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Bilancio arboreo 2021-2025 di Roma. Tardivo, parziale e non verificabile: la tarantella dei numeri

Con un ritardo di quattro anni l’amministrazione comunale di Roma Capitale ha pubblicato il Bilancio Arboreo. Ma i conti non tornano: viene indicato un incremento complessivo di 74.170 alberi, ma 36.372 esemplari non sono nuove messe a dimora. Mancano i dati essenziali per una verifica effettiva dello stato del patrimonio arboreo cittadino. Comitati e associazioni chiedono la pubblicazione immediata dei bilanci arborei annuali non pubblicati e dei dati completi, disaggregati, georeferenziati e aggiornati.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo i comunicati stampa del Comitato TAM (Tutela dei grandi Alberi di Monteverde e dintorni) e del Coordinamento del Regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma.

Bilancio arboreo 2021-2025 di Roma. Tardivo, parziale e non verificabile: la tarantella dei numeri

del Comitato TAM – Tutela dei grandi Alberi di Monteverde e dintorni

Il Bilancio Arboreo 2021-2025 di Roma Capitale, pubblicato subito dopo la Commissione Ambiente del 27 maggio scorso, arriva tardi, resta parziale e non consente una verifica effettiva dello stato del verde cittadino.

Il primo dato politico e amministrativo è la sua grave tardività.

Il Regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma Capitale, licenziato dalla precedente Consiliatura il 17 marzo 2021, prevede l’elaborazione annuale del Bilancio Arboreo.

Dopo oltre quattro anni, Roma Capitale presenta invece un documento cumulativo, privo dei bilanci annuali che avrebbero dovuto consentire ai cittadini un controllo costante sul suo andamento.

Anche i numeri dichiarati richiedono una lettura attenta. L’Amministrazione indica un incremento complessivo di 74.170 alberi, ma 36.372 esemplari non sono nuove messe a dimora: sono alberi già esistenti, semplicemente non censiti nel 2021.

Il saldo arboreo effettivo del periodo è ben diverso: 67.640 alberi messi a dimora, 29.136 abbattuti e 706 schiantati, per un bilancio pari a +37.798 alberi.

Anche questo dato, tuttavia, resta insufficiente se non viene reso verificabile. Il Bilancio pubblicato non consente infatti di sapere con chiarezza quali alberi siano stati abbattuti, dove, quando, per quali ragioni e con quali sostituzioni.

Mancano dati essenziali:

• abbattimenti per Municipio, strada, specie e motivazione;

• schianti e sostituzioni effettive;

• stato fitosanitario delle alberature;

• attecchimento e sopravvivenza delle nuove messe a dimora;

• dati specifici sui pini urbani;

• informazioni sulle endoterapie contro la Toumeyella parvicornis;

• accesso pubblico e verificabile al sistema GreenSpaces.

Particolarmente grave è il silenzio sui pini, specie identitaria del paesaggio romano e da anni al centro di abbattimenti, emergenze fitosanitarie e richieste di cura da parte dei cittadini.

Un Bilancio Arboreo non può limitarsi a una somma numerica. Deve consentire controllo pubblico, confronto territoriale e valutazione reale della qualità del verde urbano.

Il Comitato TAM torna a chiedere a Roma Capitale la pubblicazione immediata dei bilanci arborei annuali non pubblicati e dei dati completi, disaggregati, georeferenziati e aggiornati sul patrimonio arboreo cittadino.

In assenza di questi dati, il Bilancio Arboreo 2021-2025 resta un documento tardivo e parziale: utile alla comunicazione dell’Amministrazione, ma insufficiente a garantire controllo pubblico, trasparenza e corretta valutazione della gestione del verde urbano.

Roma, 30 maggio 2026

Comitato TAM – Tutela dei grandi Alberi di Monteverde e dintorni


All’ombra di una salvia

del Coordinamento del Regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma

Il 23 giugno prossimo presso l’Urban Center Metropolitano di Viale Manzoni il Municipio I° promuoverà una discussione aperta sul “Contrasto alle isole di calore”.

Il tema è di estremo interesse ed avremo molte domande da presentare. Alcuni argomenti, peraltro, sono già disponibili.

Le cifre del Bilancio Arboreo fornite alla Commissione Ambiente capitolina dall’Assessora Alfonsi appena qualche giorno fa hanno attizzato, infatti, una vivace polemica che non sembra placarsi.

Mentre, come al solito, nessun concreto riscontro documentale viene fornito alla pubblica opinione, tale da consentire una verifica sul campo delle alberature pubbliche effettivamente messe a dimora, un rovello ci agita. Come è possibile che dei numeri così palesemente fuori della realtà rischino di esporre la nostra amministrazione ad una figuraccia nel momento in cui un giudice a Berlino decidesse di vederci chiaro? Secondo le dichiarazioni ufficiali il numero di alberature piantate nel periodo 2021-2025 è infatti balzato, nell’arco di poche settimane, da circa 30mila (già fantastico) a 68mila.

Abbiamo una sola congettura possibile: la cifra totale degli impianti deve essere vera. Dove sta il busillis allora, quello che ha consentito di gonfiare oltremisura la cifra complessiva? Di fronte alla difficoltà di presentare (e giustificare) un Bilancio Arboreo largamente deficitario, l’amministrazione di Roma Capitale deve aver pensato fosse una buona idea quella di inglobare anche i piccoli impianti di forestazione urbana, considerandoli alla stregua di “alberi”. Ecco la ragione che deve averla costretta a più che raddoppiare il già fantasioso numero di nuove alberature che aveva dichiarato fino a qualche giorno prima.

Di che si tratta? chiederete. Un’idea ce la siamo fatta scorrendo i rapportini che il Dipartimento Ambiente, bontà sua, pubblica sulle pagine dedicate. Per aggiustare il conto, ad esempio, anche le 2.524 piantine aromatiche e ornamentali messe a dimora in Via del Foro Italico nell’aprile 2025 potrebbero essere tornate utili. Se sopravvissute, beninteso.

Roma, 2 giugno 2026

Immagine in alto: © Coordinamento del Regolamento del Verde e del Paesaggio di Roma