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Calano i prezzi delle abitazioni, ma crescono i costi per gli affitti

Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio statistico dell’Unione Europea (Eurostat), riferite al primo trimestre 2025, i prezzi delle abitazioni dei cittadini del continente sono aumentati del 5,7% mentre gli affitti registrano un aumento del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Italia è un’anomalia in questo quadro

Dei 27 Stati membri che compongono l’Unione Europea, l’Italia è l’unico paese in cui il mercato immobiliare vede i prezzi delle abitazioni calare rispetto alla situazione di 15 anni or sono. Il calo risulta pari al 4% e il dato viene registrato per il primo trimestre di questo anno in corso, nel quale i prezzi delle abitazioni a livello complessivo in ambito UE sono aumentati del 57,9% e gli affitti del 27,8%.

Al calo italiano corrispondono i valori addirittura triplicati in Ungheria (+260%) ed Estonia (+238%), raddoppiati in Lituania (+194%), Lettonia (+154%), Repubblica Ceca (+147%), Portogallo (+130%), Bulgaria (+125%), Austria (+113%), Lussemburgo e Polonia (entrambi +102%) e Slovacchia (+100%).

Dal 2010 gli affitti sono invece aumentati (mediamente del 27,8%) in 26 paesi dell’UE, Italia compresa: è la Grecia l’unico Stato a vivere una situazione “calmierata” con prezzi in calo pari all’11%.

Per l’Italia viene nuovamente evidenziato da questi scarni dati il problema strutturale legato alle possibilità di “permettersi” la locazione di uno spazio in cui abitare, una situazione che penalizza gravemente sia la fasce sociali dotate di un minore potere di acquisto e sia le giovani generazioni.

Un recente studio del Servizio Lavoro, Coesione e Territorio della UIL conferma le criticità in particolare nelle grandi città, compromettendo sia il diritto all’abitare di dipendenti e pensionati, sia il diritto allo studio per gli studenti universitari. Secondo la UIL sono oltre 3,8 milioni i contratti di locazione stipulati per immobili destinati all’abitazione, di cui il 67,7% sottoscritti da persone che vivono con reddito da lavoro dipendente o da pensione. In Italia, nel 2024, il costo medio di un canone di affitto è stato di 757 euro mensili (9.084 euro annui), in aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente (444 euro in più all’anno). Una spesa che incide sul budget familiare, mediamente, per il 24,2%, con punte del 58% circa nelle grandi città.

In particolare, a Milano il canone di affitto ammonta a 1.810 euro medi mensili ed incide sul budget familiare per il 57,9%; a Roma si pagano mediamente 1.503 euro mensili, che incidono per il 48,1%; a Bolzano gli affitti ammontano a 1.433 euro mensili che incidono per il 45,8%; a Como 1.375 euro mensili, che incidono per il 44% e a Modena 1.358 euro mensili, che incidono per il 43,4%.

Se, invece, si analizzano gli aumenti tra il II semestre del 2023 e il II semestre del 2024, a Gorizia i canoni di locazione sono aumentati del 68,5%; a Savona del 27,3%; a Monza e Aosta del 26,8%; a Carrara del 26,7%.

Un rapporto Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) conferma un lieve calo delle locazioni turistiche, almeno nelle grandi città, che però non si traduce in un aumento del mercato residenziale; infatti si registrano maggiori contratti transitori, che costituiscono ormai il 25% dell’offerta complessiva, contribuendo così all’aumento dei prezzi.

Resta, dunque, ancora pienamente aperta la strada – tutta da percorrere – per il recupero dell’enorme stock edilizio abitativo esistente nel nostro Paese anche attraverso l’acquisizione al patrimonio comunale degli immobili abbandonati, secondo quanto previsto dall’articolo 42 della Costituzione e al centro dell’ultima campagna nazionale (in corso) del nostro Forum. Qui il LINK alla campagna.

Il dato complessivo nazionale di queste “abitazioni non abitate” è davvero enorme: un patrimonio di oltre 10 milioni di abitazioni non occupate, termine che ISTAT definisce come “abitazioni vuote o occupate esclusivamente da persone non dimoranti abitualmente“. Queste ultime sono pari a circa 5 milioni e mezzo, il che significa che più di 5 milioni di abitazioni sono sprangate e in declino e potrebbero ospitare una media di 10/12 milioni di abitanti e consentire l’azzeramento di tutte le previsioni edificatorie dei nostri Comuni…

Ma ogni giorno ci vengono segnalati “numeri” a livello comunale che sorprendono non solo i cittadini ma anche gli stessi amministratori locali. A titolo di puro esempio, ci è appena stata segnalata la condizione di Bari: oltre 12 mila alloggi sfitti. Parallelamente, però, anche canoni di locazione quasi raddoppiati (da 4,84 euro/mq a 7,51 euro/mq), proliferare di B&b e affitti brevi, contratti a canone libero in discesa (da 2.173 nel 2018 a 1.758 nel 2024) e un canone medio al metro quadro salito da 5,98 a 7,10 euro/mq., come denuncia il SUNIA barese.