Alternative al consumo di suolo, pratiche di rigenerazione urbana e tutela del patrimonio storico-culturale a Modica (RG)
Nella primavera del 2022 Modicaltra si presentava alla città illustrando il lavoro di mappatura del centro storico. Risultato: quasi il 40% degli edifici tra Modica Bassa e Modica Alta erano vuoti (qui un articolo di SIP). Da allora non sono mancate le iniziative e i progetti per cercare di dare seguito a quell’impegno civico, dal cinema di quartiere all’approvazione del regolamento sui beni comuni, dalle passeggiate di quartiere alla campagna fuori dal comune. Forti di quell’esperienza e con una base di attivisti/e sempre più larga e plurale, gli attivisti e le attiviste di Modicaltra hanno riportato i propri corpi per le strade della città, rivolgendosi al quartiere della Sorda.
La scelta non è stata casuale: il quartiere ha subìto una profonda trasformazione urbanistica, caratterizzata da un esponenziale consumo di suolo che ha collateralmente cancellato a colpi di spugna ville di pregio e ridotto, fino a renderle residuali, le aree verdi. Questo fenomeno – con il quale si è trascurato il valore del suolo come infrastruttura ambientale funzionale all’equilibrio dell’ambiente, determinante per la fornitura di cibo, per il contrasto alla crisi climatica – ha portato alla perdita di servizi ecosistemici e, nondimeno, ha contribuito allo spopolamento del centro storico della città. Il tutto dimenticando gli spazi per la mobilità dolce, quali marciapiedi e piste ciclabili (residuali e a volte inesistenti).
Il report nasce dall’urgenza di analizzare criticamente questi cambiamenti e di proporre strategie alternative che possano conciliare il futuro della città con la tutela del patrimonio storico e ambientale. Attraverso un’accurata raccolta di dati e il confronto con modelli virtuosi di rigenerazione urbana, il documento che sarà presto consultabile sul loro sito offre una panoramica delle criticità del quartiere e suggerisce possibili soluzioni per un futuro più sostenibile. Il lavoro, strutturato in diverse sezioni – che vanno dall’analisi di contesto alla raccolta di dati geolocalizzati sulle ultime ville/masserie esistenti, gli edifici vuoti, gli “scheletri” e le aree archeologiche presenti nel perimetro della Sorda, passando per la schedatura di esperienze di cittadinanza attiva, contrasto al consumo di suolo e rigenerazione urbana già adottate con successo in altre realtà, più e meno vicine – verrà presentato il prossimo 4 ottobre a Modica (RG), alle ore 18:30, presso l’auditorium Antoniano.
In quella occasione verrà proiettato il corto “La forma della città”, di Pier Paolo Pasolini, e ci sarà un talk con Chiara Nifosì, docente di Urbanistica presso il Politecnico di Milano, Luca Aiello, dell’associazione Trame di Quartiere di Catania e il sindaco Antonio Sebastianelli, di Terre Roveresche (PU).
Lo scopo, oltreché divulgativo, è quello di portare avanti delle azioni concrete, unitamente agli impegni che con la Campagna fuori dal comune abbiamo già sottoposto all’attenzione dell’attuale Amministrazione. Si mira, ad esempio, a un’istanza di tutela per ville e case rurali, dal basso e con una rete di cittadini e associazioni attivi sul territorio, da sottoporre all’attenzione della Soprintendenza. Dall’analisi dei dati emerge un dato preoccupante: 70 ville storiche su 78 e 101 case rurali su 112 risultano oggi potenzialmente a rischio demolizione, in quanto ricadenti in zone dove gli strumenti urbanistici vigenti lo consentono. Un’azione che non riguarda meramente il pregio storico-architettonico della singola villa, il singolo edificio isolato in sé stesso, ma nondimeno ambisce a tutelare i servizi ecosistemici – ossia un’ampia gamma di processi complessi che producono benefici per l’ambiente, per l’uomo e il loro benessere, dalla protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, alla fornitura di cibo – offerti dagli spazi verdi di pertinenza e dalle “infrastrutture ambientali” (filari, masse alberate, siepi, …) fondamentali “corridoi di biodiversità”, in un’area oramai satura di cemento e asfalto.
Oltre alla tutela delle ville e masserie della Sorda, diretta conseguenza della paziente attività di mappatura, l’associazione vuole iniziare a mettere in campo qualche iniziativa di urbanismo tattico e avviare un processo che prenda in mano la sorte degli edifici abbandonati/incompleti, per un loro riuso/adeguamento o, in presenza dei requisiti legali, per un ripristino dei luoghi in cui sorgono, da decenni, scheletri di edifici incompiuti.
(Foto di copertina di Caterina Cavallo)







