Luserna s. Giovanni - Tigli di via Monte Granero - Ph Mauro Collino

Luserna S. Giovanni, per l’ampliamento chiesto da Caffarel il comune distrugge il paesaggio che ha ereditato

Nella decisione dell’abbattimento dei tigli in via Monte Granero per l’espansione dello stabilimento della Cafferel, non è stato considerato l’effettivo valore dell’alberata, che rappresenta un bene comune, fondamentale per l’identità, la memoria e la qualità urbana. Pubblichiamo la lettera inviata all’amministrazione comunale dal gruppo “Osservatorio 0121 – Salviamo il paesaggio Difendiamo i territori”.

del gruppo Osservatorio 0121 – Salviamo il paesaggio Difendiamo i territori

Anche il Gruppo Osservatorio 0121 aderente al Forum regionale di Salviamo il paesaggio e territori operante nel Pinerolese ha espresso la propria opinione in merito alla vicenda dell’alberata di via Monte Granero di Luserna S. Giovanni (TO) di cui abbiamo parlato alcuni giorni fa. Il contributo integra il confronto locale che finora si è incentrato soprattutto sulla dicotomia occupazione/legalità urbanistica trascurando la visione paesaggistica/culturale che, comunque, resta ancora un approccio minoritario. Gli aspetti ordinari e diffusi del paesaggio, pur meritando riconoscimento e valorizzazione, raramente fanno del parte del comune sentire delle comunità locali. In questo caso, però, è presente anche l’aggravante di un esplicito contrasto col Piano Paesaggistico Regionale già recepito dal piano regolatore vigente. Ma è l’intera val Pellice che fatica a confrontarsi con la pianificazione paesaggistica e le poche esperienze in corso si caratterizzano più che per il recepimento del P.P.R. per la difesa dal P.P.R. Cominciando dal mantenimento dell’edificabilità in contrasto col P.P.R.

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Al sindaco di Luserna San Giovanni

Al Presidente del Consiglio Comunale di Luserna San Giovanni

Al Responsabile del procedimento

Considerazione sull’abbattimento dei tigli di via Monte Granero e sul destino dei viali di Luserna

Il Gruppo Osservatorio 0121 aderente al Forum regionale di Salviamo il paesaggio e territori e operante da tempo nel Pinerolese con la presente lettera esprime la propria opinione in merito all’abbattimento di 21 dei 40 tigli costituenti il filare di via Monte Granero a Luserna S. Giovanni per facilitare le attività logistiche della ditta Caffarel/Lindt.

Sentite le opinioni del Sindaco di Luserna San Giovanni espresse su alcuni organi di informazioni locali e vista soprattutto la delibera di Giunta comunale n. 125 del 8/10/2025, prendiamo atto della decisione di tagliare parte delle piante di via Monte Granero e soprattutto di consentire l’abbattimento di tutti i viali di Luserna. Infatti, ignorando i divieti di abbattimento delle alberate dell’art. 18 delle NTA del PRGC, che di fatto costituisce l’unica fonte normativa su tale fattispecie, scompaiono le tutele per i viali del Comune.

Prescindendo dagli evidenti profili di illegittimità dell’abbattimento che, di per sé dovrebbero già mettere fine alla questione, e prescindendo anche dalle valutazioni in merito alla fondatezza delle criticità poste dai camionisti aziendali sulla presenza “ingombrante” dei tigli, il Gruppo scrivente intende porre l’attenzione su aspetti socio-culturali e istituzionali legati alla tutela del paesaggio che non possono essere rimossi.

In particolare evidenziamo:

-l’incapacità di comprendere i valori documentari e identitari di elementi (i viali), anche ordinari, presenti sul territorio,

-il conseguente depauperamento del paesaggio urbano che progressivamente compromette la consapevolezza che i diritti di cittadinanza si esercitano soprattutto in luoghi percepiti come propri e accoglienti.

Il viale come patrimonio paesaggistico

Partiamo dall’alberata di via Monte Granero per dire che raramente un piccolo filare di tigli riesce con tanta armonia a collegare due pregevoli edifici di valore artistico e documentario quali sono la Villa Mantelli (di gusto razionalista) e la villa Giorcelli (di gusto francese ‘800esco). Non sappiamo se, negli anni ’40 del novecento, a motivo e supporto della sua realizzazione ci fosse stata una esplicita intenzione scenografica o estetica (interrogativo che, peraltro, non sembra abbia  turbato l’A.C.), ma resta il fatto che, quantomeno, l’alberata è diventata una mediazione fisica e paesistica fra le residenze e la vicina industria rappresentando un’emblematica alternativa ai “non luoghi” (cfr. M. Augè) delle zone industriali di Bocciardino, gravati da invasivi manti di cemento e bitume e, inoltre, sprovvisti di alberi benché richiesti per legge.

