Dai dati forniti dall’Ispra, Torino risulta prima tra i comuni italiani con più di 100.000 abitanti per superficie cementificata. Neanche i parchi storici vengono risparmiati. Mentre si concludono i lavori del “Centro per l’educazione sportiva e ambientale” nell’area protetta del Meisino ed è in corso la conferenza di servizi per il nuovo ospedale alla Pellerina, Piazza d’Armi è invasa dalle megastrutture delle Atp Finals, che l’amministrazione punta a rendere permanenti, per realizzare un Hub del tennis e polo per grandi eventi internazionali…
a cura di Difendiamo il verde e il territorio. No Grandi Eventi
Ottobre era appena iniziato e il Parco dei Cavalieri di Vittorio Veneto (Piazza d’Armi) risultava già irriconoscibile. In un grande via vai di auto, muletti e camion, gran parte dei viali e dei prati è sparita, sotterrata dagli enormi padiglioni, in costruzione da giorni, del FAN VILLAGE delle ATP Finals, il torneo che dal 9 al 16 novembre vedrà sfidarsi all’Inalpi Arena i big del tennis mondiale.
Anche quest’anno gli organizzatori promettono una “experience immersiva e coinvolgente“, abbaglianti facciate full led, puro divertimento nei campi in cui provare varie discipline, una food, court ancora più grande per una “esperienza gastronomica senza precedenti“, ampi stand degli adorati sponsor, palcoscenico con maxi-schermo che “impreziosisce l’offerta di intrattenimento“. E possono entrare tutti, pagando 12 euro di biglietto al posto dei 10 dell’edizione 2024: può essere un’alternativa, nella città che vive una crisi profonda, per chi non possiede centinaia/migliaia di euro per i biglietti delle partite del torneo nel palazzetto accanto.
Tutto questo in un Parco pubblico, che per mesi diventa impraticabile per i tantissimi cittadini che lo frequentano. Allestimento e smontaggio durano settimane. Dopo l’evento i prati rimangono recintati e inaccessibili per mesi.
Comune e Regione non parlano mai del disagio degli abitanti e, anzi, pur di trattenere il grande evento anche per i prossimi cinque anni e non farselo soffiare da Milano, sono determinati a soddisfare le richieste della Federazione Italiana Tennis e Padel, che chiede che il Fan Village diventi permanente.
Il desiderio del sindaco Lo Russo è la creazione di un Hub nazionale del tennis, che durante l’anno verrebbe usato per iniziative anche non sportive, per “trasformare la città in un polo d’attrazione per grandi eventi internazionali“.
Qualora il progetto venisse approvato, i lavori inizierebbero già a fine novembre 2025 e si passerebbe dalla già grave ferita inferta al Parco dalle strutture temporanee alla scomparsa di gran parte di esso (per un’area di 10.000 mq), con consumo di suolo, danno a flora e fauna (che pur essendo in piena città sono rilevanti, anche grazie alla presenza dello stagno), ennesima perdita di spazi pubblici e naturali per gli abitanti, massicci investimenti per manifestazioni sportive riservate ad élite.
Ancora una volta istituzioni e grandi gruppi dispongono dei nostri quartieri come vogliono e portano avanti la logica del grandi eventi, che arricchisce pochi, impoverendo per sempre la comunità e il territorio di tutti.
Aiutaci a contrastare il folle progetto del Fan Village permanente e a difendere il Parco di Piazza d’Armi! La città è di chi la abita.
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La sinistrata amministrazione torinese si ricorda di essere “green” solo quando si tratta di mettere ZTL con tanto di telecamere e di vietare la circolazione ad una manciata di veicoli “non ecologici”, di proprietà dei poracci che non si possono permettere di spendere 15.000 euro per una cazzo di Panda ibrida, mentre le decine di aerei che atterrano (sulla direttrice dei due stadi di calcio) e quelli che decollano (con una bella virata sulla testa dei comuni della cintura TO-nord) possono continuare a spettazzare scarichi di kerosene come se fosse Chanel n. 5: quando il “green” fa rima con “crin” (per i diversamente sabaudi i crin sono i porci).
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