l'area del Bosco Ospizio dopo gli abbattimenti. © Assemblea Bosco Ospizio

Ma gli alberi di Bosco Ospizio non ci sono più

Il Consiglio di Stato sospende il taglio degli alberi, ma Conad li ha già abbattuti.

di Assemblea Bosco Ospizio

Comunicato del 10.10.2026

Il Consiglio di Stato sospende il taglio degli alberi, ma Conad li ha già abbattuti una settimana fa.

Nella giornata di venerdì 9 ottobre è arrivata l’attesa sentenza del Consiglio di Stato, in merito alla richiesta urgente di pronunciarsi sul taglio degli alberi a Bosco Ospizio e al blocco di futuri abbattimenti.

Il Consiglio di Stato ha accolto il nostro appello cautelare, ribadendo un concetto semplice: bisogna procedere con buon senso.
E quando ci sono dubbi su illeciti amministrativi di un progetto che prevede di tagliare alberi adulti e distruggere un sottobosco ricco di fauna e biodiversità, il buon senso dice che gli alberi non vanno tagliati, e che conservare le fattezze di un bosco urbano fino alla fine di un iter giudiziario è l’unica scelta possibile.

Conad Centro Nord e la sua appaltata Benassi srl non hanno agito secondo buon senso. La foga e la rapidità con cui hanno distrutto alberi e trinciato arbusti ha mostrato la volontà precisa di procedere al completo abbattimento del bosco, così da neutralizzare sul nascere il confronto e qualsiasi possibilità di appello.

Bosco Ospizio prima degli abbattimenti

Pur sapendo dell’udienza pendente, le ruspe sono entrate all’alba esattamente una settimana prima della data della sentenza. Pur di tenere nascosto l’avvio dei lavori, non sono stati neppure avvisati personale e famiglie della scuola dell’infanzia La Villetta, non sono stati apposti i regolari cartelli di comunicazione di inizio cantiere, non è stata transennata l’area sulla strada adiacente i lavori.

Il totale abbattimento degli alberi già al primo giorno, e l’installazione di nuove pannellature a impedire il controllo visivo di ciò che realmente avviene all’interno dell’area, ci indicano quanto timore ci fosse di questa sentenza e quanta poca trasparenza ci sia su ciò che Conad Centro Nord sta portando avanti dietro quei pannelli.

L’Amministrazione Comunale è complice di questo scempio: mai, nonostante le nostre numerose richieste, ha esercitato vera pressione sul soggetto attuatore, neppure per chiedere di attendere il parere del Consiglio di Stato prima dell’inizio lavori. Il suo ruolo è purtroppo stato chiaro fin dall’inizio di questa vertenza: dalla firma sui permessi apposta tre giorni prima della discussione della mozione popolare nel 2025, al silenzio sull’uso spropositato di forze dell’ordine e delle misure repressive messe in atto dalla Questura in queste ultime settimane di protesta pacifica e nonviolenta.

Silenzio che è stato interrotto solamente dalla voce di alcuni esponenti della giunta, che lamentano sui giornali di essere vittime di offese e calunnie, sentendosi additati come “capri espiatori” della distruzione del Bosco Ospizio. L’Assemblea del Bosco parla solo dai suoi canali ufficiali e nelle occasioni pubbliche, dove ha sempre rifuggito metodi e toni impropri e attacchi personali: non accetta quindi di essere responsabilizzata per opinioni di singoli sui social media da chi tenta di sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità politiche.

Gli attivisti hanno cercato di difendere fino all’ultimo il bosco

Per noi però questa sentenza significa anche altro: che quegli alberi avevano una dignità, avevano un valore e meritavano di essere risparmiati. Questo documento ci conferma quello che già sapevamo: quanto iniziato il 30 settembre scorso non è stato solo mancato buon senso, è stato un ecocidio, per di più svolto in area urbana che sarà, quindi, sempre più esposta a temperature estive micidiali.

Adesso il Consiglio di Stato invita il TAR a esprimersi rapidamente nel merito del progetto, con un pronunciamento previsto per febbraio 2027. Fino a quel momento, chiediamo con forza che non un granello di sabbia, non una goccia di cemento sia versata su questo suolo.
Aver tagliato il bosco, aver scelto la strada della repressione – prima coi fogli di via a quattro attivisti e ora con la rimozione forzata del presidio – non ci fermerà.

Continua il boicottaggio di Conad su scala nazionale – continuano le mobilitazioni, a partire da un corteo cittadino in occasione dello Sciopero per il Clima, venerdì 16 ottobre, nei futuri luoghi a rischio cementificazione della città: per dire che c’eravamo, ci siamo, ci saremo dove la coscienza ambientale impone di essere.

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Immagini: © Assemblea Bosco Ospizio.

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