Ex ThyssenKrupp - Torino - © Maria Cariota

Bonifiche dei siti contaminati: coinvolta quasi la metà dei Comuni

Il 46% dei Comuni italiani risulta interessato da almeno un procedimento di bonifica in corso. Ogni anno vengono avviati circa 1.190 nuovi procedimenti. Il quarto Rapporto ISPRA fotografa lo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia al 2024.

Il quarto rapporto ISPRA sulle bonifiche dei siti regionali fornisce il quadro aggiornato al 1° gennaio 2024 dei procedimenti di bonifica sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province Autonome/Agenzie per la protezione dell’Ambiente e confluiti all’interno di Mosaico, il sistema informativo nazionale sui siti contaminati gestito dall’istituto.

Il Rapporto contiene alcune elaborazioni di carattere generale effettuate sui 16.365 procedimenti in corso e i 22.191 conclusi censiti in Mosaico focalizzandosi, poi, sull’analisi di un subset più significativo dal punto di vista ambientale (che tralascia l’analisi dei procedimenti caratterizzati dalla predominanza degli aspetti più squisitamente amministrativi): i 17.406 procedimenti che hanno superato l’approvazione del piano di caratterizzazione, di cui 6.756 sono in corso e 10.650 risultano conclusi.

La sistematizzazione e raccolta dei dati a livello nazionale sui siti oggetto di procedimento di bonifica è iniziata nel 2017, mentre nel 2021 è stato effettuato il primo popolamento di Mosaico. Nel rapporto non sono ricompresi i dati riguardanti la Sardegna né quelli che riguardano i Siti di Interesse Nazionale (SIN). L’analisi è limitata ai procedimenti più recenti attivati dal 2007 in poi.

Distribuzione territoriale

Il maggior numero di procedimenti di bonifica in corso si trovano in Lombardia, Campania e Toscana, nei cui territori si concentra circa il 53% dei procedimenti in corso nazionali.

Quasi un Comune su due è interessato da una bonifica in corso. Più precisamente, su7.899 Comuni italiani, sono 3.619 (46%) quelli che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica in corso, mentre 3.680 quelli che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica concluso.

Il 70% dei procedimenti si è concluso senza necessità di intervento a seguito di attività di indagine (indagini preliminari, caratterizzazione, analisi di rischio).

Considerando la distribuzione numerica su scala comunale dei procedimenti in corso, i primi 10 Comuni rappresentano il 16,3% della totalità degli analoghi procedimenti su scala nazionale, di cui il solo il comune di Milano, con oltre 400 procedimenti, ne rappresenta il 6,1%. Si osserva una concentrazione dei procedimenti di bonifica nei Comuni della media e bassa val Padana, in alcuni capoluoghi del centro e nord Italia, in diversi Comuni della Toscana, dell’area metropolitana di Napoli e della Puglia.

Rappresentazione cartografica del numero dei procedimenti totali (in corso e conclusi) a scala comunale

Stato della contaminazione e dimensioni delle aree coinvolte

Ogni anno, mediamente, sono attivati 1.190 procedimenti di bonifica.

I procedimenti con stato della contaminazione classificato come “contaminato” rappresentano la maggior parte dei procedimenti in corso (56,3%; 3.806 siti), quelli con stato “potenzialmente contaminato” sono poco meno del 39%. In Lombardia si registra il dato maggiore, sia in termini di valori assoluti che in termini percentuali.

La percentuale totale di siti contaminati attualmente in fase di bonifica è dell’83,6% ma, a seconda del tipo di procedura adottata, la percentuale varia.

I siti risultano prevalentemente di dimensioni contenute: il 70% ha una superficie inferiore a 10.000 mq.

Tempi di conclusione, tipo di procedura e tecnologie utilizzate

Per quanto riguardo i tempi di conclusione, se si considerano i valori corrispondenti alla mediana (come descrittori sono utilizzati alcuni percentili e non la media, che in questo caso non costituisce un indicatore corretto), i procedimenti conclusi con intervento presentano una durata di 3 anni e 10 mesi.

Riguardo al tipo di procedura, si applicano soprattutto quella ordinaria del D.Lgs. 152/06 (nel 44% dei procedimenti) e quella generica non specificata riferita al D.Lgs.152/06 (15%).

I soggetti privati sono maggiormente coinvolti nei procedimenti di bonifica rispetto ai soggetti pubblici (il rapporto tra numero di procedimenti con soggetti privati/numero di procedimenti con soggetti pubblici) è 3:1 per i procedimenti in corso e 8:1 per quelli conclusi. I procedimenti di bonifica sono attivati principalmente dai soggetti responsabili dell’inquinamento e secondariamente da quelli interessati.

I siti orfani (aree contaminate oggetto di procedimenti di bonifica in cui non è individuabile un responsabile o in cui i soggetti obbligati risultano inadempienti) censitial 01.01.2024, sono 484. Ne risultano finanziati 225, di cui 23 con intervento concluso. L’individuazione e il finanziamento dei siti orfani rappresentano la risposta della Pubblica Amministrazione (Regioni) al mancato intervento del responsabile della contaminazione, in assenza di altri soggetti interessati.

Le tecnologie censite risultano applicate principalmente alla matrice suolo/sottosuolo (79%), marginalmente alla matrice acque sotterranee (19%) e solo nel 2% dei casi ad entrambe le matrici. La tecnologia più utilizzata è lo scavo e smaltimento in discarica, adottata in circa la metà dei procedimenti e spesso come soluzione unica; il 10% delle tecnologie censite è rappresentata dalla copertura superficiale (Capping) e il 9% dallo sbarramento idraulico (Pump & Treat). Altre tecnologie censite con ricorrenza superiore al 3% sono Soil Vapour Extraction, Air Sparging e Bioventing.

Scarica il IV Rapporto ISPRA sullo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia (pdf – 15 mb).

Immagine in alto: ThyssenKrupp, Torino (per la quale è prevista una Messa in Sicurezza Operativa) – © Maria Cariota