Incidente al Colosseo. Non sia tacitato il suo valore simbolico

Italia Nostra Roma auspica un nuovo modello di gestione dei Beni Culturali e si appella alle istituzioni preposte alla tutela per una riflessione collettiva sul significato dei monumenti.

di Italia Nostra sez. Roma

Al dolore per la morte di un ragazzo giovanissimo deve seguire un’analisi razionale sulla gestione e sugli interventi nei monumenti.

A meno di un anno dalla morte di Octay Stroici, operaio rimasto sepolto dalle macerie del crollo della Torre dei Conti, presente nell’area dei Fori dall’858 d. C., i simboli della Roma monumentale uccidono ancora. Andrea Morelli lavorava al Colosseo, appeso nel vuoto di notte, perché di giorno la gallina dalle uova d’oro non si riposa mai.

Il PNRR è stato il volano per introdurre un nuovo modello nel sistema appalti, ormai geneticamente modificato nel modo e uso della cantieristica, e gli incidenti crescono in funzione dell’efficientismo della tempistica.

Anche il monumento viene trattato alla stregua di una qualunque infrastruttura e il risultato di missione economica e di target commerciale è più importante delle modalità e finalità dell’opera. Ma il monumento attiene alla dimensione umana e il suo restauro dovrebbe rientrare in una specifica normativa. In questa fretta si nasconde invece l’idea del monumento la cui precipua finalità è la resa economica: l’antitesi dell’umanesimo che risiede nella visita dei monumenti in tranquillità e meditazione.

Comprendiamo bene il motivo per cui il benemerito Ministero dei Beni Culturali nel 2021 ha cambiato nome diventando Ministero della cultura (con la c minuscola), i monumenti non sono più “Beni” da tutelare per essere consegnati alle generazioni future ma quinte per selfie.

La Torre dei Conti era stata svuotata all’interno per essere trasformata in giocattolo per turisti con tanto di caffetteria panoramica, mentre il Colosseo assomiglia sempre più ad una scenografia cinematografica.

Questa febbre dello sfruttamento spregiudicato, a tutti i costi dei luoghi più significativi dell’area centrale, che negli ultimi anni sta sfigurando Roma, deve finire.

Deve continuare ad esistere un senso di “morale sociale” da salvare per la quale i Monumenti sono veicoli di contenuti non semplicemente funzionali. Appartengono ad un senso elevato della cultura condivisa e sono l’immagine del paese agli “altri”!

La morte di un ragazzo di 22 anni avvenuta nel luogo più simbolico d’Italia, deve richiamare le istituzioni ad una riflessione più profonda sulla questione dei Beni Culturali e non essere liquidata nel semplicismo e fatale “statistica”.

Italia Nostra Roma CHIEDE con forza che si continui a parlare di questo tragico incidente e che non sia tacitato affinché non venga messa in crisi l’immagine istituzionale.

Interveniamo volutamente con una distanza temporale dall’accaduto perché dall’emozione si passi all’analisi. Ora è il momento di cambiare rotta.

roma@italianostra.org

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