Ribera (AG) nel 2005 e 2023 - Dal Rapporto Ispra 2025

Rapporto Ispra: il 98% dei Comuni italiani ha consumato suolo nel 2024

Se volessimo sintetizzare in una frase – secondo i dettami della comunicazione “social” – i numeri drammatici fotografati dal nuovo “Rapporto sul consumo di suolo in Italia”, probabilmente quella utilizzata per questo titolo sarebbe una epigrafe (o un epitaffio…) perfetto. I dati dell’ultimo anno (2024) mostrano infatti una crescita significativa del consumo di suolo: 83,7 km² di territorio trasformato in aree artificiali, con un incremento del 15,6% rispetto al 2023. Il ritmo raggiunge i 2,7 m² al secondo, pari a quasi 230.000 m² al giorno. Sufficiente?…

Solo questi minimi dati ci fanno comprendere come, nonostante i “grandi” proclami sulla necessità di tutelare le funzioni ecosistemiche – vitali – fornite dal suolo, nonostante leggi regionali create e vigenti per limitare o contenere o diminuire il consumo di suolo, l’equazione continua a non avvicinarsi alla tanto agognata e sbandierata “crescita zero”. Al contrario: il consumo di suolo aumenta, cresce, non si arresta.

I commenti li lasciamo ai nostri migliori analisti, i cui contributi ospiteremo nei prossimi giorni. Qui iniziamo con la voce di Ispra attraverso il suo comunicato stampa ufficiale, al fondo una serie di link per approfondire.

E vi consigliamo anche di seguire la videoregistrazione della presentazione del Rapporto; ascolterete interventi di grande interesse quasi tutti orientati a suggerire un cambiamento di rotta.

Ma la nave va, continua ad andare. E non si sa dove…

Per il consumo di suolo ogni ora sparisce un tassello del mosaico naturale. Il 2024 anno record e i frammenti dovranno essere ripristinati

Il territorio italiano cambia ancora: nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Con oltre 78 km2 di consumo di suolo netto si tratta del valore più alto dell’ultimo decennio. A fronte di poco più di 5 km² restituiti alla natura, il quadro resta sbilanciato: ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati, come se dal mosaico del territorio venisse staccato un tassello dopo l’altro.

Sono i dati del Rapporto SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, che fotografa con precisione l’evoluzione di un fenomeno capace di incidere sulla qualità della vita, sull’ambiente e sugli ecosistemi. Il documento non si limita a registrare le criticità: emergono anche esperienze di rigenerazione e rinaturalizzazione che mostrano come invertire la rotta sia possibile.

Ad accompagnare il Rapporto c’è, come ogni anno, l’EcoAtlante di ISPRA: mappe interattive e scaricabili che consentono di osservare le trasformazioni del territorio e personalizzare le informazioni in base alle esigenze.

Il ripristino del suolo in Italia

Con la parola ripristino si intendono quelle aree in cui il suolo da una condizione artificializzata torna ad una naturalizzata, spesso dovuta alla rimozione delle aree di cantiere. Tale processo, lento a prendere piede nel nostro paese, nel 2024 interessa una superficie complessiva di 5,2 chilometri quadrati, in calo rispetto agli 8,2 chilometri quadrati del 2023.

Un caso particolare è quello dell’Emilia-Romagna, che ripristina durante lo scorso anno 143 ettari di suolo, grazie soprattutto alla rinaturalizzazione di cave dismesse e alla chiusura di cantieri legati alla realizzazione di metanodotti e di altre opere.

La necessità di intervenire sul ripristino del suolo trova oggi un ulteriore riconoscimento: oltre al recente Regolamento sul ripristino della natura, il Parlamento europeo ha approvato il 23 ottobre 2025 la prima Direttiva sul suolo, che definisce un quadro comune per monitorarne la salute e contrastarne il degrado. L’obiettivo è raggiungere suoli sani in tutta Europa e ridurne il consumo. Il sistema di monitoraggio SNPA, già in linea con le nuove disposizioni europee, è stato uno dei principali punti di riferimento nella definizione della Direttiva.

Il consumo di suolo regionale

Al 2024 in 15 regioni risulta ormai consumato più del 5% di territorio, con massimi in Lombardia (12,22%), Veneto (11,86%) e Campania (10,61%). Il maggiore consumo di suolo annuale si osserva in Emilia-Romagna, che è la regione con i valori più alti sia per le perdite sia per gli interventi di recupero, e registra un consumo di circa 1.000 ettari. Di questi, l’86% è di tipo reversibile e, quindi, recuperabile in futuro. Seguono Lombardia (834 ettari), Puglia (818 ettari), Sicilia (799 ettari) e Lazio (785 ettari). La crescita percentuale maggiore dell’ultimo anno è avvenuta in Sardegna (+0,83%), Abruzzo (+0,59%), Lazio (+0,56%) e Puglia (+0,52%), mentre l’Emilia-Romagna si ferma al +0,50%.

