Studentati, Pnrr e sfratto generazionale: il futuro dei giovani con la data di scadenza

Presentata come soluzione per i problemi degli studenti fuori sede e riqualificazione green di un’area abbandonata, il nuovo edificio di Strada dei Mercati, a Parma, realizzato con i fondi del PNRR, ospiterà lo studentato a prezzi calmierati per soli dodici anni. Successivamente rientrerà nella piena disponibilità delle holding, che si ritroveranno un asset finanziario, avendo beneficiato di sgravi fiscali, pratiche costruttive semplificate, cambio di destinazione d’uso senza variante urbanistica e forti sconti degli oneri di urbanizzazione.

di Nicola Bolzoni

Strada dei Mercati, a Parma, ha perso la propria fisionomia grazie al recupero di un luogo che, fino a qualche decennio fa, era il deposito della storica ditta Lampogas, che distribuiva GPL. Al suo skyline si è aggiunto un edificio imponente che per dodici anni, sicuramente, ospiterà uno studentato da 450 posti. Tirato su in pochissimo tempo, grazie ai fondi del PNRR, l’edificio avrà una “vocazione particolarmente green”, con impatto CO2 praticamente nullo e produzione di energia da pannelli fotovoltaici; inoltre, il gestore della mobilità urbana implementerà la dotazione di mezzi elettrici per gli studenti che troveranno ospitalità in questa struttura.

L’intervento di “riqualificazione” si inserisce all’interno di un progetto di “rigenerazione urbana” della comunità del Pablo Golese, che parte da un’area da tempo in stato di abbandono restituendola alla città; inoltre, come dichiarato dal Comune, il progetto pone attenzione alla “comunità giovanile”, in quanto in linea con Parma Capitale Europea dei Giovani 2027: un’operazione a favore delle nuove generazioni, che risponde alle linee guida sulla “Valutazione di Impatto Generazionale” approvate dalla Giunta.  

La realtà, però, è ben più prosaica. I dodici anni previsti dal bando PNRR passano in fretta e sono un tempo abbastanza stretto se pensiamo ai benefici strutturali che l’investimento dovrebbe produrre a favore delle generazioni future e del Pablo Golese. Questi studentati si trasformeranno in un guadagno facile e immediato per le holding della finanza immobiliare, che consiste nella ricapitalizzazione a costo zero dei loro patrimoni societari. Lo stesso vale anche per i proprietari privati che accedono ai fondi del PNRR. Il tempo stabilito per i prezzi calmierati è di dodici anni (prezzo ridotto del 15% sul valore di mercato degli affitti e il 30% dei posti riservato a studenti in convenzione), dopodiché l’edificio rientrerà nelle piene disponibilità delle holding, che potranno farne quello che vorranno, dopo avere ampiamente beneficiato di sgravi fiscali, pratiche costruttive semplificate, cambio di destinazione d’uso dei fabbricati senza variante urbanistica e forti sconti degli oneri di urbanizzazione: una vera e propria autostrada a otto corsie dal punto di vista della facilitazione, che nemmeno le emergenze abitative più estreme hanno mai visto.

Le parole chiave per vendere bene l’operazione speculativa, che sembra risolvere tutti i problemi degli studenti fuori sede, sono le solite: riqualificazione, rigenerazione urbana, impatto generazionale, restituzione alla comunità, domotica, smart-city, il tutto condito dalla solita melassa green, che non deve mai mancare. Dopo dodici anni, il privato si ritroverà proprietario di un immobile modernissimo e rivalutato, con un taglio consistente degli oneri di urbanizzazione che servirebbero a migliorare i servizi pubblici del territorio: scuole, spazi di salute e socializzazione, aree verdi, biblioteche, strade, parchi e piste ciclabili, ovvero opere pubbliche di cui il Pablo Golese avrebbe bisogno ma che non vedrà mai. La promessa della rigenerazione urbana a tempo determinato si consuma in questo scarto temporale. Se per la finanza immobiliare tutto questo costituirà un importante asset finanziario, che andrà a consolidare il proprio patrimonio per i decenni a venire, alle giovani generazioni spetterà un misero orizzonte temporale di soli dodici anni. Una speculazione travestita da opportunità giocata sulla pelle dei giovani, che si trasforma in uno sfratto generazionale.

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