quel ragazzo diventato uomo e con la barba inseparabile; proprio lui, quello che arriva da Bra e ci ha insegnato che chi semina utopia raccoglie realtà. Bella questa frase, gli avevamo detto una volta, sicuramente è di Eduardo Galeano. No, ci rispose, è di Carlin, che sono io.

Carlin Petrini, uomo dalla forza trascinante e dal sorriso disarmante, doti che lo hanno fatto amare-conoscere-invidiare-temere dal mondo intero. Uomo che custodiva, come sigillata al suo interno, la sa- ggezza del vecchio contadino che ti guarda e senza parlare ti fa capire “Ma come, non hai ancora compreso da dove vieni e dove vai?”.

Quell’articolo ad un certo punto diceva: «Sono sicuro che le tante organizzazioni che lavorano in questa direzione, come la mia Slow Food, o per esempio la già citata rete di Stop al Consumo del Territorio, il Fondo Ambientale Italiano, le associazioni ambientaliste, quelle di categoria degli agricoltori e le miriadi di comitati civici sparsi ovunque saranno tutti d’accordo e disposti a unire le forze. È il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l’urlo di milioni d’italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore, un’ulteriore forma di vessazione, tra le tante che subiamo, anche su ciò che è gratis e non ha prezzo: la bellezza. Perché guardatevi attorno: c’è in ogni luogo, soprattutto nelle cose piccole che stanno sotto i nostri occhi. È una forma di poesia disponibile ovunque, che non dobbiamo farci togliere, che merita devozione e rispetto, che ci salva l’anima, tutti i giorni».

Gino Scarsi, Beppe Marasso, Domenico Finiguerra, Alessandro Mortarino e tanti altri non arrivarono alla fine della lettura, il tam-tam rapido e vorticoso delle mail era già rovente e si concludeva con una frase condivisa: dobbiamo parlargli. Subito. Imperativo. Obiettivo: costituire un Forum nazionale per salvare il paesaggio e difendere i territori. Un Forum “cugino” di quello dei Movimenti per l’Acqua. capace in quei mesi di portare alle urne la maggioranza degli elettori italiani per dire, a suffragio referendario, che l’acqua non è una merce ma un bene comune e non si deve toccare. Più. 

Ora era la volta della terra, parola magica per dire suolo, paesaggio e territori.

Tutto il resto lo conosciamo già e bene, Carlin salì sulla suolo-flotilla e fu con noi nella trascinante assemblea di fondazione, assieme a 600 persone nel freddo – eppure caldissimo – anfiteatro all’aperto lungo il Naviglio di Cassinetta di Lugagnano. Da cui la flottilla salpò per navigare – ancora oggi – verso una meta che sappiamo continuare ad essere la stessa meta di Carlin. Ancora e sempre ritto sulla nostra tolda ad osservare in lontananza l’orizzonte, in bocca parole dolci pronte a sfiorare le sue labbra per ricamare il suono di un esito atteso: “Terra. Terra in vista…“.

Foto di copertina: Carlo Petrini all’assemblea di Cassinetta di Lugagnano del 29 ottobre 2011, che ha segnato la nascita del Forum Salviamo il Paesaggio Difendiamo i Territori.

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