Anche La Valle d’Aosta, che resta la regione con il consumo inferiore, aggiunge comunque più di 10 ettari di nuovo consumo. La Liguria (28 ettari) e il Molise (49 ettari) sono le uniche regioni, insieme alla Valle d’Aosta, con un consumo al di sotto di 50 ettari. 

Aree a rischio dissesto, coste e aree protette

Confermata, anche per l’anno preso in considerazione, la tendenza al rialzo della superficie di suolo consumato nelle aree a rischio dissesto dove il fenomeno, dopo il rallentamento registrato nel 2023, torna a correre: +1.303 ettari nelle zone a pericolosità idraulica media e +600 ettari nelle zone a pericolosità da frana.

Prosegue l’impermeabilizzazione lungo le fasce costiere, dove la percentuale di suolo consumato nei primi 300 metri dal mare è più del triplo del resto del territorio nazionale (22,9%), nelle pianure (11,4%), nei fondi valle e nelle aree a vocazione agricola vicino a quelle urbane. 

Diminuisce ancora la disponibilità di verde in città: il 2024 registra una perdita ulteriore di oltre 3.750 ettari di aree naturali. 

In crescita il consumo di suolo nelle aree protette nelle quali si ricoprono altri 81 ettari dei quali oltre il 73% riguarda i Parchi naturali nazionali (28,7 ettari) e regionali (30,8 ettari). Nelle aree Natura 2000, infine, le nuove superfici artificiali ammontano a 192,6 ettari (+14% rispetto allo scorso anno).

Fotovoltaico a terra

Nel 2024 il consumo di suolo dovuto ai nuovi pannelli fotovoltaici risulta quadruplicato: si passa dai 420 ettari del 2023 a oltre 1.700 ettari del 2024 (dei quali l’80% su superfici precedentemente utilizzate ai fini agricoli) di suolo ricoperto, un aumento notevole se si considerano i 75 ettari e i 263 rilevati rispettivamente nel 2021 e nel 2022. Tra le regioni che destinano più territorio a questo tipo di impianti spiccano Lazio (443 ettari), Sardegna (293 ettari) e Sicilia (272 ettari).

Passa, infine, dai 254 ettari del 2023 ai 132 ettari del 2024 la superficie destinata agli impianti fotovoltaici a terra come l’agrivoltaico che, limitando l’impatto sul suolo, non vengono considerati tra le cause di consumo.   

Logistica e sviluppo dei data center

Anche su questo fronte non si registrano diminuzioni: dal 2006 a oggi, le coperture artificiali riconducibili alla logistica raggiungono un totale di poco superiore ai 6.000 ettari. Un fenomeno che risulta in aumento soprattutto in Emilia-Romagna (+107 ettari), Piemonte (+74 ettari) e Lombardia (+69 ettari)

Negli ultimi anni, al progressivo consumo di suolo dovuto alla logistica si è affiancata una nuova dinamica territoriale dovuta all’espansione dei data center, alimentata dalla crescente esigenza di infrastrutture digitali e servizi cloud. Tale sviluppo ha comportato, nel solo anno 2024 e considerando gli interventi più significativi, l’occupazione di oltre 37 ettari di superficie, con una concentrazione prevalente nelle aree settentrionali del Paese.

I dati aggiornati del consumo di suolo in Italia evidenziano la necessità di incentivare il passaggio dalla logica dell’espansione su aree naturali alla logica della rigenerazione, della riqualificazione e del riutilizzo delle aree costruite esistenti, dando la priorità assoluta al riuso al recupero delle aree già edificate e urbanizzate, a partire da quelle dismesse o degradate.

Scarica qui il Rapporto SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” 2025.

Nell’immagine in alto il confronto tra il 2005 (sinistra) e il 2023 (destra) dell’aumento del suolo consumato nel comune di Ribera (AG).

Suolo consumato pro capite a livello nazionale per anno (elaborazione Ispra su cartografia SNPA)

Un commento

  1. Gradirei molto che tutti i vertici responsabili di pianificazione territoriale in ogni comune siano sempre attenti alla riqualificazione di tutte le aree, protezione del bene comune, al migliore utilizzo delle risorse naturali, ad abbattere le emissioni ed all’implementazione dei pannelli solari….
    So che la mia è un’utopia, ma si potrebbe almeno tentare e cominciare….
    Davide

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