Con la variante al Piano Integrato di Intervento in discussione in questo periodo, sono stati accantonati i progetti della biblioteca civica e dell’insediamento di 800 appartamenti. Ma il Pratone di San Donato Milanese non è ancora salvo. È previsto infatti che vengano costruiti quattro nuovi edifici residenziali, destinati ad ospitare circa 200 appartamenti
a cura dell’associazione N>O>I Network Organizzazione Innovazione – Dipartimento Pratteto
Mentre sui social si sprecano indignazioni lampo e commenti a effetto, c’è una battaglia silenziosa che si consuma lontano dai riflettori dei like e delle stories. Una battaglia che riguarda tutti, anche voi che leggete distrattamente tra una polemica e l’altra su Facebook. A San Donato Milanese, nel cuore del Sud Est di Milano, c’è un luogo che ancora respira, e lo fa anche per voi. Si chiama Pratone. No, non è solo un campo. È un respiro collettivo, un frammento di storia, un miracolo verde incastonato tra le vie Gramsci e Martiri di Cefalonia.
Oltre il verde: il Pratone è Vita
Grande come nove campi da calcio, il Pratone non è uno “spazio da edificare” né un “vuoto da riempire”. È un habitat vivo, un ecosistema che ospita piante rare, insetti, piccoli mammiferi e persino uccelli migratori che ogni anno vi fanno tappa, come pellegrini in cerca di riparo.
Un’oasi urbana che resiste in una terra sempre più soffocata dal cemento e dall’inquinamento.
In un’epoca in cui parliamo (a volte a sproposito) di sostenibilità, il Pratone è una lezione vivente di ecologia. Assorbe CO₂, produce ossigeno, combatte il caldo torrido e filtra le polveri sottili che respiriamo ogni giorno. È una boccata d’aria per tutti noi, anche per quelli che lo ignorano.
Non è nostalgia, è memoria
Questo suolo non è stato ancora violato dal cemento. È vergine. Ed è raro. Un ricordo fisico e tangibile delle radici agricole di San Donato Milanese, quando il territorio non era ancora invaso da centri commerciali e palazzine prefabbricate. In quel prato vive la memoria del passato e l’occasione di insegnare alle generazioni future che non tutto deve essere consumo e profitto.
Un bene comune, non un lotto edificabile
Difendere il Pratone non è una questione da ambientalisti radical chic o da comitati “contro tutto”. È una scelta di civiltà. Un atto concreto per la salute pubblica, per il benessere mentale, per la qualità della vita. È un luogo in cui bambini possono correre senza asfalto sotto ai piedi, adulti possono rigenerarsi dal caos cittadino, e anziani possono ritrovare la quiete del tempo che fu.
Chi vuole ridurre il Pratone a una casella da colorare nel piano regolatore ha perso di vista il valore autentico delle cose. E chi lo lascia fare in silenzio – sì, anche voi, scrollatori seriali e indignati da tastiera – è complice di un futuro sempre più arido, nel corpo e nello spirito.
L’appello della LIPU: fermiamo l’assurdo
Anche la LIPU Milano, attraverso la voce di Elia Mele, ha scritto al Comune per ricordare che il Pratone non è un fastidio né un ostacolo, ma un patrimonio da custodire. Un appello accorato che dovrebbe risuonare nelle coscienze di chi governa e di chi vota, perché il futuro non si costruisce solo con l’edilizia, ma anche – e soprattutto – con la cura del bene comune.

Svegliamoci prima che sia troppo tardi
Il Pratone è lì, e aspetta. Ma non aspetterà per sempre. Se non lo difendiamo ora, domani sarà solo un altro quartiere senz’anima, con un nome finto-naturale su qualche cartellone pubblicitario: “Residenza Le Betulle”, magari, al posto delle vere betulle.
Questo è un appello. A voi che parlate di futuro, di ambiente, di salute. Lasciate perdere i like, le frasi fatte e le bandierine politiche. Venite a vedere cos’è davvero il Pratone. E poi dite se vale o no la pena combattere per salvarlo.
Condividi, ma soprattutto agisci. Perché un giorno i vostri figli potrebbero chiedervi: dov’eri quando hanno distrutto l’ultima oasi della città?
N>O>I – Network Organizzazione Innovazione, Pratone, PRATTETO
June 21, 2025
Segui RecSando sul sito e la pagina FB.
Consulta il sito di Noi.
Segui il Comitato Salviamo il Pratone sulla pagina FB.






