Pale eoliche Ph Canva

Eolico sull’Appennino: tra sentenze e scontri fra le regioni

Dopo la buona notizia del parere negativo all’impianto eolico dei Comuni di Scansano e Magliano (Gr), la Regione Toscana si dichiara favorevole a quello che dovrebbe sorgere nel Comune di Badia Tedalda (Ar), provocando un duro scontro con Emilia Romagna e Marche, che contestano fortemente l’opera. Intanto continuano ad arrivare nuove richieste: solo intorno all’alta Valmarecchia sono stati presentati complessivamente 11 progetti per 66 aerogeneratori, alti come grattacieli

All’inizio di aprile, nell’ambito del procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale di competenza statale, la Regione Toscana ha emesso parere sfavorevole relativamente alla realizzazione del “Parco” eolico nei Comuni di Scansano e Magliano (Gr), proposto dal Gruppo Visconti Scansano S.r.l.

Il progetto prevede 11 aerogeneratori di potenza pari a 7,2 MW ciascuno (potenza complessiva massima in immissione di 79,2 MW) e una produzione di energia pari a circa 221,76 GWh/anno. Le torri dovrebbero avere una lunghezza della pala di 84 m ed un’altezza massima al mozzo di 114 m (altezza complessiva fuori terra di 200 m). Per ulteriori dettagli rimandiamo all’articolo pubblicato a marzo sul nostro blog.

La Giunta regionale ha dichiarato di non poter escludere un impatto negativo del progetto su paesaggio, aree boscate, fauna e flora, aspetti socio-economici (nell’area interessata è fortemente diffuso l’agriturismo) e risorse idriche, a seguito dell’istruttoria regionale eseguita dal settore VIA e considerando i pareri sfavorevoli espressi dai Comuni di Scansano e Magliano, le criticità segnalate dalla provincia di Grosseto, le osservazioni del Settore regionale forestazione, dell’Autorità idrica toscana e dall’Acquedotto del Fiora, le prescrizioni richieste dal Settore regionale tutela, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio, dal Genio Civile Toscana Sud, da ARPAT, dal Settore regionale tutela della natura e del mare e dal Settore Vas e Vinca.

Il presidente della Regione Eugenio Giani ha motivato così la decisione assunta: “Nonostante la nobile finalità di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili e la nostra convinzione che produrre energia pulita rappresenti un interesse prioritario in vista di uno sviluppo sostenibile e della lotta ai cambiamenti climatici la Regione Toscana giudica non adeguato questo progetto. Gli impianti per la produzione di energia rinnovabile devono essere realizzati nel rispetto sia del contesto in cui si vanno a insediare, sia degli atti di programmazione e pianificazione regionale. Dunque la Toscana non è contro l’eolico, ma ogni concessione deve essere ponderata e in questo specifico caso l’attività istruttoria ha fatto emergere impatti non sostenibili su paesaggio, biodiversità ed economia locale. La Toscana è per l’energia verde, ma è soprattutto per uno sviluppo ragionato, dove fonti rinnovabili e tutela del paesaggio proseguono di pari passo, indissolubilmente intrecciate”.

Dichiarazioni che hanno fatto sperare in un nuovo approccio della Regione Toscana, basato su una analisi seria e attenta dei delicati contesti naturali che dovrebbero ospitare i numerosi impianti eolici proposti.

Il 15 aprile invece la Regione Toscana ha dato parere favorevole al progetto eolico Badia del Vento, proposto dalla SCS 09 SR, nel Comune di Badia Tedalda (Ar), che prevede 7 aerogeneratori alti 180 metri sui crinali del Montefeltro, tra Toscana, Emilia-Romagna e Marche. Anche in questo caso lo sfregio al paesaggio, gli sbancamenti per realizzare infrastrutture e strade, l’arrivo di tonnellate di cemento per le torri, l’abbattimento di boschi di pregio e le future difficoltà per il turismo e l’economia locale hanno messo in allarme cittadini, associazioni e anche le Regioni degli altri versanti. Emilia Romagna e Marche infatti hanno espresso parere negativo, insieme all’Ente Parco Sasso Simone e Simoncello, le Provincie di Rimini e Forlì Cesena, le Soprintendenze, le Unione Comuni della Valmarecchia, i Comuni di Casteldelci e di Borgo Pace.

Il progetto sta creando una frattura istituzionale tra le Regioni coinvolte, nonostante il patto di collaborazione firmato da poco dai presidenti di Emilia Romagna e Toscana, per gestire le aree di confine sulla dorsale appenninica.

La quarta riunione della Conferenza dei Servizi è stata rinviata a mercoledì 14 maggio.

In una lettera inviata alla stampa e ai parlamentari l’associazione toscana “Atto Primo: Salute Ambiente Cultura” ha commentato così la decisione della Regione Toscana: «La linea della Regione sulle autorizzazioni di impianti eolici sui crinali è chiara, ovvero andare avanti con i progetti eolici sull’Appennino, con il solo obiettivo di non perdersi i finanziamenti del PNRR assicurandoseli nel modo più semplice: delegando alle grandi società private l’implementazione della transizione energetica… E questo a fronte delle evidenze sotto gli occhi di tutti: con le intense piogge del mese scorso, che hanno evidenziato la fragilità idrogeologica del Mugello, il cantiere per l’impianto eolico sul Monte Giogo di Villore Corella (Appennino mugellano), definito dall’assessore all’ambiente della Regione Toscana “un progetto modello”, ha provocato lo scivolamento verso valle del terreno, avvicinandosi alle condotte di un gasdotto». La lettera conclude ricordando che la decisione della Regione «Mette a rischio l’efficacia delle politiche virtuose delle Regioni limitrofe e con quelle l’equilibrio idrogeologico e ambientale dei polmoni dell’Italia centrale, oltre naturalmente a violare i principi della Costituzione italiana (art. 9) e delle normative europee (Do No Significant Harm, Nature Restoration Law)».

La Regione Toscana è uscita recentemente sconfitta da un procedimento giudiziario di fronte al Consiglio di Stato, che, un mese fa, ha annullato tutti gli atti autorizzativi regionali per la costruzione di un parco eolico sull’Amiata, nel comune di Roccalbegna (Grosseto), in accoglimento dei ricorsi presentati dall’associazione Italia Nostra (insieme ad alcuni residenti) e dell’Unione dei Comuni montani dell’Amiata Grossetana e del Comune di Roccalbegna, che avevano espresso parere negativo, come la Soprintendenza.

Nel frattempo continuano a spuntare nuovi progetti. Proprio in questi giorni sono stati pubblicati sul sito del Mase i documenti tecnici dell’impianto “La Fonte”, proposto dalla società RWE Renewables Italia srl, 8 generatori eolici da 7,0 MW, della potenza nominale di 56 MW, nei comuni di Badia Tedalda (AR) e Pieve Santo Stefano (AR) e relative opere civili ed elettriche connesse localizzate nel Comune di Sansepolcro (AR). Il tutto nei pressi dell’area in cui dovrebbe sorgere l’impianto eolico “Passo di Frassineto” (7 pale alte 180 metri), in valutazione presso la Regione Toscana e di altri due impianti con altre tre torri nella zona di Poggio dell’Aquila. Complessivamente solo in questa zona sono stati presentati 11 progetti per 66 aerogeneratori.