Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, con ordinanza del 23 ottobre 2025, ha accolto la richiesta di sospensione cautelare presentata da diciassette cittadini di Castagnole delle Lanze contro il permesso di costruire rilasciato al Gruppo Cerere per l’imponente impianto (alto fino a 39 metri) per la produzione di alimenti per animali in area buffer-zone UNESCO…
di Alessandro Mortarino
L’Ordinanza del TAR ha pertanto bloccato l’efficacia del permesso fino alla decisione definitiva sul merito, fissata l’8 ottobre del prossimo anno.
Nella sua decisione, il TAR ha quindi riconosciuto le corrette motivazioni fornite dai 17 cittadini supportati dall’Associazione Castagnole Attiva e dalle organizzazioni di tutela ambientale (Forum Salviamo il Paesaggio, Gruppo d’Intervento Giuridico, Italia Nostra, Legambiente e Pro Natura) e la loro legittimità a ricorrere, data la rilevante dimensione dell’opera (per ingombro e altezza) e il suo potenziale impatto sulle loro proprietà.
Inoltre, il Tribunale ha rilevato che il ricorso presenta un “fumus boni iuris”, cioè un’apparente fondatezza, soprattutto perché il permesso di costruire è stato rilasciato senza una motivazione adeguata sulle ragioni che giustificano il superamento dei pareri negativi espressi sia dalla Commissione Edilizia e sia dalla Commissione Locale per il Paesaggio.
Questi pareri avevano evidenziato il mancato inserimento paesaggistico dell’intervento in un’area vincolata UNESCO.
Il TAR ha riconosciuto anche la sussistenza del “periculum in mora”, ossia il rischio di un danno grave e irreparabile: l’opera potrebbe infatti iniziare in qualsiasi momento sulla base del solo permesso di costruire, indipendentemente dall’esito del procedimento per l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), che è ancora in corso.
Per questi motivi, il Tribunale ha sospeso l’efficacia del permesso di costruire finché non sarà deciso il merito del ricorso, appunto l’8 ottobre del prossimo anno.
Prima del pronunciamento del TAR, la Conferenza dei Servizi aveva completato l’iter per l’autorizzazione unica ambientale esprimendo parere favorevole, ma a fronte di una lunga serie di prescrizioni. Mentre gli Ordini provinciali degli Ingegneri e degli Architetti avevano provveduto formalmente a manifestare al Comune seri dubbi sulla compatibilità ambientale dell’opera rispetto al luogo assai sensibile in cui risulta essere inserita e la grave paternità del progetto, in quanto firmato da due geometri, con evidenti problemi di legittimità per mancata competenza professionale visto che non si può sostenere in alcun modo la “modesta entità” della costruzione alla quale è circoscritta per legge la competenza dei geometri stessi.
Ora resta quasi un anno alla comunità castagnolese per immaginare un’alternativa a questo ennesimo “attacco” al territorio (per ora solo rimandato): la valle del Tanaro potrebbe diventare in futuro un luogo di benessere naturale, di turismo, di opportunità sociali ed economiche attraverso una riappropriazione del concetto di “bellezza”. Le opportunità del Nature Restoration Law hanno già messo in moto la creatività della comunità castagnolese e ci auguriamo produca proposte e una vera attenzione da parte degli amministratori locali…






