Biometano: il paradosso del consenso a spese pubbliche

Ad Asola (MN) l’Amministrazione comunale annuncia con grande soddisfazione di aver ottenuto 4 milioni di compensazioni dalla conversione di un impianto privato da biogas a biometano. Un impianto, quindi, che fra i 15 anni da biogas e i prossimi 15 anni da biometano, funzionerà per trent’anni sempre finanziato da soldi pubblici… 

di Maria Grazia Bonfante (Salviamo il Paesaggio Cremona)

Questo articolo intende affrontare una situazione, abbastanza paradossale, in cui una direttiva europea risulta palesemente ignorata da parte della Società Agricola Energie Biogas srl, proprietaria   dell’impianto (avente come legale rappresentante Gabriele Lanfredi SNAM e come socio unico Bioenerys srl, controllata al 100% dal gruppo SNAM) per la produzione di energia elettrica. L’impianto di Asola fa parte di un progetto che include altri impianti biometano a Casalmoro e Acquafredda con trasporto misto tra metanodotto e carri bombolai. Il responsabile comunicazione e marketing di Bioenerys dichiara: “Bioenerys è la società controllata al 100% dal gruppo Snam spa che si occupa di progettare e costruire e gestire impianti di biogas e di biometano, sia da scarti agricoli e dell’industria agroindustriale sia da frazione organica del rifiuto urbano. Obiettivo di Bioenerys è di inserirsi in questa filiera con i propri impianti di biodigestione dando valore a tutti gli operatori coinvolti”. 

Ma Arera ha imposto a Snam entro il 2027 la vendita degli impianti!

La misura, imposta dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, deriva dalle regole europee sulla separazione proprietaria (unbundling), che impediscono al gestore delle grandi reti di trasporto del gas di possedere anche impianti di produzione o vendita diretta di energia. SNAM deve quindi vendere il portafoglio di impianti (circa 40!) entro il 2027.

Ci si chiede come mai SNAM abbia potuto continuare a presentare comunque istanze di autorizzazione di nuovi impianti, stante la violazione riscontrata della direttiva europea. Così come una violazione possa godere di altro tempo prima di scadere!? Tempi senz’altro sufficienti per produrre profitti…!

Le compensazioni che si sostanziano e chi le paga? 

Compensazioni che si sostanziano a favore del Comune di Asola: tre milioni di euro (risparmi derivanti dalla continuazione dell’alimentazione termica del teleriscaldamento di strutture comunali dedite a servizi pubblici) e un milione di euro destinato al miglioramento di un edificio comunale. Per un totale di quattro milioni di euro. 

Non essendo allacciato direttamente al tubo locale, il gas raffinato viene compresso, caricato su carri bombolai e trasportato fino alla nuova stazione di immissione di San Bonifacio (Verona) per entrare ufficialmente nella rete nazionale. Ogni metro cubo immesso genera i profitti commerciali e i Certificati di Immissione in Consumo (CIC), che ripagano ampiamente gli investimenti sul territorio.

Il modello societario (promosso dalle associazioni bieticole, come CGBI ed Eurocover, guidate da Lanfredi) prevede che gli agricoltori locali forniscano le biomasse, mentre Bioenerys (Snam) immetta i capitali industriali e le tecnologie di rete. I massicci ricavi derivanti dal biometano incentivato dal GSE e dal PNRR finanziano la continuità del teleriscaldamento locale per i prossimi 15 anni.

Il paradosso del consenso a spese pubbliche

Questo meccanismo genera un paradosso economico e sociale sul territorio:

⚡️Il Comune di Asola festeggia l’accordo perché ottiene 4 milioni di euro in opere e riscaldamento gratis per le scuole, senza gravare per nemmeno un euro sull bilancio comunale.

⚡️Snam e Lanfredi ottengono il via libera politico, azzerano le proteste locali e sbloccano l’autorizzazione industriale.

⚡️I Cittadini (sia quelli di Asola sia quelli del resto d’Italia) pagano l’intera operazione e le relative compensazioni, attraverso il rincaro silenzioso delle proprie bollette energetiche nazionali.

In sintesi, i 4 milioni di euro concordati a livello locale non sono altro che una ridistribuzione di denaro pubblico prelevato dalle tasche dei contribuenti tramite il sistema tariffario nazionale, utilizzato dalle società private come moneta di scambio per comprare il consenso sociale del Comune ospitante.

Un risultato ben differente da quello riassunto nella locandina che segue e riportato dai quotidiani locali…!?

Foto pubblicata su web dal Sindaco di Asola

Maria Grazia Bonfante (Salviamo il Paesaggio Cremona)