Tra progetti inutili, conflitti d’interesse e oltre 20 ettari di fotovoltaico. Dieci anni dopo la battaglia che ha bloccato il precedente piano di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano (Siena) – un progetto che il Forum Salviamo il Paesaggio nel 2012 aveva definito “disastroso” e “speculativo” – la minaccia sul paesaggio e sulla salute dei cittadini si ripresenta sotto una veste più subdola e complessa: la “riqualificazione”.
di Comitato AmpugnaNO
Il nuovo piano, promosso da ENAC Servizi Srl per la riqualificazione dell’aeroporto con un investimento di 34,5 milioni di Euro, comprendente anche la costruzione di un grande parco fotovoltaico, non risolve l’isolamento del territorio senese, ma rischia di trasformare l’area di Sovicille in un laboratorio di sperimentazione ad alto impatto ambientale e urbanistico, ignorando il contesto e le reali esigenze di mobilità e sostenibilità.
Dettagli di un progetto “contro-ecologico”
Il Comitato AmpugnaNO, nell’affollata assemblea pubblica del 3 ottobre, che ha registrato interventi da parte di professionisti ed esperti, ha evidenziato come il piano di Enac sia, di fatto, l’esatto contrario di ciò che andrebbe fatto per il territorio.
– Voli inutili e inquinanti: Il progetto prevede quattro collegamenti giornalieri andata e ritorno, per la sola tratta Roma Urbe. Questa tratta si rivela oggettivamente inutile e anacronistica, dato che il trasferimento via terra (auto, treno o autobus) è più veloce ed economicamente e ambientalmente più sostenibile per un viaggio da porta a porta. Lo scalo ospiterà piccoli velivoli, da un minimo di 9 posti fino a un massimo di 19 posti, intrinsecamente inefficienti sulle brevi distanze. Questi aerei operano a quote basse, dove il consumo di cherosene è massimo (fino a mezza tonnellata all’ora), con un impatto di inquinamento acustico e atmosferico che va in netta controtendenza rispetto agli obiettivi di sostenibilità.
– Il finto Green: Gran parte dell’investimento (16 milioni di euro) è destinata alla realizzazione di un parco fotovoltaico di venti ettari all’interno del sedime aeroportuale. Non si tratta di un gesto ecologico, bensì di una mossa puramente finanziaria: l’energia prodotta verrà venduta per coprire i debiti preventivati del progetto stesso, mascherando i costi operativi con il pretesto della transizione ecologica. Costi che graveranno sulla bolletta degli italiani.
Questo approccio si inserisce nella più ampia e criticata strategia ENAC di “Regional Air Mobility”, vista da esperti come Dario Balotta, de Il Fatto Quotidiano, come una costosa iniziativa di nicchia: un semplice “diversivo”, che distoglie l’attenzione dal necessario potenziamento delle reti ferroviarie.
Il conflitto istituzionale: ENAC, arbitro e giocatore
La legittimità del progetto è minata da un sospetto conflitto d’interesse istituzionale.
L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) è per statuto l’ente di regolamentazione, vigilanza e controllo del settore aereo; mentre la gestione di Ampugnano è stata affidata a ENAC Servizi Srl, la società in-house dell’Ente stesso.
Come evidenziato da più parti, ci si trova di fronte a una situazione in cui ENAC è contemporaneamente arbitro e giocatore: l’ente che dovrebbe vigilare sulla sicurezza e sulla legittimità normativa è anche l’ente che interviene direttamente nella gestione commerciale dell’aeroporto. Le voci critiche temono che questa commistione possa portare a modifiche normative o interpretazioni di comodo, che trasformino nel tempo Ampugnano in un aeroporto molto più grande, seguendo l’esempio di quanto già avvenuto a Bresso. Questo si configurerebbe come un costoso esperimento, condotto sulle spalle del territorio senese.
La politica del fatto compiuto e l’assenza di dialogo
A livello locale, la discussione è stata segnata dall’assenza di dialogo istituzionale, in quanto l’infrastruttura insiste esclusivamente sul territorio di Sovicille.
La mozione presentata il 16 ottobre da Fratelli d’Italia nel Comune di Siena (che non è il Comune direttamente interessato) ha ribadito la necessità di “non rinunciare all’investimento pubblico di 34 milioni di Euro” per togliere Siena dall’isolamento.
