CIRF, CISBA, docenti e ricercatori contestano la Delibera di Giunta Regionale n. 19-2516 del 4 maggio 2026 che prevede 94 interventi di estrazione di inerti nei corsi d’acqua piemontesi. “L’asportazione di sabbia e ghiaia dagli alvei non rappresenta, in linea generale, una misura efficace per ridurre il rischio di alluvioni e, in alcuni casi, potrebbe addirittura aumentarlo. Gli interventi avranno forti impatti ambientali”.
Del CIRF Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale
La Delibera della Giunta Regionale del Piemonte del 4 maggio 2026 (D.G.R. n. 19-2516), che prevede 94 interventi di estrazione di inerti nei corsi d’acqua regionali, è al centro delle critiche di tecnici e ricercatori. Il CIRF, insieme al CISBA e a numerosi docenti universitari ed esperti del settore, ha chiesto formalmente all’assessore Marco Gabusi di ritirare il provvedimento, ritenuto controproducente e non coerente con il quadro normativo vigente.
L’asportazione di sabbia e ghiaia dagli alvei non rappresenta, in linea generale, una misura efficace per ridurre il rischio di alluvioni e, in alcuni casi, potrebbe addirittura aumentarlo. Inoltre, il programma regionale non è accompagnato da relazioni tecniche o dati che giustifichino i quantitativi di materiale previsti in estrazione.
Secondo il CIRF è molto probabile che tali interventi avranno forti impatti ambientali. In alcuni dei corsi d’acqua oggetto del quarto programma, infatti, gli analoghi interventi pregressi sono probabilmente la causa principale, insieme all’insufficiente deflusso ecologico, di degrado di habitat e specie acquatiche, anche di rilevanza comunitaria. Alcuni di essi, inoltre, sono oggetto di interventi specifici di progetti finanziati dalla UE per la tutela di specie di interesse comunitario e dei loro habitat ed è quindi ancora più grave che vi si prevedano disalvei impattanti e ingiustificati.
Per questo motivo, CIRF, CISBA e i ricercatori firmatari chiedono alla Regione Piemonte di ritirare il programma e di rivalutare sia i singoli interventi sia l’impostazione complessiva del bando.
Contestualmente, hanno chiesto all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po di verificare con urgenza la conformità del piano alle direttive tecniche vigenti e alla pianificazione di bacino.
Per ulteriori dettagli, è possibile scaricare e leggere integralmente la lettera ufficiale inviata all’assessore Marco Gabusi.
CIRF Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale
05.06.2026







