Dalla Rete per l’Emergenza Climatica e Ambientale Emilia-Romagna (RECA ER), nata nel 2020 e composta da circa 90 Associazioni/ Comitati, accomunati dalle tematiche ambientali nel territorio dell’Emilia-Romagna, arriva una proposta di modifica alla Legge sui suoli dell’Emilia Romagna
di Patrizia Pezzuoli (Comitato di Modena del Forum Salviamo il Paesaggio)
Nel 2020 in Emilia Romagna si è costituita una rete di comitati e associazioni per affrontare le tematiche ambientali sul clima, aria-acqua, rifiuti, energia e suolo, Rete nata dall’esigenza di modificare, correggere e integrare le inefficienze normative ritenute di parte, protezioniste nei confronti dell’industria non sostenibile, senza obiettivi concreti di breve e medio periodo, permettendo libertà di scelta ai privati negli obiettivi e nelle strategie. La Rete RECA ha avviato incontri e discussioni coi rappresentanti della Regione, e la riscrittura di norme come la Legge 24/2017 per la “disciplina regionale sulla tutela e l’uso del territorio”. Nonostante fosse venduta al pubblico come una legge contro il consumo di suolo e il vantato limite del 3% posto all’ulteriore consumo di suolo, il provvedimento disponeva lo smantellamento delle prerogative di programmazione urbanistica da parte dei Comuni, sostituendole con un modello di “urbanistica contrattata” fra i decisori politici e gli interessi immobiliari, sulla base di un rapporto fortemente squilibrato a favore di questi ultimi. Da allora il consumo di suolo in Regione non ha fatto che aumentare, innalzando di conseguenza il grado di impermeabilizzazione del territorio.
Una legge che ha segnato il tramonto della pianificazione, delle uguaglianze sociali, del recupero dei centri storici, della salvaguardia delle periferie, degli standard quantitativi, velocizzando i processi di selezione sociale a discapito delle classi popolari, trasformando la campagna coltivata in aree urbane, complessi industriali o grandi infrastrutture. Le norme nazionali in materia di densità, altezze, distanze sono state rese liberamente derogabili, e la dotazione di verde, parcheggi e servizi è stata azzerata.
I contenuti della proposta di Legge sui suoli presentati dall’urbanista Gabriele Bollini della Rete RECA riguardano l’urgente “arresto del consumo del suolo considerato che esso è bene comune e risorsa limitata e non rinnovabile, una misura essenziale per contrastare la speculazione edilizia, il dissesto idrogeologico e il cambiamento climatico, indicando che le esigenze insediative e infrastrutturali dovranno essere soddisfatte esclusivamente con la rigenerazione e la riqualificazione del patrimonio insediativo ed infrastrutturale esistente. Si stabilisce che i proventi derivanti dai titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni (i “famigerati” oneri di urbanizzazione) siano destinati esclusivamente e senza vincoli temporali, alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria che non comportano nuovo consumo di suolo, a interventi di tutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione, mitigazione e messa in sicurezza delle aree esposte al rischio idrogeologico e sismico, attuati dai soggetti pubblici.
Consulta qui il testo della proposta.