Il Sindaco di Sovicille, Giuseppe Gugliotti, ha denunciato l’assenza di qualsiasi interlocuzione con la comunità locale, definendo la mozione istituzionalmente irrispettosa verso l’Ente più direttamente coinvolto nelle ricadute ambientali e logistiche.
L’associazione Ausa (Per un uso sociale di Ampugnano) ha parlato di “atteggiamento padronale e prevaricatore” da parte di una certa politica, che spinge per l’investimento senza fornire giustificazioni concrete riguardo a come e perché genererà sviluppo, e minimizzando l’impatto ambientale dei 20 ettari di fotovoltaico.
Il consumo di suolo: un disastro cumulativo
La Piana di Rosia e il Comune di Sovicille rischiano un consumo di suolo e un impatto ambientale di vaste proporzioni, un esito inconciliabile con le direttive nazionali di tutela del paesaggio e di uso sostenibile del territorio.
I pannelli fotovoltaici previsti per il progetto aeroportuale non costituiscono l’unica, né la peggiore, minaccia. Essi si sommano ad altri ben più vasti progetti. Ecco un quadro completo delle minacce cumulative sul suolo:
- Impianto Fotovoltaico Aeroportuale: 20 ettari annessi al sedime di Ampugnano.
- Mega Impianto Agrivoltaico Rosia: Un progetto separato da 238 ettari nella Piana di Rosia, contro il quale si sono mobilitate associazioni e categorie come Coldiretti, che denunciano la speculazione e la trasformazione irreversibile di suolo agricolo fertile.
- Altri Progetti: Ulteriori progetti di fotovoltaico e biomasse sono in corso di valutazione, per circa 30 ettari.
La realizzazione cumulativa di questi piani, come ribadito dall’Associazione Ausa e da Coldiretti, porterebbe all’impiego di oltre 250 ettari (oltre 2,5 km quadrati) di suolo agricolo e paesaggistico di grande valore, cambiando irrimediabilmente i connotati del Comune di Sovicille.
La nostra proposta: mobilità reale e sostenibile
Il Comitato ritiene che le disponibilità economiche di ENAC, per vari milioni di euro, possano più proficuamente essere impiegate a favore del territorio, organizzando una serie di collegamenti diretti (attraverso bus o treno) con gli Aeroporti già esistenti di Pisa, Firenze, Perugia, che si trovano tutti a una brevissima distanza e da cui sarebbe possibile volare in ogni parte del mondo (non solo a Roma Urbe). Come già avvenuto in passato in altre località, il servizio potrebbe essere agevolato e potenziato organizzando un servizio di check-in diretto, all’interno della Stazione centrale di Siena, in modo che i passeggeri possano gestire con la massima comodità il proprio trasferimento.
Sostegno
Il progetto di riqualificazione dell’aeroporto di Ampugnano (di cui non si conoscono dettagli, tranne quanto comunicato in una conferenza stampa di luglio, e di cui vengono negati accessi agli atti) è un paradigma negativo di come gli investimenti pubblici vengano incanalati verso soluzioni costose, dannose e inefficaci, giustificate da pseudo-ecologia e promesse di sviluppo generiche.
A fronte di tale opacità, il Comitato AmpugnaNO ha indetto una raccolta firme (che ha già superato le 2000 adesioni, tra cartacee e online) per chiedere alle Autorità Istituzionali e agli Enti Responsabili di fermare il progetto presentato da ENAC Servizi Srl il 18 luglio 2025.
Invitiamo tutti a sostenere la battaglia contro questo assalto combinato al paesaggio, alla salute e alla legittimità istituzionale nel territorio senese. Il consumo di suolo, specialmente se mascherato da “rinnovabile” o “riqualificazione”, resta una ferita aperta che non possiamo permetterci.
È possibile firmare la petizione online per supportare l’azione e la consegna delle firme ai Presidenti di Camera e Senato: Fermare il Progetto Ampugnano
Alcuni riferimenti utili
– https://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/01/ampliamento-dellaeroporto-di-ampugnano-siena/.
– https://www.lanazione.it/siena/cronaca/impianto-agrivoltaico-xxl-coldiretti-piana-8d3a9980.
– https://www.lanazione.it/siena/cronaca/impianto-agrivoltaico-a-rosia-il-f1d02351.







