© Comitato Essenon

Torino. Quando i cittadini sono più forti di Esselunga

Il Parco Artiglieri da Montagna è salvo. Già ridotto negli anni per la realizzazione di un centro sportivo, il Parco davanti al Tribunale di Torino, che ospita decine di alberi ad alto fusto, era destinato a sparire per la realizzazione di un ipermercato. Il Comune ha comunicato che, grazie ad una proposta del Politecnico, il progetto verrà modificato, salvaguardando l’area verde. Il Comitato Essenon, che negli anni si è preso cura del Parco e organizzato iniziative e raccolta firme, chiede ora chiarezza e un aggiornamento pubblico sul destino dell’area.

di Marilena Bosticco

Pubblicato su Volere la Luna.

Quella che raccontiamo qui è la storia di una “lotta” e di una “resistenza verde”. Accade a Torino e ha per oggetto un’area di grande significato ambientale e sociale. Stiamo parlando del Parco Artiglieri da Montagna, situato davanti al Palazzo di Giustizia e comprensivo del centro di aggregazione giovanile  Comala, su cui il colosso Esselunga aveva in progetto la costruzione di un ipermercato di 8.600 mq cancellando, con cemento e asfalto, l‘area verde. Il parco, che misura circa 30 mila metri quadrati in terra piena, è parte di una vasta area da riqualificare comprendente le ex fabbriche Nebiolo e Westinghouse e una porzione dell’ex caserma La Marmora, ed era stato venduto nel 2013 dal Comune di Torino (sindaco Piero Fassino) a una società risultata poi essere una longa manus di Esselunga. Dopo alterne vicende, anche giudiziarie, all’atto dell’insediamento della Giunta presieduta dal sindaco Lo Russo, il progetto, considerato ormai definitivo, prevedeva, in accordo con i privati, la costruzione dell’ipermercato, di un centro congressi e di un hotel.

La sola idea di vedere cemento e calore al posto del verde, ha scatenato l’ira di moltissimi cittadini che si sono mobilitati (riuniti nel comitato Essenon) per fermare un progetto nefasto in tempi di crisi climatica e isole di calore intense. Il parco, infatti, non è “solo” un parco di 30.000 mq come qualcuno potrebbe pensare, ma anche “un’isola di freschezza e biodiversità” in un ambito fortemente urbanizzato come la Circoscrizione 3 di Torino. Da anni qui sono presenti moltissimi alberi di grosse dimensioni (querce, paulonia, bagolari, aceri saccarini) che ombreggiano, abbelliscono e rendono questo luogo un vero e proprio “rifugio climatico”. Non solo, il parco rimane un’area fondamentale per l’assorbimento delle acque meteoriche, in quanto sotto la superficie è presente suolo vergine, mai edificato.

Negli anni, dunque, diverse iniziative sono state intraprese per la salvaguardia del parco: richieste di assemblee pubbliche in Circoscrizione, pranzi e feste popolari, eventi straordinari di pulizia del parco, raccolta firme, incontri e visite di alcuni divulgatori scientifici come Silvia Rosa Brusin o lo storico e accademico Alessandro Barbero e via seguitando. 

La mobilitazione, alla fine, è stata pagante. È notizia delle scorse settimane che l’area verde non sarà “intaccata” dal cemento. Il Comune ha, infatti, reso nota una proposta congiunta del Politecnico di Torino e di Esselunga per la realizzazione di nuovi spazi per la didattica e la ricerca, di un centro congressi e di un supermercato di medie dimensioni su un‘area retrostante ora adibita a parcheggio con ridimensionamento del progetto originario e salvaguardia del parco che sembrerebbe preservato dalla cementificazione. Dunque, una buon esempio di partecipazione e resistenza attiva e dal basso che dimostra concretamente quanto l’azione dei cittadini e delle cittadine possa essere un “valido attore” per influenzare positivamente gli enti pubblici e i poteri economici a cambiare i piani “di sviluppo” del territorio. Negli ultimi cinque anni Torino ha visto altre “grandi battaglie verdi” che si sono in parte o risolte o bloccate grazie all’azione, alla costanza, alla determinazione dei cittadini. Il riferimento è alle vicende del Pratone di Parella e degli Aceri  di corso Belgio, mentre restano attive altre battaglie come quella di Salviamo il Meisino. I vari comitati sono riuniti in un unico gruppo denominato Resistenza verde che si riunisce periodicamente. 

Il comitato Essenon chiede ora che l’amministrazione comunale convochi un momento di confronto aperto a tutti i cittadini per i prossimi passi da fare in considerazione del fatto che resta depositato il Piano di Edilizia Convenzionata presentato da Esselunga. Il Comitato sostiene che è finito il tempo delle trattative lontano dai riflettori. La difesa del Parco non va discussa negli uffici, ma con i cittadini e le cittadine che da più di cinque anni, concretamente, si sono spese per la sua difesa: facendo vivere il parco con una moltitudine di iniziative, prendendosene cura con continui monitoraggi, attività di giardinaggio e pulizia, ma anche mantenendo alta l’attenzione sul parco. Per questo è stato chiesto un aggiornamento pubblico, un momento informativo accessibile a chiunque, proprio al parco Artiglieri, in cui il Comune spieghi alla cittadinanza cosa succederà davvero al Parco Artiglieri da Montagna e a tutta l’area del progetto. Nel contempo si continua a richiedere alla Circoscrizione 3 e al Comune di Torino un impegno per una maggiore pulizia dell’area, la protezione dagli sfalci indiscriminati delle aree fiorite curate dagli attivisti, la ricollocazione delle panchine e dei giochi per bimbi (altalene, giochi a molla etc) che nel frattempo erano stati rimossi, l’installazione di una fontanella e di un wc mobile (vista anche la presenza di numerosi viaggiatori per l’adiacente stazione dei bus a lunga percorrenza).

Marilena Bosticco

06.07.2026

Foto: Comitato Essenon.

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