Resta quindi la sconfortante immagine di una A.C. incapace di creare nuovo paesaggio (artt. 1, 6 della Convenzione Europea del Paesaggio) ma tempestiva nel distruggere il paesaggio che ha ereditato.

Detto questo disapproviamo risolutamente la decisione dell’A.C. di abbattere gli alberi di Via Monte Granero che, come effetto collaterale, prefigura la stessa infelice prospettiva per la totalità delle alberate di Luserna. Dissentiamo perchè i viali svolgono molte funzioni utili all’uomo e perchè hanno anche un capacità comunicativa, simbolica, ecc. Per esempio:

-alimentano la memoria collettiva che matura con lo scorrere degli anni e con l’alternarsi delle stagioni;

-favoriscono osservazioni dinamiche attraverso il passaggio dal dettaglio alla percezione scenica urbana; costruiscono coni visuali;

-creano margini e confini essenziali per identificare isolati e quartieri e per dare continuità, solidità e compattezza a tessuti a volte sfrangiati e dispersi;

-nascondono o mimetizzano gli episodi edilizi sgradevoli, pretestuosi, artificiosi, privi di un linguaggio minimamente uniformato e congruente col contesto architettonico e tipologico;

-forniscono un contributo naturalistico, creano continuità ecologica, migliorano il microclima locale anche in funzione della risposta ai cambiamenti climatici;

Riconosciamo dunque la centralità dei viali per il senso di appartenenza e di condivisione che ispirano e promuovono e per quel sentirsi spazio vissuto, dove “si sovrappongono l’immaginazione e la realtà vissuta” (cfr.H.Lefevre); rappresentano beni comuni nella loro accezione di paesaggio (identità, memoria, qualità urbana,…).

In particolare a Luserna le alberate (via Beckwith, viale Bellonatti, viale dei Tigli, viale De Amicis, corso Matteotti, via Gianavello) sono fonte di narrazione storica e di costume; documentano l’intenzione novecentesca di valorizzare l’impianto urbano, di proporre visioni sceniche ed estetiche e anche di creare frescura per i villeggianti estivi.

Infine, nell’ultimo mezzo secolo, è seguita la stagione dell’invasivo e casuale “sviluppo” edilizio dal quale, però, non abbiamo ereditato alcun viale.

La tutela del paesaggio come mero adempimento “eventuale”

Nel tornare al progetto di abbattimento dell’alberata, dobbiamo evidenziare che in genere, a fronte della sostanziale assenza per il cittadino di strumenti o momenti di conoscenza, di proposta e di controllo, assume notevole rilevanza il ruolo dell’A.C. per effetto delle competenze previste per legge. In presenza di interventi e trasformazioni territoriali spetta dunque all’A.C. l’esercizio della tutela del paesaggio e più in generale dei beni comuni. Tuttavia riscontriamo sovente un diffuso e acritico atteggiamento di favore verso le attività economiche e l’iniziativa privata a scapito dei diritti collettivi. E pensare che anche laddove viene riconosciuto il valore dell’iniziativa privata (art. 41 e 42 della Costituzione) si precisa che essa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” e si precisa ancora che la legge interviene affinchè “l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali” e quindi statuisce quanto l’iniziativa privata debba essere in armonia con i diritti di cittadinanza. Ora ci domandiamo se, nel nostro caso, ci sia stato quel rigore valutativo necessario per commisurare i vantaggi dell’iniziativa privata e i diritti della collettività oppure se l’utilità collettiva dell’operazione di abbattimento sia stata riconosciuta un po’ artificiosamente quando ormai si era deciso di accontentare le richieste dei camionisti e di abbattere le piante.

Al riguardo degli obblighi o delle inadempienze del Comune rispetto al richiamato art. 41 della Costituzione pensiamo sia utile citare P. Urbani, Lo stato dell’urbanistica, 2024, pag. 119: “…anche i pubblici poteri non devono deragliare dai binari del bene comune, altrimenti entrano in discussione non solo le finalità del potere legislativo ma anche la legittimità dell’azione amministrativa, cui la collettività si affida perchè questa interpreti e rappresenti adeguatamente gli interessi pubblici generali.”

Pertanto richiediamo all’Amministrazione Comunale di non consentire alcun intervento finalizzato all’abbattimento dei tigli di Via Monte Granero.

Luserna, 24 novembre 2025

Per Osservatorio 0121 Salviamo il paesaggio –Difendiamo i territori

BERTOLOTTI Paolo

COLLINO Mauro

GARNERO Enzo

Un commento

  1. Totalmente solidale con la vostra richiesta.
    Quel bel viale di tigli ereditato dal passato, non deve essere deturpato dall’attuale amministrazione.

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