Bosco Sacile - Ph Marco Pascolino

“Bosco Sacile”, in Friuli l’83a Area Wilderness italiana

di Franco Zunino (Associazione Italiana per la Wilderness AIW)

L’Associazione Italiana per la Wilderness lo scorso aprile ha festeggiato il suo 40° anniversario. In questa occasione fa veramente piacere poter annunciare l’ufficiale designazione dell’83° Area Wilderness inserita nel Sistema Italiano di queste Aree. Benché non ancora riconosciute dai governi (nazionale e regionali) esse costituiscono e stanno sempre più dando corpo ad una realtà territoriale che non potrà ancora a lungo essere ignorata, tanto più che basata su scelte di salvaguardia spontanee o autonome altamente democratiche, ma anche convinte espressioni di una volontà conservazionista di cui nel nostro Paese non tutte le cosiddette “aree protette” godono.

L’Associazione Wilderness è lieta di comunicare che quest’evento, per mera casualità, si sia concretizzato in Friuli Venezia Giulia, in quanto è l’unica Regione italiana che ha finora dato, sia pure autonomamente e limitatamente ad Aree Wilderness di designazione regionale, un loro riconoscimento politico. Cosa che risale al 2007 quando, dopo l’avvenuta individuazione progettuale (con la collaborazione dell’Associazione Wilderness e per scelta tecnico-gestionale da parte del Servizio Gestione Forestale), decise di così designare ben 8 sue proprietà (una nona vi fu poi aggiunta nel 2013), per un totale oggi di 3.778 ettari. Esse furono infatti poi formalmente così riconosciute con una Deliberazione di Giunta Regionale il 28.12.2007.

Il Bosco Sacile, con evidenziati in rosso i limiti del settore designato in Area Wilderness. A destra la sua posizione geografica nella bassa pianura friulana; a nord, in marrone, le Aree Wilderness regionali.

A queste Aree Wilderness regionali oggi si è aggiunta anche un’Area Wilderness di designazione privata: il “Bosco Sacile”, in Comune di Carlino (Udine). Un successo che, ancora casualmente, si deve sempre, sia pure indirettamente, alla suddetta scelta regionale. È stato infatti grazie all’ex Direttore del suddetto Servizio, il Dott. Emilio Gottardo (Udine), e tramite lui, al Dott. Marco Pascolino, agrotecnico e guida naturalistica di Tavagnacco (Udine),  se una benemerita Fondazione privata con base in Veneto (Conegliano, TV), che ha in gestione il fondo di proprietà di “Natura7”Società Agricola S.S. creata dal Sig. Alessandro Arnosti, ben noto come “Bosco Sacile”, il 15 settembre 2025 ha spontaneamente deciso di volerne conservare in forma integrale una sua parte (70 ettari) e di designarla in Area Wilderness.

Il Bosco Sacile è uno dei pochi sopravvissuti nella pianura friulana, proprio per le sue caratteristiche naturali a lungo preservatesi nella loro annosa integrità. Complessivamente si estende su 145 ettari, ed è ubicato a poco più di un chilometro dalla riva della Laguna di Marano, tra Grado e Lignano Sabbiadoro. È caratterizzato dall’essere un querco-carpineto planiziale di elevato valore forestale, ovvero un relitto delle più ampie superfici boscose soggette ad impaludamenti proprio per la loro posizione morfologica un tempo presenti nella Bassa pianura Veneto-Friulana. Oggi caratteristico è il suo aspetto ambientale di foresta avviata ad una lenta naturalizzazione spontanea con l’avvenuto abbandono dei tagli almeno nella sua parte più settentrionale, fatto che peraltro aumenta il suo valore d’insieme dall’essere uno dei pochi boschi planiziali rivieraschi di una certa estensione unitaria (da cui il suo stato di Wilderness territoriale) rimasti in Italia.

il Bosco Sacile, con evidenti segni di abbandono e spontanea rinaturalizzazione. Foto Marco Pascolino

Ad essere così vincolata è infatti la suddetta parte settentrionale, chiusa con rete metallica su tutti i lati, e a metà tra la proprietà nord e quella a sud, che resta così isolata rispetto al territorio circostante contraddistinto da settori urbani e aree agricole. Dal punto di vista venatorio si tratta di un “fondo chiuso”, quindi non aperto alla caccia, ma, per ragioni di sicurezza stradale, il Corpo Forestale Regionale FVG svolge attività venatoria di selezione per il contenimento numerico del cinghiale.

Il bosco è attraversato da una storica pista centrale, ma inerbita e gestita con uno sfalcio annuo solo in termini di contenimento dell’avanzata del bosco. Dopo aver subito l’ultimo taglio boschivo circa 20-25 anni or sono da parte della precedente proprietà, da allora nessun altro taglio, se non in modo assolutamente puntuale essendo il bosco anche inserito (purtroppo, d’autorità e non già per libera scelta degli allora proprietari) nella Rete Natura 2000. Oggi è attivo nel sito un progetto di valorizzazione del sito ai fini della conservazione della biodiversità e di una frequentazione turistica a minimo impatto, per cui nel 2024 vi è stato aperto un Sentiero Naturalistico segnalato da sporadici segnavia proprio per preservarne l’aspetto selvatico, lungo il quale vengono fatte visite guidate 2 volte al mese (non più di 2 o 4 uscite) per un massimo di 15 persone a gruppo.

Questo nuovo successo friulano premia quanti hanno sostenuto l’AIW fino ad oggi, e si spera che possa essere di stimolo per altre iniziative similari future, non dimenticando che, a parte la designazione formale di Aree Wilderness (regionali, comunali e private), l’Associazione si batte anche per la difesa delle aree pur anonime rimaste prive di strade, e per la difesa delle specie rare di flora e di fauna in generale. Un successo questo del Friuli che premia quindi il 40° anniversario dell’AIW, la quale è grata al proprietario del bosco per la spontanea, altruistica e ammirevole scelta culturale decisa con la designazione di questo nuovo settore di Area Wilderness.

Murialdo, 26 Settembre 2025

Franco Zunino

Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

(Organizzazione non lucrativa di utilità sociale – Ente Terzo Settore (ETS) – Murialdo (SV) Borgata Piano (Via Bonetti, 83) –  Cell. 338.4775072 – segreteriagenerale@wilderness.it